Storia, Cultura, Fede, Folclore, Tradizioni, Usi e Costumi nel Molise da vivere
24 dicembre 2018 – Oratino (Campobasso) MOLISE * ITALIA
In uno dei borghi più belli del Molise si svolge ogni anno un rito davvero originale e molto remoto.
La sera della vigilia di Natale, una luce che attraversa i secoli si accende per un rito “sacro” e propiziatorio del fuoco nel solstizio d’inverno: La Faglia appunto!
E’ La Faglia, una delle tradizioni più importanti di Oratino, grazioso paesello nel cuore del Molise alle porte di Campobasso. Ricorre il 24 dicembre e riempie chi la vive di quell’atmosfera magica e potente che solo il fuoco sa suscitare!
Ma che cos’è La Faglia? Si tratta di un’enorme torcia naturale, che raggiunge un’altezza di 12/13 metri e un diametro di 2, composta da semplici canne. Sono gli stessi abitanti di Oratino che le raccolgono nei giorni che precedono la vigilia di Natale. Le canne, una volta ripulite e battute, vengono legate e tenute insieme da cerchi di legno di olmo.
Come si svolge il rito de La Faglia? Il rito ha le sue precise fasi e caratteristiche di svolgimento: la notte di Natale la torcia, trasportata per il centro del paese, viene accesa sul sagrato della Chiesa alla presenza degli abitanti e dei numerosi visitatori/turisti che giungono per ammirarla. Durante il trasporto il ruolo fondamentale appartiene a quello del “capofagliaro” o “capofaglia”, cui peraltro, spetta il compito per tradizione di “deridere” tutti coloro che sono stati “derubati” delle canne (i giovani impegnati nel furto di canne devono dare prova di destrezza e di abilità; è stato osservato che tali “furti ” equivalgono ad una vera e propria iniziazione guerriera che darà poi a tutta una classe di adolescenti il diritto di considerarsi maschi e di “guardare le donne”).
Il rito, esclusivamente maschile, rimanda ai riti del fuoco e del solstizio d’inverno, che, come quelli del solstizio d’estate, sono collegati alla fecondità e al matrimonio, nonché alla morte. L’astro solare, nascendo dalla notte più lunga dell’anno, secondo le antiche religioni avrebbe dovuto acquistare sempre nuova forza per contrastare il contemporaneo ed apparente morire della natura.
Occorrono almeno 50 volontari che dovranno sopportare un peso enorme per tutto il percorso. Durante il tragitto che attraversa il centro storico del borgo antico e che porta alla Chiesa Madre, il “capofaglia”, oltre a scandire il tempo e la marcia dei portatori, grida: “Evviva le canne di …”, inneggiando alla “generosità” di coloro che hanno fornito la materia prima per la realizzazione della Faglia, una vera forma di ringraziamento alle persone ed ai paesi che, anche se indirettamente, hanno fornito le canne.
La tradizione rimanda al tempo in cui non c’era la luce elettrica e quindi la torcia serviva da riferimento per tutti coloro che volevano recarsi in Chiesa per celebrare il Natale, ma questo originale rituale che attraversa i secoli, recuperato dalla cristianità, affonda le sue origini nel lontanissimo mondo pagano, quando gli uomini erano spaventati dal buio perchè le giornate diventavano sempre più corte e accendevano i fuochi per squarciare le tenebre e far trionfare la luce.
Il significato dell’accensione del fuoco secondo una simbologia remotissima era duplice: da un lato si cercava di riprodurre, di mimare, la potenza del sole, dall’altro era presente una valenza di purificazione. Il fuoco, testimone di immortalità, avrebbe così allontanato dall’animo umano le tensioni peccaminose eliminando inoltre con un atto “magico” il male “fisico” della comunità.
La Faglia, è una preziosa risorsa per il pastore e il contadino molisano. Rudimentale faro, guida nella notte, questo artistico torcione anticamente rischiarava il cammino ed indicava, nelle notti di bufera, la dimora, il rifugio contro le rigide temperature del territorio.
Una volta giunti sul sagrato della Chiesa Madre di Oratino la Faglia viene innalzata con l’aiuto di un argano e di una corda d’acciaio. Ed è così che dal campanile la barra, con alla punta uno straccio imbevuto di combustibile, si avvicina alla sommità della Faglia, depositando la fiamma con cura in modo da dare inizio al rito del Natale.
Il rito della “Faglia di Oratino”, le cui motivazioni abbiamo capito sono remotissime, è un avvenimento corale e aggregante, interamente gestito dalla popolazione locale. Questa enorme fiaccola (“Fax”), dà fuoco al cuore e ai sentimenti degli abitanti che uniti da un acceso entusiasmo per i preparativi mantengono sempre viva e vivace questa antichissima tradizione. Una luce che attraversa da secoli il rito propiziatorio del fuoco nel solstizio d’inverno e che riscalda e incoraggia gli animi. E’ il folclore nostrano che dà enorme valore al Patrimonio immateriale e culturale di cui questa piccola regione è davvero ricchissima. Siete tutti benvenuti a vivere le tradizioni del Molise e ad emozionarvi per le vie del borgo!
Informazioni – Dove: centro storico di Oratino (Campobasso) MOLISE * Orario: partenza ore 15:00. L’accensione avviene al termine del percorso, alla sera. Evento gratuito e aperto al pubblico
A cura di Mariella Vasco fondatrice Moliseinvita e Ferdinando Onorato Presidente Associazione culturale “LA FAGLIA” iscritta nel Registro regionale delle Associazioni culturali
Fonti: turismo.provincia.campobasso.it – regione.molise.it – magazine.dooid.it * Fonte immagini: Foto Dante Gentile Lorusso e Internet
Usi, costumi e tradizioni nel Molise che tramanda fede, valori e senso di appartenenza alla propria terra.
La benedizione del pane e la festa di Sant’Antonio da Padova, il santo con il giglio che rappresenta la purezza e la lotta contro il male, nel Molise e in Italia sono insieme un rito antichissimo dal ricco significato umano-antropologico oltre che religioso.
In suo onere, per il 13 giugno, si rinnova ogni anno una tradizione molto sentita dai molisani che coinvolge famiglie, adulti e piccini lungo le vie di numerosissimi paesi della regione.
Devozione popolare a S. Antonio: la tradizionale Festa del Pane in onore del Santo di Padova a Gildone (CB) MOLISE
Bartolomè E. Murillo, S. Antonio di Padova con il Bambino, 1665-66 – Museo Belle Arti, Siviglia
Tenera è la tradizione con cui ai bambini viene fatto indossare il tipico saio del santo trasformandoli in piccoli monacelli.
Tra i santi più venerati al mondo, Sant’Antonio, prima francescano poi missionario, fu un instancabile viaggiatore.
Visitò molte terre desolate e attanagliate dalla fame di quel tempo. Famosi sono i Miracoli legati alla sua vita avventurosa… alcuni hanno davvero dell’incredibile!
Nel Molise la fede e la dovozione popolare a questo santo è simbolicamente legata al pane che viene fatto benedire nelle chiese e distribuire tra la gente… il pane come “unione”, come simbolo di generosità e slancio di amore non solo per i più “poveri”, ma per tutti gli esseri viventi su questa terra.
Spezzarlo con le mani e donarlo con il cuore è davvero un gesto di profonda Umanità. Seguire gli usi ed i costumi di questo paese così piccolo eppure così ricco di risorse e tradizioni possono indurre a riflettere sui Valori della Vita e sulla bontà che ogni essere umano riserva nel proprio Sè. Allora se accoglienza e turismo sono un sinonimo, posso affermare con certezza che il Pane come l’Amore è la più accogliente delle parole!
Visita della Chiesa rupestre di S. Antonio Abate interamente scavata nella roccia, luogo di grandissimo fascino utilizzato nei secoli per i più svariati scopi: da rifugio dei primi uomini e animali , a nascondiglio di briganti, tribunale, prigione e rifugio durante la seconda guerra mondiale.
VISITA FACOLTATIVA AL MUSEO DELLA RUPE ( costo euro 3 ) Aperto da pochi mesi raccoglie una collezione di strumenti di tortura utilizzati dagli uomini durante i secoli.
PRANZO IN AGRITURISMO con menù tipico molisano. Possibilità di visitare la “Morgia dei Briganti” a pochi passi dal ristorante, un antico abitato rupestre.
Nel pomeriggio trasferimento ad AGNONE per ammirare la ‘NDOCCIATA, antichissimo rito del fuoco che attira ogni anno migliaia di visitatori.
RIENTRO A TERMOLI IN SERATA. * EURO 42,00 * LA QUOTA COMPRENDE: viaggio in autobus GT, PRANZO IN AGRITURISMO (antipasto, primi, secondo contorno, vino acqua e caffè).
LA QUOTA NON COMPRENDE: ingresso facoltativo al museo della Rupe costo 3,00 euro. Mance e spese di carattere extra: tutto quanto non espressamente menzionato nella voce “la quota comprende”.
Veduta panoramica di Agnone (IS) – MOLISE
Per informazioni e prenotazioni: ACAPULCO VIAGGI & VACANZE Via Montecarlo, 28 Termoli (CB) MOLISE Tel: 0875-714207 cell. 335 7797684 www.acapulcoviaggi.it
La ‘Ndocciata vuole stupire: l’8 dicembre 2017 prende luce l’emozionante spettacolo di fuoco, il più antico al mondo!
AGNONE IS MOLISE * ITALIA
Tutto il programma degli eventi. Tra le novità, gli stand con 15 ricette tipiche del Molise e dell’Abruzzo. Si consiglia ai turisti e ai visitatori di arrivare di mattina.
Agnone è pronta all’incanto. Il grande spettacolo di fuoco, il più antico al mondo, sta per cominciare. Venerdì 8 dicembre 2017, intorno alle 18.00, al rintoccare delle campane della Chiesa di Sant’Antonio, si darà il via alla ‘Ndocciata, la scenografica sfilata di fiamme e scintille, che trasformerà il corso principale della cittadina altomolisana in un emozionante fiume di fuoco. Gli ‘ndocciatori, provenienti dalle cinque contrade di Agnone (Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio, San Quirico), sono pronti a stupire i tanti visitatori e turisti che arriveranno, portando sulle spalle grandi ‘ndocce infuocate, per compiere, ancora una volta, un rituale ancestrale, oggievento turistico di punta del Molise.
Il gruppo organizzativo composto dal Comune di Agnone, la Proloco e l’Associazione La Ndocciata ha messo a punto un ricco programma, per stupire i turisti, oltre alla presenza di una tribuna con posti in piedi in Piazza Giovanni Paolo II, per dare ai visitatori la possibilità di ammirare lo spettacolo di fuoco in una posizione più comoda.
«La ‘Ndocciata deve diventare non solo veicolo di turismo, ma anche di economia locale – spiega il sindaco di Agnone Lorenzo Marcovecchio -. Bisogna lavorare affinché possa autofinanziarsi e si possa passare dal taglio del volontariato ad un taglio più professionale». Il consiglio per i visitatori è di arrivare ad Agnone già dal mattino, per poter godere al meglio della manifestazione.
Alle 10.00 e alle 12.00 dell’8 dicembre, si entra già nel clima della ‘Ndocciata, con la proiezione del video sulla sfilata di fuoco a cura di Mario Mastronardi, al Teatro Italo Argentino. Tra le novità di questa straordinaria edizione, poi, la presenza degli stand del “Prodotto topico” in Piazza Unità d’Italia, che preparano dalle 12.00 alle 24.00 del giorno dell’Immacolata circa 15 piatti tipici del Molise e dell’Abruzzo. Tra formaggi e tartufo, la polenta con la salsiccia, le scrippelle, il raviolo scapolese, il farro, gli spiedoni con la ventrincina, per citarne alcuni.
Un modo per dare spazio alle tradizioni enogastronomiche e completare l’offerta dei ristoranti e delle aziende locali. Nel pomeriggio, l’ambiente si riscalda, la gente comincia a posizionarsi lungo il percorso, in attesa del grande evento. Alle 16.00, in Piazza Unità d’Italia, si può acquistare il singolo Blu, i cui proventi saranno devoluti alla lotta alla sclerosi multipla. E comincia la diretta streaming, che andrà avanti fino alle 19.00 (a cura della redazione di Altomolise.net) da poter seguire anche sulla pagina Facebook ufficiale della manifestazione: “La ‘Ndocciata – Patrimonio d’Italia per la tradizione”.
Alle 18.00, la voce della cantante Nicole Massanisso inaugura il suggestivo spettacolo di fiamme. Danze di luce incantano i presenti, che a fine sfilata, seguendo le scie di fuoco, giungono al Falò della fratellanza, al ritmo delle note della carismatica street band Birbantsband.
Tanti gli eventicollaterali, le visite guidate e gli spazi museali da scoprire durante tutto il weekend dell’Immacolata. A Palazzo San Francesco, fino al 4 febbraio, si può visitare la 1° Mostra di arte presepiale, e la mostra d’arte di HEN-Zo.
A Palazzo dei Filippini, invece, c’è l’esposizione “Il Principe Mendicante – San Francesco Caracciolo”. Nel museo dell’arte casearia e della transumanza del Caseificio Di Nucci, la mostra fotografica “Luci della ‘Ndocciata”.
Torna inoltre “Di Pasquo in Cantina” il tour guidato nel sotterraneo del caseificio alla scoperta della tradizione lattiero-casearia. Il 9 dicembre al Teatro Italo Argentino va in scena lo spettacolo in dialetto a cura del Cenacolo culturale Camillo Carlomagno e la compagnia Le 4 C.
Non manca spazio per la solidarietà: dal 7 al 9 dicembre, infatti, il gruppo AIDO di Agnone ha organizzato nella ex chiesa dei Cappuccini una pesca di beneficenza.
Per rendere più agevole l’arrivo dei turisti e per fare un censimento delle auto e delle provenienze, quest’anno sono stati organizzati parcheggi a pagamento. A partire dalle 10.00 del mattino, i visitatori troveranno varchi d’accesso alla città, dove potranno acquistare il biglietto d’ingresso di circa 1 euro a testa per la sosta. Per le auto, il costo è di 5 euro, per i camper 10 euro, per gli autobus 50 euro, 15 per i minibus da 15 posti e 25 per i bus che possono trasportare 25 persone. I residenti non pagano. La gestione dei parcheggi, affidata ad una cooperativa, darà la possibilità a 10 persone di lavorare. Gli interessati possono rivolgersi al numero: 339 6617633. La ‘Ndocciata è stata organizzata rispettando le recenti misure di sicurezza in vigore in Italia, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine. Per informazioni turistiche: Pro Loco Agnone C.so V. Emanuele 78, 86081 Agnone (IS) Tel. 0865/77249 E-mail: proloco.agnone@gmail.com
Fonte: Comunicato Ufficio Stampa ‘Ndocciata di Agnone * Fonte immagini (in ordine di apparizione): ph Giancarlo Bomba “Nuova Vita” – ph Giancarlo Bomba “Pavone di fuoco” – ph Antonello Luciani “Pronti Via” – ph Tommaso Labella – ph Tronca Marcello – ph. Giancarlo Bomba “Fuoco cammina con me”
QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI EVENTI ‘NDOCCIATA 8 e 9 DICEMBRE 2017 – AGNONE (IS) MOLISE – ITALIA
Turismo emozionale da vivere nel cuore del Molise tra storia, cultura, tradizione, folclore e sapori di un tempo. Nel Molise autentico la storica ‘Ndocciata è stata nominata Patrimonio d’Italia per la Tradizione ed onora l’Italia nel mondo!
La ‘Ndocciata, il più grande spettacolo di fuoco d’Italia
L’8 dicembre 2017 l’emozionante fiaccolata attirerà ad Agnone nel Molise migliaia di turisti e visitatori, affascinati dall’ancestrale sfilata di fuoco.
Manca un mese alla ‘Ndocciata che l’8 dicembre 2017 tornerà ad illuminare il corso principale di Agnone (IS), piccola ed attiva cittadina del Molise, definita anche sua città d’arte. Una manifestazione che affonda le sue radici nell’antica tradizione e che oggi rappresenta l’evento turistico di punta dell’Alto Molise, richiamando nel ponte dell’Immacolata – dal 7 al 10 dicembre – migliaia di visitatori pronti a stupirsi.
LO SPETTACOLO DI FUOCO CHE INCANTA
Alle ore 18:00, al rintoccare delle campane, una sfilata di enormi fiaccole, le ‘Ndocce, costruite artigianalmente con tronchi d’abete bianco, riempie di scintille e di meraviglia il corso principale della cittadina.
A portarle con orgoglio e fatica sulle spalle, cittadini agnonesi provenienti dalle 5 contrade della città (Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio, San Quirico) vestiti con cappe, cappelli neri e gli abiti della tradizione contadina.
Prima sfilano i figuranti e le figuranti con i bambini, esibendo i prodotti della terra e gli animali della campagna, poi i portatori di ‘Ndocce che hanno forma a ventaglio (a raggiera).
Il corteo comincia con le torce più piccole, quelle singole, per stupire gli spettatori con ‘ndocce infuocate sempre più grandi, che possono superare le 20 fiaccole e il peso di 140 kg. Ad animare la sfilata, le danze dei portatori di ‘Ndocce, che improvvisano piroette e coreografie di fuoco, illuminando di scie la notte agnonese, tra l’incitazione della folla. Cori ed esibizioni di zampognari fanno da contorno. Per chiudere la manifestazione nel grande Falò della Fratellanza.
TRA STORIA E TRADIZIONE
Le radici della tradizione risalgono ai Sanniti, che usavano le ‘ndocce come fonte di luce durante gli spostamenti. Da principio, la ‘ndoccia faceva parte della ritualità pagana legata al solstizio d’inverno.
Simbolo dell’antico legame dell’uomo con il fuoco. Il rito dedicato al sole e al suo ciclo annuale è stato poi fatto proprio dal cristianesimo, per diventare fuoco in onore del Dio che nasce. La ‘Ndocciata tradizionale, infatti, si svolge in forma più intimistica la sera del 24 dicembre, la notte di Natale.
Alcune credenze sono state accostate alla ‘Ndocciata nel corso degli anni. Per esempio, se il vento soffiava da nord durante i falò ci si aspettava un buon anno. Durante il Medioevo, si credeva, inoltre, che il fuoco aiutasse ad allontanare le streghe.
Mentre i più anziani oggi ancora ricordano come la ‘ndoccia fosse utilizzata per fare bella figura con le ragazze: il giovane innamorato portava la torcia infuocata sotto la finestra della donna che aveva scelto come sposa.
RICONOSCIMENTI
Ricorrenza storica per la manifestazione è stata la sfilata del 1996 in Piazza San Pietro, davanti al Papa Giovanni Paolo II. La ‘Ndocciata è stata riconosciuta come Patrimonio d’Italia per la Tradizione nel 2011 dal ministero del turismo.
Nel 2012 è stato emesso un francobollo ordinario dello Stato italiano della serie tematica “Il folklore italiano” dedicato alla ‘Ndocciata in 3 milioni di pezzi. Nel 2015, la ‘Ndocciata ha sfilato sulla darsena dei navigli di Milano, come evento di punta di Expo in Città.
La ‘Ndocciata è tra gli eventi che danno eccellenza al Molise
Fonte: Comunicato Ufficio Stampa ‘Ndocciata * Fonte immagini: Ufficio Stampa ‘Ndocciata e Web
I suggestivi vicoli di Casacalenda (CB) al tramonto, tra la neve e la gente nelle vie del centro con il bufù, tradizionale strumento musicale del paese…
Ringraziamo Vincenzo Di Lazzaro di Casacalenda per le foto che ci ha inviato. Gennaio 2016
Con l’aumentare in tutto il mondo dell’attenzione verso i temi ambientali, anche lo sviluppo sostenibile del turismo incomincia a ritagliarsi spazi di notorietà sempre più consistenti.
Con il termine turismo sostenibile, l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce quel turismo che gestisce tutte le risorse, garantendo allo stesso tempo risposte ai bisogni economici come anche a quelli sociali e ambientali. Quindi, si tratta di un turismo inteso non come consumatore di ambiente e patrimonio culturale ma come fattore fondamentale per preservarne l’integrità e garantirne lo sviluppo.
Per cui è sostenibile se: fa un uso ottimale delle risorse ambientali, non altera i processi ecologici essenziali e contribuisce nel preservare il patrimonio naturale e la biodiversità; rispetta l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conserva il loro stile di vita e i valori della tradizione, contribuisce alla reciproca comprensione culturale, promuove la tolleranza;
assicura iniziative economiche sostenibili nel lungo periodo, genera benefici socio-economici per tutti gli stakeholder, realizza opportunità per migliorare il benessere della collettività e contribuisce ad alleviare la povertà.
Nell’epoca del turismo globale, ossia del turismo di tutti e in tutti i luoghi, non ci sono più luoghi da scoprire: ciò che conta è l’ESPERIENZA.
Il “turista di terza generazione” ha il desiderio di vivere una vacanza unica, fare esperienza di luoghi nuovi e differenti, di ricevere servizi personalizzati e di scoprire cose autentiche. Vuole immergersi nella cultura locale, nella natura, nella storia, nella tradizione, in situazioni uniche, difficilmente replicabili. Non gli interessa solamente visitare un luogo nuovo, ma vuole soprattutto avere la possibilità di stabilire nuove relazioni, principalmente con i residenti,capaci di trasmettere l’ ESSENZA DEL LOCAL.
Con l’autenticità e l’esperienza, si valica il confine della “semplice vacanza” e ci si affaccia alla conoscenza di un nuovo stile di vita. Dei nuovi itinerari, permetterebbero di far emergere a loro volta, nuove destinazioni turistiche che altrimenti rimarrebbero fuori dai circuiti. In questo modo, verrebbero promosse e gestite, assieme alle autorità locali a agli attori operativi sul territorio, nuove attività capaci di riposizionare il territorio nel mercato turistico, come eventi, specifici corsi nei settori tradizionali (enogastronomia, artigianato, ecc), percorsi tra innovazione e tradizione (tratturi – ad esempio “Sulle orme dei Sanniti”) natura (oasi, laghi, fiumi, biodiversità) usi, feste, costumi. Un turismo definito per tali ragioni ESPERIENZIALE, si amalgama perfettamente col concetto di SOSTENIBILITA ’su esposto e: genera un prodotto di altra qualità, espressione del territorio in cui è inserito (senza intaccare l’ambiente); contribuisce a sviluppare e a mettere a sistema l’offerta turistica locale; contribuisce a fermare l’abbandono ed il conseguente spopolamento dei piccoli centri dell’interno.
Veicolando i flussi turistici dalla zona costiera a quella interna, attraverso la sinergia tra specifiche strutture turistiche (alberghi diffusi, campeggi, agrivillaggi, agriturismi, fattorie didattiche lungo i tratturi) ed itinerari creati ad-hoc, (esposti in seguito), emerge la visione di un territorio inteso come SISTEMA VITALE, capace di esprimere delle potenzialità che possono essere trasformate in possibilità di sviluppo attraverso un percorso strategico opportunamente identificato ed implementato. Ci consentono di ragionare in termini di pianificazione turistico-territoriale mettendo in atto, quindi, quel “processo integrato che definisce le risorse, analizza lo scenario, individua i fattori critici di successo e le criticità e propone azioni di intervento per lo sviluppo sostenibile e sistemico del turismo per una specifica località”.
ESCURSIONI ITINERANTI
Cascata e Torrente Rio Vivo – Matese – Lago di Arcichiaro presso l’Oasi WWF di Guardiaregia CB
PARCO NAZIONALE, RISERVE NATURALI, OASI TIPICHE, GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA: “ LE RISORSE CHE FANNO LA DIVERSITA’” In una terra dai forti contrasti, in meno di due ore d’auto, si va dal mare ai monti, ma con il confine tra campagna e natura che non è mai in contrapposizione. Il viaggio coniuga testimonianze di civiltà dell’uomo con luoghi della natura, soprattutto insoliti.La DIVERSITA’ del Molise nell’epoca del GLOBAL, deriva proprio da questo lungo rapporto mutualistico uomo-natura caratterizzato da elementi insostituibili, irripetibili e non trasferibili. La Regione Molise ha recentemente definito la propria normativa sulle aree naturali, adeguandola alle esigenze del territorio. Le Riserve naturali statali sono 4; si aggiunge il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ricade nel territorio molisano. Presenti anche due oasi di protezione faunistica. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: (4000 ha) – Le Mainarde, sul confine della regione, sono diversità nello stesso Parco e non hanno nulla da invidiare alle Alpi; Riserve Naturali Mab dell’Unesco di Montedimezzo (300 ha) eCollemeluccio (420 ha): laboratorio a cielo aperto con 18 itinerari nella natura più autentica per educare all’utilizzo oculato del territorio; Oasi WWF di Guardiaregia e Campochiaro (2172 ha): tra i boschi e prati più importanti d’Italia, spiccano il canyon del Quirino, i 1050 metri di profondità del pozzo della Neve, e i 100 metri della cascata San Nicola; Oasi LIPU di Casacalenda (135 ha): l’insieme dei vari ambienti e il divieto di caccia, hanno creato il rifugio ideale per le oltre 110 specie di uccelli; Riserva Torrente Callora (50 ha); Riserva naturale di Pesche(540 ha).
Da menzionare il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a circa 1450 m. slm, gestito da cooperative locali e dall’Università degli Studi del Molise.
A collegare tante gemme, provvedono sia le strade moderne che i tratturi.
PARCO DEI TRATTURI
Il Parco dei Tratturi istituito dalla Regione Molise l’11/04/1997 l.r. n.9 per la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani; le “autostrade del passato” rappresentavano veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerare veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo. Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi.
I più antichi ed importanti: Il Celano-Foggia (circa 200 km); Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km); Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km); Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia(circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese. Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale di 111,6 metri con relativi limiti in pietra ai lati. Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise” ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.
Il Molise idrograficoè costituito dai bacini dei fiumi Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Volturno e da torrenti e valloni intermedi. Non tutti questi corsi d’acqua, però, scorrono interamente nel Molise, per cui la superficie molisana risulta molto più ampia di quella amministrativa.
Esistono laghi naturali di piccole dimensioni. Tra essi illaghetto di Carpinone, sull’altopiano di Frosolone, quelloCannavina, nell’alta valle del fiume Trigno, e quello comunemente chiamato dei Castrati, di originevulcanica.Degni di rilievo sono, invece, ibacini artificiali che hanno aggiunto nuove possibilità turistiche al territorio. Tra essi: Il lago del Liscione o di Guardialfiera: ottenuto per effetto dello sbarramento del corso del fiume Biferno con unadiga do 497 metri. Le sue sponde più agibili sono diventate meta turistica con itinerari escursionistici nella natura, percorsi per disabili, capanni per il birdwathing, sentieri di fitness;
Il lago di Occhito, anello di congiunzione tra l’antico contado di Molise con ilTavoliere delle Puglie, è un suggestivo richiamo turistico per gli aspetti naturalistici e la pescosità delle sue acque;
Il bacino di Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia; le rive di questo poderoso sbarramento, di grande interesse paesaggistico, si propongono come meta turistica soprattutto per i pescasportivi, per gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela.
Sono quei beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi come elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostropianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione scientifica della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico-ricreativi. Secondo uno studio realizzato dall’Università del Molise, il territorio molisano è stato suddiviso in sette grandi aree di riferimento sia in base alla caratterizzazione dei contesti territoriali in cui ricadono i singoli geositi, sia per gli aspetti concernenti la valorizzazione degli stessi: Alto Molise: ospita 17geositi censiti; oltre a diverse aree protette (su esposte) ZPS e siti SIC, da segnalare la presenza di uno dei siti archeologici più importanti nel panorama regionale: il Parco Archeologico di Pietrabbondante. Tale territorio è interessato dai seguenti tratturi: Ateleta-Biferno-S.Andrea, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera; Mainarde-M.ti di Venafro-Alto Volturno: ospita 16 geositi, aree protette, ZPS e siti SIC; tra le aree di valore storico-archeologico:il sito di Isernia La Pineta e l’Abbazia Benedettina di S.Vincenzo al Volturno; l’area è interessata dal tratturo Castel di Sangro-Lucera; Montagnola di Frosolone: ospita 7 geositi, aree naturalistiche e SIC; tra le aree di valore storico archeologico: le antiche difese sannitiche del IV secolo a.C.; l’area è interessata da un tratto del tratturo Castel di Sangro – Lucera; Matese – Conca di Boiano – Sepino: anche qui, numerose aree naturalistiche, ZPS, SIC; tra i siti di valore storico-archeologico: l’area di Altilia (Sepino) e del Santuario Italico d’Ercole Quirino (Campochiaro). Il territorio è attraversato dai seguenti tratturi e bracci: Pescasseroli-Candela e Cortile-Matese; Molise Centrale: presenta un’estensione di circa 1500 kmq ed ospita un consistente numero di geositi (16). Numerose aree SIC e ZPS. L’area è interessata dai tratturi Castel di Sangro- Lucera, Celano-Foggia e dai bracci Cortile-Matese e Cortile Centocelle; Basso Molise: l’area ospita 5 geositi, numerose aree protetteed è interessata dai tratturi Celano-Foggia, Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco;
Fascia costiera: 7 geositi censiti, numerose aree SIC e ZPS; l’area è interessata dai tratturi L’Aquila-Foggia, Ururi-Serracapriola (tratturo minore), Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco.
TRADIZIONI POPOLARI
La maggior parte dei comuni molisani, conserva ancora vive molte feste tradizionali; alcune, di origine medioevali o risalenti a culti pagani ancora più antichi, altre più recenti, sono comunque emozionanti in egual misura. Di seguito, le più significative e spettacolari di alcuni comuni della regione, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno: Le prime feste dell’anno ed il Carnevale:Colli a Volturno, Acquaviva d’Isernia. Tufara, Cercepiccola, Rocchetta al Volturno, Bagnoli del Trigno, S.Croce di Magliano; La Primavera: le Carresi di Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, San Giuliano del Sannio, Acquaviva Collecroce; Giugno:i Misteri di Campobasso; Luglio: la Festa del Grano di Jelsi; Estate:Termoli (San Basso), Capracotta (La Pezzata). Riccia (Sagra dell’Uva), Isernia (Pellegrinaggio l Santuario dei Santi Cosma e Damiano); La Faglia di Oratino
Evento nel Molise – ‘Ndocciata di Agnone, riconosciuto “Patrimonio d’Italia per la tradizione” | Agnone IS MOLISE
La ‘Ndocciata di Agnone (Natale)
Alla luce di quanto esposto, si tratta di puntare su un nuovo modello di sviluppo socio-economico-territoriale; un modello alternativo caratterizzato da un melting-pot di risorse territoriali eccezionali, uniche, irripetibili, autentiche; un modello capace di “invertire la rotta” dalla concentrazione costiera o montana delle principali attività economico-turistiche. In quest’ottica, gli obiettivi su cui dovrebbe puntare una progettazione territoriale del turismo, diventano quelli di migliorare le condizioni insediative e l’organizzazione degli spazi, di veicolare, localizzare, gestire le attività sul territorio allo scopo di ottimizzare la qualità urbana, ristabilendo il giusto equilibrio tra “interno” ed “esterno”, “urbano” e “rurale”, “globale” e “locale”.
Alessandro Ranieri dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale
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