Palata CB MOLISE IAIGII

Escursione gratuita “In giro per il Molise”: Palata, pane e olio

Iniziano i bellissimi percorsi

“In giro per il Molise” – gustosa experience

Domenica 6 aprile 2025

 Visite guidate gratuite nei centri storici ed esperienze gratuite in aziende agroalimentari

Domenica 6 aprile 2025 andremo alla scoperta di Palata, in provincia di Campobasso, degustando pane, olio e panorami.

Escursione adatta a tutti con partecipazione completamente gratuita

Domenica mattina 6 aprile liberatevi da tutti gli impegni e venite a vivere un’esperienza tutta molisana.

Vi aspetta un’escursione gratuita: visita guidata nel centro storico, visita in azienda agricola biologica con esperienza di panificazione e infornata di pizza, assaggi e mini degustazione di pane e olio.

Trascorreremo una mattinata in armonia passeggiando nel centro storico di Palata, rilassante paese di collina del Basso Molise, tra panorami, curiosità e racconti originali.

Accompagnati da un’esperta guida turistica e da un brillante autore locale, Maurizio Marchetti, scopriremo le bellezze sorprendenti di questo paese  poco conosciuto, ma tanto ricco di storia, fascino e genuinità.

Inoltre ammireremo vivaci murales tra i vicoli del paese: coloratissime opere di Street Art realizzate da giovani artisti locali che, spinti dall’amore per la propria terra, hanno dato vita ad un invitante museo a cielo aperto.

C’è ancora di più: dalle panoramiche terrazze del belvedere sarà un incanto osservare il Golfo di Vasto, i suggestivi massicci della Maiella e del Gran Sasso e l’arcipelago delle Isole Tremiti. La veduta è davvero magnifica!

In seguito visiteremo l’Azienda agricola Serra del Parco di Palata, azienda biologica a conduzione familiare, sulle incontaminate colline frentane del Molise. Anche da qui sarà possibile ammirare le Isole Tremiti e la Maiella.

In azienda faremo un’esperienza di cucina direttamente con le nostre mani tra pane, entusiasmo e farina. Ci divertiremo a scoprire i piccoli segreti della panificazione e ad infornare la pizza, il tutto sempre con prodotti locali e a km 0. Vivremo insieme un’esperienza davvero contagiosa e coinvolgente guidati da Floriana, titolare dell’azienda e dalla sua mamma, maestra in cucina.

Concluderemo il tutto con assaggi di pane e olio di elevata qualità made in Molise firmata Serra del Parco

La partecipazione all’escursione è completamente gratuita inclusa la mini degustazione in azienda.

Inoltre se desiderate restare in nostra compagnia e continuare a condividere l’esperienza, potrete gustare insieme a noi un pranzo con prodotti naturali del Molise.

Un pranzo all’aperto in perfetto stile campagnolo tra campi fioriti, alberi da frutto e aria finissima.

Ad accoglierci con gratitudine sarà l’Azienda agricola di Pascalle Staniscia, sita a Palata nelle vicinanze dell’Azienda biologica Serra del Parco.

Dopo pranzo ci delizieremo con racconti e detti dialettali originali di Palata, grazie a Maurizio Marchetti, narratore e conoscitore di storia, usi e costumi di un paese testimone di risorse preziose e ispiratrici.

La prenotazione dell’escursione e/o del pranzo contadino nell’azienda agraria va fatta entro giovedì 3 APRILE al 348 6053646 o 344 2641101 anche WhastApp

PROGRAMMA DELL’ESCURSIONE DOMENICA 6 APRILE 2025

✔ ore 10:00 inizio escursione – Appuntamento in Piazza del Popolo a Palata
✔ ore 11:30 circa trasferimento nell’Azienda agricola Serra del Parco per l’esperienza e la degustazione, a pochi minuti d’auto dal centro di Palata.
✔ ore 13:15 circa termine della visita in azienda
✔ ore 13,30 circa trasferimento presso l’Azienda agricola di Pascalle Staniscia per il pranzo all’aperto, nelle vicinanze dell’Azienda Serra del Parco (Menu del pranzo: primo, secondo, pane, contorno, dolce, acqua e vino – €15 a persona, da versare direttamente all’azienda)
🚗 Escursione con mezzi propri
L’iniziativa si svolgerà con la partecipazione di almeno 30 iscritti. Si consiglia abbigliamento comodo. In caso di condizioni meteo avverse l’attività potrà essere annullata. Il percorso potrà essere modificato al fine di assicurarne lo svolgimento con premura di comunicare le variazioni al momento della partenza.

L’escursione rientra nell’iniziativa  IN GIRO PER IL MOLISE – gustosa experience – Progetto di valorizzazione del territorio, ideato da Moliseinvita per promuove Turismo in Molise d’Ispirazione e di Destinazione Umana. L’iniziativa è totalmente gratuita, organizzata con Serra del Parco, Azienda biologica e Agriturismo di Pascalle Staniscia. Con la collaborazione di Gruppo Molisano Studi Ornitologici – GMSO  e Associazione culturale DALMATItÆ GENTES
Testo di Maria Vasco fondatrice di Moliseinvita © | Foto di Maria Vasco© – Serra del Parco©


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GUIDA TURISTICA: Giuseppe Lamelza  344 2641101 | GUIDE AMBIENTALI ESCURSIONISTICHE (AIGAE): Alessandro Colombo 347 73o5781 – Amerigo Di Giulio, accompagnatore e istruttore di Nordic Walking 333 8333436 (escursioni organizzate e su richiesta per piccoli gruppi e individuali)
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>> Questo art. è presente nella Galleria ESCURSIONI IN MOLISE E IN ITALIA

Se ti stai chiedendo cosa fare e cosa vedere in Molise questa escursione è perfetta per te!

Treno turistico -Sulmona-Isernia-Transiberiana d’Italia presso Scontrone ph F. Minichetti ©

Gita a Carpinone: stazione, cascate e museo per tutelare la ferrovia storica

#CARASTAZIONE, domenica 8 ottobre “Sui binari di Carpinone”


Italia Nostra Campobasso, in occasione della Settimana della Europea Mobilità, aderisce alla campagna nazionale per la tutela del patrimonio ferroviario storico

Ferrovia Sulmona-Isernia | Transiberiana d’Italia – Scontrone AQ – Ph Fabrizio Minichetti ©

Per la seconda volta, Italia Nostra dedica una campagna al patrimonio ferroviario dal titolo #CARASTAZIONE. Quest’anno, in occasione della Settimana della Europea Mobilità (16-24 settembre) e per tutto il mese di settembre e parte di ottobre, l’Associazione ha deciso di focalizzare la campagna sulle piccole stazioni, scali minori penalizzati negli anni dall’evoluzione tecnologica, dalla riduzione finanziaria e del personale e dal taglio dei “rami secchi”.

Piccole stazioni, che in questi ultimi anni sono diventate “non luoghi” di attesa del treno, spesso senza servizi per i viaggiatori, ma che comunque rappresentano un patrimonio di grande importanza per il Paese, e per cui è indispensabile impegnarsi per la sua tutela, recupero ed uso.
Italia Nostra Campobasso ha aderito alla campagna nazionale ed ha segnalato la linea Sulmona-Isernia sospesa, focalizzando l’attenzione sulla stazione di Carpinone (IS), che fino a pochi anni fa è stata un importante nodo di interscambio, ma che dopo la chiusura della tratta Sulmona-Isernia (la cosiddetta Transiberiana), ha perso la sua importanza; è stata segnalata anche la stazione di S. Polo Matese (anno di costruzione 1895), che si trova in stato di degrado, con il tetto crollato e le parti murarie esterne in pessime condizioni.

Veduta di Carpinone IS  – Ph Vicenzo Fiadino ©

L’iniziativa della sezione, in collaborazione con Italia Nostra Isernia e l’Associazione Le Rotaie, ha lo scopo non solo di sensibilizzare tutti sul valore architettonico, ingegneristico delle opere d’arte della Rete (ponti, gallerie, ecc.) e del paesaggio attraversato con delicatezza e discrezione dalle linee storiche, ma si pone anche l’obiettivo di recuperare alla memoria collettiva il ruolo della rete storica nel superamento dell’isolamento di vaste aree del territorio nazionale, che riuscirono, grazie alla ferrovia, ad affrancarsi dal secolare isolamento e dall’arretratezza culturale, sociale ed economica.
Pertanto, per porre l’attenzione sul patrimonio ferroviario storico del Molise, domenica 8 ottobre 2023 si terrà l’iniziativa #CARASTAZIONE “Sui binari di Carpinone”, che vuole essere l’inizio di un percorso da cui partire per promuovere maggiore attenzione e cura per un patrimonio di grande valore storico e architettonico.

Nella mattinata è in programma una visita alla stazione di Carpinone (IS), uno dei paesi principali serviti dalla linea ferroviaria Sulmona-Isernia, in considerazione del fatto che tale stazione, in seguito all’inaugurazione dell’altra tratta verso Bojano-Campobasso, avvenuta il 14 giugno 1900, divenne un nodo di interscambio molto importante non solo per i passeggeri, ma anche per le merci.

Per tale ruolo la stazione era molto frequentata, ma dopo la chiusura della tratta Sulmona-Isernia, la stazione ha perso il suo ruolo di nodo di interscambio e anche la sua importanza, tanto che alcuni treni tra Campobasso e Napoli o Roma non effettuano più la fermata.

La visita sarà l’occasione, anche con la presenza del Sindaco del paese, per riflettere sulla linea storica e il ruolo della stazione che è comunque presenziata, e la struttura è parzialmente occupata da uffici comunali e da un bar.

Subito dopo sarà possibile partecipare a una passeggiata lungo il fiume Carpino per ammirare le bellezze paesaggistiche della zona tra cui le cascate che fanno del luogo un punto di attrazione. Nel pomeriggio, invece, ci sarà la visita al museo che l’Associazione “Le Rotaie” ha allestito ad Isernia nell’ex rimessa ferroviaria, in cui si possono ammirare molteplici modellini di treni, cimeli ed altro materiale relativo alle ferrovie, che racconta la nascita e lo sviluppo della rete ferrata in Molise.


Tale iniziativa, a cui si può partecipare scrivendo a campobasso@italianostra.org, è vista da Italia Nostra Campobasso come un auspicio per il recupero delle tante strutture abbandonate e per il ripristino un giorno del servizio che possa invertire la fuga dalle aree interne, garantendo una mobilità moderna ed efficace a riportare persone nei piccoli paesi.


Fonte: Italia Nostra Campobasso – Associazione per la Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione
Fonte immagini: Ph Associazione LeRotaie ©- Ph Italia Nostra Campobasso © –  Ph Fabrizio Minichetti © – Ph Francesco Iafelice © – Ph Gaetano Di Criscio © – Ph Pino Manocchio © – Ph Vincenzo Fiadino ©

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Campobasso MOLISE- Ph Franco Di Iorio ©

Campobasso, paesaggio urbano e palazzi

Il paesaggio urbano di Campobasso e i suoi palazzi

Evento ed incontro socio-culturale aperto al pubblico.

Giovedì 20 aprile 2023 ore 18:00 | Circolo Sannitico – P.zza Pepe – Campobasso MOLISE

L’evento di interesse storico, culturale, sociale e architettonico è inserito nel progetto “Campobasso in Comune” a cura della Società Italiana per la Protezione di Beni Culturali (SIPBC) ONLUS MOLISESip in collaborazione con il Comune di Campobasso. Tra i tanti argomenti trattati si evidenzia la non-unicità nel paesaggio urbano campobassano, nemmeno nelle sue parti più antiche costruite fino all’inizio del secolo scorso, quando, con l’avvento del Movimento Moderno in architettura e le nuove espansioni urbane, si è avuta una netta rottura con la città storica. Tanto che quelle parti più antiche della città si contraddistinguono per due aspetti nettamente diversi, configurati e individuabili nella città medioevale e rinascimentale, arroccata su un versante del Monte, e nella parte a valle, bassa, costruita nel corso nell’Ottocento e del primo Novecento.

Su queste parti di città dominano dalla sommità del Monte il castello e tre chiese che segnano in modo singolare il paesaggio alla scala più vasta.

Nella parte medioevale e rinascimentale il paesaggio è caratterizzato da vedute costrette con assenza di punti di focalizzazione visiva (prospettive monumentali), da scorci visuali inaspettati e singolari con isolati e affascinanti ruderi, da una varietà di vedute e conformazioni edilizie, da assenza di palazzi imponenti, ma discreti e integrati nel tessuto edilizio. Nella parte moderna otto-novecentesca il paesaggio è nettamente diverso ed è contraddistinto da prospettive profonde, visuali allargate, sfondi focalizzanti monumenti o palazzi, conformità di vedute, presenza di edifici imponenti.

Se nella parte più antica la diversità è compensata da una forte identità, nella parte moderna la monumentalità è, come osservò Jovine, “aperta e rivelata”. L’appuntamento culturale è importante per conoscere più da vicino la città di Campobasso, il paesaggio urbano ed i palazzi che la caratterizzano. Opportunità per cogliere spunti di cultura architettonica e approfondire la conoscenza del territorio urbano del capoluogo del Molise.

Evento gratuito – 20 aprile 2023 – Circolo Sannitico a Campobasso. Siete tutti benvenuti!   


Fonte: Sipbc Onlus Molise | Fonte immagini: Ph Carmine Scarinci© – Ph Davide Marroni© – Ph Franco Di Iorio© –  Ph Matteo Bertetto© – Ph Maria Vasco fondatrice Moliseinvita©

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GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA MICHELE PERMANENTE (AIGAE)  info 328 7 63 92 68 – mickpermanente@gmail.com (Escursioni organizzate e su richiesta per Molise e Abruzzo) Infinito Amore, Infinita Gratitudine, Infinita Intelligenza
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Relatore: Emilio Natarelli, Architetto – Saluti: Roberto Gravina, Sindaco di Campobasso – Paola Felice: Assessore alla Cultura del Comune di Campobasso – Riprese: Nicola Frenza, Presidente OML




 per la Protezione dei Beni Culturali

Agnone IS MOLISE Ph Maria Vasco © IAIGII

Progetti per qualificare aree interne: modello Molise

Come valorizzare i centri storici delle aree interne e come dare qualità ai luoghi cosiddetti minori? 

Si possono riqualificare luoghi in stato di degrado e abbandono? Alla domanda rispondono interventi di rigenerazione urbana in chiave di benessere sociale, culturale, ambientale e nel pieno rispetto della tradizione del luogo.

 L’argomento, attuale e necessario soprattutto per i piccoli centri appenninici, si affronta in un Seminario ad Agnone, bellissimo paese dell’Alto Molise, dal 15 al 18 aprile 2023

Il fine è quello di elaborare nuove idee e nuovi progetti di riqualificazione urbanistica. L’iniziativa, destinata ai luoghi delle aree interne, si svolge ad Agnone IS con il pregevole supporto dell’Università degli Studi di Trento. Venti studenti architetti-ingegneri dell’Università di Trento saranno infatti in viaggio studio ad Agnone per individuare soluzioni di urbanistica ecologica in Molise. L’obiettivo è proporre più spazi pubblici di qualità, meno auto, più mobilità ecologica e nuove idee per i beni artistici e la tradizione.

Il paesaggio del Molise, interessato dalla ricerca in corso “Agnone Art Farm”, prende come modello questo centro ricco di storia e arte, riconoscendo nel suo tessuto urbano, l’attualità della tematica del “Riabitare le aree interne”. L’intento è infatti quello di valorizzare le peculiarità di questo contesto agendo, attraverso strategie urbanistiche innovative, sul ripensare e sensibilizzare le collettività locali sul futuro di tali aree in termini di valorizzazione del potenziale ecologico, artistico (attraverso azioni rigenerative) e creative.

Il lavoro di questi allievi progettisti, studenti del terzo anno del Corso di Architettura-Ingegneria, è un contributo di idee, di visione e di nuove proposte con l’entusiasmo giovanile di futuri professionisti, guidati dal corpo docente. Un lavoro dunque che tende a ridare nuovi significati a molti spazi del centro urbano di Agnone come modello per il Molise e le aree interne. Pertanto il loro arrivo, previsto per il giorno 15 aprile ad Agnone dove risiederanno, profila uno sguardo originale e propositivo con idee concrete di valorizzazione dei luoghi visitati.

Veduta panoramica di Agnone IS MOLISE

Gli studenti, futuri architetti, saranno accompagnati dai docenti dell’Università di Trento tra i quali il titolare della Cattedra di Progettazione Urbana, prof. Arch. Giuseppe Scaglione, che da tempo conduce ricerche sulle potenzialità di territori e città dell’Appennino con percorsi dedicati di studio e didattica. Valido il supporto delle campagne fotografiche realizzate dal fotografo Luca Chistè, presente all’incontro.

I temi proposti dal docente, su cui gli studenti si misurano, sono diversi, articolati e interessanti per la comunità.

Si tratta di un progetto complesso che guarda ai nodi della città tra moderno e centro storico con ipotesi di sistemazione degli spazi pubblici lungo il Corso principale e delle aree intorno ai monumenti fino ai Belvedere.

Proposte di progetto sostenute da analisi, seguendo le indicazioni della Carta per la Transizione Urbana-Ecologica, redatta dalla Società Scientifica Riagita: una serie di principi stilati per rendere migliori le città del dopo pandemia con nuove attenzioni a spazio pubblico,  rigenerazione urbana, ecologia,  mobilità sostenibile.

Intanto è previsto un workshop ad Agnone il 16 aprile presso la sala consiliare di Palazzo San Francesco per un confronto tra amministratori e pubblico sui lavori in corso. Vi partecipano imprenditori, docenti, rappresentanti di ordini e istituzioni alla presenza di amministratori di Agnone e del Sindaco Saia.

L’iniziativa gode del patrocinio e della collaborazione della Società Scientifica Riagita.


Fonte: Comune di Agnone | Fonte immagini: Ph Angelo Tullio © – Donato Genovese © – Ph Nicola Di Stefano © –  Ph Vincenzo Fiadino © – Ph Maria Vasco fondatrice Moliseinvita

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Paesaggio di Melanico - Santa Croce di Magliano CB MOLISE - Ph Gianluigi Ciamarra - grano- albero -FOTO 04

Melanico, la contrada del grano o “granaio del Molise”. Giacimento di risorse naturali e culturali

Tempo stimato di lettura: 3 minuti circa.

Il Molise è stato a lungo una delle regioni più rurali d’Italia, con un forte peso della pastorizia e della coltivazione dei cereali.

Campi ad erba, pascoli e grano hanno contrassegnato il paesaggio, rispecchiandosi anche nei comportamenti culturali e nell’alimentazione.

Melanico è un’area pianeggiante ondulata di oltre 2.000 ettari, situata nel comune di Santa Croce di Magliano, al confine tra il Molise e la Puglia.

Il suo paesaggio è un patrimonio prezioso che non può essere insidiato

Quello di Santa Croce e dei territori contermini è un paesaggio rappresentativo della cerealicoltura mediterranea. Melanico è un

paesaggio rurale di rade contrade, qualche antica masseria e i piccoli poderi allineati della Riforma agraria; il tempo è scandito in autunno dai colori scuri della terra, poi dal verdeggiante verzicar delle colture e, in prossimità del raccolto, dalle ampie sfumature dorate del grano, che lasceranno il posto all’imbrunire delle stoppie. Punteggiato qua e là da qualche albero isolato e fazzoletti di bosco, esso è stato caratterizzato a lungo anche dalla pastorizia transumante: qui, nellagro di Melanico, confluiscono due dei grandi tratturi che mettevano in comunicazione le montagne dell’Appennino con il Tavoliere: l’Ateleta- Biferno e il Celano-Foggia.

Badia di Santa Maria di Melanico
Particolare del campanile – Badia di Santa Maria di Melanico

L’evoluzione territoriale si lega alla presenza dell’antica Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico; la storia del territorio è stata particolarmente influenzata dalla presenza di questo edificio medievale, nato quando i monaci benedettini arrivarono nella diocesi di Larino.

Può sembrare un paesaggio immobile e silenzioso, sensibile solo al succedersi delle stagioni. Invece quello di Melanico è un paesaggio vivo e resistente, l’espressione di un territorio con una lunghissima storia, che rimanda alle origini dell’agricoltura mediterranea fondata sui cereali, l’ulivo e la vite. La coltivazione del grano, in particolare, ha segnato in modo dominante i terreni intorno alla contrada Melanico, un territorio coltivato, modellato e curato grazie a quella interminabile “prassi di generazioni” cara a Emilio Sereni, secondo cui il paesaggio agrario è il prodotto del lavoro incessante degli agricoltori.
Ciò ha generato un paesaggio resistente, che è riuscito ad attraversare i secoli e a mantenere le sue trame perfino di fronte alle trasformazioni economiche dell’età contemporanea. La secolare pratica della cerealicoltura ha conferito un’impronta al paesaggio, caratterizzato da grandi spazi nudi e arricchito, a partire dalla metà del secolo scorso, da piccoli oliveti e dalle case della Riforma, senza tuttavia perdere l’indiscutibile prevalenza granaria.
Paesaggio rurale di Melanico – Torrente Tona Vecchio – Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Melanico è oggi un significativo giacimento di risorse naturali e di beni culturali, che possono essere integrati in un unico sistema all’interno di un contesto territoriale aperto, da annoverare tra i più suggestivi e sconosciuti del Paese, quasi un unicum stori­co-geografico ancora integro, figlio di una storia legata alla produzione, trasformazione e commercializzazione del grano, tanto da far meritare al territorio di Santa Croce di Magliano l’appellativo di “granaio del Molise”, un valore aggiuntivo anche per il Distretto rurale BioMolise, recentemente costituito tra 14 comuni dell’area.
Il complesso paesaggistico di Melanico, costituito dai terreni a cereali, dalle masserie, dai poderi, dai tratturi, dalle vecchie stalle, dalle attuali attività di trasformazione e dai brani di bosco verso il Tona e il Fortore, rappresenta oggi un patrimonio da tutelare e organizzare anche in funzione della fruizione culturale e turistica del territorio. Proprio la coltivazione del frumento ha determinato nel tempo l’organizzazione del territorio e i caratteri strutturali del paesaggio, attraversando le differenti epoche storiche e superando i tre grandi periodi di svolta: l’istituzione della Dogana delle pecore di Foggia nel XV secolo, la soppressione della feudalità all’inizio dell’800; la Riforma fondiaria del 1950 con l’espropriazione del latifondo e la costituzione di nuove unità poderali.

In tutti questi passaggi la coltivazione cerealicola ha resistito e si è sviluppata.
A tutt’oggi l’indirizzo cerealicolo è quello largamente prevalente, con qualche delimitato inserimento dell’oliveto, delle colture orticole, oltre alle leguminose impiegate in rotazione.
Per questi motivi l’area di Melanico è stata giustamente considerata nel Catalogo nazionale dei paesaggi rurali storici pubblicato nel 2011 dall’editore Laterza a cura di Mauro Agnoletti, mentre attualmente è candidata per essere inserita nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici istituito presso il Ministero delle Politiche agricole e forestali; la candidatura è frutto di una ricerca storico-territoriale condotta grazie alla collaborazione tra il Comune di Santa Croce e l’Università del Molise (sede di Termoli).
Veduta del centro storico di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Dall’analisi è emerso un territorio ricco di potenzialità agroalimentari e turistiche, che non può essere saccheggiato, come già ammoniva La Fonte di ottobre 2020. Un paesaggio storico che non può essere stravolto con l’inserimento di funzioni improprie nella campagna, si tratti dei cosiddetti “parchi” eolici (che parchi non sono), degli estesi impianti fotovoltaici o di altri impianti che si mangiano non solo il passato, ma anche il futuro di un territorio.
Rossano Pazzagli (La Fonte, gennaio 2021)
Fonte immagini: Ph Pasquale Marino Archeologo © – Internet

Vista aerea di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo©
Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico, prima della ristrutturazione.

“Il Molise più autentico” – Conoscere il territorio per vivere il turismo esperienziale


Transumanza tratturi albero Molise ph Pasquale Luciani

E’ nata la Guida al “Cammino sul Tratturo dei Re”. Turismo consapevole lungo le vie della transumanza, Patrimonio Unesco | Molise

L’Associazione ONLUS “Il Tratturo” di Campodipietra in Molise ha presentato la guida “Cammino sul Tratturo dei Re”

Una grande e importante iniziativa, la prima che invita ufficialmente a riutilizzare l’antico tratturo “Castel di Sangro – Lucera” nell’ottica di una valorizzazione del territorio come destinazione del “turismo lento e sostenibile”.

In particolari regioni del mondo, quando gli uomini impararono ad allevare gli animali capirono che per avere pascoli sempre freschi e abbondanti tutto l’anno avrebbero dovuto spostarsi con il loro bestiame, in base ai cambiamenti del clima e della stagione.

Si dà il caso che questo sistema prese piede anche nel territorio compreso tra gli attuali Abruzzo, Molise e Puglia per via del suo clima e della sua conformazione: il bestiame non poteva avere cibo tutto l’anno restando sempre sui monti dell’Appennino per colpa degli inverni rigidi e nevosi e perciò i pastori, proprio per trascorrere la cattiva stagione, furono spinti a condurre gli armenti fino alle grandi pianure in prossimità del mare Adriatico, dove tuttavia non avrebbero potuto trasferirsi stabilmente per via delle estati troppo calde e aride che non favorivano la crescita dell’erba da foraggio. La soluzione fu di compromesso, cioè un enorme flusso di uomini ed animali che migravano verso il mare e poi risalivano sui monti ogni anno per generazioni, nei secoli.

Questo movimento è oggi chiamato “transumanza”.

La conformazione del territorio appenninico, le esigenze degli antichi agricoltori e infine il calpestio cadenzato nel tempo di innumerevoli pecore, capre e vacche produsse un preciso numero di assi viari, di arterie stradali lunghe e larghe utilizzabili per le transumanze: i “tratturi”. Queste strade sono fatte solamente d’erba, sono sempre panoramiche e ricche di fiumi e di sorgenti, ovvero di tutti i comfort di cui mandrie e pastori avevano bisogno. Il loro viaggio era anche pericoloso e perciò i pastori affidavano se stessi e le loro mandrie a una divinità, prima pagana e poi cristiana. La migrazione di greggi e uomini contava sempre dei numeri così grandi da richiedere una garanzia di protezione e difesa durante il cammino: per questo motivo tutti i dominatori del territorio assunsero la proprietà diretta del sistema stradale dei tratturi e delle pianure meta dei pastori transumanti, introducendo regole, istituzioni (la Regia Dogana della Mena delle Pecore di Puglia), leggi e soprattutto tasse che regolassero punto per punto la pratica pastorale nata naturalmente, ma ora protetta, incentivata e sfruttata da chi governava.

Dopo centinaia di anni il contesto politico ed economico cambiò e la transumanza entrò in una sorta di agonia finché i pastori la abbandonarono del tutto. Anche le sue infrastrutture furono abbandonate e risentirono dell’incuria e della speculazione delle generazioni successive che abitarono il territorio, in qualche caso determinandone la scomparsa. Fortunatamente le cose oggi sono radicalmente cambiate: si è diventati consapevoli di essere gli eredi in qualche modo di quell’istituzione pastorale, se ne comprende la ricchezza sociale e culturale, si è capito che la sua memoria deve essere tramandata nel futuro e non cancellata e che le sue infrastrutture (tra le quali i tratturi) devono essere protette, se non in qualche caso ripristinate, perché erano strade inserite nell’ambiente naturale, non ancora contaminato dall’inquinamento dei nostri giorni.

È questo il senso del riconoscimento della transumanza come Patrimonio immateriale dell’umanità intera ad opera dell’UNESCO e della Guida al “Cammino sul Tratturo dei re”, la prima che ci invita ufficialmente a riutilizzare l’antico tratturo “Castel di Sangro – Lucera”, a ripercorrerlo, a non lasciarlo all’oblio della Storia, ad apprezzarne tutto il bagaglio culturale e gastronomico che ancora oggi lo contraddistingue.

Veduta di Campodipietra (Campobasso) MOLISE – ITALY

L’associazione ONLUS “Il Tratturo” di Campodipietra ormai da circa dieci anni si occupa della valorizzazione del paese e dei suoi beni storico-artistici e della salvaguardia concreta della porzione di tratturo “Lucera-Castel di Sangro” ricadente nel territorio comunale.

Proprio nell’ottica di una valorizzazione turistica sempre maggiore del tratturo si è compreso ad un certo punto che il turismo sembra evolversi nella direzione chiamata “turismo lento e sostenibile” in cui si abbandonano i tradizionali mezzi e modi di fruizione culturale, tipici della società dei consumi, preferendone di diversi e nuovi, esempio il raggiungere o visitare un luogo d’interesse utilizzando i propri piedi (quindi camminando), le biciclette o i cavalli che di certo non sono inquinanti per l’ambiente e generano una fruizione molto più profonda, sintonica con ciò che si sta visitando. Ne abbiamo tenuto conto in quanto c’è già un incoraggiante flusso spontaneo di turismo lento sul tratturo “Lucera-Castel di Sangro” che abbiamo ribattezzato “tratturo dei re”. Perciò con un’iniziativa nata dal basso e al 100% molisana ci siamo posti lo scopo di dotare la nostra regione di un grande cammino tutto nostro, come in altre zone d’Italia.

Mappa del Parco dei tratturi – Abruzzo, Molise, Puglia

Come? Per prima cosa producendo una guida, ovvero dando in maniera completa e matura le istruzioni, le informazioni con cui chiunque possa venire a visitare il nostro territorio. Dunque deve trattarsi di un prodotto al passo con il nostro tempo, multimediale, non solo cartaceo come ce ne sono tante di fatto in giro. Dovrà essere proprio lo strumento concreto con cui il camminatore, il cavaliere, il pellegrino addirittura può muoversi ed essere attirato a venire da noi. Per fare un lavoro del genere, prima di tutto noi autori dovevamo entrarvi, immedesimarci, dovevamo essere anche noi protagonisti del “turismo lento” e nella prima decade di giugno 2019 assieme a dei camminatori volontari e a una troupe di tecnici, ovvero un gruppo di tecnici, registi, cameraman, giornalisti, escursionisti e cartografi abbiamo svolto una camminata generale sul tratturo, dalla Puglia all’Abruzzo, anche per iniziare per tempo il lavoro di generale censimento culturale lungo tutto il percorso. La camminata è durata una settimana, con tappe quotidiane di circa 30 km partendo da Lucera FG, quindi dalle pianure dell’antica Capitanata, poi abbiamo attraversato il Molise fino a giungere a Castel di Sangro in Abruzzo.

Come avevamo ipotizzato è stato un modo nuovo di fruizione turistica, che garantisce un contatto diretto e individuale con ciò che ci circonda. In ogni località visitata abbiamo conosciuto persone diverse che ci hanno sempre accolto in maniera calorosa, orgogliosi di raccontarci la storia dei luoghi, le leggende e quei piccoli ricordi riguardo la transumanza che ancora conservavano. Nonostante delle condizioni atmosferiche che piano piano iniziavano a diventare poco incoraggianti, il 28 dicembre 2019 un pubblico di oltre cento persone, di età e provenienza diversa, ha seguito a Campodipietra CB la serata di presentazione della Guida al “Cammino sul tratturo dei re”: infatti nell’edificio comunale battezzato come casa della cultura’ alle ore 17.30 circa, il Presidente dell’Associazione “Il Tratturo”, dott. Elio Cardillo, ha dato il via da moderatore al lungo convegno che, in ordine, ha interessato sia i protagonisti della realizzazione della Guida sia ospiti istituzionali d’eccezione.

I saluti sono stati affidati al sindaco di Campodipietra Giuseppe Notartomaso e al governatore della regione Molise, il presidente Donato Toma. Entrambi si sono soffermati sulla storia dei tratturi, sull’importanza del progetto della Guida in questione e del complesso di fondi CIS che l’attuale governo nazionale ha accordato proprio in relazione allo scopo di promuovere davvero i tratturi molisani e non solo. Sono seguiti gli interventi veri e propri di Gioele Di Renzo (tra i più giovani soci dell’ass. “Il Tratturo” e fra gli autori materiali della Guida), il prof. Fabio Pilla (docente di zoologia presso l’Università degli Studi del Molise) in rappresentanza del gruppo di docenti e ricercatori accademici che hanno curato un ricco apparato testuale tecnico-scientifico ad introduzione dei capitoli centrali della Guida. Inoltre è intervenuta Rossella Gianfagna, dirigente scolastico e rettore del Convitto Nazionale “M. Pagano” di Campobasso, in virtù del fatto che gli alunni dell’istituto cureranno integralmente la necessaria traduzione della Guida in lingua inglese e poi è stato il turno degli altri protagonisti del lungo lavoro di produzione della Guida o semplici partecipanti del cammino organizzato a giugno 2019, i quali hanno portato al pubblico le loro testimonianze e impressioni: Alessandro Colombo (dell’agenzia Moliseexplorer, altro autore dei testi, responsabile della logistica e della cartografia), Massimo Moffa (fotografo ufficiale), Mattia Rotoletti (dell’agenzia Sharevision, curatore delle riprese drone e delle estensioni online della Guida) e Donato D’Auria (giornalista partecipante della testata Agroalimentare.it).

Pascolo di Roccamandolfi IS | Azienda agricola e Caseificio LA PECORELLA NERA – Sedi: Macchiagodena IS e Roccamandolfi IS – MOLISE ITALIA | >> Clicca sulla foto per scoprirla!

Dunque il momento tanto atteso: la proiezione di ben due documentari con tutte le riprese del cammino, durati entrambi circa un’ora, prodotti dal documentarista RAI e antropologo romano prof. Carlo M. Pauer con l’ausilio di una straordinaria voce narrante, quella di Riccardo Mei, attore, musicista e voce attualmente più famosa della televisione italiana (lo riconosciamo da programmi come “Superquark”). Dopo l’emozionante visione dei filmati, a separare l’attento e paziente pubblico dal promesso buffet serale sono state le brevi conclusioni di Gianluca Cefaratti (vicepresidente del Consiglio regionale del Molise) e Vincenzo Manocchio (in rappresentanza dello Studio Artes – Regia Edizioni, casa editrice della Guida).

Scorcio del centro storico di Campodipietra CB MOLISE

Infine un ricco e apprezzatissimo buffet ha accolto la platea, tra l’altro composto da uno dei “biglietti da visita” culinari dell’Associazione “Il Tratturo”, un caldo piatto di pasta fresca fatta in casa con grani nostrani e sugo di fagioli e pomodoro biologici. Inutile sottolineare il profondo sforzo di tutti i responsabili del progetto per la riuscita di un evento che molto presto verrà replicato in tutti i borghi che effettivamente si affacciano sul tratturo in questione, così come inutile sarà ricordare i complimenti e la felice sorpresa degli ospiti, trattenutisi fino a sera molto tarda.

QUI TUTTE LE INFORMAZIONI PER ACQUISTARE LA GUIDA:

In attesa di dare alle stampe la versione definitiva del volume, gli interessati possono acquistare la Guida su gentile prenotazione:

  • partecipando agli eventi di presentazione (a breve saranno decise le date),
  •  scrivendo alle pagine Facebook e Instagram dell’Associazione ONLUS “Il Tratturo” di Campodipietra,
  • scrivendo all’indirizzo mail iltratturo@hotmail.it o alle altrettante pagine social dello Studio Artes Contemporanea di Campobasso,
  • telefonando al 340 9156818 Gioele Di Renzo o al 333 2930607 dott. Elio Cardillo Presidente dell’Associazione ONLUS “Il Tratturo” di Campodipietra.

Il prezzo del volumetto cartaceo, dal comodo formato tascabile, è di €15,00, inclusa l’applicazione online ufficiale della Guida (nei prossimi mesi si realizzerà anche una versione in inglese) in cui i lettori potranno trovare una grande quantità di materiale cartografico, video e audio davvero all’avanguardia per poter organizzare e vivere al meglio l’esperienza di cammino “Sul Tratturo dei Re”!

Gioele Di Renzo, Associazione ONLUS “Il Tratturo” Campodipietra. Le fotografie della serata di presentazione della Guida “Cammino sul tratturo dei re” sono opera del fotografo Massimo Moffa.

Fonte immagini: Ph Nicola Lanese © – Ph Pasquale Luciani © – Ph Pierluigi Giorgio © – Ph Ferdinando Paventi © – Mariella Vasco © fondatrice Moliseinvita


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15 Presepe Vivente Il sorriso di Dio – Busso CB MOLISE Natale 2019 - Copia

Come nell’antica Betlemme, il centro storico di Busso accoglie il Presepe Vivente | Molise, valori e tradizioni.

EVENTI NEL MOLISE – Presepe Vivente di Busso – “Il Sorriso di Dio”

Sabato 28 dicembre dalle ore 16:30 alle ore 22:00 – Busso (Campobasso) MOLISE * ITALIA

Evento gratuito e aperto al pubblico

Si svolge nel centro storico di Busso, piccolo paese a pochi chilometri dal capoluogo molisano – Campobasso – la X Edizione del Presepe Vivente ed è organizzato dal Comitato “Il Sorriso di Dio”.

Allestito per ricostruire Betlemme e ospitare rappresentazioni sceniche recitate, l’antico borgo molisano si trasforma in una piccola e semplice location cinematografica dove i visitatori potranno perdersi in un’atmosfera davvero suggestiva.

Il tutto è costruito con tanta cura nei dettagli, dagli strumenti ai costumi, e con la partecipazione emotiva degli stessi figuranti, abitanti del posto e appassionati della manifestazione natalizia, che paiono far tornare i visitatori indietro nel tempo di più di duemila anni.

Le narrazioni religiose si accompagnano a scene di vita reale dell’epoca della nascita di Gesù, con la particolare rivisitazione di alcune di esse in chiave tradizionale. Botteghe piene di vita e in piena attività artigianale, fuochi e forni a legna accesi, pane fatto sul momento e infornato direttamente sul posto, pietanze tipiche molisane preparate per gli ospiti… Davvero emozionante ed esperienziale!

Nelle scene di vita quotidiana della Betlemme dell’epoca con  i laboratori artigianali e le botteghe tipiche saranno proposti infatti piatti tipici della cucina molisana, preparati per l’occasione per farli assaporare a tutti i visitatori lungo l’itinerario.

Tra le caratteristiche stradine e piazzette del borgo, si potranno ammirare le tracce di antichi mestieri e le immagini di artigiani all’opera con i loro strumenti di lavoro. Il clima è accogliente e coinvolgente per la naturale spontaneità con cui gli “attori protagonisti” nell’ambientazione si lasciano osservare alla vista degli spettatori.

Tra i vicoli dell’antico borgo di Busso dunque ospiti e turisti potranno visitare le diverse botteghe allestite per l’occasione: da quella della sarta a quella dello scalpellino, da quella del fabbro a quella del falegname. Lungo tutto il percorso del Presepe Vivente, sarà possibile scoprire una delle tipiche locande dell’epoca o vedere all’opera le lavandaie, i panettieri e le massaie. Lo spettacolo scenografico si apre alle ore 17.00 del 28 dicembre 2019 e parte dalla zona di controllo dei Romani, da dove poi ci si potrà addentrare nel centro storico del paese, fino ad arrivare al culmine della rappresentazione: la suggestiva Grotta di Gesù.

Busso, dunque, in occasione di questo evento natalizio, tornerà indietro nel tempo e accoglierà i visitatori che, accompagnati dal caratteristico suono delle zampogne, saranno avvolti in un’atmosfera tipica del presepe di quell’epoca.

L’Evento, che si ripete ogni anno a Busso dal 2009 come tradizione del periodo natalizio, ogni volta si rinnova e porta con sé i valori fondamentali del presepe che, oltre ad essere una rappresentazione culturale, di tradizioni, folklore, sagre e feste nei borghi, vuole soprattutto tracciare un percorso di fede, un annuncio a tutte le generazioni come testimonianza del messaggio di Amore, nascita, famiglia e pace tra le comunità!

Siete sempre benvenuti a Busso e nel Molise, in questa piccola terra genuina, antica e primordiale, ricca di Valori e di sane Tradizioni!


A cura di Mariella Vasco fondatrice Moliseinvita.it | Fonte: Comitato Presepe Vivente Busso | Fonte Immagini: Pag Fb Presepe Vivente Busso

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