15 Presepe Vivente Il sorriso di Dio – Busso CB MOLISE Natale 2019 - Copia

Come nell’antica Betlemme, il centro storico di Busso accoglie il Presepe Vivente | Molise, valori e tradizioni.

EVENTI NEL MOLISE – Presepe Vivente di Busso – “Il Sorriso di Dio”

Sabato 28 dicembre dalle ore 16:30 alle ore 22:00 – Busso (Campobasso) MOLISE * ITALIA

Evento gratuito e aperto al pubblico

Si svolge nel centro storico di Busso, piccolo paese a pochi chilometri dal capoluogo molisano – Campobasso – la X Edizione del Presepe Vivente ed è organizzato dal Comitato “Il Sorriso di Dio”.

Allestito per ricostruire Betlemme e ospitare rappresentazioni sceniche recitate, l’antico borgo molisano si trasforma in una piccola e semplice location cinematografica dove i visitatori potranno perdersi in un’atmosfera davvero suggestiva.

Il tutto è costruito con tanta cura nei dettagli, dagli strumenti ai costumi, e con la partecipazione emotiva degli stessi figuranti, abitanti del posto e appassionati della manifestazione natalizia, che paiono far tornare i visitatori indietro nel tempo di più di duemila anni.

Le narrazioni religiose si accompagnano a scene di vita reale dell’epoca della nascita di Gesù, con la particolare rivisitazione di alcune di esse in chiave tradizionale. Botteghe piene di vita e in piena attività artigianale, fuochi e forni a legna accesi, pane fatto sul momento e infornato direttamente sul posto, pietanze tipiche molisane preparate per gli ospiti… Davvero emozionante ed esperienziale!

Nelle scene di vita quotidiana della Betlemme dell’epoca con  i laboratori artigianali e le botteghe tipiche saranno proposti infatti piatti tipici della cucina molisana, preparati per l’occasione per farli assaporare a tutti i visitatori lungo l’itinerario.

Tra le caratteristiche stradine e piazzette del borgo, si potranno ammirare le tracce di antichi mestieri e le immagini di artigiani all’opera con i loro strumenti di lavoro. Il clima è accogliente e coinvolgente per la naturale spontaneità con cui gli “attori protagonisti” nell’ambientazione si lasciano osservare alla vista degli spettatori.

Tra i vicoli dell’antico borgo di Busso dunque ospiti e turisti potranno visitare le diverse botteghe allestite per l’occasione: da quella della sarta a quella dello scalpellino, da quella del fabbro a quella del falegname. Lungo tutto il percorso del Presepe Vivente, sarà possibile scoprire una delle tipiche locande dell’epoca o vedere all’opera le lavandaie, i panettieri e le massaie. Lo spettacolo scenografico si apre alle ore 17.00 del 28 dicembre 2019 e parte dalla zona di controllo dei Romani, da dove poi ci si potrà addentrare nel centro storico del paese, fino ad arrivare al culmine della rappresentazione: la suggestiva Grotta di Gesù.

Busso, dunque, in occasione di questo evento natalizio, tornerà indietro nel tempo e accoglierà i visitatori che, accompagnati dal caratteristico suono delle zampogne, saranno avvolti in un’atmosfera tipica del presepe di quell’epoca.

L’Evento, che si ripete ogni anno a Busso dal 2009 come tradizione del periodo natalizio, ogni volta si rinnova e porta con sé i valori fondamentali del presepe che, oltre ad essere una rappresentazione culturale, di tradizioni, folklore, sagre e feste nei borghi, vuole soprattutto tracciare un percorso di fede, un annuncio a tutte le generazioni come testimonianza del messaggio di Amore, nascita, famiglia e pace tra le comunità!

Siete sempre benvenuti a Busso e nel Molise, in questa piccola terra genuina, antica e primordiale, ricca di Valori e di sane Tradizioni!


A cura di Mariella Vasco fondatrice Moliseinvita.it | Fonte: Comitato Presepe Vivente Busso | Fonte Immagini: Pag Fb Presepe Vivente Busso

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famiglia Cofelice 400x400- Molino Cofelice - Matrice (CB) Molise

Successo per l’evento “Loving Agostinello” svolto a Matrice presso il Molino Cofelice e dedicato al grano antico del Molise

E’ stato un successo!

L’evento Loving Agostinello,

svolto lo scorso 16 Settembre a Matrice nel Molise, 

 ha onorato il grano antico molisano 

grazie al Molino Cofelice e a tutti i partecipanti.

La partecipazione è stata numerosissima e ancor più numerose le richieste di riproporre in un contesto così dinamico come quello dell’antico Molino Cofelice di Matrice eventi ricchi di terra e sapore.

Loving Agostinello –  “La tradizione nel piatto” è il nome che ha dato identità all’evento!

 La famiglia del Molino a pietra Cofelice, che ha promosso e organizzato l’iniziativa a pieno titolo, si è mossa con efficienza, tempismo e grande spirito di organizzazione dando il massimo del proprio saper fare così che tutti gli ospiti, i partecipanti e gli organizzatori potessero scoprirsi in festa e apprezzare la bontà del grano antico Agostinello!

Uno “stare insieme” che i mugnai del Molino a pietra, professionisti esperti ed appassionati, hanno saputo gestire con spontaneità e grande capacità di accoglienza.

Un lavoro misto a passione che ha dato i suoi frutti oltrepassando anche le più rosee previsioni con presenze superiori alle 500 persone.

Una gioia per la famiglia Cofelice che aspettava solo di accogliere nel proprio antico Mulino a pietra ospiti sempre più incuriositi ed ammirati.

L’intento è stato quello di creare un momento di incontro autentico e genuino tra persone del posto e visitatori venuti appositamente da tutta la regione per condividere la gioia di questa festa.

Intento riuscito con successo visto l’amore che i mugnai Cofelice nutrono per la propria terra, il Molise appunto, ed il proprio lavoro, svolto quotidianamente da generazioni con spirito di sacrificio e voglia di crescere.

Il piacere di gustare tutti insieme piatti antichi locali, rivisitati in chiave moderna con il granone Agostinello, alimento antico tipico del Molise, ha conquistato grandi e piccini e l’entusiasmo è stato coinvolgente.

Musica, canti e balli festosi hanno animato la serata creando un’atmosfera di appartenenza e di tradizioni rivissute.

Una festa ben riuscita insomma con cui si è voluto far rivivere i sapori perduti del Molise e far ritrovare cibi e ricette con il granone di un tempo, l’Agostinello appunto. Piatti dimenticati e sapori ritrovati per valorizzare una terra autentica come il Molise, il suo grano e la sua cucina tutta da riscoprire.

Risultato della serata: centinaia di ospiti soddisfatti e uniti tutti intorno dalla stessa passione, il grano antico, un cereale coltivato dagli agricoltori molisani in modo naturale, raccolto a mano ed essiccato al sole.

Insomma un evento di grande successo che i mugnai Cofelice hanno sapientemente organizzato offrendo come location ideale proprio il loro antico Molino a pietra.

“Con grande gioia vogliamo ringraziare soprattutto la Pro Loco di Matrice per essere sempre presente ai nostri eventi, le signore di Celenza Valfortore che hanno collaborato per la preparazione dei piatti, e ovviamente tutti gli ospiti che vi hanno partecipato. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile!” Annarita e Dionisio Cofelice

Iniziativa lodevole ed eccellente che merita di essere rinnovata ogni anno… in fondo il buon cibo made in Molise è frutto del buon prodotto della sua terra e della gente del luogo che sa valorizzarla!

 

Scritto da Maria Vasco

Fonte immagini: Molino Cofelice

> > PER SAPERNE DI PIU’ LEGGI L’ART.:

E’ FESTA A MATRICE! NELL’ANTICO MOLINO COFELICE SI DA’ IL BENVENUTO AL GRANO AGOSTINELLO – SAPORI ANTICHI IN MOLISE

E’ festa a Matrice! Nell’antico Molino Cofelice si dà il benvenuto al grano Agostinello – Sapori antichi in Molise.

E L’ART.: MOLINO COFELICE – GRANI ANTICHI LOCALI E FARINE MACINATE A PIETRA NATURALE NEL MOLINO DI MATRICE IN MOLISE

Molino Cofelice – Grani antichi locali e farine macinate a pietra naturale nel molino di Matrice in Molise.

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L'arte e la lavorazione del tombolo - mani

Il Molise e le sue mani d’oro. Le merlettaie e il tombolo: un antico mestiere mai dimenticato.

Se ci si aggira tra i vicoli dei piccoli borghi e nei centri storici molisani, soprattutto durante il periodo tra la primavera e l’estate, è possibile fare incontri “artistici” davvero delicati: donne giovani e meno giovani intente a ricamare, davanti alle proprie abitazioni, si dedicano pazientemente a lavorare il tombolo, l’antico merletto tipico del Molise. 

Ora chiacchierando ora in silenzio, si applicano con passione e pazienza su un lavoro di raffinata manualità. Nell’osservarle si percepisce la tranquillità e l’attenzione con cui mani esperte tramandano un antico mestiere mai dimenticato: l’arte del tombolo, l’arte che ha reso famoso il Molise e molti dei suoi paesi come Isernia, Carpinone, Miranda, Ferrazzano, Roccavivara, Mafalda, Tavenna, Sessano, Bojano. Qui si producono ”re tummarieglie”- i tummarielli (fuselli) – grazie alle “pezzagliere”– così si chiamano le merlettaie al tombolo.

Quest’arte tipicamente femminile consiste nel lavorare e realizzare sul tradizionale “pallone” (un cuscino a forma di rullo) merletti raffinati di raro pregio e delicata bellezza tanto da impreziosire tessuti, tovaglie, lenzuola, centritavola, ecc.

Un lavoro ad arte, quello del tombolo a cui una volta bisognava esercitarsi sin da bambine per mantenere viva la passione e acquisire le tecniche. Per le donne che non andavano in campagna il tombolo era un’attività produttiva destinata alla realizzazione di corredi, una specie di salvadanaio del tempo e della tradizione da tramandare.

Oggi, l’arte del merletto al tombolo così come  la tradizione del ricamo e la leggerezza delle sue forme tra sottili fili sono sempre più apprezzate da coloro che possono definirsi estimatori ed amanti del bello, del settore tessile di nicchia, della moda e fra chi interpreta gli antichi mestieri manuali come valori patrimoniali di un artigianato di qualità da salvaguardare.

Così come apprezzabili sono tutti quegli appassionati che sparsi sul territorio italiano si sono riuniti e organizzati per far rivivere l’antica tradizione del tombolo, diffondendola a grandi e piccoli seguaci, anche attraverso scuole e corsi di insegnamento.

Si tratta del meritevole rilancio di un’attività antica in un contesto modernissimo.

Come tutte le opere artigianali, la lavorazione del tombolo è totalmente incentrata sulla manualità, la passione, la creatività e non può che rispondere ad insegnamenti tramandati nei secoli di un’arte accurata e mai improvvisata.

Possiamo affermare infatti che possedere tali abilità nel produrre “opere al tombolo”, vere  proprie opere artistiche, contribuisce a creare l’eccellenza per il nostro Bel Paese, preservando l’importanza dell’attività artigianale come tipicità identitaria del territorio stesso. 

Basti pensare ai merletti napoletani di Pozzuoli in Campania, di Pescocostanzo e Scanno in provincia dell’Aquila e del tombolo aquilano sempre in Abruzzo, di Offida nelle Marche, di Cantù in Lombardia, del Salento nella meravigliosa Puglia, fino ad arrivare al merletto di Gorizia in Friuli Venezia Giulia, di Dentelles di Cogne in Valle d’Aosta e tanti altri ancora… Senza dimenticare l’arte del tombolo in Europa e nel mondo: in Germania era presente già dal 1400, presso Hannover e Norimberga, e persino, pensate un po’, nelle Isole Maldive, sull’isola dei pescatori dell’arcipelago di Ari Sud nell’Oceano Indiano.

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Insomma, il tombolo è un mestiere antico e prezioso, sparso per il mondo, che continua a conquistare l’attenzione anche delle nuove generazioni.

Tornando al nostro Molise, si può dire con orgoglio che il pregio del tombolo molisano sta proprio nel disegno, particolarmente elaborato per l’intreccio delle ‘corsie’.

Nel Molise è Isernia che eccelle per la produzione tanto che il tombolo tipico del Molise è il merletto di Isernia, il “pizziglio” (da cui “ripizzigliar” – i venditori di merletti -) noto in tutta Italia per il suo cosiddetto “punto in aria”, un merletto ad ago che si distingue da tutti gli altri e fa eccellere per l’appunto il nostro Molise.

Ma ciò che caratterizza i merletti di Isernia al punto da renderli famosi in tutto il mondo è il sottile filo di produzione locale di colore avorio con cui vengono lavorati e che li rende davvero unici ed eleganti.

Ancora oggi sono in molti a identificare Isernia come la città dei merletti. Dunque se decidete di fare una passeggiata nella città antica, è molto probabile che tra le stradine vecchie vi avventuriate nell’incontro di pazienti ed abili merlettaie all’opera!  

Personalmente ho provato una grande ammirazione a Ferrazzano, nel piccolo borgo antico a pochi km da Campobasso, dove ho conosciuto un gruppo di simpatiche donne che, con cadenza giornaliera, tengono un corso di tombolo per apprendere l’arte di questo mestiere antichissimo.

In un armonioso intreccio di dita e fuselli non avete idea di quanto sia gradevole ascoltare nel silenzio il suono particolare dei “tommarielli”, un tintinnio di bastoncini di legno sapientemente alternati tra di loro per realizzare questi veri e propri capolavori: i merletti del Molise. Un richiamo originale per curiosi, bambini e visitatori che amano fare turismo esperienziale e di ispirazione. La bellezza e l’incanto nel vedere queste donne mentre lavorano al tombolo e realizzano magnifici manufatti trasmettono una straordinaria umanità ed il legame che si intreccia tra di loro.

I luoghi dove si incontrano queste merlettaie, nei paesini del nostro bellissimo Molise, sono l’emblema della bellezza e del sentimento umano che unisce questi luoghi al cuore umano.

Capolavori d’arte che le nostre donne molisane sanno raccontare, attraverso il loro lavoro, la storia e la cultura di un popolo.

Una energia quasi spirituale che riescono a trasmettere naturalmente mentre sono intente a realizzare i loro capolavori.

L’arte del tombolo potremmo definirla un vero e proprio tesoro, quasi un investimento di famiglia, da tramandare alle generazioni future, con il piacere di trasmettere e valorizzare una civiltà passata, le emozioni, l’impegno e la passione per ciò che si è creato nel tempo con amore.

Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita

USI, COSTUMI E TRADIZIONI NEL MOLISE.  Un po’ di storia e curiosità…

Il merletto a tombolo iniziò il suo splendore a partire dal 1400 e la tradizione vuole che esso sia stato diffuso dal convento di S. Maria delle Monache, le quali insegnarono l’arte del tombolo alle giovani fanciulle. Le origini dunque della lavorazione del tombolo risalgono al basso Medioevo quando nel Molise sorsero numerosi conventi benedettini, centri di preghiera e di operosità. La lavorazione di pizzi e merletti era l’impegno prevalente di tante nobili fanciulle destinate al convento dalle severe leggi feudali per cui la principale occupazione quotidiana doveva essere  la lavorazione del merletto.
Fu proprio la Regina Giovanna D’Aragona a voler apprendere  personalmente la lavorazione dei merletti, di cui era una grande ammiratrice. La sovrana, durante i periodi di villeggiatura ad Isernia, si divertiva a lavorare sul tombolo con i fuselli ( ‘re tummarieglie ), istruita dalle più capaci signore di Isernia.
Esiste documentazione storica che attesta che nel 1503 le monache producevano pizzi e merletti. Da qui è nata la scuola molisana che ancora oggi perpetua la tradizione e trova clientela in tutto il mondo

FONTI IMMAGINI E NOTIZIE STORICHE: INTERNET

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