Cascata di Carpinone IS MOLISE 500 Ph Franco Di Iorio

Freschissimo weekend in Alto Molise

Freschissimo weekend estivo in Alto Molise 

Alla scoperta di luoghi paradisiaci e incontaminati dell’Alto Molise

26 – 27 – 28 LUGLIO 2024

Tre giorni di puro benessere in cui esploreremo le affascinanti località di Roccavivara, Valle del Trigno, Roccamandolfi, Carpinone e le sue cascate, Pietrabbondante, Capracotta, Agnone.

Andremo per cascate, fiumi, ruscelli, fonti d’acqua sorgiva, paesi antichi e boschi di alberi secolari.

Ti portiamo nei “paesi e paesaggi del benessere” nel Molise dove natura, cultura, storia, leggende e sapori locali sono gioie da condividere! 

Voglia di frescura? Vieni con noi sulle vie dell’Alto Molise. Immergiti nei luoghi più incontaminati del Molise. Lasciati sedurre da boschi fiabeschi, faggi secolari, corsi d’acqua e cascate rigeneranti. Scoprirai luoghi affascinanti circondati da storia, archeologia, racconti e ottimo cibo locale. Tanta bellezza ti stordirà di emozioni e gioia di vivere. Gli ingredienti ci sono tutti, ora tocca a te scegliere e prenotare subito il tuo posto.

Vieni a godere tanto benessere nel ventre del freschissimo Alto Molise.

???? Ecco per te il freschissimo weekend estivo in Alto Molise ???? 

Preparati a vivere le meraviglie del Molise e scegli di rinascere con questo fantastico tour estivo!

26-27-28 luglio 2024: tre giorni in pieno relax e a passo lento per staccare la spina e caricarti di sana adrenalina. Visiteremo oasi da sogno tra acqua pura e frescura di montagna in alta quota, in Alto Molise. Qui dove la natura è selvaggia e incontaminata, l’aria pura e ricca di ossigeno, i sapori antichi e genuini, la gente accogliente e familiare, ogni emozione è una vera ricchezza per anima e corpo. Naturalmente il tutto sarà al top se condito con l’inebriante spirito di condivisione di tutti noi partecipanti, affascinati dai paesaggi in alta quota, passeggiando tra colline e montagne dell’Alto Molise.

Dunque se ami le camminate in relax, le immersioni in natura ed i sapori di montagna ti diamo subito il benvenuto nel nostro viaggio organizzato!
Ti invitiamo a partecipare a questo bellissimo Tour in Alto Molise, perfetto per te e da condividere con chi vuoi bene.
Allora comincia a immaginare di essere qui: lasciati ispirare da questi luoghi da fiaba e super refrigeranti. Prenota subito il tuo posto in questo favoloso weekend estivo. Al ritorno porterai con te emozioni stupende e indimenticabili!

????  Prenota subito il tuo freschissimo weekend in Alto Molise  ????

Quota € 250 a persona

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✅ Punto di ritrovo ed accoglienza a Roccavivara CB, “Perla della Valle Trigno” a 652 m slm immersa nella natura.
✅ 3 giorni /2 pernotti presso l’Hotel Smeraldo in camere doppie, accogliente hotel 3 stelle costruito interamente in pietra ed immerso nell’incantevole Valle del fiume Trigno. La posizione dell’Hotel è spettacolare: qui gli ospiti possono godere di ampi spazi esterni con giardini, aree attrezzate, una zona barbecue per grigliate all’aperto ed una terrazza affacciata sulle montagne circostanti.
✅ Tassa di soggiorno
 ✅ 2 colazioni e 2 cene (bevande incluse – acqua e vino) a base di prodotti locali servite presso la sala del Ristorante dell’hotel
✅ Ingresso e visita guidata presso l’antico mulino in pietra ospitato presso l’hotel
✅ Pranzo/degustazione di benvenuto (giorno dell’arrivo) a base di prodotti locali presso la Masseria “Luisella” attigua all’hotel
✅ Visita al suggestivo Santuario Madonna di Canneto e Villa Romana (1,5 Km), raggiungibili comodamente a piedi dall’hotel
✅ Trekking in natura nell’incanto della valle di Roccavivara su percorsi panoramici, fonti sorgive e boschi di alberi secolari.
✅ Visita nel centro storico di Trivento CB, famoso per le sue origini millenarie.
✅ Trekking guidato nell’incantevole  Riserva Naturale del Torrente Callora, presso Monte Miletto, dove l’atmosfera è magica per natura selvaggia e luoghi poco antropizzati.
✅ Escursioni e visite nei centri storici di Roccamandolfi IS (suggestivo paese montano situato a 850 m slm tra boschi e pianori, ai piedi del massiccio del Matese) e Carpinone IS ,”Paese delle cascate” con percorsi d’acqua, ruscelli e cascate spettacolari (636 m slm).
✅ Escursione e visita con possibilità di bagni freschissimi nelle Cascate dello Schioppo a Carpinone IS
✅ Ticket per ingresso e visita nella pregevole area archeologica di Pietrabbondante IS (966 m slm)
✅ Trekking guidato in natura su percorsi panoramici e boschivi nelle località montane di Capracotta IS
✅ Visita nel centro storico di Capracotta, definito “paese del benessere” per aria purissima e qualità di vita. (1421 m slm)

✅ Visita guidata al centro storico di Agnone, l‘Atene del Sannio, famosa al mondo per l’antica arte di produzione di campane.
✅ Servizio Guida Turistica e Guida Ambientale Escursionistica con dotazione bastoncini da trekking
✅ Copertura Assicurativa Viaggi (bagaglio-medica) e Travel Assistance

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INFO & ????????????????????????????????????????????????:

????????????????????????????????????????????????.???????? di Maria Vasco (+39) 348 6053646 – info@moliseinvita.it
???????????????????????????????? ???????????????????????? & ???????????????????????????? di Stefania Rucci (+39) 0875 714207 – (+39) 349 2857372 –acapulco@acapulcoviaggi.it


Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita © | Viaggio promosso e organizzato da Moliseinvita e Acapulco Viaggi & Vacanze


Fonte immagini: Carmine Scarinci – Dimensione Explorer – Francesco Iafelice – Franco Di Iorio – Franco Valente – Nicola Di Stefano – Pino Manocchio –Silvio Gaetani  – Maria Vasco fondatrice Moliseinvita – Web
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PhotoContest ~ paesaggio Italiano- Colline molisane, Ururi CB Ph Vincenzo D'Alessio ©

Giornata nazionale del Paesaggio

Giornata nazionale del Paesaggio

14 marzo 2023 presso il Circolo Sannitico – Campobasso MOLISE

Tavola rotonda sul tema: “Verso la transizione ecologica: ruolo e destino del paesaggio e dell’agricoltura nel Molise rurale”

In occasione della Giornata nazionale del Paesaggio, istituita dal Ministero della Cultura, si parlerà a Campobasso di un tema molto attuale: l’incidenza della transizione ecologica/energetica sul paesaggio, ma anche su beni culturali, agricoltura, biodiversità e turismo del Molise. Il Molise diverrà un territorio cosparso di impianti industriali dell’eolico e del fotovoltaico a terra, oppure riuscirà a conservare il suo carattere di ruralità che lo distingue anche da altre regioni? Tante le domande da porsi tra cui: è questa la Transizione ecologica, la cosiddetta Rivoluzione verde?

Migliaia di ettari di terreni destinati all’agricoltura sfruttati, invece, per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Paesaggi storici, naturali e rurali sottratti alla bellezza tutta italiana.

Il tema è di vitale importanza non solo per il Molise, ma per il benessere del pianeta e dell’Umanità. 

Lo scopo dell’incontro, organizzato da Italia Nostra Campobasso, è quello di analizzare le criticità che minacciano i valori del paesaggio. Dall’ambito storico-culturale al settore dell’agricoltura e della biodiversità, il Molise è sotto il massiccio attacco delle rinnovabili intermittenti. Pertanto occorre stimolare momenti di riflessione alla ricerca di un giusto equilibrio tra esigenze energetiche e tutela del territorio, tra politiche di trasformazione territoriale e rispetto dell’art. 9 della Costituzione. Il fine? Diffondere la cultura del paesaggio, promuovere la formazione di specialisti nel settore della progettazione e sollecitare varie attività di pianificazione.

Se ne parla martedì 14 marzo 2023 h 16:30 al Circolo Sannitico P.zza Pepe Campobasso – Evento gratuito e ingresso libero 


Fonte: Italia Nostra Campobasso – Associazione per la Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione – Presidente Sez. CB Gianluigi Ciamarra | Fonte immagini: Ph Antonio Siano © – Ph Giuseppe Del Muto © – Ph Lorenzo Albanese © – Ph Nicola Cappella © – Ph Vincenzo D’Alessio © – Ph Maria Vasco fondatrice Moliseinvita © In

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stand Molise in Fiera - Termoli CB MOLISE Ph pag Fb Molise in Fiera

Molise in Fiera tra novità ed eccellenze

Evento fieristico nel Molise

Tutto pronto per Molise in Fiera 2023

La fiera campionaria apre i battenti dal 15 al 19 febbraio 2023 a Termoli CB MOLISE – L’evento è gratuito


Al via l’evento fieristico del Molise con l’edizione 2023 di Molise in Fiera.
Un evento in forte crescita, ricco di novità ed eccellenze proposte dagli espositori direttamente al pubblico.
“Sarà un’edizione più ricca, più varia e di livello ancora superiore rispetto alla precedente” dichiara Mariella Tufarelli, presidentessa di ConfEventi Molise e organizzatrice dell’evento.
Molte le novità in serbo per i visitatori: una nuova sezione dedicata al mondo delle cerimonie e wedding e un’area dedicata alle macchine agricole più estesa e più specializzata, dove saranno presenti le aziende protagoniste del settore.
Inoltre un’ampia e accresciuta presenza di operatori del settore commercio, artigianato e arredamento. Prodotti alimentari tipici e in più il mondo wellness e biomedicale. Molise in Fiera ha nella varietà dell’offerta la sua arma più affilata.
“Vogliamo che tutti vivano Molise in Fiera come un’esperienza da ricordare”, continua la Tufarelli, “con elementi di attrazione per adulti e bambini, privati e aziende”.
Un benvenuto dunque alle giovani coppie che progettano il loro giorno più bello, alle famiglie, ai professionisti del settore agricolo, agli appassionati di enogastronomia e a tutti coloro che cercano novità e soluzioni per la propria casa o la propria azienda. Il posto giusto anche solo per passare qualche ora in un clima informale e pieno di stimoli.
Un po’ di numeri: con oltre 60 espositori su 5000mq attuali e più di 16000 visitatori in ognuna delle edizioni precedenti, quest’anno la fiera fa un grande passo in avanti in termini di qualità dell’offerta e dei servizi. Iniziative che potenziano il valore del turismo fieristico nel Molise con l’opportunità di conoscere una terra meravigliosa e ricca di risorse.

Molise in Fiera apre al pubblico dal 15 al 19 febbraio 2023 a Termoli CB, in piazza Giovanni Paolo II (ore 10:00/13:00 – 16:00/21:00). L’evento è con ingresso gratuito. Per maggiori informazioni si può visitare il sito Moliseinfiera.it

Fonte: ConfEventi Molise e Molise in Fiera | A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©

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Domenico Iannacone - Torella del Sannio CB MOLISE - ph da pag Fb di Domenico Iannacone

Il valore della piazza per “ritrovarsi”. Incontro con Domenico Iannacone nel paese di Torella del Sannio | Molise

Ritrovarsi in piazza

Ritrovarsi a Torella per un incontro cuore a cuore tra Domenico Iannacone, giornalista e autore di origini molisane, ed il (suo) pubblico. Un’opportunità per riscoprire il valore della piazza come centro del paese, ma anche come luogo umano e paesaggio dei sentimenti.

Giovedì 11 agosto 2022 alle ore 21.30 – Piazza Regina Margherita, Torella del Sannio CB MOLISE – ITALY

Ingresso libero


Ritrovarsi a Torella di Domenico Iannacone

“L’unico posto vivo dove si compie la condivisione delle idee rimane la piazza. Non c’è televisione o social o altra diavoleria in grado di poter battere la forza di questo luogo. Tutto qui diventa tangibile, fisico, pronto a manifestarsi nella sua bellezza.

Bisognerà ricominciare a incontrare le persone dal basso, guardandosi negli occhi. Non ci sono spazi migliori di questi per condividere ideali e parlare col cuore.

Quando si torna dove si è nati, si chiude sempre un cerchio dell’esistenza. Un cerchio perenne che si rinnova quando partiamo o quando facciamo ritorno. Quei luoghi sono parte della nostra anima, pezzi che non si distaccano mai da noi.

[…] Torno nel luogo che mi ha sempre protetto, anche quando, ahimè, sono mancato per tanto.

[…] Ho deciso di riabbracciarlo non solo idealmente sotto forma di pensiero, ma fisicamente, in piazza, tra quelli che mi hanno sempre voluto bene. Perché in fondo la storia di ognuno ha sempre un inizio, un punto di riferimento preciso su cui poggiarsi. Anche la mia parte da qui, da Torella del Sannio, piccolo paese del Molise.

Qui ho immaginato e sognato quello che sono ora. Per questo il mio cerchio non poteva che chiudersi qui.

Giovedì 11 agosto 2022 alle ore 21.30 in Piazza Regina Margherita, nel centro storico di Torella del Sannio, in un incontro pubblico in cui si intrecciano passato, presente e futuro ritroverò la mia gente, i tanti amici che abitano nei paesi vicini e anche quelli che verranno da lontano a trovarmi.

Ci vediamo in piazza a Torella del Sannio.

Vi aspetto in tanti, nella piazza del mio paese, per raccontare quello che ho visto, denunciato e combattuto. Sarà un modo per riannodare il filo di questi anni e ritrovarsi.”


Con la collaborazione dell’Associazione ALLEROT, della Pro Loco “Tre Torri” Torella del Sannio e del Comune di Torella Del Sannio.
Fonte Immagini: Ph Franco Di Iorio © – Ph Pietro Iocca © –  Ph Vittorio Ciamarra © –  Ph Pag Fb Domenico Iannacone © –  Ph Maria Vasco by Moliseinvita ©

 

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La Quarantana di Gennaro Camelo-Artigiano bottega del rame-Santa Croce di Magliano CB MOLISE Ph Luigi Pizzuto

Il ramaio dalle mani d’oro. Ecco il maestro artigiano più anziano del paese e la Quarantana di Santa Croce di Magliano

Tempo stimato di lettura: 2′-
Un racconto che vibra di emozioni e valori umani. Protagonista è un artigiano speciale, Gennaro Camelo: il più anziano ramaio di Santa Croce di Magliano nel Molise, l’ultimo rimasto nel paese e che ogni giorno celebra il suo lavoro in una bottega che trasuda opere (d’arte) straordinarie, create esclusivamente con il rame e infinita passione.
Ce lo descrive da cuore a cuore Luigi Pizzuto, uno studioso attento alle tradizioni molisane e sensibile alla tradizionale Quarantana di Santa Croce di Magliano. Lo sguardo del ricercatore è rivolto ai beni immateriali del paese, fonti preziose e di ricchezza umana da trasferire alle nuove generazioni. “Il valore è luce”, così si presenta a noi quando lo contattiamo per saperne di più sull’artigiano ultraottantenne dalle mani d’oro. Con Luigi Pizzuto conosciamo più da vicino un‘eccellenza dell’artigianato del Molise, il maestro ramaio di paese che infonde amore per il proprio lavoro con le sue sapienti capacità creative. Opere e testimonianze che lasciano il segno!

Nel rame palpita il cuore di un’antica tradizione. La Quarantana di Gennaro Camelo illumina il cielo santacrocese.

“Un uomo che lavora con le sue mani è un operaio. Un uomo che lavora con le sue mani e il suo cervello è un artigiano. Ma un uomo che lavora con le sue mani, il suo cervello e il suo cuore è un artista”.

Questo magnifico pensiero di San Francesco d’Assisi si può senz’altro rileggere in uno dei mestieri più antichi che Gennaro Camelo porta sempre dentro di sé.
Tempo fa sono andato più volte a curiosare nella bottega del rame a Santa Croce di Magliano in provincia di Campobasso, a pochi passi dalla villa comunale. Spinto dal desiderio di ammirare con calma le opere d’arte dell’ottantaduenne Gennaro Camelo.
Si tratta dell’ultimo stagnino rimasto che lavora il rame con gli stessi segreti di tanto tempo fa. Appena entro nella sua bottega mi spiega con pazienza l’arte della lavorazione del rame che la sua famiglia pratica da tre generazioni.

Mi illustra poi in che modo – e con quanta passione – ha realizzato tantissime piccole opere d’arte legate alla vita d’un tempo e a quanto di meglio, nel corso del tempo, è divenuto il simbolo di una parte oppure dell’intero paese.

Riproduzione in scala di Santa Croce di Magliano in rame nella bottega del ramaio Gennaro Camelo
Veduta al tramonto di Santa Croce di Magliano CB MOLISE –  Ph Pasquale Marino Archeologo ©

Pertanto subito mi porta in un angolo espositivo per vedere la chiesa di San Giacomo in miniatura, l’Istituto Sacro Cuore, la Torre di Magliano e i carretti di Sant’Antonio pieni di spighe e di fiori, amati da tanti devoti. Nel racconto Gennaro è in piena forma. Mostra tanta esperienza acquisita fin da bambino. Quando in tenerissima età osservava in silenzio le mani creative del babbo e del nonno modellare tutto ciò che all’epoca serviva alla vita quotidiana dell’uomo. La sua lucidissima memoria ci riporta indietro nel tempo per capire i segreti di ieri. Srotola, col suo curioso dialetto e con non pochi accenti di nota, i meccanismi del mestiere e le attenzioni che bisogna avere verso il rame. Questo metallo così duttile che, puntualmente, riserva tante soddisfazioni e non poche sorprese. Poi mi illustra il suo capolavoro: la riproduzione in scala dell’antico borgo di Santa Croce di Magliano. Il cosiddetto Quartetto, costituito dal Quarto dei Latini e dal Quarto dei Greci. Senza sosta sofferma il suo dire sul nucleo abitativo più antico. Intorno al quale è nato prima il Borgo San Giacomo e poi l’intero abitato. Fino ai nostri giorni ancora “in fieri”.

Santa Croce di Magliano CB MOLISE Ph Agata Prugar ©

Con un senso di rispetto, pieno di soddisfazione, mi indica la Chiesa Greca, una costruzione dalle radici più antiche. Poi, di nuovo con l’indice, i vicoli stretti, la dimora del medico poeta Raffaele Capriglione, Largo Rotonda, le arcate, le mura, le porte e le quattro torrette, di cui due sono in piedi a tutte le ore, Torre Licursi e Torre Piscone. A dir il vero nell’impianto tutto è perfetto. La visione d’insieme abbraccia la vita di ogni famiglia santacrocese.  Sono affascinato da quello che vedo. A questo punto gli dico di farmi una promessa: realizzare la Quarantana col materiale più caro, per illuminare il cielo della sua ricca bottega. Dove le sue creazioni rianimano – agli occhi dell’osservatore – gli aspetti più belli della cultura santacrocese. Da questa richiesta molto sentita in verità non è passato tanto tempo. Così in vista dell’avvento della Quarantana, che inizia dopo il Martedì Grasso, inaspettatamente vengo invitato per partecipare alla presentazione dell’ultima sua opera in rame: la Quarantana.

Per me – che ho dedicato non poco tempo allo studio di questa singolare tradizione che si perde in un mondo lontano – si è trattato di una graditissima sorpresa. Piena di gioia. Come si vede dal reportage fotografico si tratta di una graziosissima opera d’arte. Piena di luce e di sapere locale.
Quarantana con il tricolore dell’Italia, tra le più storiche nel paese.
La Quarantana è la signora del cielo santacrocese.
In questo caso si può dire che è anche la regina di un metallo dorato che brilla di luce propria su tutti gli altri manufatti presenti nella vivacissima bottega dell’anziano artigiano.
Ma che cos’è la Quarantana? Questa strana immagine di bambola che vediamo durante tutto il periodo della Quaresima diffusa nel contesto urbano di Santa Croce di Magliano. Da chi la ama viene appesa ad un filo per quaranta giorni. Libera di dondolare in un ristretto o largo spazio aereo. Tra cielo e terra. Tra una finestra e un balcone. In effetti incarna la Quaresima, vestita da vecchia, da pupatta o da bambola. In questa sua rappresentazione sacro e profano si abbracciano.
Orgogliosamente la Quarantana ostenta i suoi accessori che hanno un alto profilo simbolico nel campo antropologico. Ai suoi piedi oscilla una patata su cui sono conficcate sette penne. Solitamente di gallina oppure di oca, di pavone o di tacchino. Sette penne per indicare le settimane mancanti all’arrivo della Santa Pasqua. Alla fine di ogni settimana ne viene tolta una fino al Sabato Santo. Per annunciare con la penna bianca, al suono delle campane, la gloria della Resurrezione.
Una sorta di orologio pubblico che spinge tutti con il naso all’insù a vedere il cielo.
La Quarantana porta sul grembiule l’aringa, per indicare l’astinenza quaresimale, il vino e i peperoncini, segni di una vita senza regole che abbandona Martedì Grasso. Porta infine in trionfo il fuso, simbolo di un arcano cammino di vita, del quale nessuno potrà mai conoscere la fine. Questa complicata filosofia, rimarcata da ogni singolo accessorio, viene velata inaspettatamente da una curiosa metamorfosi espressiva. Senz’altro più piacevole, che tra l’altro ha assunto nei tempi moderni. Si spiega così la sua trasformazione da vecchia a pupa, pupatta e bambola. Forse anche per soddisfare il piacere dei più piccoli. In tantissimi casi il look è decisamente giovanile.
Oggi in piena solitudine si può dire che nel cielo di Santa Croce trionfano tantissime Quarantane in ogni via.
Piene di vita. Piene di un sapere antico dalle tante radici.

Testo di Luigi Pizzuto© | A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita© | Fonte immagini: Ph Agata Prugar© – Ph Antonio Lafratta© – Ph Foschini© – Ph Luigi Pizzuto© – Ph Miky Di Niro Michela© –  Ph Pasquale Marino archeologo© – Ph Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©

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Migliori escursioni, tour, trekking, itinerari e percorsi nel Molise e dintorni. Esperienze sul territorio 2016 – 2017 – 2018


Ecco le migliori escursioni tra tour, trekking, gite, passeggiate, pellegrinaggi, itinerari e percorsi nel Molise e dintorni.

Esperienze sul territorio svolte nel 2016 – 2017 – 2018 con le nostre guide ambientali e guide turistiche certificate, associazioni di viaggi organizzati, tour operator ed agenzie viaggi.

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Paesaggio di Melanico - Santa Croce di Magliano CB MOLISE - Ph Gianluigi Ciamarra - grano- albero -FOTO 04

Melanico, la contrada del grano o “granaio del Molise”. Giacimento di risorse naturali e culturali

Tempo stimato di lettura: 3 minuti circa.

Il Molise è stato a lungo una delle regioni più rurali d’Italia, con un forte peso della pastorizia e della coltivazione dei cereali.

Campi ad erba, pascoli e grano hanno contrassegnato il paesaggio, rispecchiandosi anche nei comportamenti culturali e nell’alimentazione.

Melanico è un’area pianeggiante ondulata di oltre 2.000 ettari, situata nel comune di Santa Croce di Magliano, al confine tra il Molise e la Puglia.

Il suo paesaggio è un patrimonio prezioso che non può essere insidiato

Quello di Santa Croce e dei territori contermini è un paesaggio rappresentativo della cerealicoltura mediterranea. Melanico è un

paesaggio rurale di rade contrade, qualche antica masseria e i piccoli poderi allineati della Riforma agraria; il tempo è scandito in autunno dai colori scuri della terra, poi dal verdeggiante verzicar delle colture e, in prossimità del raccolto, dalle ampie sfumature dorate del grano, che lasceranno il posto all’imbrunire delle stoppie. Punteggiato qua e là da qualche albero isolato e fazzoletti di bosco, esso è stato caratterizzato a lungo anche dalla pastorizia transumante: qui, nell’agro di Melanico, confluiscono due dei grandi tratturi che mettevano in comunicazione le montagne dell’Appennino con il Tavoliere: l’Ateleta- Biferno e il Celano-Foggia.

Badia di Santa Maria di Melanico
Particolare del campanile – Badia di Santa Maria di Melanico

L’evoluzione territoriale si lega alla presenza dell’antica Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico; la storia del territorio è stata particolarmente influenzata dalla presenza di questo edificio medievale, nato quando i monaci benedettini arrivarono nella diocesi di Larino.

Può sembrare un paesaggio immobile e silenzioso, sensibile solo al succedersi delle stagioni. Invece quello di Melanico è un paesaggio vivo e resistente, l’espressione di un territorio con una lunghissima storia, che rimanda alle origini dell’agricoltura mediterranea fondata sui cereali, l’ulivo e la vite. La coltivazione del grano, in particolare, ha segnato in modo dominante i terreni intorno alla contrada Melanico, un territorio coltivato, modellato e curato grazie a quella interminabile “prassi di generazioni” cara a Emilio Sereni, secondo cui il paesaggio agrario è il prodotto del lavoro incessante degli agricoltori.
Ciò ha generato un paesaggio resistente, che è riuscito ad attraversare i secoli e a mantenere le sue trame perfino di fronte alle trasformazioni economiche dell’età contemporanea. La secolare pratica della cerealicoltura ha conferito un’impronta al paesaggio, caratterizzato da grandi spazi nudi e arricchito, a partire dalla metà del secolo scorso, da piccoli oliveti e dalle case della Riforma, senza tuttavia perdere l’indiscutibile prevalenza granaria.
Paesaggio rurale di Melanico – Torrente Tona Vecchio – Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Melanico è oggi un significativo giacimento di risorse naturali e di beni culturali, che possono essere integrati in un unico sistema all’interno di un contesto territoriale aperto, da annoverare tra i più suggestivi e sconosciuti del Paese, quasi un unicum stori­co-geografico ancora integro, figlio di una storia legata alla produzione, trasformazione e commercializzazione del grano, tanto da far meritare al territorio di Santa Croce di Magliano l’appellativo di “granaio del Molise”, un valore aggiuntivo anche per il Distretto rurale BioMolise, recentemente costituito tra 14 comuni dell’area.
Il complesso paesaggistico di Melanico, costituito dai terreni a cereali, dalle masserie, dai poderi, dai tratturi, dalle vecchie stalle, dalle attuali attività di trasformazione e dai brani di bosco verso il Tona e il Fortore, rappresenta oggi un patrimonio da tutelare e organizzare anche in funzione della fruizione culturale e turistica del territorio. Proprio la coltivazione del frumento ha determinato nel tempo l’organizzazione del territorio e i caratteri strutturali del paesaggio, attraversando le differenti epoche storiche e superando i tre grandi periodi di svolta: l’istituzione della Dogana delle pecore di Foggia nel XV secolo, la soppressione della feudalità all’inizio dell’800; la Riforma fondiaria del 1950 con l’espropriazione del latifondo e la costituzione di nuove unità poderali.

In tutti questi passaggi la coltivazione cerealicola ha resistito e si è sviluppata.
A tutt’oggi l’indirizzo cerealicolo è quello largamente prevalente, con qualche delimitato inserimento dell’oliveto, delle colture orticole, oltre alle leguminose impiegate in rotazione.
Per questi motivi l’area di Melanico è stata giustamente considerata nel Catalogo nazionale dei paesaggi rurali storici pubblicato nel 2011 dall’editore Laterza a cura di Mauro Agnoletti, mentre attualmente è candidata per essere inserita nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici istituito presso il Ministero delle Politiche agricole e forestali; la candidatura è frutto di una ricerca storico-territoriale condotta grazie alla collaborazione tra il Comune di Santa Croce e l’Università del Molise (sede di Termoli).
Veduta del centro storico di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Dall’analisi è emerso un territorio ricco di potenzialità agroalimentari e turistiche, che non può essere saccheggiato, come già ammoniva La Fonte di ottobre 2020. Un paesaggio storico che non può essere stravolto con l’inserimento di funzioni improprie nella campagna, si tratti dei cosiddetti “parchi” eolici (che parchi non sono), degli estesi impianti fotovoltaici o di altri impianti che si mangiano non solo il passato, ma anche il futuro di un territorio.
Rossano Pazzagli (La Fonte, gennaio 2021)
Fonte immagini: Ph Pasquale Marino Archeologo © – Internet

Vista aerea di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo©
Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico, prima della ristrutturazione.

“Il Molise più autentico” – Conoscere il territorio per vivere il turismo esperienziale