Larino e la Carrese di San Pardo

La Carrese di San Pardo torna a battere nel cuore del Molise

Nei giorni 25-26-27 maggio 2026 si è svolta la suggestiva Festa patronale nel Comune di Larino CB MOLISE ITALY

Non una festa patronale qualunque, non il solito appuntamento, ma un rito vissuto intimamente dal popolo larinese – e non solo – per tre intensi giorni di fede, fiori, buoi, fatica, festa.
Tre giorni da vivere tutti d’un fiato in cui la stessa Larino non è più solo una città. È un respiro sospeso, un canto antico che risale dalle pietre e dalla terra, un popolo che si ritrova in un unico centro e sotto lo stesso cielo per dire grazie.
E dunque ogni anno, dal 25 al 27 maggio, la Carrese di San Pardo riappare e ridà voce a una tradizione che ha più di un millennio.

L’origine della Carrese di San Pardo? La nascita del rito risale esattamente all’anno 842 d.C: da allora il rito unisce larinesi, molisani da
tutta la regione e numerosi turisti provenienti da varie parti d’Italia e dell’estero. L’origine sa di miracoloso: dopo l’invasione saracena infatti i larinesi fecero una promessa e cioè trasportare le
spoglie di San Pardo, loro vescovo e protettore, su un carro fiorito. Quel gesto di fede è diventato un rito immortale, tramandato di padre in figlio. Il carro, simbolo della città, è la memoria che non si spegne.
Antica processione nel cuore della primavera, la Carrese di Larino è una pacifica sfilata di carri d’artigianato in legno, trainati da buoi, amorevolmente coccolati e vestiti a festa. Carri coloratissimi, adornati di fiori in carta sapientemente creati dagli stessi larinesi.

Pertanto, colma del suo clima tradizionale e di emozioni “primordiali”, la millenaria Festa di Larino – la Carrese di San Pardo – è considerata a pieno merito un bene e un patrimonio culturale immateriale.

Quando il carro trionfale esce dalla Cattedrale, non è solo legno e ferro che si muovono: è la fede di generazioni che prende forma, spinta a mano da uomini che
diventano una cosa sola con la strada, con il sudore, con il grido “Viva San Pardo!”.
Una melodia di suoni ancestrali creati da campane e campanacci che riempiono il cuore.

Il primo giorno, il 25 maggio l’attesa si fa preghiera. Le vie del centro storico si accendono di luci, di stendardi, di profumi di basilico e cera, di sguardi lucidi e profondi. Mentre la benedizione dei carri e degli animali estende nell’aria un senso di pace diffusa.

I larinesi tornano a casa da ogni angolo d’Italia per esserci, per non mancare, perché la Carrese di Larino non si racconta: si vive, gomito a gomito, tra la folla che applaude ogni spinta del carro.

Il secondo giorno, il 26 maggio, è il giorno del prodigio. Il carro affronta la salita, lento, faticoso, ostinato. Ogni metro conquistato è una promessa mantenuta, un voto sciolto, una l
acrima trattenuta. È il momento in cui capisci perché questa festa è patrimonio vivo: perché parla di fatica, di sacrificio e rapporto con la natura, di comunità, di ostinazione bella. Il 27 maggio il silenzio lascia spazio alla festa. Musica, bande, fuochi che esplodono sopra la Cattedrale romanica.
Ma anche allora, tra i sorrisi e gli abbracci, resta negli occhi l’immagine del carro che
avanza, come se San Pardo stesso stesse camminando in mezzo alla
sua gente. Ogni anno Larino dal 25 al 27 maggio si
accende di un fuoco interiore e antico che è impossibile non vivere almeno una volta nella vita.
Vieni a Molise e vieni a Larino: non troverai solo una festa patronale. Troverai un pezzo d’Italia autentica che non si è arreso al tempo, che continua a credere nella forza della Tradizione e dello stare insieme.

Perché a Larino, quando passa San Pardo, passa la storia. E ti passa dentro.
A cura di Maria Vasco fondatrice di Moliseinvita | Credits foto: Emanuele Ianiero – Roberto Zeoli
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L’evento Festa di Larino – Carrese di San Pardo
è rivolto a chiunque voglia partecipare e non prevede costi.

