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Settimana e Salone del Libro in Molise

A Rionero Sannitico gli appuntamenti con la “Settimana del Libro” proseguono con successo

Settimana ricca di eventi culturali con Premio Letterario Nazionale, spettacoli teatrali, concerti letterari, musica, cinema, manifestazioni tradizionali, mostre d’arte e di fotografia, mostra mercato, fiera di prodotti tipici e dell’artigianato del Molise.

Evento culturale in programma dal 23 al 30 luglio 2023 – Rionero Sannitico IS MOLISE

Ingresso aperto al pubblico

Proseguono, offrendo ricchi riscontri e preziosi suggerimenti per la prossima edizione, gli appuntamenti inseriti nel Cartellone de “La Settimana del Libro” a Rionero Sannitico (IS). Grande concorso di pubblico per le prime proposte, si continua con gli appuntamenti con gli autori e tanto spettacolo.

Buona l’affluenza al piccolo Salone del Libro, aperto ogni giorno dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 20:00, animato dai ragazzi dell’Associazione culturale “don Milani” e che ospita oltre una decina di Editori e diversi autori provenienti da varie parti di Italia.

Si è entrati subito nel vivo dell’evento culturale della Settimana del Libro al Salone del Libro di Rionero Sannitico con due grandissimi appuntamenti: nel pomeriggio del 24 luglio Simonetta Tassinari in dialogo con il giornalista Giuseppe Rapuano; durante la serata incontro con Pier Paolo Giannubilo e le note del “Canto delle Diomedee” dalla chitarra di Claudio D’Amico. Martedì 25 luglio segue il dialogo tra l’autrice Paola De Chiara ed il Giornalista Paolo Scarabeo, direttore della testata QuintaPagina.eu insieme agli interventi del Prof. Vincenzo Cimino, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise.

Quasi al giro di boa, al Salone del Libro mercoledì 26 luglio la giornalista Miriam Iacovantuono dialoga con il CISAV per presentare il suo (r)Esistere e affrontare il tema sempre caldo delle aree interne, delle loro opportunità e i loro limiti. Lo spettacolo si sposta in Piazza Trinità dove ha luogo il fotoracconto “La Cunzegna” dell’Ing. Marcello Di Geronimo, con l’accompagnamento del Soprano Carmela Fascino, del pianoforte di Francesco Cipullo e del violino di Nicoletta Djugostran.

Rionero Sannitico IS MOLISE – Ph Massimo Guglielmi ©

Spettacolo anche nel pomeriggio di Giovedì 27, alle ore 18:30 al Salone del Libro, con il Concerto Letterario “L’altra Elena” di Andreina Di Girolamo e Rosanna Carnevale, accompagnate da Fatima Fraraccio e Anna Maria Di Pietro. Mentre in serata alle 21.00 in Piazza Trinità avrà luogo la presentazione del libro di Paolo De Chiara, Una fimmina Calabrese, a cui prenderanno parte il nostro direttore Paolo Scarabeo e il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Vincenzo Cimino.

Venerdì 28 avrà poi inizio un fine settimana scoppiettante. Alle ore 18:30, infatti nel Salone del Libro, sarà ospite Giovanni Mancinone con il suo Molise criminale e una chicca riguardante il suo ultimo lavoro in uscita in questi giorni, Mostri, e a sera, dalle 21:00 spettacolo in Piazza Trinità con Pierluigi Giorgio e la sua “Piccola nuvola”, cui farà seguito la proiezione del Docufilm Moulin, il poeta del pastello di e con Pierluigi Giorgio.

Sabato 29 sarà Nicola Pesce lo special Guest, alle 18:30 al Salone del Libro, il grande autore campano parlerà della “sua” Volpe e di tanto altro… e alle ore 20.00 “terrà a battesimo” la casetta del Libro che sarà istallata nei pressi della Scuola; mentre alle ore 21:30 tutti in piazza Trinità per la Ballata dell’Orso.

Domenica 30 grande chiusura… per tutto il giorno si svolgerà la Fiera dei prodotti tipici e dell’artigianato, mentre alle ore 18:30 al Salone del Libro si avrà la cerimonia di Premiazione del Premio Letterario Nazionale “RuviNigri” e la consegna di attestati di merito ad alcuni figli di Rionero che in questo anno si sono distinti nel proprio ambito professionale. Alle 21:30, poi, tutti in piazza con la musica popolare dei Tarantula Garganica.


 Fonte: QuintaPagina | Fonte immagini: Ph Masssimo Guglielmi © – Ph Web – Ph Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©

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QUI IL CARTELLONE DEL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA DEL LIBRO A RIONERO SANNITICO IS MOLISE




 

artista molisana Silvana Di Paola

“Donne in Luce”: a Roma espone l’artista molisana Silvana Di Paola

Mostra d’Arte “Donne in Luce” a Roma

Dall’8 al 10 marzo 2023 – ore 11:00/19:00 – Ingresso libero

In occasione dell’8 marzo, la Casa Editrice Pagine di Roma presenta e organizza l’esposizione artistica “Donne in Luce”, una collettiva tutta al femminile per celebrare la Giornata dei Diritti della Donna.

Motivo di soddisfazione per l’artista molisana di Campobasso Silvana Di Paola che partecipa con entusiasmo alla manifestazione dedicata alle donne e ai suoi valori. Silvana Di Paola espone al pubblico i suoi dipinti dal cuore della città d’arte per eccellenza, Roma!  Ad accogliere l’evento una location di prestigio della capitale italiana: lo storico edificio del Complesso Monumentale del Pio Sodalizio dei Piceni nei pressi di Piazza Navona.

Il prestigioso evento è dedicato esclusivamente ad artiste donne selezionate.

Il titolo della mostra “Donne in Luce” vuole rappresentare il tema del femminile nella sua totalità di luce e vede la partecipazione di artiste – donne pittrici – provenienti da tutta l’Italia oltre che dall’estero. Madrina dell’evento è la celebre ed apprezzata psicoterapeuta, scrittrice ed opinionista Maria Rita Parsi, paladina dei diritti dei bambini e della donna, Presidente della Fondazione Movimento Bambino.

“E’ sulle donne che bisogna ancora contare, più che mai oggi, per dare luce ad ogni autentico, irrimediabile, irrinunciabile cambiamento a favore dei bambini, dei giovani, degli uomini, delle famiglie, della scuola, della cultura, della salute mentale, dell’economia, della legge. In ogni società umana e perché l’umanità si salvi da ogni guerra, violenza e criminale distruttività.” (Prof.ssa Maria Rita Parsi)

Amante e studiosa dell’Impressionismo, Silvana Di Paola cura la sua arte e dipinge da diversi anni. Ha partecipato a mostre personali, collettive ed estemporanee riscuotendo un buon successo di critica con vari premi e riconoscimenti ricevuti presso pubbliche amministrazioni del Molise, fuori regione e all’estero (Istanbul).

“L’artista Silvana Di Paola ama dipingere paesaggi “en plain air” come gli impressionisti. Si distingue anche nella pittura di ritratti singoli e familiari.
Dalle sue opere si possono cogliere i tratti salienti del suo carattere forte, ma soprattutto allegro e spontaneo, i colori e i soggetti infatti, conferiscono all’osservatore un senso di quiete e “ottimismo”. Nelle sue opere si scorge una grande maestria nell’uso del colore e una tecnica raffinata che diviene sublime nei ritratti di donne.
Il femminile nel fascino irresistibile della bellezza, nel fulgore della gioventù e dell’intelligenza, nel pudore velato, nel pensiero raccolto, nella seduzione segreta, nell’irruenza della passione che balena nell’intensità e nella tenerezza degli sguardi. Non c’è inquietudine nei suoi volti, ma soltanto la volontà di affrontare con dignità la vita nella consapevolezza della propria forza interiore.
Le tonalità cromatiche seguono i sentimenti e le emozioni in un’armonia stilistica, emblema di elevatezza spirituale. Sono sguardi incantati che catturano l’anima di chi li osserva, una sospensione che rivela i tratti dell’eternità.” (Prof. Gianfranco Bartalotta)

E’ previsto l’intervento di: Editore Luciano Lucarini, On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e dei Critici d’Arte, Professori Plinio Perilli e Gianfranco Bartalotta che presenteranno commenti e recensioni sui quadri di ciascuna pittrice insieme al gallerista Prof. Egidio Eleuteri, critici di fama internazionale. Ognuna delle 100 artiste presenti alla mostra esporrà tre opere. Le opere di Silvana Di Paola sono state selezionate dallo staff della Casa Editrice Pagine di Roma che ha organizzato la mostra dopo aver visionato centinaia di opere. I dipinti scelti, firmati dalla pittrice molisana, rappresentano i volti di 3 donne. Per chi vorrà continuare a seguire l’artista molisana Silvana Di Paola, nuove sue bellissime opere saranno esposte ad ArteGenova, Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea di alto valore e riconoscimento (maggio 2023).

Molise, Arte e Bellezza attraversano il mondo grazie a talenti raffinati ed espressivi come quelli di Silvana Di Paola.


A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita © | Fonte: comunicato
Artista molisana Giulia d’Aloia in arte Juliet RosaWood MOLISE

Volto femminile nella pittura di Giulia d’Aloia

Il volto femminile nella pittura di Giulia D’Aloia

Mostra d’arte l’8 marzo al “Consiglio Regionale del Molise”

La Presidenza del Consiglio Regionale del Molise, per celebrare l’8 marzo la Giornata Internazionale della Donna, ha organizzato a Campobasso un importante evento culturale dal titolo “Consiglio di Donna”. In questa occasione nei locali di Palazzo D’Aimmo è stata organizzata una Mostra d’arte che sarà aperta al pubblico nei giorni 9-10-11 marzo 2023 dalle ore 16.00 alle 19:00.

A questa Mostra è stata meritoriamente invitata ad esporre l’artista contemporanea Giulia D’Aloia, in arte “Juliet RosaWood”.

Il volto femminile è infatti il protagonista fondamentale nella produzione pittorica di questa artista, che dopo severe selezioni ha esposto i suoi dipinti in Italia e all’estero. Nei suoi lavori, la dimensione essenziale della figura umana si manifesta spesso in un volto di donna, a cui assegna quasi un valore “ontologico” che si sostanzia nello “sguardo”, poiché è lo sguardo che dà accesso al mondo sensibile.

Si può quindi affermare che nelle composizioni pittoriche di Giulia D’Aloia l’esperienza estetica più rilevante, così come è sempre stato nell’arte pittorica, si coagula sovente nel “volto”, soprattutto quello femminile, in quanto è lo “sguardo” ad assurgere al ruolo di elemento chiave per comprendere le complesse significazioni dell’anima. Spesso il volto che spicca nei suoi dipinti, sottende un “corpo” che non si mostra; ma è proprio il volto che dà vita alla composizione e che lo integra invece in un orizzonte di senso, in un mondo in cui lo “sguardo” ci connette all’esperienza sensibile e all’universo sociale che lo determina e che lo ha determinato.

Paesaggio rurale del Molise – Ph Giulia D’Aloia

Si può inoltre affermare che la pittura di questa artista offre sempre, a chi la osserva con attenzione, una sorta di danza degli sguardi, che si miscelano con altri “indizi” disseminati nell’opera, unitamente alla scelta di forme, di colori e a quella distribuzione delle “macchie” in cui lei eccelle. Influenzata fortemente dalla Natura, l’artista ha di fatto riproposto nei suoi dipinti questo forte legame spirituale; così che nei sui volti, l’occhio e lo spirito, il visibile e l’invisibile, si addizionano e si miscelano in gran parte delle sue interpretazioni artistiche.

La composizione che Giulia organizza intorno al volto femminile è quindi un simbolico supporto a quello sguardo e al suo rivolgersi verso un punto che non è il “punto di fuga” di un prospettiva che segue le regole di un tradizionale dipinto. L’occhio nei dipinti della nostra artista si proietta sempre verso orizzonti posti al di fuori della cornice, considerata – come è noto – il limite fisico della composizione. Il vagare dello sguardo di chi osserva un ritratto dipinto di Juliet, fa percepire che non sono soltanto gli occhi a comunicare sensazioni.

Lo “sguardo” nasce da tutto il dipinto nel suo insieme: il volto e la composizione rappresentano lo “sguardo” di tutto il dipinto.

Malinconie, sogni, gioie, ansie, desideri, memorie, turbamenti, pulsioni profonde, etc…, insomma tutti i movimenti dell’anima, sono portati in superficie dallo sguardo e dalla composizione tutta, che distribuisce nei colori e nei segni le pulsioni profonde dell’artista. I temi che Kandinskij nel suo volume Lo spirituale nell’arte reputerà fondamentali, come la “svolta spirituale”, la “necessità interiore” e il “colore”, sembrano essere tutti essere parte del processo creativo di Giulia D’Aloia, in una pittura che trasfigura i volti delle donne in una sorta di tempo sospeso, ma proiettato nel presente di ciascuno di noi.

Testo: Prof. Renato Cavallaro, Sapienza Università di Roma © | Fonte immagini Giulia D’Aloia © 

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500 Mostra fotografica Raccontiamoci di Nicola Cappella - Castello Svevo Termoli CB MOLISE WA0004

“Io, Nicola Cappella, dedico la mia prima mostra fotografica a mia madre e mi racconto” | Termoli

Tempo di lettura 5′ – di Maria Vasco –

Immagini disegnate dalla luce: albe, tramonti, paesaggi notturni e fuochi d’artificio rappresentati come stati d’animo, attimi di vita raccolti e raccontati da Nicola Cappella, fotografo amatoriale che ha visto crescere sin da bambino la sua passione per la fotografia.

Una scoperta che lo ha letteralmente illuminato quando, ancora adolescente, si stupiva davanti alle immagini in bianco e nero che “apparivano” come per magia sopra un foglio di carta bianca nella penombra di una camera oscura. Un’illuminazione che non lo ha più abbandonato e che d’allora lo ha accompagnato nei suoi viaggi in giro per l’Italia e durante numerosi concerti di caratura nazionale e internazionale a cui ha partecipato. Macchina fotografica al collo e tanta curiosità sono le sue fedeli compagne di viaggio mentre una profonda sensibilità la sua guida interiore. Lo sguardo è eloquente, intenso e trapela tanta voglia di raccontarsi. Il messaggio è forte e chiaro, Nicola Cappella lascia intendere quanto sia meraviglioso per lui questo pianeta e come attraverso la fotografia anche le persone possono riconoscersi in una serena condivisione.

Originario di Termoli, solare cittadina molisana sull’Adriatico, Nicola della sua città conosce bene vicoli e periferie, consuetudini e tendenze. E si parte con la sua prima mostra intitolata “Raccontiamoci” dal 9 al 10 aprile 2022 proprio da qui, da Termoli, in una location storica per eccellenza, il Castello Svevo nel caratteristico borgo marinaro. Me ne parla più da vicino, sotto un cielo terso e davanti ad una tazza di caffè sul lungo mare Nord.

Nelle sue fotografie Nicola descrive se stesso e si percepisce subito il suo desiderio incontenibile di “raccontare”, ma il cuore dell’incontro sta nell’espressione in cui si riconosce immediatamente: “ogni fotografia ha la sua storia”.


Nicola, innanzitutto raccontaci di te. Ho tante passioni, sono appassionato di musica, sono un tifoso di calcio, mi piace relazionarmi con le persone, ma soprattutto mi definisco un sentimentale nel senso che mi piace riflettere, provare emozioni. Per me l’emozione è tutto, bella o brutta che sia l’emozione ci fa vivere. L’ho provata nella musica, sotto i palchi dei concerti dove anche cantare con un estraneo mi ha dato emozioni. C’è tanto romanticismo in questi semplici gesti perché ogni forma d’arte ti fa volare e ti fa viaggiare. Amo il viaggio anche per questo, stare davanti al finestrino di un aereo o di un treno dove i pensieri vanno, viaggiano anche loro. La fotografia è una forma d’arte, secondo me l’emozione per antonomasia è proprio quella dello scatto. Ecco vorrei definirmi così e voglio sottolineare il fatto che non c’è nessuna forma di presunzione in questa mostra o di auto-glorificazione per aver vinto un concorso fotografico. La mostra per me è un modo per incontrarsi e condividere emozioni perché credo che molte persone che scattano anche in modo amatoriale abbiano la propria esperienza da raccontare.

Hai partecipato a concorsi fotografici ? Due concorsi entrambi a Termoli e li ho vinti tra cui “La Termoli che mi piace”. Vabbè sarà stato un caso…

Che cos’è per te la fotografia? Pur non avendo una formazione classica, apprendo che fotografare è una parola che deriva dal greco e vuol dire “scrivere con la luce”. Per me la fotografia è una scrittura, un racconto appunto. Su questa premessa posso affermare che la fotografia è un racconto di me, magari non sarà perfetta perché non esiste una fotografia perfetta. Riconosco che le fotografie possono avere dei limiti come per esempio un contrasto, una luce sbagliata, un difetto anche di post produzione (che io faccio volentieri anche se in maniera oculata per dare un effetto un po’ pittorico alla fotografia), però appunto sono come me. Nel raccontare la fotografia io racconto me stesso perché anch’io sono pieno di difetti, ma tutto questo deve trasparire. Resto sempre una persona piena di sensibilità, piena di amore e con i suoi limiti come tutti. La mia è una fotografia che rappresenta tutto questo: deve essere imperfetta perché sono imperfetto io, ma nello stesso tempo deve manifestare amore e calore. Questa è la fotografia per me ed ha come scopo il racconto di se stessi.

Un modo per mettere in mostra l’imperfezione? Sì appunto, per questo metto in mostra le mie foto: io sono questo e c’è correlazione con esse, non mi vergogno di mostrare i miei difetti, gli stessi con cui mi relaziono al mondo tutti i giorni. Metto in mostra i miei limiti così come metto in mostra le mie foto, però sono qui, e spero siano piene di amore.

Come nasce la mostra “Raccontiamoci” di Nicola Cappella? Nasce dall’idea di condivisione e di parlare di fotografia con la gente. A me piace parlare di fotografia. Non si tratta solo di una classica esposizione fotografica, ma del desiderio di incontrarsi e di raccontarsi tra persone attraverso la fotografia. Mi rendo conto che non tutti la pensano allo stesso modo e che ognuno ha la propria unicità ed è proprio per questo che mi presento senza etichette. Voglio che le mie fotografie arrivino al pubblico, nient’altro. Non mi interessa tramite chi, voglio che arrivino a tutti, amatori, professionisti, amici e turisti e che ci si possa davvero incontrare per fare due chiacchiere, una cosa bellissima soprattutto in questo particolare momento di incertezze.

Oltre che nella mostra al Castello Svevo di Termoli dove possiamo ammirare le tue foto? Le mie fotografie sono tutte pubblicate sul mio profilo Instagram, aperto e visibile a tutti.

Come coltivi la tua passione per la fotografia? Faccio molti scatti come albe, tramonti e notturne che sono le mie preferite e che mi appassionano tantissimo, ma continuo a studiare, seguo corsi specializzati, compro anche molti libri, studio da autodidatta e sto creando per me una bella e corposa biblioteca fotografica.

Se c’è chi ti ispira, ce ne vuoi parlare? Sì sono diverse le fonti ispiratrici. Comincio col dire che ho conosciuto un professionista fotografo di La Spezia sulla cui pagina social avevo fatto l’iscrizione. Quando nel 2018 ha organizzato un workshop fotografico in Molise a Campobasso ho subito sentito di parteciparvi per conoscerlo.

In cosa ti ha ispirato? Si chiama Matteo Bertetto, pensa… un professionista della fotografia che, prima di fare questa scelta, lavorava nell’ambito della grande distribuzione. Poi la sua passione era diventata così importante che alla fine è riuscito a farne un lavoro e adesso fa il fotografo a tempo pieno! Sì mi ha ispirato, ovviamente è dotato di attrezzature sofisticate e costose, inoltre esce quando vuole… io invece devo ritagliare i tempi con il mio lavoro.

Da quali altri fotografi ti senti ispirato? Premesso che il digitale ha battuto di molto i costi, non posso nascondere che sono affascinato dai fotografi del passato. Ritengo tuttora che i più grandi paesaggisti della storia della fotografia siano i fotografi del passato che trattavano solo l’analogico. Noi oggi abbiamo photoshop, loro lavoravano in camera oscura, dunque la post-produzione c’è sempre stata, ma con modalità e strumenti diversi come pennelli, matite e colori. Quasi ancora uno strascico della pittura. E sono venuti fuori dei gran bei lavori. Mi riferisco in particolare al grande fotografo americano Ansel Adams del secolo scorso che ha scritto anche dei manuali sulla tecnica della fotografia. Ancora oggi le sue foto sono di un’attualità “tecnica” incredibile ed è difficile immaginare che siano state fatte con mezzi rudimentali.

E gli si illuminano gli occhi quando comincia a parlare di Sebastiao Salgado

Hai detto “ogni fotografia ha la sua storia”. Cosa intendi? Certo, come dicevo prima per me la foto è una scrittura, un racconto appunto e qui ora faccio una citazione che può essere utile poiché ci ricollega ad un altro grande fotografo che ammiro tantissimo, non è un paesaggista, ma un reporter fotografico ancora in vita, il brasiliano Sebastiao Salgado. Un artista immenso, impazzirei se lo vedessi e farei di tutto per poterlo incontrare. Lui dice che quando facciamo una foto, se la foto non racconta nulla non avremo fatto una foto al soggetto, avremo fatto una rappresentazione del soggetto, così fatta la foto è solo una nuda rappresentazione e non un racconto.

Tu condividi questa idea? Per me è bibbia, infatti molte sono le foto da me realizzate, ma che non ho mai pubblicato poiché a mio parere non dicono nulla. Anche con una grande passione sempre accesa, se nella fotografia non c’è ispirazione non la porti a casa, tanto è vero che molte volte esco, ma non ne scatto nemmeno una.

La fotografia che tu ritieni non possa dire nulla potrebbe invece ispirare e comunicare qualcosa all’osservatore. Che ne pensi? Dico sempre questo: interpretatela come volete, fatela vostra. Per ogni fotografia che andrò ad esporre sarò disposto a mettermi a nudo, a raccontare come è nata, a descrivere tutte le emozioni da cui è scaturita e che mi ha suscitato, però poi ognuno è giusto che ne prenda il bello e che possa interpretarla secondo il proprio punto di osservazione.

Che cos’è la competizione secondo te? Competizione per me è sempre stata una parola bruttina, il concetto di gara e di competizione può non rendere limpido il rapporto tra le persone. D’accordo quando si tratta di una gara sportiva, ma durante tutte le iniziative della vita non riesco a concepirla. Il talento va riconosciuto in ognuno di noi. Infatti il termine che utilizzo sempre è “condivisione” ovvero ognuno può mettere a disposizione quello che sa fare e a modo proprio può apprende anche qualcos’altro. La diversità è sempre un riconoscimento.

Sulla tua pagina social ti presenti con delle “dirette”. Cosa ti spinge a farlo? La prima volta mi sono detto: voglio fare questa diretta per raccontare un po’ di episodi… e volevo parlare della genesi delle cose, di come erano nate, e quindi, resomi conto che era andata benissimo, mi sono convinto che fare una mostra anche per me stesso mi avrebbe permesso di parlare con la gente più da vicino ora che il covid si è un po’ più allentato. A me piace parlare con le persone, fare due chiacchiere informali, spiegare come sono nate le mie foto, cosa ci metto di mio, perché per me la foto – e insisto nel dirlo – è un racconto e come io racconto me stesso con la foto.

Ti definiresti un fotografo? In questo senso mi sento un po’ “borderline”, non mi ritengo un fotografo professionista, ma nemmeno l’ultimo arrivato. Io mi definisco uno studioso, non un professionista e non un amatoriale, direi semplicemente un appassionato in primis.

Ti ritieni una persona sensibile? Eh sì, sì! Penso che per chi ami certe forme d’arte lo si è o lo si diventa.

Potresti descrivere un difetto della città di Termoli ed un suo pregio? E’ molto bello per me il concetto di condivisione, ho sempre cercato di coinvolgere persone nel mio settore per fare delle uscite fotografiche, albe e tramonti insieme. Anche quando sembrano non esserci buoni rapporti, mi piace pensare ad un punto di incontro grazie proprio alla fotografia come collante. Purtroppo riscontro che a Termoli manca proprio la voglia di condividere (sic!). Il pregio di Termoli? Io scatto da tanti anni a Termoli e dico che c’è sempre qualcosa di bello da fotografare e non ce ne rendiamo conto. Anche racchiusi in quel piccolo borgo vecchio che si gira in due minuti c’è sempre qualcosina da scattare. Mi sono ritrovato a fotografare tante albe e tramonti in giro per l’Italia, ma posso dire che il tipo di luce che riflette su Termoli – proprio a livello di composizione per il modo in cui arriva ad illuminare quel castello piuttosto che un vicoletto – è davvero singolare. Quando si coglie quella “giusta” luce vengono fuori dei capolavori. Sono momenti che durano anche solo un attimo perché come sai bene la luce cambia ogni istante, per quello la missione del fotografo è anche quella di immortalare. Quindi da un punto di vista fotografico, il pregio di Termoli è la sua luce, quel tipo di luce che credo abbia solo Termoli.

Progetti per il futuro? Tengo a dire una cosa a proposito di questo… purtroppo in questa mostra non c’è stato spazio per organizzarlo, ma in futuro vorrei farlo: io in realtà fotografo molto ai concerti poiché sono appassionato di musica. Ho assistito a grandi e numerosi concerti in vita mia fotografando artisti sul palco e imparando a seguire i ritmi della musica in sincronia con le luci, oltretutto cercando sempre di stare nelle prime file. Per questo ho raccolto un bel po’ di materiale fotografico su un tema che vorrò sicuramente esporre in futuro.

Cos’altro vuoi aggiungere al pubblico che ora ti sta leggendo e che verrà a trovarti personalmente alla mostra? Mi piace utilizzare sempre questo termine: “racconto”. Per me la fotografia è racconto, ma perché utilizzo il termine racconto? Perché non esiste verbo come “raccontare” più caloroso e rassicurante. Sin da piccoli, quando sentiamo il termine “raccontare” pensiamo al nonno e alla nonna che ci raccontavano la fiaba, di noi bambini che stavamo seduti ad ascoltare magari un programma in Tv e si cominciava così a navigare anche un po’ con la mente e la fantasia.  E’ un termine, tengo a dirlo, accogliente e rassicurante tanto che ho voluto riportarlo nel titolo della mostra: “Raccontiamoci”. Ricordo che quando a gennaio 2021 feci  la foto del lungomare Nord di Termoli, che vinse poi il primo premio del Concorso “La Termoli che mi piace”, eravamo in piena zona rossa per il covid e purtroppo avevo mia mamma che stava poco bene…  poi da lì a un mese ci ha lasciato. Io mi ero ritagliato quel pochino di tempo per scattare, ho fatto quella foto colpito dall’energia di quel tramonto e pensavo: da qui vedo il nord, da qui vedo tanti ricordi, vedo Pescara che è più vicina, per me la città per antonomasia, anche per andare a Roma passiamo di là. In questo tramonto voglio vederci un po’ di speranza, voglio vederci qualcosa di bello, queste luci, questo gioco di sfumature con veduta su un mondo che non possiamo raggiungere… Adesso da qui io intravedo quello che per me è stato importante, quelle terre e quegli orizzonti a me cari e inaccessibili. La foto deve raccontare qualcosa di bello che può essere il sentimento ed io vi ho messo anche molto del mio dramma personale, quello dell’anno scorso in cui è scomparsa mia mamma. In un certo senso quando vado a scattare mi ricordo di lei e delle volte che si complimentava di quell’alba o di quel tramonto, è come se in quelle vastità del cielo che ogni volta mi sorprende perdo il mio pensiero. Io ci vedo questo e racconto questo. In un certo senso questa mostra è dedicata a lei.


Mostra fotografica “RACCONTIAMOCI” di Nicola Cappella, fotografo amatoriale paesaggista, vincitore del premio del concorso fotografico “LA TERMOLI CHE MI PIACE”.

9 e 10 aprile 2022 – Dalle ore 9:00 alle ore 22:00 – Castello Svevo – Termoli CB MOLISE TALIA | Ingresso gratuito

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Corpus Domini - Processione dei Misteri di Campobasso 105835

Campobasso, la città dei Misteri. Corpus Domini 2019 | Molise e le più belle tradizioni

La processione dei Misteri è la festa più sentita e importante della città di Campobasso.

 Avrà luogo il prossimo 23 giugno 2019. Tra le più suggestive del Molise, rappresenta la tradizione, ma è soprattutto un momento di partecipazione popolare con radici ancorate al passato.

Ogni anno, dalla metà del XVIII secolo, in occasione della festività del Corpus Domini, i Misteri sfilano tra gli stretti vicoli del centro storico e le principali strade della città di Campobasso. Ideati dal campobassano Paolo Saverio Di Zinno, i 13 “ingegni” sono macchine a spalla che rappresentano “quadri viventi” raffiguranti le vite dei Santi ed episodi del Antico Testamento. I portatori, facendo oscillare le strutture in ferro, creano l’illusoria sensazione di vedere angeli e demoni, madonne e santi volare da terra.

Tutt’oggi la sfilata conserva le caratteristiche originarie: i figuranti, circa 70 persone tra cui 55 bambini, si ritrovano presso il Museo dei Misteri in via Trento unitamente ai circa 200 portatori e alle bande musicali.

Ci si veste, ci si arrampica su quei “rami metallici”, ci si lascia imbrigliare da tutta una serie di cinghie e bretelle e… via si parte!

Alle 10 in punto si apre il cancello, il caposquadra grida “scannétt allért” e al battere, per tre volte, della canna palustre sulla base, i portatori sollevano il Mistero che, come per incanto, prende vita e comincia ad ondeggiare.

La banda attacca il suo motivo, sempre quello da anni, ed i Misteri iniziano a percorrere le vie del borgo antico, sfiorando i balconi, passando sotto gli archi, rinnovando ogni anno questo appuntamento, si fermano, sostano e riprendono a ondeggiare ritmicamente tra migliaia di persone che fanno da ala al loro passaggio.

Apre la sfilata S.Isidoro, a seguire S.Crispino, S.Gennaro, Abramo, Maria Maddalena, S.Antonio Abate, l’Immacolata Concezione, S.Leonardo, S.Rocco, l’Assunta, S.Michele Arcangelo, S.Nicola e il S.S. Cuore di Gesù.

Intorno alle 13.00 in Piazza Vittorio Emanuele II, il corteo riceve la solenne benedizione da parte del Vescovo per poi far rientro al Museo dei Misteri.

Corpus Domini in Mostra. Tre raccolte di emozioni, luce, storie e storia, tradizioni, sentimenti, fede e arte. Dal 19 giugno al 5 luglio negli spazi espositivi GIL di Campobasso Lello Muzio Laura Venezia. La Forma e il Mistero: 300 anni e Di Zinno in mostra. Fondazione Molise Cultura

I Misteri di Campobasso

I Misteri di Campobasso possono essere definiti, senza timore di smentita, delle sacre rappresentazioni, ossia delle raffigurazioni che hanno per oggetto delle tematiche religiose. Benché queste caratteristiche e suggestive macchine processionali siano state ideate e realizzate intorno alla metà del XVIII secolo, la loro origine è il risultato di un processo evolutivo iniziato diversi secoli prima. Storia e origini de I Misteri di Campobasso: per saperne di più, continua a leggere qui >...

ECCO IL PROGRAMMA CON TUTTI GLI APPUNTAMENTI: MOSTRE, CONCERTI ED ALTRI EVENTI NELLA CITTA’ DI CAMPOBASSO | GIUGNO 2019

La manifestazione dei Misteri di Campobasso con la sua particolare “sfilata” lungo le strade del centro della città resta una tradizione unica al mondo! Una festa tutta molisana dove angeli “magicamente” sospesi nell’aria e diavoli in agguato mostrano una scenografia vivente davvero emozionante. Una tradizione che vive nel cuore ?dei molisani da quasi tre secoli fra arte, fede e misteri in attesa di essere riconosciuta Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Al di sopra di ogni tematica religiosa e nella sacralità dell’Essere umano, vi si manifesta la perenne lotta fra il Bene e il Male affinchè il Bene vinca sempre sul Male!

A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita © | Fonte: Comune di Campobasso – Misterietradizioni.com – Associazione Misteri e Tradizioni | Fonte immagini: Ph Maria Vasco © – Misterietradizioni.com – Internet

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Festival dei Misteri -Conservatorio Perosi di Campobasso ? Fondazione Molise Cultura

 

Turismo nel Molise – Tradizioni, usi e costumi nel Molise – Fede e spiritualità nel Molise – Turismo emozionale – Valori e Bellezze in Molise – Beni materiali ed immateriali del Molise – Patrimonio Unesco nel Molise




 

 

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Tradizioni, luoghi ed eventi. Ripalimosani promuove il Molise con un concorso fotografico gratuito e a premi

Il Molise: le tradizioni, i luoghi e gli eventi. Ecco l’ampia visione con cui ognuno potrà osservare questa terra meravigliosa. Concorso fotografico a premi e turismo d’ispirazione. 

E il Molise si fa ammirare! Ricco di colori e di autentiche esperienze sarà la location ideale per chi vorrà fotografarlo secondo il proprio punto di vista.  

Grazie infatti al concorso fotografico Leonardo Tartaglia – LEFRA, organizzato dal Comune di Ripalimosani CB, chiunque potrà cogliere angoli nascosti, borghi antichi, monumenti, paesaggi naturali, chiese, vecchi portoni, albe, tramonti, tradizioni e gesti quotidiani di un territorio che non stanca mai per le sue peculiarità. Scorci veri e d’effetto che rappresentano un Molise spesso poco conosciuto, ma che non per questo si sottrae al fascino di un’autentica Bellezza. 

Dunque un concorso gratuito, facile e creativo, aperto a tutti i dilettanti della fotografia, con ricchi premi finali e dal tema davvero invitante!

Ecco una presentazione dettagliata del Regolamento del Concorso fotografico

Regolamento 5° concorso fotografico Leonardo Tartaglia – LEFRA  – “Il Molise: le tradizioni, i luoghi e gli eventi”

Il Comune di Ripalimosani (CB) organizza il 5° concorso fotografico “Leonardo Tartaglia – LEFRA”, in omaggio al fotoreporter scomparso nel 2013 che, in oltre un cinquantennio di instancabile attività, ha fissato nei suoi scatti gli innumerevoli aspetti delle comunità molisane, con le loro caratteristiche, tradizioni, evoluzioni. Un lavoro certosino e continuo svolto con grande professionalità e passione da Lefra, oggi prezioso patrimonio documentaristico che con la sola forza delle immagini racconta il Molise in tutte le sue sfaccettature. Il tema del concorso è “Il Molise: le tradizioni, i luoghi e gli eventi”; il Molise, nella sua interezza ed i singoli paesi che compongono la stessa regione, si caratterizzano per i diversi spunti che offrono al visitatore e agli stessi residenti: dalle tradizioni (secolari o più recenti), agli eventi (ricreativi, religiosi, sociali…), ai luoghi (storici o della quotidianità) che caratterizzano tutti i centri molisani. Il periodo estivo è sicuramente quello di maggior fermento: l’estate si caratterizza infatti per le tante iniziative che ogni anno vanno a comporre un calendario di eventi, tradizioni ed appuntamenti ricco e variegato, ma anche negli altri periodi dell’anno non mancano occasioni interessanti da immortalare in uno scatto di qualità. Per l’edizione 2018 è istituito un premio speciale riservato al miglior scatto riguardante il paese di origine di Lefra, Ripalimosani, al quale sono state dedicate le precedenti edizioni del Concorso.

Art. 1. Oggetto del regolamento.

Il presente regolamento ha per oggetto l’indizione del 5° concorso fotografico intitolato a Leonardo Tartaglia – Lefra, intitolato “il Molise: le tradizioni, i luoghi e gli eventi”, con la finalità di promuovere e far conoscere la regione Molise attraverso i posti, gli avvenimenti e le iniziative di maggiore interesse. Il soggetto promotore del concorso è il Comune di Ripalimosani (CB).

Art. 2 – Partecipazione e iscrizione al concorso fotografico.

La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti i fotografi dilettanti di qualsiasi nazionalità.

INFORMAZIONI

Tutti i dettagli, le informazioni, il regolamento e la scheda di partecipazione possono essere consultati (e scaricati) nella sezione del sito del Comune di Ripalimosani al seguente link : //www.comune.ripalimosani.cb.it/po/mostra_news.php?id=252&area=H o richiesti inviando una mail a concorsofotograficoripa@gmail.com – cell. 329 0446768 (scadenza 12 gennaio 2019). 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le fotografie pubblicate sono solo alcune delle partecipanti al 5° concorso fotografico Leonardo Tartaglia Lefra – Tutte le fotografie del concorso si possono visionare all’indirizzo della Pagina Facebook //www.facebook.com/groups/1797745860457641/

A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita – Fonte: sito del Comune di Ripalimosani www.ripalimosanionline.it  


Ripalimosani ha aderito al progetto DestinAzione Molise – AmiAmo il Molise – Un’iniziativa di comunicazione e valorizzazione del territorio promossa da www.moliseinvita.it

Ripalimosani fa parte anche dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia e dell’Associazione Borghi della Salute 

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Benvenuti a Ripalimosani, il borgo antico con un’anima dove il tempo pare sospeso. Turismo nei borghi del Molise

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