Tempo stimato di lettura: 2′-
Così bella da sembrare un quadro.

La chiamano “La piccola Parigi” del Molise ed è la spettacolare Colli a Volturno con le sue tre colline boscose sempreverdi. Un gioiello del Molise immerso in una vegetazione salubre e incontaminata.

Piccolo centro medievale, Colli a Volturno si trova nell’Alto Molise in provincia di Isernia. Furono i virtuosi monaci benedettini di S. Vincenzo al Volturno nel periodo prima del Mille a dargli vita, ma l’insediamento ha origini ancora più antiche e lo riportano al VII sec. a.C. con la presenza dei Sanniti.
Siete appassionati di storia? Bene, qui potrete trovare ben conservati un acquedotto romano ed i resti della “cinta muraria sannitica” lunga sei chilometri – meta di numerosi ricercatori e archeologi, italiani e stranieri, interessati dalle dimensioni dei massi delle mura megalitiche e dalla lunghezza straordinaria dell’opera –
E per i più curiosi andiamo ancora più indietro nel tempo: scopriamo infatti che le origini di Colli a Volturno risalgono addirittura ad epoche preistoriche.

Ma le bellezze di Colli a Volturno non finiscono qui! Baciato e nutrito dal fiume Volturno, questo tesoro del Molise, abitato da poco
più di 1.300 anime, gode di panorami mozzafiato da un’altitudine di circa 400 m. sul livello del mare. Il paesaggio è tipico dei libri di fiaba e stupisce i visitatori affascinandoli con le cime del massiccio delle Mainarde e del Matese. Meta ideale per chi ama il contatto autentico con la natura e le immersioni in paesaggi antichi e incontaminati.
Il territorio di Colli a Volturno, come dice il nome stesso, è detto anche Colli non solo per brevità, ma anche per la sua morfologia prevalentemente collinosa. E’ caratterizzata inoltre da ampie distese pianeggianti che invitano a fare escursioni non solo nel periodo estivo, ma anche per tutto il resto dell’anno. Se siete innamorati delle attività all’aria aperta e preferite un turismo slow, sostenibile e a piedi con gruppi organizzati e/o passeggiate individuali, siete nel posto giusto!

L’area è di eccezionale pregio ambientale ed accoglie fonti di sorgenti d’acqua pura: spazi ideali per gli appassionati di trekking, equitazione e turismo sportivo come la pesca. Numerose le aree picnic attrezzate che soddisfano camminatori, escursionisti di gite fuori porta e famiglie con bambini.

Ora vi sveliamo i motivi per cui Colli a Volturno si è simpaticamente meritata il titolo di “Piccola Parigi”. Sono di varia natura e si sono susseguiti dalla prima metà del secolo scorso fino alla fine degli anni ’60 circa, ma principalmente si collegano ad un preciso evento storico quando nel 1944 il Generale Charles De Gaulle entrava a Colli a Volturno per passare in rassegna i suoi soldati insieme a quelli italiani del CIL (Corpo Italiano di Liberazione). In quell’occasione venne acclamato con così tanta enfasi sia dai militari sia dai cittadini del posto che, sorpreso, esclamò: ” Mi avete accolto come in una piccola Parigi” *. Pare che da quel momento la popolazione abbia orgogliosamente nutrito l’appellativo di “Piccola Parigi” con tre sue caratteristiche predominanti:

1) La posizione geografica, comoda e strategica tale da consentire facili spostamenti tra Campobasso, Isernia e i paesi dell’Alta Valle del Volturno. 2) Il fiorire di negozi di ogni genere, botteghe artigianali, falegnamerie e uffici di vari servizi di utilità. Un giorno al mese si teneva persino una fiera/mercato che attirava molte persone dai paesi limitrofi. Questa vitalità aveva conferito pregio e ricchezza al paese tanto da divenire una città shopping, simbolo di novità commerciali molto ambite. 3) Il primato di paese della valle per aver ricevuto energia elettrica a seguito degli interventi della centrale elettrica del Volturno. Pare che questo abbia acceso ancor più l’appellativo di “Piccola Parigi” come piccola “Ville Lumière” del Molise.

Oggi descriviamo con tenerezza questi aspetti che hanno ben contribuito ad “illuminare” il piccolo paese di Colli a Volturno. Gli abitanti più anziani ancora oggi infatti raccontano commossi le loro esperienze di vita descrivendo quello che era il
paese di un tempo. Il fenomeno dell’emigrazione ha poi lentamente ridotto tutto lo sviluppo d’allora e oggi possiamo semplicemente ammirare un centro storico dalla bellezza antica e silenziosa.
E non basta, tra le cose belle da fare e vedere a Colli a Volturno non poteva mancare una chicca gastronomica, o meglio, una specialità unica in Italia che solo nei paesi della Valle del Volturno nel Molise viene preparata. Stiamo parlando della frittata collese: una pietanza eccezionale – quasi da guiness dei primati in cucina – preparata il sabato prima di Pasqua con abili mani e l’incredibile uso di 250, diciamo 250, uova! Una ricetta esclusiva da fare invidia ai migliori chef gourmet. Più che una prelibatezza da portare in tavola, un rito tradizionale in cucina! Si tratta infatti di una tradizione in famiglia molto sentita dai collesi che unisce sentimento, arte in cucina e territorio. Un motivo in più per venire a Colli a Volturno e degustarla assolutamente!

Siamo nel Molise autentico, quel bel Molise che lascia una traccia nel cuore di chi lo visita per la prima volta con la voglia di ritornarvi ancora.

Colli a Volturno, un paese del Molise con scorci e paesaggi che possono far commuovere
Per il prossimo viaggio in giro per l’Italia pensaci, vieni nel Molise che emoziona!
Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©| Fonte immagini: Ph Maria Vasco © – Lorenzo Zip Albanese © – Pietro Di Florio © – Remo Lollis © – Vincenzo D’Alessio ©
Paesi da vedere intorno a Colli a Volturno:
Fornelli, Rocchetta a Volturno con Castelnuovo a Volturno, Montaquila, Cerro al Volturno, Macchia d’Isernia, Filignano, Castel San Vincenzo, Acquaviva d’Isernia, Pozzilli, Monteroduni.
> > CONDIVIDI CON NOI E CON I TUOI AMICI QUESTO ARTICOLO – SCRIVI UN COMMENTO E DI’ LA TUA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
>>Dove dormire in Molise: B&B OCA GIULIVA – MONTENERO DI BISACCIA CB MOLISE | info 348 53 69 144
GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA MICHELE PERMANENTE (AIGAE)
info 328 7 63 92 68 – mickpermanente@gmail.com (Escursioni organizzate e su richiesta per Molise e Abruzzo)
>> ???? VISITA QUI LA GALLERIA DELLE VETRINE & TERRITORIO – ESPERIENZE NEL MOLISE e DINTORNI | ATTIVITA’ SCELTE DA MOLISEINVITA PER OSPITARTI CON PIACERE ????

* Fonte: Diario di Guerra del Generale Umberto Utili da cui si apprende che il comando CIL aveva base a Colli a Volturno IS. Nel 2019 l’equipe di esperti del M.I.G.M (Museo Internazionale delle Guerre Mondiali) con sede a Rocchetta a Volturno IS, avendo lavorato su questa ricerca, ha donato alla cittadina collese una gigantografia fotografica raffigurante l’evento storico dell’arrivo del Generale De Gaulle e del suo incontro con il Generale italiano Utili a Colli a Volturno il 22 marzo 1944. Attualmente è esposta proprio sul luogo dove si svolse l’evento.
Infinito Amore e Gratitudine









avrebbero dovuto spostarsi con il loro bestiame, in base ai cambiamenti del clima e della stagione.

produsse un preciso numero di assi viari, di arterie stradali lunghe e larghe utilizzabili per le transumanze: 
infrastrutture furono abbandonate e risentirono dell’incuria e della speculazione delle generazioni successive che abitarono il territorio, in qualche caso
determinandone la scomparsa. Fortunatamente le cose oggi sono radicalmente cambiate: si è diventati consapevoli di essere gli eredi in qualche modo di quell’istituzione pastorale, se ne comprende la ricchezza sociale e culturale, si è capito che la sua memoria deve essere tramandata nel futuro e non cancellata e che le sue infrastrutture (tra le quali i tratturi) devono essere protette, se non in qualche caso ripristinate, perché erano strade inserite nell’ambiente naturale, non ancora contaminato dall’inquinamento dei nostri giorni.
L’associazione ONLUS “Il Tratturo” di Campodipietra ormai da circa dieci anni si occupa della valorizzazione del paese e dei suoi beni storico-artistici e della salvaguardia concreta della porzione di tratturo “Lucera-Castel di Sangro” ricadente nel territorio comunale.
cui si abbandonano i tradizionali mezzi e modi di fruizione culturale, tipici della società dei consumi, preferendone di diversi e nuovi, esempio il raggiungere o visitare un luogo d’interesse utilizzando i propri piedi (quindi camminando), le biciclette o i cavalli che di certo non sono inquinanti per l’ambiente e generano una fruizione molto più profonda, sintonica con ciò che si sta visitando. 

cui chiunque possa
quotidiane di circa 30 km partendo da Lucera FG, quindi dalle pianure
dell’antica Capitanata, poi abbiamo attraversato il Molise fino a giungere a Castel di Sangro in Abruzzo.
gruppo di docenti e ricercatori accademici che hanno curato un ricco apparato testuale tecnico-scientifico ad introduzione dei capitoli
centrali della Guida. Inoltre è intervenuta Rossella Gianfagna, dirigente scolastico e rettore del Convitto Nazionale “M. Pagano” di Campobasso, in virtù del fatto che gli alunni dell’istituto cureranno integralmente la necessaria traduzione della Guida in lingua inglese e poi è stato il turno degli altri protagonisti del lungo lavoro di produzione della Guida o semplici partecipanti del cammino organizzato a giugno 2019, i quali hanno portato al 
e antropologo romano prof. Carlo M. Pauer con l’ausilio di una straordinaria voce narrante, quella di
Riccardo Mei, attore, musicista e voce attualmente più famosa della televisione italiana (lo riconosciamo da programmi come “Superquark”). Dopo l’emozionante visione dei filmati, a separare l’attento e paziente pubblico dal promesso buffet serale sono state le brevi conclusioni di Gianluca Cefaratti (vicepresidente del Consiglio regionale del Molise) e Vincenzo Manocchio (in rappresentanza dello Studio Artes – Regia Edizioni, casa editrice della Guida).
Infine un ricco e apprezzatissimo buffet ha accolto la platea, tra l’altro composto da uno dei “biglietti da visita” culinari dell’
profondo sforzo di tutti i responsabili del progetto per la riuscita di un evento che molto presto verrà replicato in tutti i borghi che effettivamente si affacciano sul tratturo in questione, così come inutile sarà ricordare i complimenti e la felice sorpresa degli ospiti, trattenutisi fino a sera molto tarda.



È possibile amare così tanto qualcosa dopo ben 216 anni?
Si comincia già alcuni mesi prima, per non dire l’anno precedente, ad organizzare nei minimi dettagli i preparativi dell’evento.

Così chiamata, secondo una leggenda che narra di una prodigiosa nevicata avvenuta a Roma sul colle Esquilino (la notte del 5 agosto dell’anno 352), la Madonna della Neve con bambino vive l’adorazione e la protezione di migliaia di fedeli. Il Papa Liberio, che quella notte avrebbe sognato la Vergine che gli indicava lo straordinario avvenimento, si recò sul posto e, resosi conto dell’avverarsi del sogno, ordinò che lì vi fosse eretta una chiesa da dedicarsi a Santa Maria della Neve, l’attuale Santa Maria Maggiore.
Degno di nota a tal proposito un riconoscimento a livello nazionale: il 

varie le notizie storiche riguardo lo svolgimento del palio. Un manifesto del 1903 celebrava in quell’anno il centenario della corsa facendolo così risalire al 1803, ma un documento del 1743 ci informa che in quella data già si svolgeva la corsa dei cavalli.




(Castello, Morgione, Piazza, San Rocco, Santa Lucia, Villaggi)

Le Quericigliole


Fonte: Comune di Ripalimosani | Pagina Ufficiale FB del Palio delle Quercigliole gestita dall’Associazione Palio delle Quercigliole con informazioni e curiosità sugli eventi legati alla tradizione più antica di Ripalimosani CB. L’associazione sorge dall’iniziativa di alcuni cittadini ripesi che, presa coscienza delle numerose difficoltà per portare avanti questa stupenda tradizione, ha deciso di salvaguardare la storia, la tradizione e la cultura ripese, nonché la valorizzazione del territorio che include l’antico tratturo e la Chiesa della Madonna della Neve.







Partenza in bus da Termoli (CAMPOBASSO) alle ore 8,00 da Piazza Donatori di Sangue. 
Non mancheranno magnifici belvedere e il canyon del torrente Quirino. Pranzo in agriturismo.







Eppure noi trascorriamo sempre meno tempo all’aperto: il nostro allontanamento dalla natura ha ormai assunto proporzioni che fino a 30-40 anni fa erano inimmaginabili: gli anni in cui le periferie di Termoli o Campobasso e i casolari di campagna, nei paesi di origine, erano ancora la dimora di contadini e allevatori pronti ad ospitarci nei fine settimana, e noi bambini a scoprire la morbidezza della lana degli agnelli o l’odore acre del letame di mucche generose di quel latte dal sapore intenso, che magicamente si trasformava, grazie al sapere antico delle mani delle nonne, in ricotta. E sono sicuro che qualcuno fra voi lettori l’avrà anche provata su una fetta di pane casereccio con un filo d’olio d’oliva e una spolverata di zucchero: un dessert dal sapore indimenticabile.
a














A noi molisani basta raggiungere Montedimezzo e farci un “bagno nella foresta” per comprendere come l’assenza di fattori di distrazione quali il suono delle sirene o dei cellulari che squillano, dei clacson delle auto e delle tv ad alto volume, sostituiti da suoni gentili, morbidi, rilassanti che permettono al nostro sistema attentivo esecutivo di essere più funzionale, possa renderci più creativi e competenti nel gestire situazioni difficili.
Senza sottovalutare la complessità del disagio psichico che va certamente gestito con metodologie efficaci di trattamento, trovo interessante i risultai di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori giapponesi che ha rilevato che l’immersione nella natura è particolarmente utile per coloro che soffrono di stress (Morita et al., 2006). La ricerca, condotta su un campione di 498 soggetti, ha mostrato che coloro che avevano praticato il “bagno nella foresta” (Shinrin-yoku) avevano ridotto i livelli di ansia e di depressione rispetto i soggetti del gruppo di controllo che non avevano compiuto l’attività, e sperimentavano un maggiore senso di vitalità.


Abbiamo anche qui in Molise alcune realtà assistenziali che, approfittando delle caratteristiche naturali del nostro territorio e delle culture locali, si ispirano anche ai trattamenti così detti “non farmacologici” delle demenze che, seppure non sono sufficienti né risolutivi, si dimostrano di grande beneficio per i pazienti.











Camminando a passo lento da Castropignano a Torella del Sannio, nel cuore del Parco delle Morge Cenozoiche del Molise. Non è solo poesia… e’ un viaggio di istruzione intorno al mondo della vera ultima pastorizia che produce al naturale il migliore formaggio di pascolo.

Ore 8,30 – Raduno dei partecipanti a Castropignano, zona Santa Lucia