“IL MOLISE PIU’ AUTENTICO” – IL TURISMO ESPERIENZIALE –

“IL MOLISE PIU’ AUTENTICO”

Il turismo esperienziale 

Con l’aumentare in tutto il mondo dell’attenzione verso i temi ambientali, anche lo sviluppo sostenibile del turismo incomincia a ritagliarsi spazi di notorietà sempre più consistenti.

Campagne del Molise – Foto Maria Vasco © Moliseinvita.it

Con il termine turismo sostenibile, l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce quel turismo che gestisce tutte le risorse, garantendo allo stesso tempo risposte ai bisogni economici come anche a quelli sociali e ambientali. Quindi, si tratta di un turismo inteso non come consumatore di ambiente e patrimonio culturale ma come fattore fondamentale per preservarne l’integrità e garantirne lo sviluppo.

Per cui è sostenibile se:
fa un uso ottimale delle risorse ambientali, non altera i processi ecologici essenziali e contribuisce nel preservare il patrimonio naturale e la biodiversità;
rispetta l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conserva il loro stile di vita e i valori della tradizione, contribuisce alla reciproca comprensione culturale, promuove la tolleranza;

Passeggiata dei trabocchi a Termoli (CAMPOBASSO) MOLISE * Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

assicura iniziative economiche sostenibili nel lungo periodo, genera benefici socio-economici per tutti gli stakeholder, realizza opportunità per migliorare il benessere della collettività e contribuisce ad alleviare la povertà.
Nell’epoca del turismo globale, ossia del turismo di tutti e in tutti i luoghi, non ci sono più luoghi da scoprire: ciò che conta è l’ESPERIENZA.

Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it
Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

Il “turista di terza generazione” ha il desiderio di vivere una vacanza unica, fare esperienza di luoghi nuovi e differenti, di ricevere servizi personalizzati e di scoprire cose autentiche. Vuole immergersi nella cultura locale, nella natura, nella storia, nella tradizione, in situazioni uniche, difficilmente replicabili. Non gli interessa solamente visitare un luogo nuovo, ma vuole soprattutto avere la possibilità di stabilire nuove relazioni, principalmente con i residenti,capaci di trasmettere l’ ESSENZA DEL LOCAL.
Con l’autenticità e l’esperienza, si valica il confine della “semplice vacanza” e ci si affaccia alla conoscenza di un nuovo stile di vita. Dei nuovi itinerari, permetterebbero di far emergere a loro volta, nuove destinazioni turistiche che altrimenti rimarrebbero fuori dai circuiti. In questo modo, verrebbero promosse e gestite, assieme alle autorità locali a agli attori operativi sul territorio, nuove attività capaci di riposizionare il territorio nel mercato turistico, come eventi, specifici corsi nei settori tradizionali (enogastronomia,
artigianato, ecc), percorsi tra innovazione e tradizione (tratturi – ad esempio “Sulle orme dei Sanniti”) natura (oasi, laghi, fiumi, biodiversità) usi, feste, costumi.
Un turismo definito per tali ragioni ESPERIENZIALE, si amalgama perfettamente col concetto di SOSTENIBILITA’su esposto e:
 genera un prodotto di altra qualità, espressione del territorio in cui è inserito (senza intaccare l’ambiente);
contribuisce a sviluppare e a mettere a sistema l’offerta turistica locale;
 contribuisce a fermare l’abbandono ed il conseguente spopolamento dei piccoli centri dell’interno.
Veicolando i flussi turistici dalla zona costiera a quella interna, attraverso la sinergia tra specifiche strutture turistiche (alberghi diffusi, campeggi, agrivillaggi, agriturismi, fattorie didattiche lungo i tratturi) ed itinerari creati ad-hoc, (esposti in seguito), emerge la visione di un territorio inteso come SISTEMA VITALE, capace di esprimere delle potenzialità che possono essere trasformate in possibilità di sviluppo attraverso un percorso strategico opportunamente identificato ed implementato. Ci consentono di ragionare in termini di pianificazione turistico-territoriale mettendo in atto, quindi, quel “processo integrato che definisce le risorse, analizza lo scenario, individua i fattori critici di successo e le criticità e propone azioni di intervento per lo sviluppo sostenibile e sistemico del turismo per una specifica località”.

ESCURSIONI ITINERANTI

Torrente nell’Oasi WWF di Guardiaregia (CAMPOBASSO)

PARCO NAZIONALE, RISERVE NATURALI, OASI TIPICHE, GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA:
“ LE RISORSE CHE FANNO LA DIVERSITA’”
In una terra dai forti contrasti, in meno di due ore d’auto, si va dal mare ai monti, ma con il confine tra campagna e natura che non è mai in contrapposizione. Il viaggio coniuga testimonianze di civiltà dell’uomo con luoghi della natura, soprattutto insoliti. La DIVERSITA’ del Molise nell’epoca del GLOBAL, deriva proprio da questo lungo rapporto mutualistico uomo-natura caratterizzato da elementi insostituibili, irripetibili e non trasferibili.
La Regione Molise ha recentemente definito la propria normativa sulle aree naturali, adeguandola alle esigenze del territorio. Le Riserve naturali statali sono 4; si aggiunge il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ricade nel territorio molisano. Presenti anche due oasi di protezione faunistica.
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: (4000 ha) – Le Mainarde, sul confine della regione, sono diversità nello stesso Parco e non hanno nulla da invidiare alle Alpi;
Riserve Naturali Mab dell’Unesco di Montedimezzo (300 ha) e Collemeluccio (420 ha): laboratorio a cielo aperto con 18 itinerari nella natura più autentica per educare all’utilizzo oculato del territorio;
Oasi WWF di Guardiaregia e Campochiaro (2172 ha): tra i boschi e prati più importanti d’Italia, spiccano il canyon del Quirino, i 1050 metri di profondità del pozzo della Neve, e i 100 metri della cascata San Nicola;
Oasi LIPU di Casacalenda (135 ha): l’insieme dei vari ambienti e il divieto di caccia, hanno creato il rifugio ideale per le oltre 110 specie di uccelli;
Riserva Torrente Callora (50 ha);
Riserva naturale di Pesche (540 ha).

Giardino della Flora Appenninica – Capracotta (ISERNIA) MOLISE * Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

Da menzionare il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a circa 1450 metri slm, gestito da cooperative locali e dall’Università degli Studi del Molise.
A collegare tante gemme, provvedono sia le strade moderne che i tratturi.

PARCO DEI TRATTURI

Il Parco dei Tratturi istituito dalla Regione Molise l’11/04/1997 l.r. n.9 per la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani; le “autostrade del passato” rappresentavano veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerare veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo. Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi.


I più antichi ed importanti:
Il Celano-Foggia (circa 200 km);
Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km);
Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km);
Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia (circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese.
Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale di 111,6 metri con relativi limiti in pietra ai lati.
Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise” ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.

 LE VALLI, I FIUMI ED I LAGHI

Fiume Biferno

Il Molise idrografico è costituito dai bacini dei fiumi Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Volturno e da torrenti e valloni intermedi. Non tutti questi corsi d’acqua, però, scorrono interamente nel Molise, per cui la superficie molisana risulta molto più ampia di quella amministrativa.
Esistono laghi naturali di piccole dimensioni. Tra essi il laghetto di Carpinone, sull’altopiano di Frosolone, quello Cannavina, nell’alta valle del fiume Trigno, e quello comunemente chiamato dei Castrati, di origine vulcanica. Degni di rilievo sono, invece, i bacini artificiali che hanno aggiunto nuove possibilità turistiche al territorio. Tra essi:
Il lago del Liscione o di Guardialfiera: ottenuto per effetto dello sbarramento del corso del fiume Biferno con una diga do 497 metri. Le sue sponde più agibili sono diventate meta turistica con itinerari escursionistici nella natura, percorsi per disabili, capanni per il birdwathing, sentieri di fitness;

Il lago di Occhito, anello di congiunzione tra l’antico contado di Molise con ilTavoliere delle Puglie, è un suggestivo richiamo turistico per gli aspetti naturalistici e la pescosità delle sue acque;

Lago di Guardialfiera (CAMPOBASSO) MOLISE – Foto Maria Vasco © Moliseinvita.it

Il bacino di Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia; le rive di questo poderoso sbarramento, di grande interesse paesaggistico, si propongono come meta turistica soprattutto per i pescasportivi, per gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela.

 I GEOSITI

Abbazia di San Vincenzo a Volturno (ISERNIA) MOLISE Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it
Area archeologica di Pietrabbondante (ISERNIA)
Area archeologica di Altilia-Sepino (CAMPOBASSO)  MOLISE Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bagnoli del Trigno (ISERNIA) MOLISE * Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

Sono quei beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi come elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione scientifica della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico-ricreativi. Secondo uno studio realizzato dall’Università del Molise, il territorio molisano è stato suddiviso in sette grandi aree di riferimento sia in base alla caratterizzazione dei contesti territoriali in cui ricadono i singoli geositi, sia per gli aspetti concernenti la valorizzazione degli stessi:
Alto Molise: ospita 17 geositi censiti; oltre a diverse aree protette (su esposte) ZPS e siti SIC, da segnalare la presenza di uno dei siti archeologici più importanti nel panorama regionale: il Parco Archeologico di Pietrabbondante. Tale territorio è interessato dai seguenti tratturi: Ateleta-Biferno-S.Andrea, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera;
Mainarde-M.ti di Venafro-Alto Volturno: ospita 16 geositi, aree protette, ZPS e siti SIC; tra le aree di valore storico-archeologico:il sito di Isernia La Pineta e l’Abbazia Benedettina di S.Vincenzo al Volturno; l’area è interessata dal tratturo Castel di Sangro-Lucera;
Montagnola di Frosolone: ospita 7 geositi, aree naturalistiche e SIC; tra le aree di valore storico archeologico: le antiche difese sannitiche del IV secolo a.C.; l’area è interessata da un tratto del tratturo Castel di Sangro – Lucera;
Matese – Conca di Boiano – Sepino: anche qui, numerose aree naturalistiche, ZPS, SIC; tra i siti di valore storico-archeologico: l’area di Altilia (Sepino) e del Santuario Italico d’Ercole Quirino (Campochiaro). Il territorio è attraversato dai seguenti tratturi e bracci: Pescasseroli-Candela e Cortile-Matese;
Molise Centrale: presenta un’estensione di circa 1500 kmq ed ospita un consistente numero di geositi (16). Numerose aree SIC e ZPS. L’area è interessata dai tratturi Castel di Sangro- Lucera, Celano-Foggia e dai bracci Cortile-Matese e Cortile Centocelle;
Basso Molise: l’area ospita 5 geositi, numerose aree protette ed è interessata dai tratturi Celano-Foggia, Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco;

Borgo antico di Termoli (CAMPOBASSO) MOLISE *Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

Fascia costiera: 7 geositi censiti, numerose aree SIC e ZPS; l’area è interessata dai tratturi L’Aquila-Foggia, Ururi-Serracapriola (tratturo minore), Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco.

 TRADIZIONI POPOLARI

La maggior parte dei comuni molisani, conserva ancora vive molte feste tradizionali; alcune, di origine medioevali o risalenti a culti pagani ancora più antichi, altre più recenti, sono comunque emozionanti in egual misura. Di seguito, le più significative e spettacolari di alcuni comuni della regione, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno:
Le prime feste dell’anno ed il Carnevale: Colli a Volturno, Acquaviva d’Isernia. Tufara, Cercepiccola, Rocchetta al Volturno, Bagnoli del Trigno, S.Croce di Magliano;
La Primavera: le Carresi di Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, San Giuliano del Sannio, Acquaviva Collecroce;
Giugno:i Misteri di Campobasso;
Luglio: la Festa del Grano di Jelsi;
Estate: Termoli (San Basso), Capracotta (La Pezzata). Riccia (Sagra dell’Uva), Isernia (Pellegrinaggio l Santuario dei Santi Cosma e Damiano);
La Faglia di Oratino

Evento nel Molise – ‘Ndocciata di Agnone (ISERNIA)

La ‘Ndocciata di Agnone (Natale)
Alla luce di quanto esposto, si tratta di puntare su un nuovo modello di sviluppo socio-economico-territoriale; un modello alternativo caratterizzato da un melting-pot di risorse territoriali eccezionali, uniche, irripetibili, autentiche; un modello capace di “invertire la rotta” dalla concentrazione costiera o montana delle principali attività economico-turistiche. In quest’ottica, gli obiettivi su cui dovrebbe puntare una progettazione territoriale del turismo, diventano quelli di migliorare le condizioni insediative e l’organizzazione degli spazi, di veicolare, localizzare, gestire le attività sul territorio allo scopo di ottimizzare la qualità urbana, ristabilendo il giusto equilibrio tra “interno” ed “esterno”, “urbano” e “rurale”, “globale” e “locale”.

Tegola dipinta a mano. Sulla soglia della Fattoria dell’Oasi “De Francesco” a Guardiaregia (CAMPOBASSO) – MOLISE * Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it Clicca sulla foto per entrare…

Alessandro Ranieri

dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale

Fonte immagini: Internet e Moliseinvita * Foto Maria Vasco

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