“OPERA…ndo in Molise”: a Gambatesa è di scena la grande lirica.
Sbarca nel Fortore il progetto didattico che coinvolge docenti e studenti del Conservatorio Perosi di Campobasso. Sabato pomeriggio alle 18:30, nella caratteristica cornice di Piazza Municipio in Gambatesa, andrà in scena lo spettacolo di Gala operistico dal titolo “OPERA…ndo in Molise”.
Il progetto, ideato dal Maestro Roberto Bongiovanni, mette insieme docenti e studenti del Conservatorio “Perosi” del capoluogo molisano in uno spettacolo che, proposto ancora una volta “in decentramento”, ha tra i suoi obiettivi anche quello di veicolare la musica e le attività del Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso oltre i confini del capoluogo.
Il concerto sarà l’occasione per riascoltare le arie e le sinfonie più famose del melodramma italiano, interpretate da ben dodici studenti delle classi di canto lirico del “Perosi”, supportati da una peculiare formazione orchestrale composta da dodici docenti (cinque archi, cinque fiati e pianoforte).
Scorcio del centro storico di Gambatesa. Sullo sfondo il bellissimo lago di Occhito – MOLISE
OPERA..ndo in Molise si propone quindi come un importante momento didattico orientato alla formazione degli studenti nonché rappresenta l’ennesima collaborazione tra il Conservatorio e il Comune di Gambatesa.
Soddisfazione per l’evento è stata espressa anche dal Sindaco di Gambatesa, Carmelina Genovese che ha specificato come «il consolidato rapporto tra il Comune di Gambatesa e il Conservatorio “Perosi” nasce e prospera grazie alla grande attenzione riservata agli eventi culturali da parte dell’Amministrazione Comunale e alla splendida disponibilità dell’ente di formazione musicale nella persona del Direttore Lelio di Tullio e di tutti i docenti e gli studenti.
“Il concerto che si svolgerà sabato in Piazza Municipio – continua il Sindaco – è sicuramente una delle produzioni più importanti che abbiamo fino ad oggi avuto l’onore di ospitare”. I cantanti che si esibiranno, studenti delle classi di Canto Lirico del Conservatorio Perosi di Campobasso dei docenti Alda Caiello, Claudia Marchi, Nunzia Santodirocco, sono Annamaria Albanese, Federica D’Antonino, Valentina Galano, Oksana Koshuba, Denyse Rossetti, Katia Russo, Melissa Agostinelli, Iolanda Massimo, Michele Agostinelli, Eros Antonelli, Gianluigi Dezzi, Sergio Mastroiacovo. Nell’orchestra dei docenti, diretta dal M° Roberto Bongiovanni, certa la presenza di nomi di fama internazionale del calibro di Paolo Giuseppe Oreglia (VIOLINO), Cristina Monacelli (VIOLINO) , Silvio Di Rocco (VIOLA), Gabriele Geminiani (VIOLONCELLO), Carlo Pelliccione (CONTRABBASSO), Giancarlo D’Abate (FLAUTO), Maurizio Marino (OBOE), Luca De Siato (studente – CLARINETTO), Francesco Bossone (FAGOTTO), Giovanni D’Aprile (CORNO), Luigi Francalanza (PIANOFORTE).
EVENTI CULTURALI – TURISMO CULTURALE E D’ISPIRAZIONE – CONCERTI, MOSTRE, MUSICA, ARTE NEL MOLISE E IN ITALIA
Fonte: comunicato ufficio Cultura, Turismo e Comunicazioni del Comune di Gambatesa (CB) MOLISE * ITALIA
svolto lo scorso 16 Settembre a Matrice nel Molise,
ha onorato il grano antico molisano
grazie al Molino Cofelice e a tutti i partecipanti.
La partecipazione è stata numerosissima e ancor più numerose le richieste di riproporre in un contesto così dinamico come quello dell’antico Molino Cofelice di Matrice eventi ricchi di terra e sapore.
Loving Agostinello – “La tradizione nel piatto” è il nome che ha dato identità all’evento!
La famiglia del Molino a pietra Cofelice, che ha promosso e organizzato l’iniziativa a pieno titolo, si è mossa con efficienza, tempismo e grande spirito di organizzazione dando il massimo del proprio saper fare così che tutti gli ospiti, i partecipanti e gli organizzatori potessero scoprirsi in festa e apprezzare la bontà del grano antico Agostinello!
Uno “stare insieme” che i mugnai del Molino a pietra, professionisti esperti ed appassionati, hanno saputo gestire con spontaneità e grande capacità di accoglienza.
Un lavoro misto a passione che ha dato i suoi frutti oltrepassando anche le più rosee previsioni con presenze superiori alle 500 persone.
Una gioia per la famiglia Cofelice che aspettava solo di accogliere nel proprio antico Mulino a pietra ospiti sempre più incuriositi ed ammirati.
L’intento è stato quello di creare un momento di incontro autentico e genuino tra persone del posto e visitatori venuti appositamente da tutta la regione per condividere la gioia di questa festa.
Intento riuscito con successo visto l’amore che i mugnai Cofelice nutrono per la propria terra, il Molise appunto, ed il proprio lavoro, svolto quotidianamente da generazioni con spirito di sacrificio e voglia di crescere.
Il piacere di gustare tutti insieme piatti antichi locali, rivisitati in chiave moderna con il granone Agostinello, alimento antico tipico del Molise, ha conquistato grandi e piccini e l’entusiasmo è stato coinvolgente.
Musica, canti e balli festosi hanno animato la serata creando un’atmosfera di appartenenza e di tradizioni rivissute.
Una festa ben riuscita insomma con cui si è voluto far rivivere i sapori perduti del Molise e far ritrovare cibi e ricette con il granone di un tempo, l’Agostinello appunto. Piatti dimenticati e sapori ritrovati per valorizzare una terra autentica come il Molise, il suo grano e la sua cucina tutta da riscoprire.
Risultato della serata: centinaia di ospiti soddisfatti e uniti tutti intorno dalla stessa passione, il grano antico, un cereale coltivato dagli agricoltori molisani in modo naturale, raccolto a mano ed essiccato al sole.
Insomma un evento di grande successo che i mugnai Cofelice hanno sapientemente organizzato offrendo come location ideale proprio il loro antico Molino a pietra.
“Con grande gioia vogliamo ringraziare soprattutto la Pro Loco di Matrice per essere sempre presente ai nostri eventi, le signore di Celenza Valfortore che hanno collaborato per la preparazione dei piatti, e ovviamente tutti gli ospiti che vi hanno partecipato. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile!” Annarita e Dionisio Cofelice
Iniziativa lodevole ed eccellente che merita di essere rinnovata ogni anno… in fondo il buon cibo made in Molise è frutto del buon prodotto della sua terra e della gente del luogo che sa valorizzarla!
Pensate ad una piccola casa come in una famiglia, dove si è accolti con fiducia, affetto e senza pregiudizi.
Ora immaginate questa casa sempre più grande fino a diventare una comunità e poi un intero paese.
E’ quello che sta accadendo a Petrella Tifernina, piccolo paese del Molise in provincia di Campobasso di circa 1150 abitanti, dove le case, le stradine e le piazzette in pietra sembrano illuminarsi al sole per il loro splendore e dove entrandovi si può subito sentire a pelle la bellezza dell’energia positiva e dell’accoglienza.
Ed è di luce, gioia ed energia positiva che si parlerà (e vivrà) nei quattro giorni di agosto, dal 24 al 28, dedicati al Festival dei Giovani “Gioia Piena”: una rassegna contagiosa giunta al suo secondo appuntamento e dove arte, speranza, allegria e preghiera festosa abbracceranno tutti i partecipanti, a prescindere da ogni visione e punto di vista.
E tanta luce continuerà ad illuminare lo sguardo dei giovani fino a sera inoltrata quando canti, musiche e adorazioni riempiranno di entusiasmo la voglia di stare insieme.
Tanti e interessantissimi saranno i workshops che arricchiranno l’evento.
Tra emozioni e conoscenza ci si occuperà infatti di teatro, danza, fotografia, giornalismo, musica e canto.
Il tutto grazie alla presentazione di ospiti di indiscusso prestigio professionale come Roberto Milone, giornalista e vicedirettore di Rai 2 fino al 2015; Antonio Lovison, docente di discipline pittoriche; Rachele Consolini, cantautrice cristiana; Fabrizia Migliarotti Ferrara, regista, costumista e scenografa; Valentina Jovele, ballerina professionista; Don Donato Colacicco e Massimo Nardi che, in qualità di pittori, faranno dimostrazione dei murales, una delle forme d’arte più amate dai giovani.
Ma a testimoniare così tanta bellezza della verità nell’Arte e in Dio, sarà un ospite d’eccezione: l’esperienza che ognuno di noi potrà portarsi dentro anche dopo aver partecipato al festival e che potrà vivere e rivivere insieme agli altri ovunque, in nome dell’Amore per il Divino.
La manifestazione dello scorso anno, proposta con tanta fiducia e forza di volontà dal suo fondatore, il vice parroco della Chiesa di San Giorgio Martire di Petrella Tifernina, Don Donato Colacicco (prete missionario e membro di “Nuovi Orizzonti”), ha potuto dimostrare quanto valga per i giovani, e non solo, il messaggio di essere accolti per come si è, liberi di esprimersi con i propri talenti nel rispetto di sé e di chi resta loro accanto, ispirandosi a modelli di vita sani e sostenibili, lontani certamente dagli stereotipi materialistici, finti modelli offerti dalla società moderna e che purtroppo, soffocando le emozioni, portano solo ad una felicità illusoria.
“ Perché Dio ti lancia la sfida di essere felice, e vuole vedere se ci credi davvero che è figo essere cristiani!” afferma David Martìnez, un giovane protagonista testimone del festival 2016 e insiste: “ la felicità non è collezionare ‘quanto sei stato bravo o migliore’ e non è neanche far finta che tutto vada bene anche quando hai voglia di piangere. La felicità è di chi si abbraccia senza vergogna, si ascolta ognuno con i propri casini e i propri talenti.”
“A Petrella Tifernina c’è la bellezza della famiglia e la solidità degli affetti…
La bellezza di vivere questi affetti la riconosci perchè pur non avendo vere e proprie strutture di accoglienza regna ovunque un’accoglienza del cuore”
Così descrive questo delizioso paesello, Petrella Tifernina, Don Domenico Di Franco, il Parroco della Parrocchia San Giorgio Martire, bellissima chiesa in stile romanico risalente al XII secolo e dedicata al santo suo patrono.
Dichiarata monumento nazionale è una delle più belle chiese del Molise. Facilmente raggiungibile poichè situata nel centro abitato del borgo antico del paese è ottimamente conservata e sarà sempre visitabile durante i quattro giorni del festival e per tutto l’anno.
Insomma venire nel Molise, visitare Petrella Tifernina e partecipare al Festival dei giovani “Gioia Piena” può voler dire ri-trovare un maggiore energia, un nuovo coraggio nella vita di ogni giorno e scoprire la consapevolezza delle piccole cose, soprattutto quelle più “insignificanti” attraverso una “voce” unica, quella che Dio fa riecheggiare in ognuno di noi.
Questo l’obiettivo del Festival!
E quale missione migliore da destinare ai giovani se non una lettura del Vangelo interpretato come una coreografia della vita quotidiana così animata e stimolante da dare la speranza a chi l’ha perduta, riconquistare la voglia di credere in qualcosa, progettare e andare avanti con gioia!
Ecco nel Molise come nel mondo intero, Petrella Tifernina con il suo festival dei giovani “Gioia Piena” spalanca a tutti le porte dell’accoglienza e della fiducia in Dio.
Un invito ad amare e ad amarsi come una lode al Divino che è in noi e per gli altri, riscoprendosi autentici nell’armonia, attraverso esperienze, emozioni, sensazioni e valori condivisi.
Scritto da Maria Vasco – Fonte immagini: Gioiapienafestival.it, Internet e Moliseinvita.it
PER SAPERNE DI PIU’…
L’evento che si tiene in un così piccolo e accogliente borgo del Molise si rivolge ad un pubblico molto ampio e al di là del confine geografico regionale. Grazie ad una comunicazione a livello nazionale infatti avrà una risonanza in tutta Italia, sarà promosso in rete anche con l’hashtag #GioiaPienaFestival e attraverso il sito www.gioiapienafestival.it a cui si potrà accedere per visionare il programma completo dei quattro giorni di festa e per iscriversi agli interessantissimi workshops.
Sul sito www.gioiapienafestival.it inoltre potrete scoprire anche notizie, esperienze professionali e curiosità su tutti gli ospiti del festival.
Festival dei Giovani GIOIA PIENA – Petrella Tifernina (CB) – Clicca sulla foto e visita la galleria degli eventi nel Molise e dintorni…
Un gigantesco “fiume di fuoco” carico di simbologie, valori e significati scorre per le vie di Agnone nel Molise. Tradizione e risorsa preziose per i molisani e per il mondo.
La grande ‘Ndocciata di Agnone “Patrimonio d’Italia per la Tradizione”
L’8 e il 24 dicembre 2016 ad Agnone IS si svolgeLa ‘Ndocciata, il più grande rito del fuoco del Mondo
Veduta panoramica notturna di Agnone IS Molise ITALY – Ph Web
La ‘Ndocciata è la tradizione natalizia molisana legata al fuoco più imponente che si conosca al mondo. Una tradizione antichissima e suggestiva che sisvolge ad Agnone, un centro montano dell’Alto Molise in provincia di Isernia noto in tutto il mondo anche per la sua millenaria produzione di campane.
Le ‘Ndocce sono grosse torce realizzate con legno d’abete bianco e fasci di ginestre tenute insieme. Chi ha avuto la fortuna di assistere a questa spettacolare e suggestiva processione di fiamme e scintille, racconta di una lunga, interminabile emozione poco descrivibile se non vissuta, per l’appunto, dal vivo. Una emozione che anche Giovanni Paolo II volle far vivere ai romani ed ai turisti pellegrini di tutto il mondo accogliendola a Roma in Piazza San Pietro nel 1996.
L’origine di questa tradizione del fuoco che “infiamma” la Vigilia di Natale ad Agnone si perde nella notte dei tempi. Da principio la ‘Ndoccia (fonema dialettale che sta per ”grande torcia”) faceva parte certamente della ritualità pagana legata al solstizio d’inverno. Anche gli antenati degli attuali abitanti di Agnone (gli Osci e i temibili Sanniti che per secoli contesero a Roma il dominio dell’Italia centro meridionale) erano legati al fuoco, ai suoi significati e alle sue suggestioni. E’ da questo legame che deriva la tradizione ultra millenaria del fuoco solstiziale che in Agnone, nel cuore dell’Appennino abruzzese-molisano, si è evoluta nella ‘Ndocciata. Rito dedicato al sole e divenuto per questo fuoco in onore al Dio che nasce.
A proposito del simbolismo legato alla tradizione del fuoco, i più anziani del paese molisano ricordano quando con la ‘Ndocciacoglievano l’occasione “pe fa la cumbarsa”, fare la comparsa, cioè fare bella figura agli occhi delle ragazze. Il giovane innamorato soleva portare la ‘Ndocciasotto la finestra della ragazza che aveva scelto come sposa e se quest’ ultima si affacciava il matrimonio era possibile, altrimenti un secchio d’acqua spegneva la torcia e l’ardore dell’innamorato.
Anticamente, come oggi, la ‘Ndocciata di Agnone si svolgeva nella tarda serata del 24 dicembre. Le maestose fiaccole infatti servivano con molta probabilità anche ad illuminare il cammino dei contadini che dalle zone rurali si portavano sino al paese per assistere alla messa natalizia di mezzanotte. La tradizione col passare del tempo fu felicemente ripristinata dalla Pro Loco e organizzata in una bellissima gara – sfilata danzante con ambiti premi per incentivare la partecipazione all’iniziativa. Da allora si può dire che la ‘Ndocciata abbia continuato a crescere in imponenza del rito e attaccamento degli agnonesi alla tradizione.
A proposito di tradizione molisana, attualmente il 24 dicembre, sacra Vigilia del Santo Natale, rappresenta un giorno simbolo per Agnone ed i suoi abitanti oltre ad essere un appuntamento irrinunciabile per migliaia di turisti che provengono da ogni parte del mondo per ammirarla in tutta la sua spettacolarità nel bellissimo borgo antico del Molise.
COME SI SVOLGE
La sera del 24 dicembre all’imbrunire centinaia di “portatori” di tutti i gruppi si riuniscono all’ingresso settentrionale di Agone. Un gigantesco “fiume di fuoco” si accende al rintocco della campana più grande di Agnone, posta sul campanile più alto della città, il campanile di Sant’Antonio. Uno, due rintocchi scandiscono l’inizio del rito poi nelle strade si fa silenzio e il corteo si avvia mentre scene di vita contadina animano le vie.
Anche i bambini sfilano con ‘Ndocce singole e più piccole. Per ‘Ndocciatainfatti non c’è limite d’età: il più piccolo “portatore” che si ricordi aveva due anni, mentre il più anziano sfiorava gli ottant’anni. Avvolti nei loro grandi mantelli scuri i “portatori” procedono in un ordine prestabilito, ma il cuore forte della ‘Ndocciata entra in scena quando un vero e proprio esercito di uomini con in spalla quattro grosse torce si esibisce orgoglioso sotto gli occhi degli spettatori incantati che affollano il corso principale di Agnone. Il fiume di fuoco si fa maestoso, la città si incendia e le emozioni crescono senza a volte riuscire a trattenere le lacrime. Nella mente si affollano i ricordi dell’infanzia, i pensieri vanno a chi non può assistere anche quest’anno all’immenso fuoco di Natale, perché è lontano, perché non c’è più.
Arrivano i “portatori” con otto torcioni, poi i “ventagli” infuocati con 10, 12 persino 20 enormi fiaccole: giovani dal fisico robusto, quelli che vogliono dimostrare alle donne ed ai propri “rivali” di essere i migliori, camminano sicuri danzando al centro della piazza e roteando su se stessi come pavoni dalla gigantesca coda di fuoco. Mostrano a tutti la loro forza, il coraggio e la maestosità delle fiamme che li circondano.
Patrimonio Immateriale tra i più antichi del Molise la ‘Ndocciata si presenta al mondo come un fiume in piena intriso di significati e simboli per l’Umanità.
È il rito antico che si ripete. L’immagine ancestrale che richiama significati che sembrano persi ma che in realtà sono sempre vivi e presenti nello spirito dei molisani agnonesi: fertilità, forza creatrice e purificatrice del fuoco, preghiera dell’uomo verso le forze dell’ignoto raggiunte attraverso le grandi fiamme delle ‘Ndocce. I giovani molisani forse non lo sanno, ma sono i continuatori di liturgie vecchie e preziose quanto il rapporto fra l’uomo e la natura. Giovani eredi di un patrimonio culturale e inestimabile da custodire gelosamente per poterlo trasmettere alle future generazioni. Valori e ricchezze che il Molise annovera con orgoglio tra i suoi beni immateriali più antichi.
Anche se la ‘Ndocciata si è svolta l’8 dicembre in edizioni straordinarie legate a particolari ricorrenze (come è avvenuto nel 2000 in occasione dell’Anno Giubilare o nel 2004 per la celebrazione del seicentesimo anniversario della proclamazione di Agnone a Città Regia), l’appuntamento della tradizione resta e resterà per sempre quello della Vigilia di Natale. Quel 24 dicembre all’imbrunire, quando ogni agnonese – che si trovi in patria o negli angoli più sperduti del mondo – udendo i rintocchi del campanone di Sant’Antonio accende la propria anima, ‘Ndoccia interna che è fuoco di fede e di attaccamento alle proprie antichissime radici.
RICONOSCIMENTI
La ‘Ndocciata è stata riconosciuta quale ” PATRIMONIO D’ITALIA PER LA TRADIZIONE” (Ministro del Turismo On. Brambilla – Roma 28 luglio 2011). Il giorno 7 dicembre 2012 è stato emesso un francobollo ordinario dallo stato italiano e dal Ministero dello Sviluppo Economico appartenente alla serie tematica “ Il Folklore Italiano” dedicato alla ‘Ndocciata in tre milioni di pezzi.
Quest’anno la Proloco di Agnone, d’intesa con il Comune, la Regione Molise e Provincia di Isernia, ha deciso di dedicare la ‘Ndocciata del prossimo 8 dicembre a San Giovanni Paolo II, alla presenza di eminenze ed altri prelati della Città del Vaticano, per rievocare lo straordinario, irripetibile e storico evento del 1996 allorquando la manifestazione venne benedetta dall’allora Pontefice di venerata memoria.
CLICCA SULLE FOTO QUI SOTTO PER VEDERE I VIDEO/DOCUMENTARI DELLA ‘NDOCCIATA
La ‘Ndocciata, festa unica al mondo per spettacolarità e simbologia. Un rituale nel Molise collegato alla notte del solstizio d’inverno che allontana le giornate dall’oscurità per orientarle verso la luce.
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La manifestazione, come da tradizione, verrà riproposta il 24 Dicembre 2016 alle ore 18.00
“Un’emozione unica e intensa: l’acqua, i suoi misteri, la magia che trasmette insieme al fuoco,
la danza e l’armonia dei corpi, la straordinaria forza della musica che si intreccia con la poesia.”
Una messa in scena imponente, a partire dall’allestimento della scenografia costruita interamente sull’acqua,
alla magia delle luci e della musica; dal corpo di ballo, dagli attori e dalle intense voci narranti,
allo straordinario testo dedicato a Gerardo Maiella, il Santo del popolo e dei poveri;
dalla straordinaria presenza degli oltre cento volontari, vero motore di un evento unico in Italia,
alla consapevolezza di un grande progetto di solidarietà.
Sono questi gli elementi che si mescolano e danno vita al Grande Spettacolo dell’Acqua®, dove la poesia e le emozioni si intrecciano sul lago di San Pietro per illuminare le notti d’estate.
Per saperne di più visita il sito www.ilgrandespettacolodellacqua.org
ECCO QUI IL PROGRAMMA CON TUTTE LE INFORMAZIONI:
Partenza in autobus da Termoli, P.zza Donatori di Sangue, alle ore 14:00.
Breve visita del centro storico di Monteverde.
Primo spettacolo dell’Aria alle ore 18:30 seguita dalla cena e poi lo spettacolo dell’acqua alle 21:00 circa.
Rientro a Termoli in tarda serata.
**Termini e condizioni:
Alla prenotazione acconto di € 20,00 a titolo di caparra. Il saldo in agenzia 7 giorni prima della partenza. In caso di annullamento entro 5 giorni prima della partenza sono previste penali pari alla somma versata come acconto.
**Il viaggio verrà effettuato con minimo 35 partecipanti**
La quota comprende: pullman A/R, breve visita del paese con guida locale, biglietti d’ingresso ai 2 spettacoli e la cena.
€uro 50 Adulti / €uro 40 dai 4-12 anni / 0-4 anni GRATUITI
Pacchetto senza cena: € 35 Adulti/€ 30 dai 4-12 anni / 0-4 anni GRATUTI
Non perdere l’opportunità di emozionarti ed entra insieme a noi in un’atmosfera di grande magia!