Paesaggio di Melanico - Santa Croce di Magliano CB MOLISE - Ph Gianluigi Ciamarra - grano- albero -FOTO 04

Melanico, la contrada del grano o “granaio del Molise”. Giacimento di risorse naturali e culturali

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Il Molise è stato a lungo una delle regioni più rurali d’Italia, con un forte peso della pastorizia e della coltivazione dei cereali.

Campi ad erba, pascoli e grano hanno contrassegnato il paesaggio, rispecchiandosi anche nei comportamenti culturali e nell’alimentazione.

Melanico è un’area pianeggiante ondulata di oltre 2.000 ettari, situata nel comune di Santa Croce di Magliano, al confine tra il Molise e la Puglia.

Il suo paesaggio è un patrimonio prezioso che non può essere insidiato

Quello di Santa Croce e dei territori contermini è un paesaggio rappresentativo della cerealicoltura mediterranea. Melanico è un

paesaggio rurale di rade contrade, qualche antica masseria e i piccoli poderi allineati della Riforma agraria; il tempo è scandito in autunno dai colori scuri della terra, poi dal verdeggiante verzicar delle colture e, in prossimità del raccolto, dalle ampie sfumature dorate del grano, che lasceranno il posto all’imbrunire delle stoppie. Punteggiato qua e là da qualche albero isolato e fazzoletti di bosco, esso è stato caratterizzato a lungo anche dalla pastorizia transumante: qui, nell’agro di Melanico, confluiscono due dei grandi tratturi che mettevano in comunicazione le montagne dell’Appennino con il Tavoliere: l’Ateleta- Biferno e il Celano-Foggia.

Badia di Santa Maria di Melanico
Particolare del campanile – Badia di Santa Maria di Melanico

L’evoluzione territoriale si lega alla presenza dell’antica Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico; la storia del territorio è stata particolarmente influenzata dalla presenza di questo edificio medievale, nato quando i monaci benedettini arrivarono nella diocesi di Larino.

Può sembrare un paesaggio immobile e silenzioso, sensibile solo al succedersi delle stagioni. Invece quello di Melanico è un paesaggio vivo e resistente, l’espressione di un territorio con una lunghissima storia, che rimanda alle origini dell’agricoltura mediterranea fondata sui cereali, l’ulivo e la vite. La coltivazione del grano, in particolare, ha segnato in modo dominante i terreni intorno alla contrada Melanico, un territorio coltivato, modellato e curato grazie a quella interminabile “prassi di generazioni” cara a Emilio Sereni, secondo cui il paesaggio agrario è il prodotto del lavoro incessante degli agricoltori.
Ciò ha generato un paesaggio resistente, che è riuscito ad attraversare i secoli e a mantenere le sue trame perfino di fronte alle trasformazioni economiche dell’età contemporanea. La secolare pratica della cerealicoltura ha conferito un’impronta al paesaggio, caratterizzato da grandi spazi nudi e arricchito, a partire dalla metà del secolo scorso, da piccoli oliveti e dalle case della Riforma, senza tuttavia perdere l’indiscutibile prevalenza granaria.
Paesaggio rurale di Melanico – Torrente Tona Vecchio – Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Melanico è oggi un significativo giacimento di risorse naturali e di beni culturali, che possono essere integrati in un unico sistema all’interno di un contesto territoriale aperto, da annoverare tra i più suggestivi e sconosciuti del Paese, quasi un unicum stori­co-geografico ancora integro, figlio di una storia legata alla produzione, trasformazione e commercializzazione del grano, tanto da far meritare al territorio di Santa Croce di Magliano l’appellativo di “granaio del Molise”, un valore aggiuntivo anche per il Distretto rurale BioMolise, recentemente costituito tra 14 comuni dell’area.
Il complesso paesaggistico di Melanico, costituito dai terreni a cereali, dalle masserie, dai poderi, dai tratturi, dalle vecchie stalle, dalle attuali attività di trasformazione e dai brani di bosco verso il Tona e il Fortore, rappresenta oggi un patrimonio da tutelare e organizzare anche in funzione della fruizione culturale e turistica del territorio. Proprio la coltivazione del frumento ha determinato nel tempo l’organizzazione del territorio e i caratteri strutturali del paesaggio, attraversando le differenti epoche storiche e superando i tre grandi periodi di svolta: l’istituzione della Dogana delle pecore di Foggia nel XV secolo, la soppressione della feudalità all’inizio dell’800; la Riforma fondiaria del 1950 con l’espropriazione del latifondo e la costituzione di nuove unità poderali.

In tutti questi passaggi la coltivazione cerealicola ha resistito e si è sviluppata.
A tutt’oggi l’indirizzo cerealicolo è quello largamente prevalente, con qualche delimitato inserimento dell’oliveto, delle colture orticole, oltre alle leguminose impiegate in rotazione.
Per questi motivi l’area di Melanico è stata giustamente considerata nel Catalogo nazionale dei paesaggi rurali storici pubblicato nel 2011 dall’editore Laterza a cura di Mauro Agnoletti, mentre attualmente è candidata per essere inserita nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici istituito presso il Ministero delle Politiche agricole e forestali; la candidatura è frutto di una ricerca storico-territoriale condotta grazie alla collaborazione tra il Comune di Santa Croce e l’Università del Molise (sede di Termoli).
Veduta del centro storico di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Dall’analisi è emerso un territorio ricco di potenzialità agroalimentari e turistiche, che non può essere saccheggiato, come già ammoniva La Fonte di ottobre 2020. Un paesaggio storico che non può essere stravolto con l’inserimento di funzioni improprie nella campagna, si tratti dei cosiddetti “parchi” eolici (che parchi non sono), degli estesi impianti fotovoltaici o di altri impianti che si mangiano non solo il passato, ma anche il futuro di un territorio.
Rossano Pazzagli (La Fonte, gennaio 2021)
Fonte immagini: Ph Pasquale Marino Archeologo © – Internet

Vista aerea di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo©
Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico, prima della ristrutturazione.

“Il Molise più autentico” – Conoscere il territorio per vivere il turismo esperienziale


farina-semi-granturco-agostinello400x302Molino Cofelice - Matrice (CB) MOLISE

E’ festa a Matrice! Nell’antico Molino Cofelice si dà il benvenuto al grano Agostinello – Sapori antichi in Molise.

– EVENTO ENOGASTRONOMICO NEL MOLISE –

TURISMO DEI SAPORI E DEL GUSTO

ITINERARI E TRADIZIONI DELLA BUONA TAVOLA IN ITALIA

Loving Agostinello – “La tradizione nel piatto”

Sabato 16 settembre 2017 – ore 20,00

presso l’Antico Molino Cofelice – Via Scalo Ferroviario

MATRICE (CB) – MOLISE – ITALIA

E’ festa! Ci siamo. Mancano solo poche ore alla festa del grano Agostinello e sentiamo già nell’aria il profumo dei buoni sapori della tavola e di genuine emozioni. Sì perché di buoni sapori e di voglia di tradizioni ci inebriamo sabato 16 settembre a Matrice, piccolo paese nel cuore del Molise, a pochi chilometri da Campobasso, presso il Molino Cofelice, un antico molino a pietra naturale che da generazioni macina grano con tanta passione e amore per la propria terra, il Molise appunto.

E per dare il benvenuto al granone non poteva che esserci una festa. Una festa per tutti, grandi e piccini, e per stare insieme in onore del grano tipico molisano.

E’ l’evento “Loving Agostinello”, completamente dedicato al nuovo granone.

“Vogliamo far rivivere questo alimento antico tipico del Molise ed il suo utilizzo in cucina proprio come si usava fare nella cultura contadina molisana di un tempo. Fino ad ora purtroppo non gli è stata mai data una giusta importanza. Oggi noi vogliamo puntare l’attenzione su questo alimento prezioso e così importante per la salute: il granone antico Agostinello”

E’ con questo messaggio ricco di  entusiasmo e di sostenibilità che Annarita, impegnata nel Molino Cofelice di Matrice, insieme al marito Dionisio ed i suoi figli, ci presenta la festa del grano antico Agostinello presso la sua azienda.

Con il grano antico Agostinello 2017 la tradizione si trasferisce nel piatto e può suscitare emozioni di una vita autentica, fatta di sapori semplici e genuini. E per condividerne gusto e bontà ecco la convivialità di una festa tutta dedicata ad esso. Con la sua allegria unisce tutti per “riviverlo” in numerose modalità di preparazione… e sarà una gioia! Emozioni per il palato!

Pizza e minestra. Pietanza tipica molisana

Ci sarà infatti una degustazione di polenta con sugo, pizza e minestra, granone Agostinello lesso e anche dolcetti (il tutto ovviamente a base del nuovo granone Agostinello).

“Una volta tra le famiglie povere e contadine del Molise, dopo il pasto serale, si usava mangiare la pizza di grano anche al mattino a colazione, insieme al latte. Oggi vogliamo continuare questa tradizione facendo della pizza un dolce: la pizza dolce appunto, un dolcetto molto semplice a base di granone antico in modo da tramandare i valori di una cucina sana proprio come un tempo”… tiene a dirci, ancora con tanto entusiasmo e amore per la propria terra, Annarita del Molino Cofelice.

“Naturalmente non può mancare nel piatto della tradizione molisana la polenta della nostra civiltà contadina!”.

Ma se è vero che il re dell’evento è sicuramente il grano Agostinello, sua regina sarà la “pizza e minestra”, pietanza tipica molisana che potrete gustare in pieno clima di allegria e di vera esaltazione del gusto durante tutto l’evento “Loving Agostinello”.

Amore per il territorio, passione per il proprio lavoro, cura per i prodotti offerti e per la buona tavola sono i valori più sani che la famiglia del Molino Cofelice pratica ogni giorno con un grande senso del sacrificio e che vuole condividere con voi, ospiti e amici, residenti, turisti e visitatori di un Molise sempre buono come il pane!

Ad allietare l’evento si esibirà un gruppo musicale I Reccù cce che contribuirà a tenere tutti i partecipanti in allegria e ancora non mancheranno tante altre novità interessanti. Inoltre, per completare in bellezza sarà disponibile un angolo cultura dedicato alla pubblicazione del libro Molise Nascosto – “Santa Maria della Strada” di Franco Valente, promossa dalla Pro Loco Matrice e impegnata tra le tante attività di promozione del territorio.

QUI LA LOCANDINA DELL’EVENTO LOVING AGOSTINELLO ORGANIZZATO DALLA FAMIGLIA COFELICE

 NELL’ANTICO MOLINO COFELICE DI MATRICE NEL MOLISE 

scritto da Maria Vasco

Fonte immagini: Molino Cofelice

PER SAPERNE DI PIU’ SUL GRANONE AGOSTINELLO

Il granone Agostinello è tipico del Molise. Questo cereale viene coltivato dagli agricoltori molisani in modo naturale, raccolto a mano ed essiccato al sole. La farina che si ottiene dalla macinazione a pietra è integrale e naturalmente priva di glutine, con un elevato contenuto proteico. La componente lipidica è caratterizzata da acidi grassi insaturi (linoleico e oleico), che trattengono la vitamina E e gli antiossidanti.
La farina di granone Agostinello è ideale per preparare polenta, pane, pasta, dolci e impanature. Miscelata con farine per panificazione può essere usata per la produzione di pane. In Molise la farina di mais viene utilizzata per preparare la “pizza di granone”, una specie di focaccia schiacciata che va consumata con una minestra di verdure di campo.  Mais, amico delle costituzioni “fragili” Il granoturco è nutriente, energetico, ricco di carboidrati, il cibo ideale per integrare l’alimentazione di persone affette da stanchezza cronica o molto esili… Il mais, o granoturco, è in origine una pianta erbacea spontanea (divenuta poi da coltivazione) e perenne proveniente dall’America centrale e appartenente alla famiglia delle graminacee.  Il mais fu importato in Spagna nel 1500 e subito dopo venne coltivato anche in Italia e nel resto d’Europa. Un tempo era utile soprattutto per fare la farina da cui si preparava la polenta che sostituiva il pane, allora troppo costoso: il mais è un cibo ad elevato apporto nutrizionale, ricco di carboidrati e per la sua abbondanza di acidi grassi viene oggi utilizzato anche per fare l’olio di semi, prezioso soprattutto per correggere gli eccessi di colesterolo nel sangue e da impiegare quindi come condimento sulle insalate o, a crudo, sui piatti di carne e pesce. Un ottimo “integratore” naturale per persone fragili
Farina di granone Agostinello – Macinazione a pietra. Nome dialettale U’ grandinije Molino Cofelice – Sul fondo la bellissima basilica longobarda di Santa Maria della Strada in agro di Matrice (CB) MOLISE – ITALIA

 >> VISITA ANCHE LA VETRINA & TERRITORIO DEDICATA AL MOLINO COFELICE – Grani antichi locali e farine macinate a pietra naturale nel molino di Matrice in Molise

Molino Cofelice – Grani antichi locali e farine macinate a pietra naturale nel molino di Matrice in Molise.

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