Mercoledì 15 Agosto 2018 godiamoci il fresco della bellissima Oasi WWF in uno dei paesi più verdi del Molise, Guardiaregia in provincia di Campobasso.
Magnifici belvedere, tanta flora e fauna, passeggiate tra boschi e sentieri nell’Oasi WWF e tanto buon cibo locale per passare insieme un Ferragosto davvero molisano!
Partenza in bus da Termoli (CAMPOBASSO) alle ore 8,00 da Piazza Donatori di Sangue.
Arrivo a Guardiaregia ed incontro con la guida ambientale dell’Oasi WWF per scoprire questa meravigliosa area del Matese. La nostra guida ci condurrà sul sentiero Natura “San Nicola” con le sue splendide orchidee, la cosidetta Salamandrina dagli occhiali, tipicità endemica del territorio, una specie rarissima che vive solo in Italia, il volo dei rapaci diurni, le numerose farfalle, i coloratissimi bruchi e i canti dei passeriformi.
Non mancheranno magnifici belvedere e il canyon del torrente Quirino. Pranzo in agriturismo.
Una gita fuori porta per festeggiare il Ferragosto 2018 lontano dal caos ed in luoghi di incontaminata bellezza del Molise, al fresco di alberi secolari e tra la fitta vegetazione che caratterizza questo meraviglioso paese del Matese molisano, Guardiaregia.
Al termine breve sosta alla “Vecchia Bojano” e rientro a Termoli.
Costo: € 55,00 per persona
La quota comprende: Viaggio in autobus G/T ar – pranzo in agriturismo – ingresso e servizio guida all’interno dell’Oasi WWF di Guardiaregia
Il viaggio si effettuerà al raggiungimento di 30 partecipanti
Noi molisani abbiamo una gran bella fortuna che è quella di vivere su 4438 Km quadrati quasi equamente suddivisi tra montagne (55,3% del territorio) e colline (44,7%), un vasto parco verde situato tra l’Appennino abruzzese e l’Appennino sannita ed il mare Adriatico.
Veduta panoramica da Morrone del Sannio (CB) MOLISE – Sul fondo il lago di Guardialfiera ed il mare Adriatico – Ph Maria Vasco
Scorrono inoltre in Molise ben 5 fiumi e 6 torrenti ed abbiamo la possibilità di ammirare almeno 5 laghi e 3 bacini artificiali. Abbiamo poi 35 Km di sabbia morbida esposta a tramonti ed albe che molti in Europa e nel mondo ci invidiano.
Eppure noi trascorriamo sempre meno tempo all’aperto: il nostro allontanamento dalla natura ha ormai assunto proporzioni che fino a 30-40 anni fa erano inimmaginabili: gli anni in cui le periferie di Termoli o Campobasso e i casolari di campagna, nei paesi di origine, erano ancora la dimora di contadini e allevatori pronti ad ospitarci nei fine settimana, e noi bambini a scoprire la morbidezza della lana degli agnelli o l’odore acre del letame di mucche generose di quel latte dal sapore intenso, che magicamente si trasformava, grazie al sapere antico delle mani delle nonne, in ricotta. E sono sicuro che qualcuno fra voi lettori l’avrà anche provata su una fetta di pane casereccio con un filo d’olio d’oliva e una spolverata di zucchero: un dessert dal sapore indimenticabile.
Oggi affidiamo il gioco libero dei nostri bambini ai pc, alla rete, ai video games o, nella migliore delle ipotesi, a qualche buon programma televisivo. Ma stare in casa per lungo tempo li rende tristi, spenti, piatti. E a anche il corpo sembra risentirne in quanto aresistenza contro i fattori patogeni, che proprio in questi stili di vita trovano l’humus giusto per potenziare il loro effetto dannoso sulla salute. Penso per esempio all’incidenza dell’obesità nei bambini e nei ragazzi molisani (tra le più alte in Italia) e alle allergie nei bambini i quali non possono evidentemente “allenare” in modo adeguato il sistema immunitario a causa di un eccessivo ritiro in spazi chiusi e di un’ossessiva “protezione igienica”.
Ci è noto infatti che è proprio la mancanza di esposizione ai microbi, attraverso stili e comportamenti iper-igienizzanti nelle prime fasi della vita ad ostacolare l’addestramento funzionale al nostro sistema immunitario. Se l’igiene è fondamentale per la nostra salute prima dei pasti o dopo aver usato il bagno, per esempio, in qualsiasi altro momento non è necessaria: quando ad esempio i bambini sono a giocare all’aria aperta non è opportuno rimuovere lo sporco, non vi è alcun vantaggio nel farlo, anzi si impedisce in questo modo un’esposizione microbica del loro organismo che è sana e salutare.
Riflettiamo poco su quanti benefici fisici e psicologici invece garantisce ai nostri figli, come a noi, lo stare all’aria aperta beneficiando di questo immenso parco naturale che è il nostro Molise.
Ma c’è qualcosa nel rapporto con il nostro territorio che riguarda soprattutto la nostra mente.
Dopo una gita fuori porta o un’uscita domenicale per esempio, di ritorno a casa, a contatto diretto con la natura, il mare o la montagna, non abbiamo visto i nostri bambini più attivi e vitali? Pensate che sia stata soltanto l’attività fisica svolta all’aria aperta a trasformarli?
Ecco, proprio in occasione di questa primavera appena trascorsa, dopo aver visitato una delle fattorie sociali presenti sul nostro territorio, La Fattoria sociale Il Giardino dei Ciliegi di Montemitro, in provincia di Campobasso, mi sono persuaso del fatto che il Molise è un vero “laboratorio di benessere” – La natura del territorio che i nostri ospiti ci hanno fatto conoscere ha un intrinseco effetto speciale anche sulla mente. Le forme, i colori, gli odori, le percezioni sensoriali, le emozioni che il Molise è in grado di accendere nella nostra psiche e nel nostro corpo, possono rendere tutti noi più felici, più in salute e più energici.
Noi invece quando ci sentiamo affaticati o stanche tendiamo a ricorrere alla televisione, ai chat, ai social o, nella migliore delle ipotesi, ad un momento di relax accompagnato da un caffè, da una spremuta di arancia o da una tisana, quando invece l’esperienza e la ricerca scientifica hanno dimostrato chiaramente che è molto più benefico partire e raggiungere le colline di Montemitro, il lago di Guardialfiera, l’oasi di Guardiaregia-Campochiaro, l’Oasi Lipu di Casacalenda, la Riserva naturale di Montedimezzo, la Valle del Volturno con la catena del massiccio delle Mainarde immerse nell’Alto Molise – Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – o i 35 Km della splendida costa dei Delfini di Termoli-Montenero di Bisaccia-Petacciato-Campomarino.
La nostra maggiore vitalità, instillata dal contatto con questi laboratori naturali di benessere che il Molise offre, non solo ci permette di dotarci di maggiori energie, ma ci rende anche più forti di fronte ai fattori patogeni, sia fisici sia psichici.
Inoltre i giochi all’aperto, quelle esperienze che i bambini tendono a definire come “avventure”, “esplorazioni”, “scoperte”, immergendosi in una dimensione immaginaria che è sollecitata proprio dal contatto con una natura sempre generosa di immagini e sensazioni nuove, sono in grado di stimolare potentemente la fantasia e la creatività.
Il contatto con la natura per un lungo periodo può avere effetti benefici anche sulla creatività.
Alcuni psicologi (Atchley e coll., 2012) hanno fatto trascorre quattro giorni nella natura selvaggia ad alcune persone dimostrando che questa completa immersione nella dimensione naturale e la completa assenza di tecnologia hanno incrementato la creatività e l’abilità di problem solving (soluzione dei problemi) del 50%. Una ricerca condotta da Talylor e Kuo (2011) inoltre su un campione di 400 bambini che soffrivano di disattenzione e iperattività (ADHD) ha rivelato che coloro che giocavano abitualmente in contesti verdi avevano un maggior livello di concentrazione inoltre erano in media più calmi, rilassati e felici.
A noi molisani basta raggiungere Montedimezzo e farci un “bagno nella foresta” per comprendere come l’assenza di fattori di distrazione quali il suono delle sirene o dei cellulari che squillano, dei clacson delle auto e delle tv ad alto volume, sostituiti da suoni gentili, morbidi, rilassanti che permettono al nostro sistema attentivo esecutivo di essere più funzionale, possa renderci più creativi e competenti nel gestire situazioni difficili.
Senza sottovalutare la complessità del disagio psichico che va certamente gestito con metodologie efficaci di trattamento, trovo interessante i risultai di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori giapponesi che ha rilevato che l’immersione nella natura è particolarmente utile per coloro che soffrono di stress (Morita et al., 2006). La ricerca, condotta su un campione di 498 soggetti, ha mostrato che coloro che avevano praticato il “bagno nella foresta” (Shinrin-yoku) avevano ridotto i livelli di ansia e di depressione rispetto i soggetti del gruppo di controllo che non avevano compiuto l’attività, e sperimentavano un maggiore senso di vitalità.
Inoltre la ricerca ha anche dimostrato come la presenza di giardini in comunità terapeutiche possono procurare benefici effetti a coloro che soffrono dii demenza riducendo l’agitazione dei pazienti, promuovendo il rilassamento e potenziando la capacità di memoria (Berman, Jonides & Kaplan, 2008).
Abbiamo anche qui in Molise alcune realtà assistenziali che, approfittando delle caratteristiche naturali del nostro territorio e delle culture locali, si ispirano anche ai trattamenti così detti “non farmacologici” delle demenze che, seppure non sono sufficienti né risolutivi, si dimostrano di grande beneficio per i pazienti.
Alcuni ricercatori dell’Openspace Research Centre presso l’Università di Edimburgo (Uk) hanno pubblicato uno studio su Landscape and Urban Planning che riporta che se le persone hanno meno del 30% di aree verdi intorno alla propria abitazione o posto di lavoro, i livelli di cortisolo (ormone dello stess) risultano alterati mostrando che vi è una maggiore risposta allo stress da parte dell’organismo. Al contrario, a ogni aumento di un punto percentuale dello spazio verde vi è una rapida discesa dei livelli dell’ormone dello stress, così come migliora la risposta generale agli eventi stressanti o imprevisti.
Diverse ragioni in più per continuare ad amare, proteggere e visitare questo nostro bellissimo Molise.
Nicola Malorni, Psicologo e psicoterapeuta – Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi in Molise
Escursione all’aria aperta e turismo a piedi – Domenica 17 Giugno 2018
“Quando uno ha fatto il tratturo non sa più camminare in altre strade…” (Franco Ciampitti)
Camminando a passo lento da Castropignano a Torella del Sannio, nel cuore del Parco delle Morge Cenozoiche del Molise. Non è solo poesia… e’ un viaggio di istruzione intorno al mondo della vera ultima pastorizia che produce al naturale il migliore formaggio di pascolo.
Camminare dietro un gregge per scoprire cosa mangiano le pecore: non solo erba, ma anche frutti del Tratturo. Ed è questa la vera peculiarità! In quel formaggio sorretto dalla poesia di tutti c’è l’essenza della Transumanza, un formaggio che letteralmente, ma anche praticamente arriva al Cuore!
Domenica 17 Giugno 2018 passeggiando lungo il Tratturo Lucera-Castel di Sangro, tratto da Castropignano a Torella del Sannio (area attrezzata) in provincia di Campobasso, saremo accompagnati da Mario Borraro, pastore con il suo gregge di pecore della Fattoria Colavecchio ed immersi completamente nel verde tra le campagne naturali del Molise.
“Tra passo e racconto”: ad ogni passo il regista Pierluigi Giorgio leggerà alcune pagine da “Il Tratturo” di Franco Ciampitti.
ECCO IL PROGRAMMA DELLA II EDIZIONE ” I SAPORI ANTICHI DELLA TRANSUMANZA”
Ore 8,30 – Raduno dei partecipanti a Castropignano, zona Santa Lucia
Ore 9,00 – Incontro con il gregge sul tratturo, zona campo sportivo
Ore 10,30 – Arrivo presso Fattoria Colavecchio, mungitura e tosatura delle pecore
Ore 12,30 – Si prosegue verso l’area di sosta attrezzata Torella del Sannio * Ore 13,00 – Pranzo * Ore 15,30 – Rientro a Castropignano
Consigli: scarpe e abbigliamento da trekking, zainetto, acqua, macchina fotografica… Difficoltà del percorso: non molto impegnativo
Info e prenotazioni: Pasquale 368 7195906 – Rubens 338 3311076 – Nunzio 320 8686467 – Nicoletta 339 2311184
Fonte immagini: I Custodi del Territorio e internet – Testo: Pasquale Luciani
Turismo equestre, trekking a cavallo, turismo enogastronomico e passeggiate all’aria aperta.
Nel lago di Castel San Vincenzo e nel suo borgo antico potrete vivere queste bellissime esperienze ammirando lo scenario delle Mainarde riflesse sull’acqua turchese.
1 – 2 – 3 Giugno 2018 * 19^ Edizione Raduno Equestre
Castel San Vincenzo (IS) MOLISE * ITALIA
Tre giorni di immersione nel fantastico mondo western in uno dei luoghi più belli del Molise, il lago di Castel San Vincenzo nei pressi del paese omonimo, in provincia di Isernia, tra cowboys e cowgirls, cavalli, spettacoli musicali, tanto divertimento, buon cibo e buon vino di produzione molisana.
Si inizia venerdì 1 giugno di mattina con l’apertura di stand espositivi e gastronomici dove si potranno gustare in abbondanza prodotti tipici molisani e specialità regionali, ideali per stuzzicare le curiosità di ospiti e visitatori.
Seguirà verso sera una suggestiva fiaccolata nel centro storico di Castel San Vincenzo, il paese che ospiterà il passaggio del raduno equestre con sosta eno-gastronomica e diversi spettacoli adatti a tutta la famiglia.
Tre giorni fitti di manifestazioni in cui sarà inevitabile lasciarsi conquistare da scenari tipicamente western proprio come in un vecchio film americano, anche se l’atmosfera ed il carattere saranno propriamente molisani!
A tema si svolgeranno interessanti dimostrazioni di Mountain Trail e di varie discipline della Monta Western.
Ci sarà la presentazione dei migliori soggetti di razza presenti al raduno con la premiazione finale dei partecipanti e della tratta di avvicinamento.
Non mancheranno le escursioni guidate a cavallo tra boschi e sentieri incontaminati, alla scoperta delle bellezze naturalistiche del versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Luoghi incantevoli del Molise e meritevoli di più visite all’anno. Meta di passeggiate a piedi per gli appassionati di trekking o semplicemente per camminatori lenti, amanti del contatto “vivo” e diretto con la natura.
E ancora durante i tre giorni dell’evento ci sarà spazio per l’animazione con i pony per i bambini, giochi popolari e a cavallo, gare di abilità a piedi e a cavallo.
Un evento d’inizio estate nel Molise da non perdere assolutamente, organizzato per accogliere non solo gli esperti del settore e gli addetti del mondo dell’ equitazione, ma anche famiglie, giovani ospiti e turisti di ogni età, amanti della natura, dei sapori da gustare nei borghi antichi e delle passeggiate all’aria aperta.
Molise, sempre un’ottima occasione per visitarlo! Vivere eventi e paesaggi del territorio per scoprire il “luogo” delle proprie emozioni. Un benvenuto a tutti i partecipanti!
Scritto da Maria Vasco, founder Moliseinvita.it – Fonte immagini: Internet – ph Pasquale Castaldi
ECCO QUI LA LOCANDINA DEL RADUNO EQUESTRE IN MOLISE CON IL PROGRAMMA COMPLETO E TUTTE LE INFORMAZIONI
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Natura incontaminata, sorgenti pure, cibo genuino a metro zero, aria salutare e panorami spettacolari tra borghi antichi e scenari da cartolina con lo sfondo del Massiccio delle Mainarde, catena montuosa dell’alto Appennino molisano.
La Rai Nazionale ancora in Molise. Una ricerca dal vero sapore della genuinità della gente, del cibo e dell’ambiente molisano. Macchiagodena, Frosolone, Roccamandolfi, San Massimo/Campitello Matese, la polenta Campione del Mondo e non finisce qui !
Un fine settimana, in un febbraio molisano intenso ed un tantino freddoloso, ha visto due troupe della Rai, capeggiate dal regista Riccardo BARBIERI, godersi un Molise diverso, un Molise pieno di profumi, di talenti, di aria, neve e tanta cordialità, per la produzione di vari documentari che verranno trasmessi prossimamente su scala Nazionale dalla Rai.
Una sequenza di immagini che lasceranno indelebile segno di un Molise che è il vero Molise: il Molise vero è quello che si vive e si fa vivere facendolo assaporare, facendolo vivere, facendolo amare.
Due troupe in giro per il Molise Matesino alla ricerca di peculiarità indiscusse ed unico vero volano di trasporto emozionale per un ritorno ad un turismo esperienzialeche ridia voce ad un territorio che perde visibilità, voce, abitanti e numeri, quei numeri che tutti decantano e che rendono il Molise una landa desertica che respira appena ma che, ogni volta che si sente morire, miracolosamente grazie ad associazioni ed a gente che vive il territorio 24 ore su 24, rivive ed inizia a far sentire forte il suo cuore.
E, grazie ad artigiani, operatori, contadini, allevatori, persone che credono fermamente che restare non è un disdegno, ma un onore, la troupe televisiva Rai ha potuto vivere quanto di più vero il Molise può e sa offrire.
Il profumo del Pane di Macchiagodenaha inebriato le telecamere grazie al lavoro certosino e manuale del Forno De Cesare che per l’occasione ha visto ospite gradito il Bobo Nazionale venuto per l’occasione a dar manforte ad una produzione che ha vinto ogni premio dedicato al cibo più famoso ed indispensabile al mondo, il latte dell’Azienda Antonio Barile ha fatto si che il caseificio artigianaleCaciocavallo del Molisepotesse esprimersi al meglio nella preparazione del caciocavallo nostrano, come il paese di Macchiagodena con la sua terrazza sul Matese, ha manifestato tutta la sua gioia nel far goder di un paesaggio mozzafiato e senza limiti di spazio.
Così pure Frosolone con i suoi artigiani del rame nel preparare il Paiolo per poter permettere agli amici della Polenta di Macchiagodena, dopo un viaggio di 13 km in Motoslitta per arrivare da Campitello Matese alla Gallinola in una Baita immersa nella neve fresca che non ha mai fatto mancare il suo splendore, anche sé avvolta da una fitta nebbia, di preparare la miglior polenta al Mondo, profumata, setosa e di un gusto incommensurabilmente vellutato con i suo condimento di baccalà, peperoni, caciocavallo grattugiato, cipolla fritta, salsiccia e sugo bollito per almeno 8 ore.
Una Montagna che ha accolto ed avvolto, per bellezza e nebbia fitta, le troupe che dopo aver assaporato il Pianoro di Campitello di Roccamandolfi ed entusiasmati da una animazione dettata dal galoppo dei cavalli dell’ Associazione Samarcanda con a capo Remo Muccilli e Vitalino Scasserra, dallo sci alpinismo degli amici di Tonino Masucci, Michele Carnevale,Antonello Martelli, Victor Rizzi, ai ciaspolatori ed allo staff del rifugio, Luigi Del Riccio, Kimberly Baccaro, Zaira Gianfrancesco, Sebastiano Pinelli, Pio Liberatore, Pietro Ricciardone, Pierpaolo Iannitelli, Giuseppe Scasserra, Pierluigi D’Angelo, Ivan Di Marco, instancabili e presenti in ogni occasione, dai piatti prelibati del rifugio quali il pan cotto, il caciocavallo impiccato, le lumache, accompagnati dal vino simbolo del Molise, la tintilia, ha stupito per bellezza e completezza di paesaggiouna volta arrivati con mezzi da neve e motoslitte, grazie a Molise Extreme team ed a DGA Funivie di Gino De Gregorio, coadiuvati dalla Proloco di San Massimo, nel pianoro più bello e significativo del Matese, la Gallinola con la sua Baita ed il suo personale dal sapore tradizionale ed ospitale.
Una dettagliata fase di lavorazione della polenta ha assorto la troupe, in un lavoro di grande professionalità con attori quali il patron del gruppo Felice che, ha assunto le sembianze di un attore nato.
Un mare di sorprese e di sapori straordinariamente agitati che hanno inebriato la montagna e le persone che erano ospiti occasionali della Baita in cui la polenta Macchiagodenese ha avuto il suo brillar di luce e di sonorità indescrivibili.
Una ricerca dal vero sapore della genuinità della gente, del cibo e dell’ambiente Molisano. Il Molise che rende uniche le cose Uniche e che rende partecipe della sua forza e della sua potenzialità chiunque lo viva.
La regia di Riccardo Barbieri ha fatto il resto e la collaborazione con i Borghi d’Eccellenzacoordinato da Maurizio Varriano si fa sempre più stretta e sempre più prolifera di grandi emozioni. Tale dirompenza permetterà di ospitare ancora Riccardo e le sue troupe Rai, partendo da scenari e da musiche, dal sapore e dal ritmo tutto Molisano. Un grazie al maestro Claudio Luongo, che non dimentica mai il Molise e che, come sempre, delizierà dei documentari della sua fantastica musica ed il quale non è voluto mancare alle riprese. A presto in tv ed alla prossima fra breve con un unico #orgogliosamentemolisani…
Per te che hai la sostenibilità nel cuore ed ami la tranquillità,
la melodia della natura e l’equilibrio di una Terra sana,
la Fattoria Sociale il Giardino dei Ciliegi ha pensato di festeggiare l’ultimo dell’anno in grande stile nature per il piacere di farti gustare dell’ottimo cibo genuino e in totale serenità!
Cenone di Capodanno * 31 Dicembre 2017
Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi * Montemitro (CB) MOLISE – ITALIA
Nella notte di San Silvestro il miglior modo per celebrare l’anno che sta arrivando è brindare al tuo benessere in compagnia degli amici e dei tuoi cari con un cenone a base di cibo sano, genuino e degno del tuo amore per la vita!
Il cenone è proposto dalla Fattoria Sociale il Giardino dei Ciliegi ed ha un menu a più portate, molto ricco e naturale. La notte più lunga e festosa dell’anno in armonia con i prodotti dell’agricoltura sostenibile, sempre rispettosa dell’ambiente e che Maurizio, titolare della fattoria, cura meticolosamente per 365 giorni all’anno.
Per il passaggio al 2018 la tavola si aprirà con un tripudio di antipasti della fattoria (salumi, formaggi, sott’oli, pallotte cacio e ova, vellutata di zucca). Con i primi piatti, lo chef Maurizio continuerà a intrecciare sapientemente tradizione e materie prime della terra sempre genuine (strozzapreti in fantasia di verdure e pancetta croccante – ravioli ricotta e spinaci alle erbe). I secondi saranno un trionfo di primizie e delicatezze (agnello al forno con patate – medaglioni di zucca con noci e mandorle – misticanza di campo). Frutta in abbondanza e amari naturali a fine pasto… il tutto accompagnato con gusto da buon vino di qualità.
E, come ogni cena di capodanno che si rispetti, non si può non completare senza un brindisi di buon augurio insieme alle tradizionali lenticchie e ad una buona fetta di panettone artigianale.
Infine, tra ricette naturali ed aria di festa, un falò entusiasmante e di buon auspicio accenderà la mezzanotte a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno.
Allo scoccare della mezzanotte più attesa dell’anno dunque festeggia in serenità i valori della vita ed i buoni sapori della terra, lontano dalla confusione e dai rumori ad “alto volume”!
Auguri, equilibrio e gioia per il 2018 da parte della Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi… là dove anche gli asinelli sembra che ti sorridano!
Per info e prenotazioni:
Maurizio 347 1926278 – Ilaria 333 2175049
Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi
C.da Solagna – SP 98 Montemitro (CB) MOLISE – ITALIA
Con l’aumentare in tutto il mondo dell’attenzione verso i temi ambientali, anche lo sviluppo sostenibile del turismo incomincia a ritagliarsi spazi di notorietà sempre più consistenti.
Con il termine turismo sostenibile, l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce quel turismo che gestisce tutte le risorse, garantendo allo stesso tempo risposte ai bisogni economici come anche a quelli sociali e ambientali. Quindi, si tratta di un turismo inteso non come consumatore di ambiente e patrimonio culturale ma come fattore fondamentale per preservarne l’integrità e garantirne lo sviluppo.
Per cui è sostenibile se: fa un uso ottimale delle risorse ambientali, non altera i processi ecologici essenziali e contribuisce nel preservare il patrimonio naturale e la biodiversità; rispetta l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conserva il loro stile di vita e i valori della tradizione, contribuisce alla reciproca comprensione culturale, promuove la tolleranza;
assicura iniziative economiche sostenibili nel lungo periodo, genera benefici socio-economici per tutti gli stakeholder, realizza opportunità per migliorare il benessere della collettività e contribuisce ad alleviare la povertà.
Nell’epoca del turismo globale, ossia del turismo di tutti e in tutti i luoghi, non ci sono più luoghi da scoprire: ciò che conta è l’ESPERIENZA.
Il “turista di terza generazione” ha il desiderio di vivere una vacanza unica, fare esperienza di luoghi nuovi e differenti, di ricevere servizi personalizzati e di scoprire cose autentiche. Vuole immergersi nella cultura locale, nella natura, nella storia, nella tradizione, in situazioni uniche, difficilmente replicabili. Non gli interessa solamente visitare un luogo nuovo, ma vuole soprattutto avere la possibilità di stabilire nuove relazioni, principalmente con i residenti,capaci di trasmettere l’ ESSENZA DEL LOCAL.
Con l’autenticità e l’esperienza, si valica il confine della “semplice vacanza” e ci si affaccia alla conoscenza di un nuovo stile di vita. Dei nuovi itinerari, permetterebbero di far emergere a loro volta, nuove destinazioni turistiche che altrimenti rimarrebbero fuori dai circuiti. In questo modo, verrebbero promosse e gestite, assieme alle autorità locali a agli attori operativi sul territorio, nuove attività capaci di riposizionare il territorio nel mercato turistico, come eventi, specifici corsi nei settori tradizionali (enogastronomia, artigianato, ecc), percorsi tra innovazione e tradizione (tratturi – ad esempio “Sulle orme dei Sanniti”) natura (oasi, laghi, fiumi, biodiversità) usi, feste, costumi. Un turismo definito per tali ragioni ESPERIENZIALE, si amalgama perfettamente col concetto di SOSTENIBILITA ’su esposto e: genera un prodotto di altra qualità, espressione del territorio in cui è inserito (senza intaccare l’ambiente); contribuisce a sviluppare e a mettere a sistema l’offerta turistica locale; contribuisce a fermare l’abbandono ed il conseguente spopolamento dei piccoli centri dell’interno.
Veicolando i flussi turistici dalla zona costiera a quella interna, attraverso la sinergia tra specifiche strutture turistiche (alberghi diffusi, campeggi, agrivillaggi, agriturismi, fattorie didattiche lungo i tratturi) ed itinerari creati ad-hoc, (esposti in seguito), emerge la visione di un territorio inteso come SISTEMA VITALE, capace di esprimere delle potenzialità che possono essere trasformate in possibilità di sviluppo attraverso un percorso strategico opportunamente identificato ed implementato. Ci consentono di ragionare in termini di pianificazione turistico-territoriale mettendo in atto, quindi, quel “processo integrato che definisce le risorse, analizza lo scenario, individua i fattori critici di successo e le criticità e propone azioni di intervento per lo sviluppo sostenibile e sistemico del turismo per una specifica località”.
ESCURSIONI ITINERANTI
Cascata e Torrente Rio Vivo – Matese – Lago di Arcichiaro presso l’Oasi WWF di Guardiaregia CB
PARCO NAZIONALE, RISERVE NATURALI, OASI TIPICHE, GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA: “ LE RISORSE CHE FANNO LA DIVERSITA’” In una terra dai forti contrasti, in meno di due ore d’auto, si va dal mare ai monti, ma con il confine tra campagna e natura che non è mai in contrapposizione. Il viaggio coniuga testimonianze di civiltà dell’uomo con luoghi della natura, soprattutto insoliti.La DIVERSITA’ del Molise nell’epoca del GLOBAL, deriva proprio da questo lungo rapporto mutualistico uomo-natura caratterizzato da elementi insostituibili, irripetibili e non trasferibili. La Regione Molise ha recentemente definito la propria normativa sulle aree naturali, adeguandola alle esigenze del territorio. Le Riserve naturali statali sono 4; si aggiunge il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ricade nel territorio molisano. Presenti anche due oasi di protezione faunistica. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: (4000 ha) – Le Mainarde, sul confine della regione, sono diversità nello stesso Parco e non hanno nulla da invidiare alle Alpi; Riserve Naturali Mab dell’Unesco di Montedimezzo (300 ha) eCollemeluccio (420 ha): laboratorio a cielo aperto con 18 itinerari nella natura più autentica per educare all’utilizzo oculato del territorio; Oasi WWF di Guardiaregia e Campochiaro (2172 ha): tra i boschi e prati più importanti d’Italia, spiccano il canyon del Quirino, i 1050 metri di profondità del pozzo della Neve, e i 100 metri della cascata San Nicola; Oasi LIPU di Casacalenda (135 ha): l’insieme dei vari ambienti e il divieto di caccia, hanno creato il rifugio ideale per le oltre 110 specie di uccelli; Riserva Torrente Callora (50 ha); Riserva naturale di Pesche(540 ha).
Da menzionare il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a circa 1450 m. slm, gestito da cooperative locali e dall’Università degli Studi del Molise.
A collegare tante gemme, provvedono sia le strade moderne che i tratturi.
PARCO DEI TRATTURI
Il Parco dei Tratturi istituito dalla Regione Molise l’11/04/1997 l.r. n.9 per la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani; le “autostrade del passato” rappresentavano veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerare veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo. Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi.
I più antichi ed importanti: Il Celano-Foggia (circa 200 km); Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km); Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km); Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia(circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese. Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale di 111,6 metri con relativi limiti in pietra ai lati. Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise” ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.
Il Molise idrograficoè costituito dai bacini dei fiumi Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Volturno e da torrenti e valloni intermedi. Non tutti questi corsi d’acqua, però, scorrono interamente nel Molise, per cui la superficie molisana risulta molto più ampia di quella amministrativa.
Esistono laghi naturali di piccole dimensioni. Tra essi illaghetto di Carpinone, sull’altopiano di Frosolone, quelloCannavina, nell’alta valle del fiume Trigno, e quello comunemente chiamato dei Castrati, di originevulcanica.Degni di rilievo sono, invece, ibacini artificiali che hanno aggiunto nuove possibilità turistiche al territorio. Tra essi: Il lago del Liscione o di Guardialfiera: ottenuto per effetto dello sbarramento del corso del fiume Biferno con unadiga do 497 metri. Le sue sponde più agibili sono diventate meta turistica con itinerari escursionistici nella natura, percorsi per disabili, capanni per il birdwathing, sentieri di fitness;
Il lago di Occhito, anello di congiunzione tra l’antico contado di Molise con ilTavoliere delle Puglie, è un suggestivo richiamo turistico per gli aspetti naturalistici e la pescosità delle sue acque;
Il bacino di Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia; le rive di questo poderoso sbarramento, di grande interesse paesaggistico, si propongono come meta turistica soprattutto per i pescasportivi, per gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela.
Sono quei beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi come elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostropianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione scientifica della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico-ricreativi. Secondo uno studio realizzato dall’Università del Molise, il territorio molisano è stato suddiviso in sette grandi aree di riferimento sia in base alla caratterizzazione dei contesti territoriali in cui ricadono i singoli geositi, sia per gli aspetti concernenti la valorizzazione degli stessi: Alto Molise: ospita 17geositi censiti; oltre a diverse aree protette (su esposte) ZPS e siti SIC, da segnalare la presenza di uno dei siti archeologici più importanti nel panorama regionale: il Parco Archeologico di Pietrabbondante. Tale territorio è interessato dai seguenti tratturi: Ateleta-Biferno-S.Andrea, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera; Mainarde-M.ti di Venafro-Alto Volturno: ospita 16 geositi, aree protette, ZPS e siti SIC; tra le aree di valore storico-archeologico:il sito di Isernia La Pineta e l’Abbazia Benedettina di S.Vincenzo al Volturno; l’area è interessata dal tratturo Castel di Sangro-Lucera; Montagnola di Frosolone: ospita 7 geositi, aree naturalistiche e SIC; tra le aree di valore storico archeologico: le antiche difese sannitiche del IV secolo a.C.; l’area è interessata da un tratto del tratturo Castel di Sangro – Lucera; Matese – Conca di Boiano – Sepino: anche qui, numerose aree naturalistiche, ZPS, SIC; tra i siti di valore storico-archeologico: l’area di Altilia (Sepino) e del Santuario Italico d’Ercole Quirino (Campochiaro). Il territorio è attraversato dai seguenti tratturi e bracci: Pescasseroli-Candela e Cortile-Matese; Molise Centrale: presenta un’estensione di circa 1500 kmq ed ospita un consistente numero di geositi (16). Numerose aree SIC e ZPS. L’area è interessata dai tratturi Castel di Sangro- Lucera, Celano-Foggia e dai bracci Cortile-Matese e Cortile Centocelle; Basso Molise: l’area ospita 5 geositi, numerose aree protetteed è interessata dai tratturi Celano-Foggia, Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco;
Fascia costiera: 7 geositi censiti, numerose aree SIC e ZPS; l’area è interessata dai tratturi L’Aquila-Foggia, Ururi-Serracapriola (tratturo minore), Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco.
TRADIZIONI POPOLARI
La maggior parte dei comuni molisani, conserva ancora vive molte feste tradizionali; alcune, di origine medioevali o risalenti a culti pagani ancora più antichi, altre più recenti, sono comunque emozionanti in egual misura. Di seguito, le più significative e spettacolari di alcuni comuni della regione, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno: Le prime feste dell’anno ed il Carnevale:Colli a Volturno, Acquaviva d’Isernia. Tufara, Cercepiccola, Rocchetta al Volturno, Bagnoli del Trigno, S.Croce di Magliano; La Primavera: le Carresi di Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, San Giuliano del Sannio, Acquaviva Collecroce; Giugno:i Misteri di Campobasso; Luglio: la Festa del Grano di Jelsi; Estate:Termoli (San Basso), Capracotta (La Pezzata). Riccia (Sagra dell’Uva), Isernia (Pellegrinaggio l Santuario dei Santi Cosma e Damiano); La Faglia di Oratino
Evento nel Molise – ‘Ndocciata di Agnone, riconosciuto “Patrimonio d’Italia per la tradizione” | Agnone IS MOLISE
La ‘Ndocciata di Agnone (Natale)
Alla luce di quanto esposto, si tratta di puntare su un nuovo modello di sviluppo socio-economico-territoriale; un modello alternativo caratterizzato da un melting-pot di risorse territoriali eccezionali, uniche, irripetibili, autentiche; un modello capace di “invertire la rotta” dalla concentrazione costiera o montana delle principali attività economico-turistiche. In quest’ottica, gli obiettivi su cui dovrebbe puntare una progettazione territoriale del turismo, diventano quelli di migliorare le condizioni insediative e l’organizzazione degli spazi, di veicolare, localizzare, gestire le attività sul territorio allo scopo di ottimizzare la qualità urbana, ristabilendo il giusto equilibrio tra “interno” ed “esterno”, “urbano” e “rurale”, “globale” e “locale”.
Alessandro Ranieri dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale
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