Invadi il Museo… visita il Museo e condividi sui social!
Visite culturali/social al Museo Sannitico di Campobasso e al Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia
MOLISE – ITALIA
L’ingresso è gratuito in occasione della prima domenica del mese! L’iniziativa Le Invasioni digitali, promossa dal Mibact, a livello nazionale, è rivolta ai giovani e si terrà domenica 7 Maggio 2017 presso il Museo Sannitico di Campobasso e presso il Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia.
Domenica 7 Maggio invadi il Museo… Visita il Museo e condividi sui social!
Conosci le “Invasioni Digitali”? Una bella opportunità per visitare i musei del Molise e condividere foto e video sui social network.
Nel centro storico di Campobasso, a Palazzo Mazzarotta, il Museo Sannitico ospita centinaia di testimonianze del Sannio protostorico e storico. 3.000 anni di storia sono accessibili in moderni e gradevoli spazi: dalle armi dei guerrieri preromani, ai tesori dei santuari sannitici fino alle sculture romane e alle ricche sepolture dei cavalieri Avari.
Domenica 7 Maggio dalle ore 9.30 alle 19.00 invadiamo gli spazi che raccontano la storia del Sannio antico, con tanti oggetti millenari da scoprire ed opere d’arte con le quali immortalarsi, accompagnati dalle performance degli studenti delle scuole superiori di Campobasso.
Al Museo sannitico di Campobasso si potranno ammirare i reperti esposti, allietati dalla musica degli alunni del Liceo Musicale Statale “G.M. Galanti” dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.00, inoltre potrai trasformarti in “guerriero sannita” grazie alla creazione del Liceo artistico “G. Manzù” di Campobasso.
Preferisci la preistoria? Allora al Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia potrai proiettarti in un’epoca di 600.000 anni fa grazie alle opere d’arte realizzate dal Liceo artistico “G. Manuppella”.
L’ingresso è gratuito in occasione della prima domenica del mese grazie all’iniziativa ministeriale:
PORTE APERTE DE MUSEI STATALI IN TUTTA ITALIA – GRATIS LA PRIMA DOMENICA DEL MESE
QUI LE LOCANDINE DEL MUSEO SANNITICO DI CAMPOBASSO E DEL MUSEO NAZIONALE DEL PALEOLITICO DI ISERNIA CON I PROGRAMMI E LE INFORMAZIONI…
Info: www.musei.molise.beniculturali.it
– Museo Sannitico di Campobasso MOLISE – SANNITIZATION. Invasione al Museo sannitico di Campobasso
– Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia MOLISE – PALEOINVASIONI al Museo Nazionale del Paleolitico di isernia
DESTINAZIONE MOLISE è un’iniziativa a favore del Turismo sostenibile, di qualità e d’ispirazione nei luoghi più belli e affascinanti del Molise… qui ora vi abbiamo presentato un invito a scoprire alcuni dei luoghi più preziosi del Molise e ad emozionarvi con l’arte, la storia, la cultura di questa bellissima regione italiana.
Fonte: comunicato Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – Polo Museale del Molise
Grafica: Moliseinvita copyright
DESTINAZIONE MOLISE è un’iniziativa a favore del Turismo sostenibile, di qualità e d’ispirazione nei luoghi più belli e affascinanti del Molise… qui ora vi abbiamo presentato un invito a scoprire alcuni dei luoghi più preziosi del Molise e ad emozionarvi con l’arte, la storia, la cultura di questa bellissima regione italiana.
Escursione da non perdere con guida gratuita Domenica 20 Novembre 2016
alla scoperta di Guglionesi… nel Molise che emoziona!
– ESCURSIONE IN MOLISE –
Guglionesi (CB) Molise – Italy
20 Novembre 2016 ore 9.00 – 11.30
I Colori della tua città tra storia, monumenti e natura.
Veduta panoramica di Valle di Gioia – Guglionesi CB – MOLISE – Foto Maria Vasco by Moliseinvita.it
Guglionesi è una ridente cittadina del basso Molise. E’ situata in collina (mt 374 s.l.m.) e dista circa dieci chilometri in linea d’aria dal mare.
Guglionesi ha il territorio più vasto della Regione Molise, ha un borgo di origine medioevale ed è costituita da tre strade principali, collegate tra loro da tante stradine e vicoli.
Il borgo vecchio è costellato da numerose chiese: quella di San Nicola monumento nazionale; la chiesa Madre che custodisce al suo interno pregevoli opere del cinquecento e opere settecentesche.
Chiesa Madre di Guglionesi (CB) Molise – Foto Maria Vasco by Moliseinvita.it
Sottostante alla chiesa vi è la cripta di S. Adamo abate (Santo Patrono del paese) con tre absidi databile tra il sec. XII e XIII. Nella cripta è possibile ammirare affreschi della seconda metà del sec. XVI, in particolare con scene dell’Antico Testamento (Diluvio, Arca di Noè, Torre di Babele) e scene della Genesi.
Cripta della Chiesa MadreChiesa San Nicola di Bari
Una cripta sicuramente da visitare!
Vi è poi la Chiesa di San Antonio da Padova; quella di San Felice e la stupenda piazzetta di Santa Chiara, oltre a numerosi palazzi storici che si conservano egregiamente.
Intorno alla cittadina vi sono innumerevoli fonti idriche: Fonte di Nallo di pregevole fattura architettonica è la più antica e ricordiamo ancora Fonte Nuova, la Fonte di Rallo, la Fonte Nova, la Fonte Piccola e ancora altre, ben conservate, cariche di storia e tutte visitabili.
Nel suo territorio vi è la presenza di due tratturi ed ai piedi della cittadina vi scorre il fiume Biferno, l’unico fiume interamente molisano.
Scorcio della Villa comunale di Guglionesi – Foto Maria Vasco by Moliseinvita.it
Programma dell’escursione:
Ore 9.00 raduno Largo Garibaldi (Villa comunale)
Ore 9.15 inizio visita (luoghi di culto, fonti antiche, fontane)
Ore 11.30 fine visita
La partecipazione all’escursione è completamente gratuita!
Si invita a contattare per prenotare l’escursione.
Il comune di Guglionesi in provincia di Campobasso conta poco più di di 5.300 abitanti e vanta un primato a livello regionale in quanto è il comune più esteso del Molise con una superficie di oltre 100km²
Ha ereditato dal Medioevo il suo borgo caratteristico con chiese e stradine tipiche rimanendo un importante punto di riferimento sociale, economico ed artistico del territorio molisano.
Fu scelto anche come sede di residenza dei vescovi di Termoli e accolse il primo seminario della Diocesi.
Passeggiata belvedere lungo la Villa comunale di Guglionesi – Foto Maria Vasco Moliseinvita.it
Posizionato su di una collina panoramica, una vera e propria terrazza con vista sull’Adriatico e l’Appennino tra il Molise e l’Abruzzo, Guglionesi è un borgo che merita di essere visitato più volte. Grazie alla sua importanza storica legata a una preziosa arte sacra, al suo meraviglioso paesaggio immerso in fertili colline, alle sue antiche tradizioni contadine e alle sue specialità gastronomiche, è un paese che affascina durante tutte le stagioni dell’anno. Così come affascinante è ascoltare i racconti genuini delle persone anziane che lo abitano.
Tutto questo rappresenta una ricchezza inestimabile per un territorio capace di offrire al turista che lo visita una piacevole esperienza emozionale ed un’opportunità di sicuro ritorno! Insomma un fiore all’occhiello per il bel Molise che racchiude in sé tutte le caratteristiche per attrarre turismo da tutto il mondo!
“I Vetàre de San Jesèppe”, così si chiamano in dialetto gli altari di San Giuseppe.
Dove? In Molise naturalmente!
Tradizione è patrimonio immateriale che riscalda i cuori di tutti gli uomini e che alimenta gli animi delle generazioni future.
Il 19 Marzo di ogni anno, lo sappiamo, si festeggia in tutta Italia San Giuseppe, il santo “simbolo” della famiglia, patrono dei falegnami e degli artigiani, oltre che protettore dei poveri. Ma vediamo come si celebra nel Molise. Quali le usanze e le tradizioni? Di certo la dedizione al Santo qui in Molise è davvero sentita. Tutta la famiglia ne sente la partecipazione con un profondo sentimento religioso. Per questo invitiamo a scoprirla nei suoi aspetti di rito sin dai preparativi iniziali.
Durante la festa di San Giuseppe basta recarsi negli antichi borghi del Molise e all’interno delle abitazioni delle famiglie molisane per ammirare piccole sale allestite in onore del Santo. Semplici stanze puntualmente decorate con tenere scenografie fatte di altarini, drappi di raso, fiori e tavole imbandite con pietanze tipiche, simbolo del Molise (le famose e tradizionali tredici “minestre” di San Giuseppe). Protagonista immancabile, al centro di tutto, la statua oppure il quadro dell’uomo semplice per eccellenza: San Giuseppe.
Un’occasione che i molisani, giovani e meno giovani, sentono in modo profondo e che tramandano negli anni dando significato alla propria territorialità così come alle proprie tradizioni.
Due giorni prima del 19 marzo (il 17 ed il 18 marzo) ci si accinge a preparare con dedizione tutte le pietanze che, cucinate sul caminetto come da tradizione, arricchiranno le tavolate di San Giuseppe per essere gustate a pranzo il 19 marzo.
Ecco le tredici simboliche pietanze che imbandiscono le tavole di San Giuseppe: arance affettate e condite con zucchero e olio di oliva, antipasto di alici e sottaceti, spaghetti con la mollica o con il tonno, riso bollito nel latte, baccalà arracanatoe insalata, polpette di magro, lenticchie, piselli, a chembòste – peperoni ripieni, funghi, lumache, cavolfiori o broccoli lessi, i deliziosi “cauciun” i calzoni di San Giuseppee frutta di stagione… mentre si prepara, si prega e si distribuiscono “screppelle” agli ospiti e ai fedeli.
Ad organizzare l’altare di San Giuseppe, associazioni, azioni cattoliche, pro loco e semplici famiglie molisane unite in uno spirito di solidarietà e aggregazione.
San Giuseppe e il bambino Gesù in un dipinto di Guido Reni
Un appuntamento colmo di preghiera, tradizione e voglia di primavera capace di richiamare l’attenzione non solo dei residenti, ma anche di turisti e visitatori attratti dal clima spirituale e sociale che si crea intorno all’immagine sacra.
Falò di San Giuseppe
E non finisce qui! In alcuni paesi del Molise la tradizione si arricchisce degli emozionanti “Fuochi di San Giuseppe”, suggestivi falò alimentati da fascine di ulivo, accesi di notte nelle piazze e che vedono riunirsi gli abitanti del paese in segno di benedizione. Un benvenuto all’equinozio di primavera, propiziatrice di luce e fertilità ed un
saluto all’inverno che se ne va.
Mollica di San Giuseppe
Ma a farla da padrone, per tradizione, è la preparazione del pane, sempre presente nelle tavole e sugli altari della festa, celebrata all’insegna dei valori del pellegrinaggio e dell’ospitalità e che per questo viene distribuito ad amici, poveri, bisognosi e a tutte le persone del paese.
Non a caso, secondo la tradizione, San Giuseppe,oltre ad essere il patrono dei falegnami e degli artigiani, è anche il protettore dei poveri. Da ciò l’usanza nel Molise, così come in molti altri paesi del Sud Italia, di invitare i poveri il 19 marzo al banchetto di San Giuseppe (il padrone di casa invitava i poveri a sedersi con lui alla tavola benedetta da un sacerdote e li serviva!).
Dunque la festa di San Giuseppe non è solo la festa del pane, del buon raccolto e della bella stagione in arrivo, ma soprattutto festa della famiglia dove, grazie al pranzo preparato insieme e dedicato a tutti, si rinnovano i valori autentici della vita contadina.
La festa di San Giuseppe è una tradizione, semplice e molto sentita in tanti comuni del Molise. Unisce storia, cultura, spiritualità e solidarietà. Un patrimonio spirituale, appartenente ai Beni immateriali del Territorio e che rappresenta la genuinità e la semplicità di un popolo che sa coniugare Amore, Cultura e Tradizione.
Il nostro cuore sappia riconoscere ciò che ci unisce in onore di San Giuseppe, simbolo di povertà, semplicità e amore.
Altare di San Giuseppe (Carro dei Giovanotti ) 2019 – San Martino in Pensilis CB
La cultura popolare del Basso Molise rievoca, nell’organizzazione e nella simbologia di questa che è una delle devozioni più sentite nel Molise – la ricorrenza di San Giuseppe e le sue Tavole – la memoria di Beni immateriali del Molisee l’identità culturale viste anche attraverso gli antichi canti rituali. L’usanza popolare intrisa di spiritualità, folclore, tradizione, storia, arte sacra e gastronomia con cibi semplici e genuini, coinvolge il piccolo comune di San Martino in Pensilis ed anche altri comuni del Basso Molise come Casacalenda, Larino, Montecilfone, Montorio nei Frentani, Termoli, Portocannone e San Giuliano di Puglia…
Tradizioni ancestrali unite ad usanze enogastronomiche che si rinnovano ogni anno nel Molise proprio in occasione del 19 marzo e con un pellegrinaggio sentito tra gli altari che ricevono la benedizione del parroco della parrocchia del paese: altari dislocati qua e là lungo le stradine di borghi antichi e nelle campagne delle contrade in periferia.
Questo è il Molise da vivere, da scoprire e riscoprire con la consapevolezza che conoscere un territorio autentico e genuino nella sua ospitalità come il Molise genera una ricchezza interiore!
Valori antichi che rappresentano l’identità spirituale e territoriale di un popolo in cui le persone riescono a rappresentare il sublime sentimento della religiosità, il suo alto sentimento di solidarietà e amore per il Santo.
Una lode ai molisani che continuano a preservare questa tradizione nei secoli e a conservarla intatta tra valori folcloristici e spirituali proprio come si faceva un tempo. Un patrimonio prezioso, come un gioiello di famiglia, ereditato e custodito gelosamente dalle vecchie alle nuove generazioni per promuovere e mantenere viva la cultura sacra nel Molise!
Alcuni degli altari di San Giuseppe allestiti e presentati a San Martino in Pensilis CB
Ecco alcuni particolari di altari di San Giuseppe allestiti tra i vicoli del borgo antico di San Martino in Pensilis, grazioso paese in provincia di Campobasso.
Qui una citazione di Paolo Brosio, giornalista e conduttore Tv, in merito al Santo Giuseppe.
“… nel mese di marzo il mio desiderio più grande è quello di pregare per San Giuseppe (…), ricordo a tutti che la sua preghiera è potente per l’intercessione a Gesù quando si tratta di chiedere la Divina provvidenza per il nostro lavoro, per la nostra famiglia, per superare le difficoltà della vita e per assicurare ai nostri cari un’esistenza dignitosa. Pregatelo. (…) Fatelo con fede e con amore. Un caro saluto a tutti voi. ” Paolo Brosio – fonte www.paolobrosio.it
Lo sapevate che le zeppole di San Giuseppe, dolce per eccellenza abbinato alla festività del santo, nascono come frittelle per festeggiare la fine dell’inverno? In molti paesi del Sud Italia, incluso il nostro Molise, per l’occasione, si accendevano grandi falò in segno propiziatorio di buon raccolto e imminente primavera! Ecco la ricetta…