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Comunicazione e web 3.0 – La nuova frontiera digitale che aiuta turismo e cultura a farsi valere.

Internet e Turismo sembrano andare molto d’accordo. Perché?

Perchè il turismo è un’industria ad alto contenuto di informazione ed il web è il mezzo più efficace non solo per distribuire informazioni di valore, ma anche per arrivare ad un pubblico motivato.

In una società che ormai naviga negli oceani del web e che è totalmente interconnessa, circondata da  avanzate tecnologie, dove quasi tutti hanno la possibilità di interagire fra di loro, internet la fa da padrona. Ma vince una nuova comunicazione, un nuovo approccio alla vita e alle relazioni.  Vince la capacità di trasmettere contenuti di valore per il singolo, la collettività e le nuove generazioni. Ci siamo lasciati alle spalle l’era del web 1.0 diretta esclusivamente al prodotto/servizio; oggi viviamo in pieno l’era del web 2.0 focalizzata sulla persona e le sue relazioni partecipative, ma in realtà resta in vantaggio, ora più che mai, colui che sceglie di puntare sulla trasmissione dei valori.  “Vince” chi, lontano da inutili preconcetti, intercetta genuinamente una necessaria solidarietà tra le persone e la concretizza sul mercato, rimuovendo una “nuova coscienza” sociale e individuale. Il focus della comunicazione non più dunque sul mero business, ma per alimentare l’anima e la spiritualità dell’uomo andando ben oltre il prodotto e l’utente. Una comunicazione “spirituale” che spinge le imprese a possedere missioni, visioni e valori volti a dare un contributo a migliorare il mondo. Questa l’essenza del web 3.0!

E’ evidente che, nel dire “cultura e turismo sono il cuore e l’anima dell’economia italiana”, Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, voglia intendere che fare turismo non è una chiacchierata… il turismo è una cosa seria!

Se territorio, paesaggio e beni culturali sono materie prime e quindi un patrimonio su cui puntare, istituzioni, imprese e privati non possono non tenerne conto, anzi dovrebbero farne sempre più un tesoro da proteggere gelosamente secondo sani principi di sussidiarietà e di salvaguardia, nell’ottica di una prospettiva sistemica e di solidarietà per far emergere giovani talenti e meritevoli realtà aziendali.

Noi, in qualità di divulgatori culturali, non abbiamo dubbi: crediamo che il rapporto tra turismo e comunicazione sia forte e inscindibile.

Da qualunque angolazione lo si osservi e comunque lo si consideri, non v’è dubbio che il fenomeno del turismo rappresenti uno dei fattori più rilevanti dell’attuale economia a livello globale, basato soprattutto sulla circolazione delle informazioni.

Lungo questa strada e’ necessario però costruire una consapevolezza ed una coscienza dell’uso di internet in cui ognuno sia in grado di ri-conoscere le risorse che ha intorno a sè e le valorizzi nella totale gratitudine, sentendosi finalmente parte della soluzione!

Dunque sì al turismo digitale, ma responsabile, etico e sostenibile!

Intanto per rilanciare la naturale vocazione del nostro Bel Paese ad accogliere viaggiatori da tutto il mondo serve una nuova strategia di sviluppo economico e sociale. Turismo sostenibile e comunicazione digitale rientrano in questa strategia che, come mostrano i dati del 2015, sta portando buoni risultati mantenendo il nostro Paese in attivo con un + 3,2% di arrivi di turisti stranieri… Un metodo solido che ha come fine la promozionalità dei territori, la destagionalizzazione, la valorizzazione di luoghi, memorie, tipicità locali dell’enogastronomia che di certo occupano un posto di prestigio sulla tavola del settore, conoscenze, eccellenze e artigianalità che fanno dell’Italia un circuito di bellezze straordinariamente diffuso.

Purtuttavia l’Italia, considerato il paese più desiderato al mondo, si pone solo al 5° posto nella classifica mondiale dopo la Francia, gli Stati Uniti, la Spagna e la Cina e rischia di lasciare il suo posto alla Thailandia e alla Turchia…

Se manca una condivisione totale degli obiettivi tra soggetti privati, imprese e amministrazioni non vi è concorso partecipativo e decade il piano strategico. Prima di tutto una partecipazione emotiva, squisitamente psicologica e culturale che fondi i propri obiettivi in una visione d’insieme tra pubblico e privato in sinergia con il territorio. E’ in questo laboratorio di turismo digitale e sostenibile che devono condividersi totalmente gli obiettivi.

Dunque dal fare comunicazione all’essere comunicazione: bisogna cioè lasciarsi alle spalle inutili atteggiamenti preconcetti e far sì che i soggetti privati, le imprese e le amministrazioni si prestino ad un dialogo fra di loro. Gli operatori di comunicazione, gli utenti (fruitori e produttori essi stessi di comunicazione) e le imprese di mercato prendano coscienza della “cosa digitale” associando i propri prodotti, messaggi e servizi ai temi della solidarietà, della consapevolezza e della sostenibilità.

Quindi qual è il valore della comunicazione e della divulgazione culturale, intese come ricchezza e possibilità di conoscenza? E’ quello, secondo noi, di allargare la capacità delle persone di utilizzare lo strumento web ai fini di un’acquisizione responsabile, “cosciente” e condivisa in un coinvolgimento di risorse: un’ opportunità di successo per chi vi si approccia che genera confronti, dialoghi e trasmissioni di saperi finalizzati non a personalismi e a profitti di categoria, ma ad una migliore offerta di servizi e possibilità operative nella strategia della ricerca globale di cultura e turismo.

La divulgazione culturale, attraverso la rete, deve guardare all’individuo come protagonista di un circuito internazionale, che supera le differenze, i vincoli imposti dal tempo e dallo spazio e mantenere il suo essere e quindi il suo patrimonio, fatto di tradizioni e cultura volti a definire sia le identità individuali che quelle collettive.

E se è vero che il territorio è un bene comune, la sostenibilità che di fatto passa da global al local produrrà benessere per tutti!

Abbiamo detto che parlare di turismo vuol dire parlare di patrimonio culturale e ambientale, ma è necessario aggiungere che parlarne oggi vuol dire parlare di beni comuni poichè la ricchezza se non è comune non è ricchezza: la ricchezza è legata all’uso di tutti!

Ciò che serve saper dopo tutto, e non ci stanchiamo di dirlo, è che internet e turismo sono un binomio vincente solo se adottato con un uso consapevole e responsabile.

Solo da poco si è celebrato l’Internet Day per ricordare le gesta di chi ha creduto per primo ad internet. Trent’anni anni dopo, la partita della comunicazione digitale rimane ancora aperta, ma è tempo di dare una svolta. Come tre decenni fa qualcuno investì per primo sul web, ad oggi il profilarsi della comunicazione 3.0 ossia del marketing che farà del mondo un posto migliore in cui vivere, appartiene ai soliti capaci di idee visionarie.

Questo modello di ‘trasmissione della coscienza e conoscenza’ del territorio ha favorito un turismo, non solo di massa, ma anche di nicchia, dove le peculiarità territoriali hanno trovato un canale di fruibilità che diversamente non avrebbero avuto.

Vendere con il solo obiettivo di vendere non è più lo scopo principale. L’obiettivo finale è creare valore! In questo equilibrio si individua la lungimirante sostenibilità del web 3.0 per il turismo e non solo!

In uno spazio virtuale, interattivo e tridimensionale in cui la tecnologia non solo leggerà, ma in trasparenza di dati interpreterà la semantica e connetterà i saperi tra di loro, è bene aspettarsi che il futuro prossimo della comunicazione turistica sarà proprio il web 3.0!

Tutto questo ovviamente comporta nuove modalità di pensare. Un nuovo approccio al territorio che ne comprenda bene le risorse e ne fruisca in termini turistici e culturali. Una nuova percezione dello spazio, in un ri-disegno delle esperienze sociali in cui si configurano nuove modalità di distribuzione non solo della quantità delle informazioni ma anche della qualità dei content e delle potenzialità inespresse, dalla sfera economica a quella sociale e politica.

“La comunicazione ha il potere di creare ponti, di favorire l’incontro e l’inclusione, arricchendo così la società” così Papa Francesco si esprime, con la sua disarmante semplicità, nel messaggio della 50ma Giornata Mondiale della Comunicazione 2016.

“Anche e-mail, sms, reti sociali, chat possono essere forme di comunicazione pienamente umane. Non è la tecnologia che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione /…/ L’accesso alle reti digitali comporta una responsabilità per l’altro, che non vediamo ma è reale, ha la sua dignità che va rispettata. La rete può essere ben utilizzata per far crescere una società sana e aperta alla condivisione /…/ Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità”.

Grande messaggio che Papa Francesco dà non solo ai comunicatori professionisti ma a tutta l’umanità, poiché ogni uomo è comunicatore e affinchè la Comunicazione non lo massifichi nella globalizzazione, ma lo riconosca nella sua dignità.

Web 3.0. Se non ora, quando? Quando si parla di Molise e turismo…


A cura di Maria Vasco – fondatrice Moliseinvita ©|Fonte immagini: Internet e Moliseinvita | Fonte dati: Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO – World Tourism Barometer – March 2016) * ENIT – Agenzia nazionale del Turismo * Internet

PER APPROFONDIRE: ARTICOLO 9 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA –  La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

DESTINAZIONE MOLISE è un’iniziativa a favore del Turismo sostenibile, responsabile e d’ispirazione.

Questo è un invito al confronto tra umana ispirazione e tecnologia digitale affinché possiate scoprire e approcciare un territorio come il Molise. Un contributo a rafforzare la propria missione e ad emozionarsi con natura, paesaggi, aria incontaminata ed energia di pace che questa bellissima regione italiana infonde ai suoi visitatori.

TURISMO NEL MOLISE è TURISMO CONSAPEVOLE e  di DESTINAZIONE UMANA 

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Tutto il bello dell’agriturismo… piace, fa tendenza e accoglie per natura!

Ecco 7 ottimi motivi per scegliere un agriturismo tutto l’anno e che gli agri-turisti, 

italiani e stranieri, conoscono molto bene!

Amore per la natura – Relax e benessere psico-fisico – Buon cibo e genuinità – Vacanza per bambini –

Sport all’aria aperta – Ospitalità sincera – Prezzi generalmente contenuti

Nella meravigliosa Italia da vivere, noi che delle emozioni facciamo il nostro slogan, vi garantiamo che il Molise è una meta perfetta per questo genere di esperienza.

Un modo piacevole per conoscere il territorio ed integrarsi con il paesaggio intorno, scoprendo l’architettura rurale di una volta e le emozioni dei sapori tipici del luogo.

L’agriturismo è la location ideale per chi ama stare a contatto diretto con la natura, lontano dalle grandi vie metropolitane, dai rumori e caos urbani. Il che non vuol dire rinunciare ai confort quotidiani (molti agriturismi sono attrezzatissimi e si trovano a pochi km dai borghi storici e dalle città dove potrai  sempre fare un salto alla scoperta di musei, siti archeologici, vie dello shopping e divertirti… ).

Immerso nelle colline, tra vigneti e ulivi, in cima ad una montagna, in pianura o a pochi passi dal mare, qui sarai sempre in armonia con te stesso e con le persone che ti circondano, assaporerai i ritmi lenti e naturali della campagna ed  il gusto dei prodotti genuini della terra, coltivati molto meno che a km 0… e proprio a pochi metri da dove alloggi!

Vivere l’agriturismo insomma significa entrare “in diretta” nella vita di campagna, semplice, sana e genuina, respirare i profumi delle stagioni, svegliarsi al mattino col canto degli uccelli e la luce del sole che filtra attraverso gli alberi, godersi l’alba ed il tramonto in un’atmosfera di pace, vivere la bellezza e la calma di una dimensione dimenticata e di antichi mestieri perduti. Recuperare stili di vita che da sempre ci appartengono, ma che abbiamo abbandonato… tutto questo è indispensabile per recuperare la nostra dimensione umana!

Accogliente per natura, l’agriturismo è di base un’azienda agricola che fa della produzione e della vendita dei prodotti agroalimentari la propria attività principale e trasmette i valori dell’autosufficienza e della sostenibilità all’insegna di un turismo emozionale… e funzionale!

E’ dunque una forma di turismo nella quale il turista è ospitato presso un’azienda agricola e l’accoglienza è organizzata in connessione con l’attività agricola.

In questo contesto agrituristico sono davvero tante le esperienze da vivere! Così come tanti sono gli agriturismi che offrono corsi di cucina rustica o informazioni utili sulle erbe medicinali appagando curiosità e voglia di conoscenza dei turisti green ed eco-sostenibili.

Curare un orto con le proprie mani, provare il gusto di “fare la spesa” in campagna raccogliendo i frutti, le verdure e gli ortaggi di stagione per portarli direttamente nella cucina della “padrona di casa” e, perché no, portare al pascolo gli animali o fare il formaggio con i titolari della struttura per gustare poi il piacere di stare a tavola, fanno dell’agriturismo un’esperienza completa per tutti, grandi e piccini, da vivere in piena libertà!

Tra l’altro molti agriturismi hanno gli animali e questo è uno degli aspetti più belli da scoprire: gli animali in allevamento o allo stato brado sono sempre una scoperta e si adattano perfettamente alla relazione con i bambini che possono sperimentare così il primo approccio autentico con la natura. Numerose sono infatti le fattorie didattiche inserite negli agriturismi che si dedicano con passione alle attività di formazione per le scolaresche e per i bambini delle stesse famiglie ospitate.

Sarà per questo che l’offerta di agriturismo è in costante crescita e non subisce crisi tanto che la tendenza ad accogliere i visitatori ha visto nascere sempre più strutture agrituristiche in tutt’ Italia, isole comprese! In quest’ottica ogni regione, rivalutando ancora più il proprio territorio, si è contraddistinta nel rivisitare l’architettura rurale di un tempo attraverso il recupero degli edifici abbandonati. Ecco allora fiorire case in pietra, mattoni e legno, casolari, cascine, masserie, fattorie, corti ed anche ville storiche, palazzi signorili con parchi, laghetti, giardini e centri benessere spesso in punti panoramici dalle vedute mozzafiato e nei luoghi più impensabili. Oggi soggiornare presso un agriturismo significa non solo assaporarne la tradizione ma anche essere accolti in strutture sempre più organizzate e professionali.

Un impulso in più allo sviluppo di altre forme di turismo rurale (piccoli alberghi di charme, bed and breakfast, case vacanze) che, per lo più attive durante tutto l’arco dell’anno, richiamano clienti da tutto il mondo attratti dalla simbiosi con la natura pur se svincolati dalla concreta attività lavorativa nei campi.

In conclusione il segreto del successo dell’agriturismo sta nel ri-trovare un ambiente familiare, un’accoglienza informale e genuina. Aspetto,
questo, tipico della gente contadina, giustamente conservato nel tempo, cibo buono ed una pace che altrove è difficile trovare.

Un compito importante affidato degnamente agli agriturismi capaci di veicolare il turista ospite verso tutto ciò che caratterizza un territorio: cultura, costumi, storia, tradizioni, paesaggio, ambiente, prodotti enogastronomici, cucina locale, ma soprattutto in grado di trasmettere i valori rurali come il rispetto della natura, l’ospitalità, il recupero del patrimonio edilizio e dell’architettura rurale, l’amore per la campagna, il piacere di consumare i prodotti sani e genuini del territorio, il ciclo del tempo e delle stagioni in un’unica grande simbiosi!

Insomma scegliere un agriturismo è sicuramente una scelta socio-culturale, dove ospitalità e accoglienza sono le unità di misura fondamentali per vivere una dimensione caratterizzata dal contatto con se stessi e la natura.

L’agriturismo oggi è una visione nuova della dimensione agricola e deve saper coniugare natura, cultura e enogastronomia; deve, cioè, avere la capacità di far riscoprire e valorizzare la nostra tradizione contadina, i valori antichi dei nostri nonni che lavoravano la terra con la dimensione moderna, l’innovazione e la tecnologia.

Un connubio in cui l’agriturismo fa da cerniera tra quei saperi e sapori di una volta e la modernità virtuosa.

All’agriturismo dunque  l’onore e il merito di fare turismo abbracciando la tradizione dell’enogastronomia italiana, del buon cibo, della riscoperta del ritmo della natura, con le richieste crescenti della modernità in una tratto di unione che collega passato e presente, saperi e sapori, natura e cultura.

La consapevolezza di questa visione determina il plus valore di questa eccellenza italiana e crea quella risorsa aggiunta tra valore economico e culturale, coscienza e conoscenza, storia e cultura, tradizione e innovazione che caratterizzano il nostro Buon e Bel Paese.

Grazie dunque all’agriturismo che dà a tutti noi italiani e agli amici stranieri l’opportunità di percorrere le strade verso i tesori nascosti dell’Italia e del nostro piccolo Molise.

Pasqualino Barbieri, divulgatore culturale esperto in Scienze turistiche

Maria Vasco founder Moliseinvita.it * Fonti immagini:  Moliseinvita – Internet

 

 

CURIOSITA’

Sapete come sono nati gli agriturismi? In Italia sono sorti come  forma di accoglienza da parte di contadini che mettevano a disposizione dei visitatori i prodotti tipici della terra e dell’allevamento. Una sorta di offerta per vacanze low cost: il proprietario della fattoria metteva a disposizione la sua casa in campagna per ospitare i turisti che, in cambio, offrivano una mano alzandosi molto presto la mattina e svolgendo con sacrificio il duro lavoro nei campi… un’antica abitudine che noi di Moliseinvita promuoviamo come rimedio terapeutico e salvifico per molti “vacanzieri della vita”!

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VEDI ANCHE L’AGRITURISMO LA CORTE DELLA CONTESSA DI PORTICONE – TERMOLI (CB)

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