Un evento riuscitissimo che ha confermato ancora una volta il successo della qualità delle farine macinate a pietra Cofelice.
Un forno a legna all’ingresso del mercato durante la BioDomenica, del 12 Novembre – “domenica al mercato contadino e artigiano” – ha sfornato ottime pizze e di tutti i gusti, preparate proprio con le farine del Molino Cofelice.
Numerosissimi gli estimatori del buon gusto e tantissimi i visitatori che hanno affollato lo stand del Molino Cofelice all’interno del mercato.
La pizza come piatto made in Italy tra i più apprezzati al mondo si è distinta nei due giorni dell’evento Biodomenica grazie ad un cuore tutto molisano: l’impasto con la farina macinata a pietra Cofelice tipo “2”.
Ed è stato un successo per l’elevato gradimento ricevuto: l’area food esterna allestita per la degustazione della pizza, cotta con il forno a legna e servita sul momento, è stata infatti letteralmente presa d’assalto! Un’occasione che aspettavano in tanti e che si prospetta di buon auspicio anche per eventuali prossimi appuntamenti da programmare.
Intanto sarà una gioia far visita all’antico Molino Cofelice, a Matrice in provincia di Campobasso, con la sua graziosa sala mostra espositiva e l’ampia area vendita dedicata alle farine, ai suoi prodotti, ai cereali, ai grani locali e alla rivalorizzazione dei grani antichi: un patrimonio tra le eccellenze del Molise.
Una gioia per il palato e per i sapori locali che rendono giustizia alla sana cucina molisana.
Tutto pronto questo week end con l’evento dedicato alla buona e sana alimentazione“MERCATOContadino e Artigiano & BIODOMENICA “ presso il Mercato coperto di Campobasso. Per la prima volta il mercato contadino del biologico si incontra con i prodotti dell’artigianato molisano, un’occasione per favorire la conoscenza dell’agricoltura biologica ed offrire a tutti i consumatori la bontà dei prodotti naturali della terra molisana.
E’ BioDomenica, un appuntamento ormai storico, inserito nella campagna nazionale di promozione e informazione sul biologico firmata AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica – un’associazione non lucrativa che si impegna da anni per la conversione ecologica dell’ambiente rurale) e dedicato a far conoscere i prodotti locali dell’agricoltura biologica come sicuri, di qualità e sostenibili.
Dunque non un semplice mercato, ma una manifestazione scientifica ed enogastronomica che si ripete ogni anno nel Molise dal 2003 e con sempre più interessanti iniziative grazie ad incontri informativi, conferenze a tema, degustazioni guidate, scambi di conoscenza, good music e laboratori per tutti, anche con giochi per i più piccini, al fine di valorizzare l’incontro tra produttori, cittadini, associazioni, istituzioni e consumatori e favorire la moderna conoscenza del mondo biologico.
Autentica manifestazione che evidenzia il valore sociale dell’agricoltura e sostiene l’importanza per l’umanità di un’alimentazione sana e sostenibile sin dalla prima età. Un mercato particolare ricco di prodotti naturali proposti da aziende agricole (contadini, produttori e trasformatori biologici e locali) e artigiane del Molise per trasmettere ai visitatori la coscienza di una alimentazione sana e del buon cibo a Km 0.
Per allargare i confini del biologico ed approdare al “naturale” made in Molise, ecco le farine macinate a pietra Cofelice tipo 2. Tra le eccellenze che espongono e le presenze dei produttori enogastronomici molisani più impegnati sul territorio, Molino Cofelice ha infatti scelto di offrire a tutti i visitatori un angolo genuino della pizza: uno spazio tra gli stand di “qualità al naturale” dedicato alle pizze nelle sue numerose varietà, anche vegetariane, e preparate proprio con le farine selezionate Cofelice, l’antico molino a pietra naturale di Matrice in provincia di Campobasso, in piena attività da oltre 107 anni!
Nell’occasione gli esperti mugnai molisani consegneranno un buono omaggio incluso nella premiazione della ‘Su e Giù’ (la manifestazione sportiva podistica non competitiva che ogni anno si svolge con successo a Campobasso) per un gustoso assaggio di pizza margherita, mentre lo stand firmato Molino Cofelice sarà a disposizione di tutti i consumatori con una vasto assortimento di pizze buonissime a base di sole farine scelte Cofelice. Farine sane e che fanno bene!
“Con la nostra partecipazione a questo evento così importante in ambito agricolo, locale e nazionale, vogliamo invogliare a conoscere il mondo del naturale con le nostre farine. Partecipiamo sempre con grande passione per il nostro lavoro e per i prodotti che offriamo. Qui ora non ci interessa vendere le farine, ma far scoprire il valore della bontà del cibo sano che fa bene al corpo e all’ambiente.”Annarita e Dionisio Cofelice.
“Passione al naturale” è lo slogan per le farine Cofelice: una passione che sta andando verso il naturale a tutto tondo, una tendenza, l’unica che può donare benessere all’individuo e all’intero ecosistema.
Appuntamento quindi a Campobasso l’11 ed il 12 Novembre al Mercato coperto di Via Monforte per scoprire ed assaporare i buoni prodotti locali della terra molisana.
QUI LA LOCANDINA DELL’EVENTO – MERCATO CONTADINO & ARTIGIANO E LA BIODOMENICA –
organizzato da Slow Food e AIAB Molise, insieme a Confartigianato, ONAV, SEA e il Comune di Campobasso
Mostra, Emporio, Convegno, Conviviale, Mandorle, Noci e Nocciole nel Molise
PALAZZO CHIARULLI
FERRAZZANO (CB) MOLISE – ITALIA
4 NOVEMBRE 2017 – ORE 17,30
TURISMO DEI SAPORI e DEL BENESSERE NEL MOLISE
Cibo e incontri per far conoscere, approfondire, sperimentare che è possibile modificare i propri stili di vita partecipando ad una sana alimentazione, proattiva di salute e benessere
Mostra ed emporio: frutta a guscio recuperata nel Molise. Prodotti della tradizione del Molise
L’alimentazione come sinonimo di salute, la salute come sinonimo di appartenenza alla riscoperta delle tradizioni e dei cibi stagionali.
Modificare i propri stili di vita per una partecipazione alla conoscenza della sana alimentazione, proattiva di salute e benessere.
Con questo auspicio e consapevole considerazione, il 4 novembre 2017 a partire dalle ore 17,30, presso il Palazzo Chiarulli, in Ferrazzano, esperti quali, Michele Tanno, Marco Tagliaferri e Claudio Papa, apriranno la serata, parlandoci della frutta a guscio in ogni sua sfaccettatura.
Dall’alimentazione all’utilizzo, agli aspetti nutrizionali, alla cucina preparata con cura da Melina Tanno, ambasciatrice della Cucina Molisana nel Mondo.
Prima e dopo il convegno si potrà favorire presso lo stesso palazzo, per ” gustare ” in tutto il suo fascino e prelibatezza, la mostra emporio della frutta a guscio recuperata in Molise, per poi sedersi a tavola per una conviviale che vedrà principe del commensale la noce, i ceci, nocciole, vino e pane di filiera.
Una serata da vivere per un Molise che non può essere gregario a nessuno vista la più alta percentuale di biodiversità in Italia ed in Europa.
Difficile potersi perdere una serata in uno dei paesi molisani, che più affascinano per bellezza, storia e quel pizzico di vento che ci rende più frizzanti…
QUI SOTTO LA LOCANDINA DELL’EVENTO ENOGASTRONOMOCO A FERRAZZANO NEL MOLISE
IL SAPERE CHE NUTRE – Mostra, Emporio, Convegno, Conviviale, Mandorle, Noci e Nocciole nel Molise.
CONVEGNO Saluti delle autorità – Michele TannoPresidente Arca Sannita Recupero della frutta a guscio nel Molise – Marco Tagliaferri Presidente Borghi della Salute Aspetti nutrizionali e salutistici della frutta a guscio – Claudio Papa Titolare confettificio Utilizzo della frutta a guscio *** CONVIVIALE Crostino di pane in salsa di noci – Tacozze con ceci e gherigli di noci – Pallotte casce e ove con pomodorini e lamelle di mandorle – Crostata con pere, cioccolata e frutta secca – Mandorle, noci e nocciole con vino moscato – Vino e pani di filiera – A cura di Melina Tanno *** Con un contributo il cui ricavato sarà devoluto alle Associazioni Borghi della salute ed Arca Sannita
ORE 15.30 GRANDE SFILATA DI MONTAQUILANI IN ABITO D’EPOCA E DEL GRUPPO FOLK “LA P’CC’NÉRA” DI FORLI DEL SANNIO CHE ACCOMPAGNERANNO LA MAXI FRITTATA DI 1459 UOVA PER LE VIE DEL PAESE, IL TUTTO ANIMATO DAL GRUPPO “LA BAMBOLA CEPPAGNA”
ORE 19.00 RIENTRO DALLA SFILATA, ESPOSIZIONE, PESATURA, TAGLIO E DEGUSTAZIONE DELLA MAXI FRITTATA DI 1459 UOVA
ORE 20.30 SPETTACOLO POPOLARE DEL GRUPPO FOLK “LA P’CC’NÉRA” DI FORLI DEL SANNIO
QUI LE LOCANDINE ABBINATE AL PROGRAMMA DELLA 36^ SAGRA DELLA FRITTATA DI MONTAQUILA
Per informazioni: Associazione di promozione sociale, senza fini di lucro, “MontaquilaCheVive”
I paesaggi e le vie del tartufo nel Molise e in Italia
Se si parla di tartufo si parla di Molise. Anche se poco conosciuto il tartufo molisano è un Made in Italy di grande prestigio. Eccolo il tartufo, tra i sapori ed i gusti eccellenti della terra molisana!
Pochi sanno infatti che il Molise è la regione in Italia più ricca di tartufo, in particolare del tartufo bianco, un vero e proprio premio della natura che la terra offre ai suoi territori più incontaminati. E l’uomo non può che apprezzarne sapore e proprietà nutritive facendone il principe delle tavole di qualità. Un’eccellenza gastronomica dell’Italia nel Molise più buono e sano!
Il tartufo, un fungo che compie il suo intero ciclo vitale completamente sotto terra e al buio completo, vive in simbiosi con le radici di piante di boschi e nasce solo in alcune regioni dell’Italia come il Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Eppure si stima che circa la metà di tutta la produzione di tartufo in Italia provenga dal Molise, questa piccola regione del Sud Italia, immersa nelle lussureggianti colline dell’Appennino e meta di appassionati di natura.
Il tartufo molisano ha dunque tutte le potenzialità per diventare il re della tavola molisana e italiana. Tra le vie dei sapori il tartufo rappresenta una delle risorse più importanti per lo sviluppo dell’indotto turistico ed enogastronomico del Molise. Intorno al settore gastronomico del tartufo ruota infatti l’interesse nazionale ed internazionale non solo degli operatori specifici, ma anche a ricaduta positiva, di tutti gli stakeolder affini.
Ecco intanto alcuni cenni scientifici per conoscere più da vicino e meglio i tartufi: sono funghi ipogei, organismi, cioè, che svolgono tutto il proprio ciclo vitale sottoterra. Crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi, in particolare querce, lecci, pioppi, noccioli, salici, faggi, con le quali stabiliscono una simbiosi mutualistica, da cui entrambi traggono vantaggio. Il tipico profumo penetrante e persistente a maturazione avvenuta ha lo scopo di attirare gli animali selvatici per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.
Gli studi geologici hanno evidenziato che i terreni preferiti dai tartufi contengono correntemente una frazione più o meno importante di materiale calcareo. In particolare, quelli calcareo limosi, pare siano i suoli preferiti dal tartufo bianco pregiato.
Tartufo molisano raccolto nelle Mainarde, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Azienda Agrituristica Coia Rosa – Castelnuovo a Volturno (IS)
È noto da anni, e non solo agli addetti ai lavori, che alcune aree del territorio molisano sono tra le più vocate, a livello nazionale, per la produzione dei tartufi, in particolare per quello bianco pregiato. È altrettanto vero che, in un contesto in cui il tartufo è una rilevante fonte di reddito per le popolazioni locali, il numero dei soggetti coinvolti in quella che può essere ritenuta la filiera dell’intero ciclo produttivo sia costantemente cresciuto nel tempo. È, perciò, quanto mai urgente e inderogabile che a tutti gli addetti ai lavori dell’intero ciclo produttivo (tartufai, associazioni e raccoglitori, imprenditori agricoli, tecnici e liberi professionisti, amministratori pubblici) venga reso disponibile, per quanto possibile e nella giusta quantità, il patrimonio di conoscenze, teorico e operativo, che riguarda l’importante risorsa. D’altronde, molto c’è ancora da fare per la giusta valorizzazione del prodotto, affinché l’ eccellenza del raccolto possa fornire il proprio contributo allo sviluppo dell’economiadi vaste aree interne del nostro Appennino. È altresì auspicabile che si sviluppino adeguate attività di ricerca scientifica, al fine di trasferire, convenientemente, i risultati ottenuti alle esigenze di conservazione e miglioramento ambientale, nonché di sviluppo di tecniche colturali consone all’incremento di produzioni spontanee.
Il Centro di Ricerca e Sperimentazione per la produzione di piante tartufigene, realizzato nel 2010, presso il vivaio forestale di Campochiaro (CB), testimonia l’attenzione riservata alla tutela e alla valorizzazione del pregiato tubero. Un riconoscibile marchio di qualità potrebbe far assumere all’insieme delle attività relative alla tartufocultura un ruolo ancor più importante, se non preminente, alla crescente multifunzionalità delle moderne aziende agricole, sempre più numerose sul territorio.
Il più delle volte è proprio il tartufo l’elemento al centro di manifestazioni fieristiche riguardanti l’offerta di produzioni locali, delle quali diventa l’elemento trainante. La sua presenza, infatti, in un determinato territorio, essendo ormai considerata dai più un indicatore positivo di qualità ambientale, è anche elemento di richiamo per percorsi turistici alla scoperta di luoghi e tradizioni autentici.
Dunque il tartufo può considerarsi una vera miniera per il Molise in grado di produrre ricchezza per l’economia italiana grazie ad un marketing del territorio mirato, efficace e vincente. A questo contribuiscono giorno per giorno soprattutto i sempre più numerosi ricercatori ed appassionati tartufai, i bravissimi chef che animano ristoranti sparsi su tutto il territorio regionale tra mare, colline e montagne e tutti i rivenditori, anche di piccole botteghe alimentari e di gastronomia di qualità, che fanno della cucina molisana, già ricca di sapori, una risorsa eccellente!
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Con l’aumentare in tutto il mondo dell’attenzione verso i temi ambientali, anche lo sviluppo sostenibile del turismo incomincia a ritagliarsi spazi di notorietà sempre più consistenti.
Con il termine turismo sostenibile, l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce quel turismo che gestisce tutte le risorse, garantendo allo stesso tempo risposte ai bisogni economici come anche a quelli sociali e ambientali. Quindi, si tratta di un turismo inteso non come consumatore di ambiente e patrimonio culturale ma come fattore fondamentale per preservarne l’integrità e garantirne lo sviluppo.
Per cui è sostenibile se: fa un uso ottimale delle risorse ambientali, non altera i processi ecologici essenziali e contribuisce nel preservare il patrimonio naturale e la biodiversità; rispetta l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conserva il loro stile di vita e i valori della tradizione, contribuisce alla reciproca comprensione culturale, promuove la tolleranza;
assicura iniziative economiche sostenibili nel lungo periodo, genera benefici socio-economici per tutti gli stakeholder, realizza opportunità per migliorare il benessere della collettività e contribuisce ad alleviare la povertà.
Nell’epoca del turismo globale, ossia del turismo di tutti e in tutti i luoghi, non ci sono più luoghi da scoprire: ciò che conta è l’ESPERIENZA.
Il “turista di terza generazione” ha il desiderio di vivere una vacanza unica, fare esperienza di luoghi nuovi e differenti, di ricevere servizi personalizzati e di scoprire cose autentiche. Vuole immergersi nella cultura locale, nella natura, nella storia, nella tradizione, in situazioni uniche, difficilmente replicabili. Non gli interessa solamente visitare un luogo nuovo, ma vuole soprattutto avere la possibilità di stabilire nuove relazioni, principalmente con i residenti,capaci di trasmettere l’ ESSENZA DEL LOCAL.
Con l’autenticità e l’esperienza, si valica il confine della “semplice vacanza” e ci si affaccia alla conoscenza di un nuovo stile di vita. Dei nuovi itinerari, permetterebbero di far emergere a loro volta, nuove destinazioni turistiche che altrimenti rimarrebbero fuori dai circuiti. In questo modo, verrebbero promosse e gestite, assieme alle autorità locali a agli attori operativi sul territorio, nuove attività capaci di riposizionare il territorio nel mercato turistico, come eventi, specifici corsi nei settori tradizionali (enogastronomia, artigianato, ecc), percorsi tra innovazione e tradizione (tratturi – ad esempio “Sulle orme dei Sanniti”) natura (oasi, laghi, fiumi, biodiversità) usi, feste, costumi. Un turismo definito per tali ragioni ESPERIENZIALE, si amalgama perfettamente col concetto di SOSTENIBILITA ’su esposto e: genera un prodotto di altra qualità, espressione del territorio in cui è inserito (senza intaccare l’ambiente); contribuisce a sviluppare e a mettere a sistema l’offerta turistica locale; contribuisce a fermare l’abbandono ed il conseguente spopolamento dei piccoli centri dell’interno.
Veicolando i flussi turistici dalla zona costiera a quella interna, attraverso la sinergia tra specifiche strutture turistiche (alberghi diffusi, campeggi, agrivillaggi, agriturismi, fattorie didattiche lungo i tratturi) ed itinerari creati ad-hoc, (esposti in seguito), emerge la visione di un territorio inteso come SISTEMA VITALE, capace di esprimere delle potenzialità che possono essere trasformate in possibilità di sviluppo attraverso un percorso strategico opportunamente identificato ed implementato. Ci consentono di ragionare in termini di pianificazione turistico-territoriale mettendo in atto, quindi, quel “processo integrato che definisce le risorse, analizza lo scenario, individua i fattori critici di successo e le criticità e propone azioni di intervento per lo sviluppo sostenibile e sistemico del turismo per una specifica località”.
ESCURSIONI ITINERANTI
Cascata e Torrente Rio Vivo – Matese – Lago di Arcichiaro presso l’Oasi WWF di Guardiaregia CB
PARCO NAZIONALE, RISERVE NATURALI, OASI TIPICHE, GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA: “ LE RISORSE CHE FANNO LA DIVERSITA’” In una terra dai forti contrasti, in meno di due ore d’auto, si va dal mare ai monti, ma con il confine tra campagna e natura che non è mai in contrapposizione. Il viaggio coniuga testimonianze di civiltà dell’uomo con luoghi della natura, soprattutto insoliti.La DIVERSITA’ del Molise nell’epoca del GLOBAL, deriva proprio da questo lungo rapporto mutualistico uomo-natura caratterizzato da elementi insostituibili, irripetibili e non trasferibili. La Regione Molise ha recentemente definito la propria normativa sulle aree naturali, adeguandola alle esigenze del territorio. Le Riserve naturali statali sono 4; si aggiunge il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ricade nel territorio molisano. Presenti anche due oasi di protezione faunistica. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: (4000 ha) – Le Mainarde, sul confine della regione, sono diversità nello stesso Parco e non hanno nulla da invidiare alle Alpi; Riserve Naturali Mab dell’Unesco di Montedimezzo (300 ha) eCollemeluccio (420 ha): laboratorio a cielo aperto con 18 itinerari nella natura più autentica per educare all’utilizzo oculato del territorio; Oasi WWF di Guardiaregia e Campochiaro (2172 ha): tra i boschi e prati più importanti d’Italia, spiccano il canyon del Quirino, i 1050 metri di profondità del pozzo della Neve, e i 100 metri della cascata San Nicola; Oasi LIPU di Casacalenda (135 ha): l’insieme dei vari ambienti e il divieto di caccia, hanno creato il rifugio ideale per le oltre 110 specie di uccelli; Riserva Torrente Callora (50 ha); Riserva naturale di Pesche(540 ha).
Da menzionare il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a circa 1450 m. slm, gestito da cooperative locali e dall’Università degli Studi del Molise.
A collegare tante gemme, provvedono sia le strade moderne che i tratturi.
PARCO DEI TRATTURI
Il Parco dei Tratturi istituito dalla Regione Molise l’11/04/1997 l.r. n.9 per la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani; le “autostrade del passato” rappresentavano veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerare veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo. Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi.
I più antichi ed importanti: Il Celano-Foggia (circa 200 km); Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km); Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km); Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia(circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese. Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale di 111,6 metri con relativi limiti in pietra ai lati. Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise” ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.
Il Molise idrograficoè costituito dai bacini dei fiumi Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Volturno e da torrenti e valloni intermedi. Non tutti questi corsi d’acqua, però, scorrono interamente nel Molise, per cui la superficie molisana risulta molto più ampia di quella amministrativa.
Esistono laghi naturali di piccole dimensioni. Tra essi illaghetto di Carpinone, sull’altopiano di Frosolone, quelloCannavina, nell’alta valle del fiume Trigno, e quello comunemente chiamato dei Castrati, di originevulcanica.Degni di rilievo sono, invece, ibacini artificiali che hanno aggiunto nuove possibilità turistiche al territorio. Tra essi: Il lago del Liscione o di Guardialfiera: ottenuto per effetto dello sbarramento del corso del fiume Biferno con unadiga do 497 metri. Le sue sponde più agibili sono diventate meta turistica con itinerari escursionistici nella natura, percorsi per disabili, capanni per il birdwathing, sentieri di fitness;
Il lago di Occhito, anello di congiunzione tra l’antico contado di Molise con ilTavoliere delle Puglie, è un suggestivo richiamo turistico per gli aspetti naturalistici e la pescosità delle sue acque;
Il bacino di Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia; le rive di questo poderoso sbarramento, di grande interesse paesaggistico, si propongono come meta turistica soprattutto per i pescasportivi, per gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela.
Sono quei beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi come elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostropianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione scientifica della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico-ricreativi. Secondo uno studio realizzato dall’Università del Molise, il territorio molisano è stato suddiviso in sette grandi aree di riferimento sia in base alla caratterizzazione dei contesti territoriali in cui ricadono i singoli geositi, sia per gli aspetti concernenti la valorizzazione degli stessi: Alto Molise: ospita 17geositi censiti; oltre a diverse aree protette (su esposte) ZPS e siti SIC, da segnalare la presenza di uno dei siti archeologici più importanti nel panorama regionale: il Parco Archeologico di Pietrabbondante. Tale territorio è interessato dai seguenti tratturi: Ateleta-Biferno-S.Andrea, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera; Mainarde-M.ti di Venafro-Alto Volturno: ospita 16 geositi, aree protette, ZPS e siti SIC; tra le aree di valore storico-archeologico:il sito di Isernia La Pineta e l’Abbazia Benedettina di S.Vincenzo al Volturno; l’area è interessata dal tratturo Castel di Sangro-Lucera; Montagnola di Frosolone: ospita 7 geositi, aree naturalistiche e SIC; tra le aree di valore storico archeologico: le antiche difese sannitiche del IV secolo a.C.; l’area è interessata da un tratto del tratturo Castel di Sangro – Lucera; Matese – Conca di Boiano – Sepino: anche qui, numerose aree naturalistiche, ZPS, SIC; tra i siti di valore storico-archeologico: l’area di Altilia (Sepino) e del Santuario Italico d’Ercole Quirino (Campochiaro). Il territorio è attraversato dai seguenti tratturi e bracci: Pescasseroli-Candela e Cortile-Matese; Molise Centrale: presenta un’estensione di circa 1500 kmq ed ospita un consistente numero di geositi (16). Numerose aree SIC e ZPS. L’area è interessata dai tratturi Castel di Sangro- Lucera, Celano-Foggia e dai bracci Cortile-Matese e Cortile Centocelle; Basso Molise: l’area ospita 5 geositi, numerose aree protetteed è interessata dai tratturi Celano-Foggia, Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco;
Fascia costiera: 7 geositi censiti, numerose aree SIC e ZPS; l’area è interessata dai tratturi L’Aquila-Foggia, Ururi-Serracapriola (tratturo minore), Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco.
TRADIZIONI POPOLARI
La maggior parte dei comuni molisani, conserva ancora vive molte feste tradizionali; alcune, di origine medioevali o risalenti a culti pagani ancora più antichi, altre più recenti, sono comunque emozionanti in egual misura. Di seguito, le più significative e spettacolari di alcuni comuni della regione, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno: Le prime feste dell’anno ed il Carnevale:Colli a Volturno, Acquaviva d’Isernia. Tufara, Cercepiccola, Rocchetta al Volturno, Bagnoli del Trigno, S.Croce di Magliano; La Primavera: le Carresi di Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, San Giuliano del Sannio, Acquaviva Collecroce; Giugno:i Misteri di Campobasso; Luglio: la Festa del Grano di Jelsi; Estate:Termoli (San Basso), Capracotta (La Pezzata). Riccia (Sagra dell’Uva), Isernia (Pellegrinaggio l Santuario dei Santi Cosma e Damiano); La Faglia di Oratino
Evento nel Molise – ‘Ndocciata di Agnone, riconosciuto “Patrimonio d’Italia per la tradizione” | Agnone IS MOLISE
La ‘Ndocciata di Agnone (Natale)
Alla luce di quanto esposto, si tratta di puntare su un nuovo modello di sviluppo socio-economico-territoriale; un modello alternativo caratterizzato da un melting-pot di risorse territoriali eccezionali, uniche, irripetibili, autentiche; un modello capace di “invertire la rotta” dalla concentrazione costiera o montana delle principali attività economico-turistiche. In quest’ottica, gli obiettivi su cui dovrebbe puntare una progettazione territoriale del turismo, diventano quelli di migliorare le condizioni insediative e l’organizzazione degli spazi, di veicolare, localizzare, gestire le attività sul territorio allo scopo di ottimizzare la qualità urbana, ristabilendo il giusto equilibrio tra “interno” ed “esterno”, “urbano” e “rurale”, “globale” e “locale”.
Alessandro Ranieri dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale
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