– EVENTO CULTURALE IN MOLISE –
“conoscere le proprie radici per costruire un futuro migliore”

La Fondazione San Leo
PRESENTA
“ San Martino in Pensilis e il suo circondario”
Studio di Geo-storia anno1494 di MATTEO BOCCARDI
per conto dell’Assoociazione Carro dei Giovanotti Onlus – San Martino in Pensilis (CB)
SABATO 19 Novembre 2016 – 0RE 9,30
SALA CONVEGNI BCC SANGRO TEATINA
SAN MARTINO IN PENSILIS (CB) – MOLISE ITALY

Il Convegno è basato su un’opera inedita realizzata dal Dott. Matteo Boccardi per conto dell’Associazione Carro dei Giovanotti Onlus di San Martino in Pensilis.
Il lavoro, presentato alla Direzione Regionale delle Entrate di Campobasso e al Comune di San Martino in Pensilis è stato ritenuto degno di una riflessione da parte della Fondazione San Leo di San Martino.
L’opera affronta temi controversi in materia di evoluzione geomorfologica del territorio del Basso Molise e non solo, a partire dal VI secolo a.C.
Si concentra poi sull’uso della moneta col simbolo del toro androprosopo da parte delle popolazioni italiche nel quarto e terzo secolo a.C.

Esamina alcuni reperti epigrafici evidenziando l’istituto giuridico romano dell’arbitrato e sottopone all’attenzione la controversia, decisa con giudizio dal Principe Godescalco nell’anno 742 , in materia di reintegra nel possesso di alcuni terreni in prossimità del torrente Saccione.
Lo studio quindi esalta la peculiarità di alcune parti del territorio di San Martino in Pensilis, già oggetto di indagine archeologica da parte della Sovraintendenza alla Belle Arti di Campobasso ( vedi Villa Romana in Contrada Santa Colomba ) e la sorte di esse nel passaggio dai Longobardi ai Normanni.

Presenta poi la trascrizione e la traduzione completa della pergamena del 10 aprile 1113, conservata presso il Monastero di Montecassino, sulla donazione di alcuni beni di San Martino e di Termoli al suddetto Monastero da parte di Oldeberto, milite di Roberto II di Loritello, atto rogato dal notaio Roberto nel Castello di Termoli.
Offre infine la trascrizione inedita e completa, e in qualche caso la traduzione, di 22 pergamene tratte dall’Archivio Storico Capitolino, riguardanti gli atti degli Orsini con le vendite della città di Rotello ( 1382 ), Termoli ( 1384 ), San Martino in Pensilis ( 1385 ), Portocannone e Reale del 1390 e la donazione di Campomarino del 1442.
Saranno questi atti, in Convegno, trattati da un punto di vista tecnico notarile e storico con opportuna riflessione sulle caratteristiche storiche e strutturali del Castello-Palazzo Baronale di San Martino in Pensilis.
Giuseppe Carriero Presidente della Fondazione San Leo
Programma e interventi:
Saluto del Presidente della Fondazione San Leo Prof. Giuseppe Carriero

Moderatore: Preside, Prof. Antonio Mucciaccio
Relazioni
- La Storia del clima, dell’ambiente e dell’uomo negli ultimi tremila anni
Prof. Franco Ortolani Docente di Geologia Università Federico II di Napoli
- Il tipo del toro androprosopo dalla Magna Grecia al mondo italico: monetazione ed evoluzione mitografica
Prof. Pietro Cobetto Ghiggia Docente di Storia Greca, Università del Molise
- La documentazione epigrafica di San Martino in Pensilis tra cronaca e storia
Dott. Napoleone Stelluti
- L’Arbitrato del “ Fundus Vellanus”.
Sentenza del Principe Godescalco sul Valneo (luogo) in Sapion ( Saccione) dell’anno 742
Avv. Ornella Mancini
- Le terre di Santa Colomba dai Longobardi ai Normanni.
L’atto di Roberto di Bassunvilla del 1179 in Campomarino
Dott.ssa Erica Morlacchetti Ricercatrice in ambito medievistico Università di Friburgo
- La donazione dei beni di Oldeberto, milite di Roberto II di Loretello, al Monastero di Montecassino, del 10 aprile 1113
Dott. Matteo Boccardi
- Il castello di San Martino in Pensilis da struttura per la difesa a palazzo baronale
Arch. Franco Valente
- Gli atti degli Orsini:Vendite delle città di Rotello (1382),Termoli(1384), San Martino in P.(1385), Portocannone-Roiale (1390); donazione di Campomarino (1442)
Notaio Dott. Giuseppe Cariello – Dott. Matteo Boccardi
Fonte immagini: Internet e Moliseinvita.it
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ed ammirarli nella loro ampiezza originale (di 111,6 metri) con relativi limiti in pietra ai lati.

Ministero per L’Ambiente con le regioni Abruzzo, Molise, Campania e Puglia. Attualmente la Transumanza è stata proclamata “Prodotto Identitario delle Genti Italiche del 2016” a tutela della biodiversità e di tutte quelle attività sostenibili ad essa correlate. I tratturi inoltre godono dell’attenzione dell’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite, per il riconoscimento della manifestazione della transumanza, ereditata degnamente e rimasta intatta nel tempo grazie alla vocazione agro-pastorale della famiglia molisana Colantuono di Frosolone (IS), l’unica in Italia che ancora oggi, dal 25 al 28 maggio di ogni anno, sposta le sue mandrie dalla Puglia al Molise per poi farvi ritorno in autunno. Carmelina Colantuono, di fatto ultima cow girl italiana, protagonista ed erede eccellente della tradizione della transumanza, è stata scelta come simbolo del Molise migliore a Expo 2015.


incontaminata in grado di rigenerare dal caos e dal traffico cittadino.
Gradevole è percorrere a piedi, a cavallo oppure in mountain-bike gli affascinanti sentieri naturalistici che lo attraversano e scoprire le riserve ambientali spesso attrezzate con delle piccole aree di sosta e adatte ad un turismo ecosostenibile.
Castellino del Biferno rimane uno dei tanti paesi del Molise che ha subìto il fenomeno dell’emigrazione durante il secolo scorso, ma è sempre commovente condividere il bene e l’attaccamento con cui i suoi abitanti originari, trasferitisi in ogni parte del mondo, si legano al proprio luogo e alle proprie radici.

Ma il Biglietto da visita per Castellino del Biferno è rappresentato soprattutto dalle sue tradizioni popolari.
Ottimo è il piatto tipico della festa che è anche rappresentativo della gastronomia
castellinese, tipica mediterranea: “Le ségntéllë càscë e ovë” , un primo piatto, preparato dalle donne del paese e condito con il famoso “brodo bugiardo” detto così perché privo di carne. L’entusiasmo dei preparativi è davvero invitante e noi consigliamo di parteciparvi con tutto l’interesse.
Non possiamo non ricordare la figura di un insegnante che ha dato lustro al paese per le sue doti di fine educatore di schiere di fanciulli, i quali hanno contribuito, a loro volta, al
progresso morale, sociale e culturale di Castellino, l’insegnante Giuseppe Barbieri.





enogastronomico del Molise. Intorno al settore gastronomico del tartufo ruota infatti l’interesse nazionale ed internazionale non solo degli operatori specifici, ma anche a ricaduta positiva, di tutti gli stakeolder affini.


ritenuta la filiera dell’intero ciclo produttivo sia costantemente cresciuto nel tempo. È, perciò, quanto mai urgente e inderogabile che a tutti gli addetti ai lavori dell’intero ciclo produttivo (tartufai, associazioni e raccoglitori, imprenditori agricoli, tecnici e liberi professionisti, amministratori pubblici) venga reso disponibile, per quanto possibile e nella giusta quantità, il patrimonio di conoscenze, teorico e operativo, che riguarda l’importante risorsa. D’altronde, molto c’è ancora da fare per la giusta valorizzazione del prodotto, affinché l’ eccellenza del raccolto possa fornire il proprio contributo allo sviluppo dell’economia di vaste aree interne del nostro Appennino. È altresì auspicabile che si sviluppino adeguate attività di ricerca scientifica, al fine di trasferire, convenientemente, i risultati ottenuti alle esigenze di conservazione e miglioramento ambientale, nonché di sviluppo di 
tecniche colturali consone all’incremento di produzioni spontanee.



