“Conoscere le proprie radici per costruire un futuro migliore”. Convegno e studio di geo-storia a San Martino in Pensilis (CB) – Molise

– EVENTO CULTURALE IN MOLISE –

conoscere le proprie radici per costruire un futuro migliore”

 La Fondazione San Leo

PRESENTA

“ San Martino in Pensilis e il suo circondario”

Studio di Geo-storia anno1494 di MATTEO BOCCARDI

per conto dell’Assoociazione Carro dei Giovanotti Onlus –  San Martino in Pensilis (CB) 

SABATO 19 Novembre 2016 – 0RE 9,30

SALA CONVEGNI BCC SANGRO TEATINA

SAN MARTINO IN PENSILIS (CB) –  MOLISE ITALY

Veduta panoramica di San Martino in Pensilis (CB) – Molise ITALY – Foto Maria Vasco by Moliseinvita.it

Il Convegno è basato su un’opera inedita realizzata dal Dott.  Matteo Boccardi  per conto dell’Associazione Carro dei Giovanotti Onlus di San Martino in Pensilis.

Il lavoro, presentato alla Direzione Regionale delle Entrate di Campobasso e al Comune di San Martino in Pensilis è stato ritenuto degno di una riflessione da parte della Fondazione San Leo di San Martino.

L’opera affronta temi controversi in materia di evoluzione geomorfologica del territorio del Basso Molise e non solo, a partire dal VI secolo a.C.

Si concentra poi sull’uso della moneta col simbolo del toro androprosopo da parte delle popolazioni italiche nel quarto e terzo secolo a.C.

San Martino in Pensilis – Foto Maria Vasco Moliseinvita.it

Esamina alcuni reperti epigrafici evidenziando l’istituto giuridico romano dell’arbitrato e sottopone all’attenzione la controversia, decisa con giudizio dal Principe Godescalco nell’anno 742 , in materia di reintegra nel possesso di alcuni terreni in prossimità del torrente Saccione.

Lo studio quindi esalta la peculiarità di alcune parti del territorio di San Martino in Pensilis, già oggetto di indagine archeologica da parte della Sovraintendenza alla Belle Arti di Campobasso ( vedi Villa Romana in Contrada Santa Colomba )   e la sorte di esse nel passaggio dai Longobardi ai Normanni. 

Castello-Palazzo Baronale Ph Moliseinvita.it

Presenta poi la trascrizione e la traduzione completa della pergamena del 10 aprile 1113, conservata presso il Monastero di Montecassino, sulla donazione di alcuni beni di San Martino e di Termoli al suddetto Monastero da parte di Oldeberto, milite di Roberto II di Loritello, atto rogato dal notaio Roberto nel Castello di Termoli.

Offre infine la trascrizione inedita e completa, e in qualche caso la traduzione, di 22 pergamene tratte dall’Archivio Storico  Capitolino, riguardanti gli atti degli Orsini con le vendite della città di Rotello ( 1382 ), Termoli ( 1384 ), San Martino  in Pensilis ( 1385 ), Portocannone e Reale del 1390 e la donazione di Campomarino del 1442.

Saranno questi atti, in Convegno, trattati da un punto di vista tecnico notarile e storico con opportuna riflessione sulle caratteristiche storiche e strutturali del Castello-Palazzo Baronale di San Martino in Pensilis.

Giuseppe Carriero  Presidente della Fondazione San Leo

 

Programma e interventi:

Saluto del Presidente della Fondazione San Leo Prof. Giuseppe Carriero

Scorcio del centro storico di S. Martino in Pensilis – Foto Moliseinvita.it

Moderatore: Preside, Prof. Antonio Mucciaccio

Relazioni

  • La Storia del clima, dell’ambiente e dell’uomo negli ultimi tremila anni

Prof. Franco Ortolani Docente di Geologia Università Federico II di Napoli

  • Il tipo del toro androprosopo dalla Magna Grecia al mondo italico: monetazione ed evoluzione mitografica

Prof. Pietro Cobetto Ghiggia Docente di Storia Greca, Università del Molise

  • La documentazione epigrafica di San Martino in Pensilis tra cronaca e storia

Dott. Napoleone Stelluti

  • L’Arbitrato del “ Fundus Vellanus”.

Sentenza del Principe Godescalco sul Valneo  (luogo) in Sapion ( Saccione) dell’anno 742

Avv. Ornella Mancini

  • Le terre di Santa Colomba dai Longobardi ai Normanni.

L’atto di Roberto di Bassunvilla del 1179 in Campomarino

Dott.ssa Erica Morlacchetti Ricercatrice in ambito medievistico Università di Friburgo

  • La donazione dei beni di Oldeberto, milite di Roberto II di Loretello, al Monastero di Montecassino, del 10 aprile 1113

Dott. Matteo Boccardi

  • Il castello di San Martino in Pensilis da struttura per la difesa a palazzo baronale

Arch. Franco Valente

  • Gli atti degli Orsini:Vendite delle città di Rotello (1382),Termoli(1384), San Martino in P.(1385), Portocannone-Roiale (1390); donazione di Campomarino (1442)

Notaio Dott. Giuseppe Cariello – Dott. Matteo Boccardi

 

Fonte immagini:  Internet e Moliseinvita.it

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parco_degli_acquedotti Roma ITALY

Convegno “Tecnica di idraulica antica” a Roma. Riflessioni sul passato e sullo stadio di civiltà raggiunto attraverso l’acqua.

Conoscenza, civiltà e prevenzione attraverso l’acqua. Venerdì 18 novembre 2016 presso la Sala convegni del CNR a Roma si terrà la seconda edizione del convegno “Tecnica di idraulica antica

EVENTO E TERRITORIO

CONVEGNO

TECNICA DI IDRAULICA ANTICA

18 Novembre 2016

Sala Convegni del CNR 

Piazzale Aldo Moro 7 – ROMA  ITALY

Venerdì 18 novembre 2016 presso la Sala convegni del CNR (Piazzale Aldo Moro, Roma) si terrà la seconda edizione del convegno “Tecnica di idraulica antica con il patrocinio tra gli altri del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ISPRA e l’Autorità di Bacino del Fiume Tevere.

Fontana monumentale dell’agorà di Morgantina (Aidone-ph G. Bruno)

L’idraulica è una disciplina applicativa a cui è richiesto di plasmarsi con il territorio per migliorarne i rapporti con la natura e con l’uomo, al fine di utilizzare, controllare, e proteggere un bene estremamente prezioso: l’acqua.

Questo elemento è stato nei secoli e anche nei tempi più recenti oggetto di opere di ingegneria, ma al contempo responsabile di eventi calamitosi, imputabili all’azione antropica non sempre rispettosa del contesto territoriale. Ecco perchè oggi l’attenzione si è spostata su temi quali la protezione ambientale e le opere ad essa correlate.

La conoscenza e la prevenzione sono le parole chiave di questo convegno: conoscere il passato per comprendere il presente e tutelare il futuro.

Un programma molto intenso: i temi affrontati saranno molteplici, dalle soluzioni adottate nell’antichità alla loro applicazione nel presente, la disciplina dell’idrogeologia e l’archeologia, con un particolare sguardo agli acquedotti, al castellum aquae relativo agli stessi, ai cunicoli drenanti e ai procedimenti di captazione delle acque, alle dighe e allo svuotamento dei laghi ed infine i sistemi di bonifica idraulica e le opere di difesa marittima e fluviale.

Parco degli Acquedotti – Foto Iessi

Esattamente a distanza di 10 anni dal primo convegno Tecnica di Idraulica Antica che si tenne a Roma nell’autunno del 2006, nella sede del CNR, sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale) propone un secondo convegno con lo stesso titolo e con lo stesso tema. L’idraulica, branca della scienza e della tecnica che studia e mette in atto sistemi per il controllo dell’acqua rendendone possibile il consumo e l’utilizzazione è, da sempre, uno degli indicatori dello stadio di civiltà raggiunto dai popoli. Mediante gli esempi e le ricostruzioni delle tecniche attraverso cui l’idraulica stessa si è evoluta nel corso dei secoli sigea vuole invitare a studiare e riflettere su quanto il passato possa insegnare sull’evoluzione della tecnica presente e futura. Durante il Convegno saranno presentati 51 contributi tecnico-scientifici.

La giornata del convegno si suddividerà in due sessioni distinte e contemporanee:

  • sessione orale: dalle ore 9.00 alle 13.30 – dalle ore 15.00 alle 18.00
  • sessione poster: dalle ore 9.00 alle 18.00

Sarà possibile seguire l’evento anche tramite diretta streaming al seguente link: http://media.src.cnr.it/direttastreaming/2.

Per il programma definitivo e maggiori informazioni consultare il sito: www.sigeaweb.it
Per comunicazioni con la segreteria del Convegno: idraulica.antica2016@sigeaweb.it

QUI LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

 

Società Italiana di Geologia Ambientale – C/O Fidaf via Livenza, 6 00198 Roma

Scarica qui i file in pdf

–  Locandina Tecnica Idraulica Antica

–  Brochure Tecnica Idraulica Antica

– Abstract book – Sintesi e indice – Tecnica Idraulica Antica

 

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Transumanza e vita in fattoria - Tratturi del Molise cavalli

Il Parco dei tratturi del Molise. Un patrimonio unico, prezioso e da salvaguardare!

IL PARCO DEI TRATTURI DEL MOLISE 

Testimone inestimabile di un passato identitario e patrimonio di una civiltà universale che appartiene solo al nostro territorio

Nel Molise, una terra ricca di tesori ancora poco conosciuti, dall’arte alla natura, dalle tradizioni millenarie ai sapori di una volta, costellato di piccolissimi borghi antichi fatti in pietra e da panorami mozzafiato, non si può non fare una tappa lungo i tratturi, strade naturali rimaste intatte nei millenni, dove veniva fatto transitare il bestiame per la migrazione stagionale, e che si snodano tra l’Abruzzo e la Puglia lungo vallate e colline per regalare momenti di vera immersione nella natura.

Luoghi antichissimi che solo di recente sono stati istituiti dalla Regione Molise come Parco dei Tratturi al fine di  salvaguardare un patrimonio unico al mondo e che testimonia le origini pastorali delle genti molisane. Vere e proprie arterie stradali, queste “autostrade del passato” rappresentavano luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Eccellenze del Sud Italia che meritano di rendere orgoglioso il Paese intero!

Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerarsi veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo.

Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi. Elenchiamo qui i più antichi ed importanti:

Il Celano-Foggia (circa 200 km)
Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km)
Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km)
Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia (circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese.
Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale (di 111,6 metri) con relativi limiti in pietra ai lati.

Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise, ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.”

Riteniamo che il Parco dei Tratturi rappresenti una preziosa risorsa per la piccola regione Molise e che possa potenziare l’offerta turistica e culturale sia per il nostro Bel Paese che per il resto del mondo.

Turismo che sostiene e valorizza le caratteristiche geografiche di un luogo, il suo ambiente, la sua cultura, la sua estetica, favorendo il benessere della popolazione residente.

Non è difficile infatti immaginare un florido sviluppo del turismo di “destinazione umana” in questi luoghi: terre aspre e selvagge che nella loro autenticità rendono unico il Molise conservando una tradizione tramandata da secoli, la Transumanza, e dove aleggia un’aria di pace, tranquillità e natura incontaminata. Nell’ottica di una progettualità e di un’economia turistica fondata su un’opportunità sostenibile e responsabile, il Parco dei Tratturi merita infatti un’attenzione a livello mondiale soprattutto per i suoi valori “umani”. Non solo dunque un percorso di antiche e “modeste” attività pastorizie, ma un’ autentica destinazione turistica da mettere assolutamente a valore. Un bene prezioso da salvaguardare sia per le popolazioni residenti che per le nuove generazioni che lo erediteranno!

           Tratto dall’articolo di Moliseinvita: Il Molise più autentico – CLICCA QUI PER LEGGERLO

NOTE DA RICORDARE: l’Unesco nel 2019 ha riconosciuto la Transumanza Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Per il Molise, la Legge regionale n.9 dell’11 aprile 1997 recita: “I Tratturi in quanto beni di notevole interesse storico, archeologico, naturalistico e paesaggistico, nonché utili all’esercizio dell’attività armentizia, vengono conservati al demanio regionale e costituiscono un sistema organico della rete tratturale denominato “Parco dei Tratturi del Molise

Dal 1/06/2006 è attiva la candidatura di “La transumanza: i Regi Tratturi” a Patrimonio sia materiale sia immateriale dell’umanità dell’UNESCO, presentata dal

Ministero per L’Ambiente con le regioni Abruzzo, Molise, Campania e Puglia. Attualmente la Transumanza è stata proclamata “Prodotto Identitario delle Genti Italiche del 2016” a tutela della biodiversità e di tutte quelle attività sostenibili ad essa correlate. I tratturi inoltre godono dell’attenzione dell’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite, per il riconoscimento della manifestazione della transumanza, ereditata degnamente e rimasta intatta nel tempo grazie alla vocazione agro-pastorale della famiglia molisana Colantuono di Frosolone (IS), l’unica in Italia che ancora oggi, dal 25 al 28 maggio di ogni anno, sposta  le sue mandrie dalla Puglia al Molise per poi farvi ritorno in autunno. Carmelina Colantuono, di fatto ultima cow girl italiana, protagonista ed erede eccellente della tradizione della transumanza, è stata scelta come simbolo del Molise migliore a Expo 2015.

“Settembre, andiamo. È tempo di migrare… Ah perché non son io cò miei pastori?”

   Gabriele D’Annunzio – I Pastori


Testo di Maria Vasco, fondatrice Moliseinvita ©| A cura di Alessandro Ranieri dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale
Fonte immagini: Ph in copertina di Cavalierideltratturo.it – Internet

Un viaggio alla scoperta del Molise poco conosciuto, ma di grande valore culturale e paesaggistico: Castellino del Biferno.

“ In questo viaggio di vita desidero esprimere a mio padre e a tutti i miei paesani, tutta la mia gratitudine per avermi insegnato l’autenticità dei sentimenti della vita. ”

Pasqualino Barbieri  dr in Scienze turistiche e divulgatore culturale

Piccolo paese in provincia di Campobasso con circa 550 abitanti, Castellino del Biferno si fa notare subito sulla cima di un costone ben visibile dalla strada, detta anche Bifernina, che collega il Capoluogo molisano alla costa adriatica.

Circondato da rigogliose campagne e da un gradevole senso di pace, rimane un luogo ideale per godersi piacevoli passeggiate in qualunque periodo dell’anno e lontano da un turismo di massa, in mezzo a boschi e vegetazione selvaggia. Qui si possono scoprire la calma e l’armonia di una natura incontaminata in grado di rigenerare dal caos e dal traffico cittadino.

Gradevole è percorrere a piedi, a cavallo oppure in mountain-bike gli affascinanti sentieri naturalistici che lo attraversano e scoprire le riserve ambientali spesso attrezzate con delle piccole aree di sosta e adatte ad un turismo ecosostenibile.

In questo semplice paese dove si respira aria fine di collina, come in una fiaba, si possono scoprire sorgenti naturali che abbondano sotto terra e sfociano in superficie sotto forma di fontane ripristinate. Tra queste merita senz’altro una visita La Fonte Murata dove anticamente la popolazione si recava per fornirsi di acqua, immersa tra i boschi in un’oasi naturalistica di circa 15 ettari.

Ma la bellezza di questo paesello molisano non è solo nel suo paesaggio naturale: particolare è il suo centro storico costellato di vicoletti e gradini in pietra, tipici dei piccoli borghi molisani, in cui è davvero un piacere camminare e magari sostare per parlare con la gente del posto. I pochi abitanti residenti che vi hanno scelto di restare infatti, malgrado lo spopolamento, continuano serenamente a tramandarne l’identità e l’autenticità.

Castellino del Biferno rimane uno dei tanti paesi del Molise che ha subìto il fenomeno dell’emigrazione durante il secolo scorso, ma è sempre commovente condividere il bene e l’attaccamento con cui i suoi abitanti originari, trasferitisi in ogni parte del mondo, si legano al proprio luogo e alle proprie radici.

Nelle sue origini c’è tutto un passato da scandagliare a cominciare dalla denominazione del paese che dal lontano anno mille ha subìto diverse varianti fino alla sua attuale Castellino del Biferno, adottata per distinguerla dai paesi omonimi in Italia e grazie al fiume Biferno, l’unico fiume interamente molisano, che lo attraversa in parte.

Il fascino di questo paese sta nella sua semplicità, nel gustare i piatti tipici e conoscerne le tradizioni, davvero sentite per i Castellinesi.

Ideale dunque per vivere un’esperienza di turismo lento fatto anche di queste emozioni fino a godere di sorprendenti affacci panoramici.

Da quassù infatti, quota 453 mt, è possibile spaziare con lo sguardo sull’Appennino centrale, dal Molise all’Abruzzo fino al mare Adriatico.

Queste le sue ricchezze… un patrimonio materiale e immateriale che merita di essere protetto e valorizzato.

Ma il Biglietto da visita per Castellino del Biferno è rappresentato soprattutto dalle sue tradizioni popolari.

Folclore autentico fatto di canti e danze tipiche, frammenti di storia e abitudini del paese, detti dialettali e pietanze locali trionfano il 12 giugno di ogni anno in occasione de U pizzéchéntò”  un originale evento molisano che consiste nella creazione di piramidi umane che sfilano girando su se stesse tra vicoli e piazzette.

Forse simbolo di una spiga è auspicio di armonia, abbondanza e prosperità per tutti. La partecipazione è davvero emozionante e coinvolge tutti i Castellinesi, grandi e piccini, che si uniscono in un’atmosfera aggregante già nei giorni precedenti la festa.

Protagonista sacro del Pizzicantò è Sant’Antonio per il quale si accendono fuochi in segno propiziatorio e si dedicano altarini devozionali.

Ottimo è il piatto tipico della festa che è anche rappresentativo della gastronomia castellinese, tipica mediterranea: “Le ségntéllë càscë e ovë” , un primo piatto, preparato dalle donne del paese e condito con il famoso “brodo bugiardo” detto così perché privo di carne. L’entusiasmo dei preparativi è davvero invitante e noi consigliamo di parteciparvi con tutto l’interesse.

Una nota di merito va rivolta anche alle persone legate a Castellino del Biferno, tra cui il poeta e scrittore don Alfonso Fratangelo, il musicista Angelo Persichilli, flautista di fama mondiale ed il prof. Antonio Fratangelo, storico e linguista.

Non possiamo non ricordare la figura di un insegnante che ha dato lustro al paese per le sue doti di fine educatore di schiere di fanciulli, i quali hanno contribuito, a loro volta, al progresso morale, sociale e culturale di Castellino, l’insegnante Giuseppe Barbieri.

Amante della musica, del creato e rispettoso delle piccole cose, ha incitato, in diverse occasioni, con la sua parola facile e appropriata al rispetto della natura nella Festa degli alberi e della Patria nelle manifestazioni patriottiche.

Siamo certi che il suo ricordo si trasmetterà negli anni e per diverse generazioni.

Questi piccoli grandi tesori del nostro bellissimo Molise ci rendono orgogliosi della nostra appartenenza ed identità.

E’ bello sottolineare come questi luoghi rappresentino l’autenticità dei nostri borghi meravigliosi, dove la storia, la cultura, le tradizioni, convivono perfettamente in una umanità semplice e di rara bellezza.

Difendiamo questi posti perché rappresentano e possono rappresentare per il futuro un insegnamento di fedeltà e di cultura di un popolo che ha sempre vissuto nella semplicità e onestà, ma che nello stesso tempo sono un baluardo della nostra identità storica, culturale e spirituale.

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo.” (Pablo Picasso)

Scritto da Maria Vasco e Pasqualino Barbieri

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ECCO COSA VEDERE A CASTELLINO DEL BIFERNO:

La Chiesa Madre di San Pietro in Vincoli – Situata nel centro storico è un riferimento per gli abitanti poiché la più importante nel paese e dove è possibile ammirare 13 statue, un coro in legno risalente al 1700 ed una fonte battesimale in pietra scolpita a mano.
La Cappella della Beata Vergine delle Grazie del XIV secolo in cui si trova la statua della Vergine delle Grazie festeggiata nel mese di maggio con profonda devozione da parte di tutti i Castellinesi.
Cappella della Beata Vergine delle Grazie
Posizionata sul colle omonimo questa chiesetta domina su tutto il paese ed è ben visibile dalla strada giù a valle.
La Cappella dell’Addolorata che si trova in Piazza Municipio insieme alla Torre Civica dove è stato posto agli inizi del ‘900 l’orologio pubblico.

DEVI SAPERE CHE…

L’evento del Pizzicantò, celebrato il 12 Giugno di ogni anno a Castellino del Biferno, è stato riconosciuto dall’Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia quale “Patrimonio immateriale d’Italia”.

Fonte immagini: MoliseinVita e internet

 

 

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tartufo Cibo

Regione d’Italia più ricca di tartufo bianco? Molise eccellente

I paesaggi e le vie del tartufo nel Molise e in Italia

Se si parla di tartufo si parla di Molise. Anche se poco conosciuto il tartufo molisano è un Made in Italy di grande prestigio. Eccolo il tartufo, tra i sapori ed i gusti eccellenti della terra molisana! 

Pochi sanno infatti che il Molise è la regione in Italia più ricca di tartufo, in particolare del tartufo bianco, un vero e proprio premio della natura che la terra offre ai suoi territori più incontaminati. E l’uomo non può che apprezzarne sapore e proprietà nutritive facendone il principe delle tavole di qualità. Un’eccellenza gastronomica dell’Italia nel Molise più buono e sano!

Il tartufo, un fungo che compie il suo intero ciclo vitale completamente sotto terra e al buio completo, vive in simbiosi con le radici di piante di boschi e nasce solo in alcune regioni dell’Italia come il Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Eppure si stima che circa la metà di tutta la produzione di tartufo in Italia provenga dal Molise, questa piccola regione del Sud Italia, immersa nelle lussureggianti colline dell’Appennino e meta di appassionati di natura.

Il tartufo molisano ha dunque tutte le potenzialità per diventare il re della tavola molisana e italiana. Tra le vie dei sapori il tartufo rappresenta una delle risorse più importanti per lo sviluppo dell’indotto turistico ed enogastronomico del Molise. Intorno al settore gastronomico del tartufo ruota infatti l’interesse nazionale ed internazionale non solo degli operatori specifici, ma anche a ricaduta positiva, di tutti gli stakeolder affini.

Ecco intanto alcuni cenni scientifici per conoscere più da vicino e meglio i tartufi: sono funghi ipogei, organismi, cioè, che svolgono tutto il proprio ciclo vitale sottoterra. Crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi, in particolare querce, lecci, pioppi, noccioli, salici, faggi, con le quali stabiliscono una simbiosi mutualistica, da cui entrambi traggono vantaggio. Il tipico profumo penetrante e persistente a maturazione avvenuta ha lo scopo di attirare gli animali selvatici per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.

Gli studi geologici hanno evidenziato che i terreni preferiti dai tartufi contengono correntemente una frazione più o meno importante di materiale calcareo. In particolare, quelli calcareo limosi, pare siano i suoli preferiti dal tartufo bianco pregiato.

Tartufo molisano raccolto nelle Mainarde, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Azienda Agrituristica Coia Rosa – Castelnuovo a Volturno (IS)

È noto da anni, e non solo agli addetti ai lavori, che alcune aree del territorio molisano sono tra le più vocate, a livello nazionale, per la produzione dei tartufi, in particolare per quello bianco pregiato. È altrettanto vero che, in un contesto in cui il tartufo è una rilevante fonte di reddito per le popolazioni locali, il numero dei soggetti coinvolti in quella che può essere ritenuta la filiera dell’intero ciclo produttivo sia costantemente cresciuto nel tempo. È, perciò, quanto mai urgente e inderogabile che a tutti gli addetti ai lavori dell’intero ciclo produttivo (tartufai, associazioni e raccoglitori, imprenditori agricoli, tecnici e liberi professionisti, amministratori pubblici) venga reso disponibile, per quanto possibile e nella giusta quantità, il patrimonio di conoscenze, teorico e operativo, che riguarda l’importante risorsa. D’altronde, molto c’è ancora da fare per la giusta valorizzazione del prodotto, affinché l’ eccellenza del raccolto possa fornire il proprio contributo allo sviluppo dell’economia di vaste aree interne del nostro Appennino. È altresì auspicabile che si sviluppino adeguate attività di ricerca scientifica, al fine di trasferire, convenientemente, i risultati ottenuti alle esigenze di conservazione e miglioramento ambientale, nonché di sviluppo di tecniche colturali consone all’incremento di produzioni spontanee.

Il Centro di Ricerca e Sperimentazione per la produzione di piante tartufigene, realizzato nel 2010, presso il vivaio forestale di Campochiaro (CB), testimonia l’attenzione riservata alla tutela e alla valorizzazione del pregiato tubero. Un riconoscibile marchio di qualità potrebbe far assumere all’insieme delle attività relative alla tartufocultura un ruolo ancor più importante, se non preminente, alla crescente multifunzionalità delle moderne aziende agricole, sempre più numerose sul territorio.

Il più delle volte è proprio il tartufo l’elemento al centro di manifestazioni fieristiche riguardanti l’offerta di produzioni locali, delle quali diventa l’elemento trainante. La sua presenza, infatti, in un determinato territorio, essendo ormai considerata dai più un indicatore positivo di qualità ambientale, è anche elemento di richiamo per percorsi turistici alla scoperta di luoghi e tradizioni autentici.

Veduta di Campochiaro CB da Guardiaregia CB – Ph Maria Vasco ©

Dunque il tartufo può considerarsi una vera miniera per il Molise in grado di produrre ricchezza per l’economia italiana grazie ad un marketing del territorio mirato, efficace e vincente. A questo contribuiscono giorno per giorno soprattutto i sempre più numerosi ricercatori ed appassionati tartufai, i bravissimi chef che animano ristoranti sparsi su tutto il territorio regionale tra mare, colline e montagne e tutti i rivenditori, anche di piccole botteghe alimentari e di gastronomia di qualità, che fanno della cucina molisana, già ricca di sapori, una risorsa eccellente!

Scritto da Maria Vasco founder Moliseinvita © e Angelo Sanzò © * Geologo | Fonte immagini: Internet e Moliseinvita

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PROGRAMMA ESCURSIONE SUI TRATTURI, NELLA STORIA SANNITA “Tratti di Tratturo”, alla scoperta delle Vie Verdi dal 1 al 5 Giugno 2016 – Molise – ITALY

– PROGRAMMA ESCURSIONE –

SUI TRATTURI, NELLA STORIA SANNITA

Tratti di Tratturo”, alla scoperta delle Vie Verdi

MOLISE -ITALY

dal 1 al 5 Giugno 2016

 

PROGRAMMA

1 Giugno – arrivo a Capracotta

Welcome Briefing, breve trek panoramico al tramonto

2 Giugno – 1° giorno di trek

Capracotta – Agnone

Km 18,8 – Dis: + 891 m – 1497 m

3 Giugno – 2° giorno di trek

Capracotta – San Pietro Avellana

Km 18 – Dis: + 450 m – 893 m

4 Giugno – 3° giorno di trek

Pietrabbondante – Carovilli

Km 16,5 – Dis: + 464 m – 619 m

5 Giugno – visita a Isernia e ripartenza

Trasferimento a Isernia, visita guidata all’area del paleosuolo e al centro storico, con possibilità di acquisto prodotti locali.

Ore 13.00 saluti e partenza verso le proprie destinazioni.

INFORMAZIONI GENERALI

Territorio: Molise

Durata: 5 giorni / 4 notti

Tipo di Viaggio: residenziale

Valutazione: medio

Km totali: 55

Ore di Cammino al giorno: 6/7

Quota: euro 100 che comprende Guida Gae e Organizzazione.

Altri Costi: euro 235 per pernotti, cene, due degustazioni, trasporti con bus privato o auto, ingresso e visita guidata al teatro di Pietrabbondante.

Iscrizioni: contattare tratturoc2c@gmail.com poiversare su CC la quota di euro 100 (aggiungere euro 10 se non si è soci).

Numero Minimo: 10 partecipanti

Punti Forti:

Regio Tratturo: Celano-Foggia; Alto Molise, Panorami, borghi, sito archeologico di Pietrabbondante, la storia e la cultura Sannita.

Cene con prodotti locali e ricette della tradizione.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

Pernotto: BeB e piccoli alberghi (può capitare di dormire in letto matrimoniale)

Città di Ritrovo: 1 Giugno a Capracotta (previsto incontro a Isernia e trasferimento a Capracotta)

Città di Ripartenza: 5 Giugno a Isernia (autobus vero le principali destinazioni)

Come Arrivare a Isernia: sia da Roma che da Pescara e Napoli treni e autobus

Cosa Portare:

borsa con abbigliamento per il necessario al soggiorno, zaino giornaliero da 30-40 litri, occhiali da sole, borraccia da 1 litro, bastoni telescopici, giacca in materiale traspirante ed impermeabile, pantaloni in materiale traspirante ed impermeabile, magliette tecniche e intimo, scarponi da trekking, calze da trekking, medicinali personali, necessario per la toilette, macchina fotografica.

 

in collaborazione con

Per qualsiasi informazione non esitare a contattare Stefania Rucci  0875  71 42 07




ESCURSIONI

In questa sezione ti offriamo uno spazio interamente dedicato alle ESCURSIONI, le più belle ed emozionanti nel MOLISE!

Viaggia e scopri con noi paesaggi incantevoli del Molise: vivrai esperienze indimenticabili! Ti accompagneremo a visitare luoghi sconosciuti e incontaminati per ammirarli sempre con occhi nuovi. Meraviglie nascoste nel Molise per vivere emozioni del cuore! 

Qui infatti puoi consultare viaggi, escursioni, percorsi ed itinerari esperienziali con visite accompagnate da guide turistiche o anche solo da attraversare in solitaria. Scopri con noi le località più attraenti del Molise e ancora tutto il bello dell’Italia.

Questo ed altro ancora per ammirare il Molise e l’Italia. Seguiamo con passione un turismo d’ispirazione poichè crediamo nella Bellezza e nei Sentimenti che il territorio suscita nell’animo umano. Siamo alla ricerca dei valori e delle virtù che sanno dare carattere al territorio e ti invitiamo a seguire questa filosofia di viaggio. Partecipa anche tu ai nostri tour per il Molise! Ti aspettiamo con una vasta scelta di escursioni programmate per tutto l’anno o stagionalmente grazie all’impegno di Tour Operator, Associazioni ed Agenzie di Viaggi presenti nel Molise e dintorni. 


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