tartufo Cibo

Regione d’Italia più ricca di tartufo bianco? Molise eccellente

I paesaggi e le vie del tartufo nel Molise e in Italia

Se si parla di tartufo si parla di Molise. Anche se poco conosciuto il tartufo molisano è un Made in Italy di grande prestigio. Eccolo il tartufo, tra i sapori ed i gusti eccellenti della terra molisana! 

Pochi sanno infatti che il Molise è la regione in Italia più ricca di tartufo, in particolare del tartufo bianco, un vero e proprio premio della natura che la terra offre ai suoi territori più incontaminati. E l’uomo non può che apprezzarne sapore e proprietà nutritive facendone il principe delle tavole di qualità. Un’eccellenza gastronomica dell’Italia nel Molise più buono e sano!

Il tartufo, un fungo che compie il suo intero ciclo vitale completamente sotto terra e al buio completo, vive in simbiosi con le radici di piante di boschi e nasce solo in alcune regioni dell’Italia come il Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Eppure si stima che circa la metà di tutta la produzione di tartufo in Italia provenga dal Molise, questa piccola regione del Sud Italia, immersa nelle lussureggianti colline dell’Appennino e meta di appassionati di natura.

Il tartufo molisano ha dunque tutte le potenzialità per diventare il re della tavola molisana e italiana. Tra le vie dei sapori il tartufo rappresenta una delle risorse più importanti per lo sviluppo dell’indotto turistico ed enogastronomico del Molise. Intorno al settore gastronomico del tartufo ruota infatti l’interesse nazionale ed internazionale non solo degli operatori specifici, ma anche a ricaduta positiva, di tutti gli stakeolder affini.

Ecco intanto alcuni cenni scientifici per conoscere più da vicino e meglio i tartufi: sono funghi ipogei, organismi, cioè, che svolgono tutto il proprio ciclo vitale sottoterra. Crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi, in particolare querce, lecci, pioppi, noccioli, salici, faggi, con le quali stabiliscono una simbiosi mutualistica, da cui entrambi traggono vantaggio. Il tipico profumo penetrante e persistente a maturazione avvenuta ha lo scopo di attirare gli animali selvatici per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.

Gli studi geologici hanno evidenziato che i terreni preferiti dai tartufi contengono correntemente una frazione più o meno importante di materiale calcareo. In particolare, quelli calcareo limosi, pare siano i suoli preferiti dal tartufo bianco pregiato.

Tartufo molisano raccolto nelle Mainarde, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Azienda Agrituristica Coia Rosa – Castelnuovo a Volturno (IS)

È noto da anni, e non solo agli addetti ai lavori, che alcune aree del territorio molisano sono tra le più vocate, a livello nazionale, per la produzione dei tartufi, in particolare per quello bianco pregiato. È altrettanto vero che, in un contesto in cui il tartufo è una rilevante fonte di reddito per le popolazioni locali, il numero dei soggetti coinvolti in quella che può essere ritenuta la filiera dell’intero ciclo produttivo sia costantemente cresciuto nel tempo. È, perciò, quanto mai urgente e inderogabile che a tutti gli addetti ai lavori dell’intero ciclo produttivo (tartufai, associazioni e raccoglitori, imprenditori agricoli, tecnici e liberi professionisti, amministratori pubblici) venga reso disponibile, per quanto possibile e nella giusta quantità, il patrimonio di conoscenze, teorico e operativo, che riguarda l’importante risorsa. D’altronde, molto c’è ancora da fare per la giusta valorizzazione del prodotto, affinché l’ eccellenza del raccolto possa fornire il proprio contributo allo sviluppo dell’economia di vaste aree interne del nostro Appennino. È altresì auspicabile che si sviluppino adeguate attività di ricerca scientifica, al fine di trasferire, convenientemente, i risultati ottenuti alle esigenze di conservazione e miglioramento ambientale, nonché di sviluppo di tecniche colturali consone all’incremento di produzioni spontanee.

Il Centro di Ricerca e Sperimentazione per la produzione di piante tartufigene, realizzato nel 2010, presso il vivaio forestale di Campochiaro (CB), testimonia l’attenzione riservata alla tutela e alla valorizzazione del pregiato tubero. Un riconoscibile marchio di qualità potrebbe far assumere all’insieme delle attività relative alla tartufocultura un ruolo ancor più importante, se non preminente, alla crescente multifunzionalità delle moderne aziende agricole, sempre più numerose sul territorio.

Il più delle volte è proprio il tartufo l’elemento al centro di manifestazioni fieristiche riguardanti l’offerta di produzioni locali, delle quali diventa l’elemento trainante. La sua presenza, infatti, in un determinato territorio, essendo ormai considerata dai più un indicatore positivo di qualità ambientale, è anche elemento di richiamo per percorsi turistici alla scoperta di luoghi e tradizioni autentici.

Veduta di Campochiaro CB da Guardiaregia CB – Ph Maria Vasco ©

Dunque il tartufo può considerarsi una vera miniera per il Molise in grado di produrre ricchezza per l’economia italiana grazie ad un marketing del territorio mirato, efficace e vincente. A questo contribuiscono giorno per giorno soprattutto i sempre più numerosi ricercatori ed appassionati tartufai, i bravissimi chef che animano ristoranti sparsi su tutto il territorio regionale tra mare, colline e montagne e tutti i rivenditori, anche di piccole botteghe alimentari e di gastronomia di qualità, che fanno della cucina molisana, già ricca di sapori, una risorsa eccellente!

Scritto da Maria Vasco founder Moliseinvita © e Angelo Sanzò © * Geologo | Fonte immagini: Internet e Moliseinvita

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Camminare fa bene: turismo lento e trekking sui tratturi tra natura e storia sannita. Il Molise scopritelo così!

Per tutti coloro che amano la natura e i piccoli borghi antichi, per quelli che godono della bellezza di paesaggi incontaminati e camminare a piedi su sentieri naturali, piuttosto che osservarli dal finestrino dell’auto o su strade asfaltate, il Molise è senz’altro una meta ideale!

E se è vero che camminare fa bene, anzi benissimo e non solo al corpo, ma anche allo spirito e alla mente poiché disintossica dallo stress della vita cittadina, purifica dalle preoccupazioni e rende più liberi e creativi, si potrebbe affermare che camminare nella natura è un mezzo davvero efficace per “produrre” felicità!

Questa verità scientifica conforta tutta l’umanità e sostiene valide terapie volte a generare benessere psico-fisico per tutte le età. Indistintamente appassionati di turismo sostenibile, di turismo lento e dei cammini, così come di turismo a cavallo, ecoturismo, attività green e di trekking su percorsi naturali ne fanno un vero e proprio stile di vita! 

Percorso Tratturo L’Aquila-Foggia – Comune S. Giacomo degli Schiavoni CB Molise Ph Maria Vasco Moliseinvita.it

E quale migliore destinazione se non i Tratturi del Molise, i cosiddetti Giganti Verdi, percorsi di “strade naturali” immersi nelle campagne di questa piccola regione. Qui dove storia antica si confonde con bellezze paesaggistiche, tradizioni, dolci colline e antichi borghi. Una terra incantevole tutta da scoprire! I tratturi, immensi tratti erbosi di strada battuta, larghi fino a più di 111 metri, rappresentano le grandi autostrade di una volta. Sin dall’epoca pre-romana (VI sec a.c) e fino a un paio di secoli fa, erano usati dai nostri avi per trasportare greggi e mandrie da una regione all’altra.

Percorso del Tratturo L’Aquila-Foggia Comune San Giacomo degli Schiavoni (CB) Molise Italy – foto Maria Vasco www.moliseinvita.it

Testimonianza di una cultura millenaria, i tratturi possono essere considerati senza alcun dubbio testimonianze di architetture naturali, giganteschi musei all’aperto, vere e proprie opere d’arte della natura.

Merito senz’altro delle faticose attività dei pastori di un tempo, inconsapevoli protagonisti di quella che fu un’economia plurisecolare e che oggi può ri-presentarsi sotto una nuova forma di riqualificazione economica, generando un impulso eco-sostenibile di spiccata destinazione turistico-umanitaria.

Pensare che grazie agli spostamenti stagionali di queste numerose greggi in aree come l’Abruzzo e il Molise, terre poco accoglienti nei mesi più freddi, generazioni di pastori riuscirono a sviluppare, già in età arcaica, un’economia che, dell’allevamento del bestiame e della lavorazione dei loro prodotti derivati, faceva la ricchezza delle regioni.

Allora centro di commerci e cuore pulsante dell’economia, oggi i Tratturi sono fatti per rivivere attraverso un turismo esperienziale che genera emozioni in tutti i (cinque) sensi, gusto incluso, in un’ottica sostenibile dove è il territorio finalmente a farsi interprete delle attività dell’uomo e non il contrario… purchè lo si viva e non lo si consumi!

I Tratturi dunque come luoghi del benessere e del respiro.

Complesso monumentale di Pietrabbondante (IS) – Teatro, Tempio e Parlamento dei Sanniti
Affresco – Sanniti

Provare a percorrere le antiche vie della transumanza, a piedi, in bicicletta o a cavallo, vuol dire infatti respirare natura, ecologia, tradizioni e cultura. Vuol dire attraversare i piccoli borghi antichi inclusi nella mappa della migrazione stagionale delle greggi e rileggere la storia millenaria dei Sanniti, valorosi guerrieri e pastori dell’antichità, che hanno fatto la storia del Molise e dell’Italia! A loro infatti il grande merito di aver forgiato la parola stessa “Italia” (da viteliù), conferendo identità e carattere quando unirono i popoli dell’Appenino contro il popolo romano.

Come non dare quindi merito al piccolo “grande” Molise che, stretto in un minuscolo lembo di terra tra diverse regioni e spinto all’esterno verso l’Adriatico, si fa onore in Italia e nel mondo grazie alla sua preziosa cultura sannita e ad imparagonabili patrimoni naturali.

I tratturi sono un patrimonio inestimabile di civiltà e cultura dei popoli, un’eredità preziosa della Terra. La loro conservazione merita di essere valorizzata come segnale di una rinnovata conoscenza e tutela dell’ambiente. 

La transumanza dunque non solo rappresenta caratteri di storia di popoli antichi e dei loro usi, costumi e tradizioni, ma interpreta e raccontata profondi valori di vita che le appartengono come vocazione e che trasmette a ognuno di noi: la transumanza che un tempo “camminava” lungo questi percorsi tratturali di una natura incontaminata, oggi è in grado di approdare direttamente nella “natura” dello spirito umano!

Rivivere questi percorsi con uno “spirito di vita” così è davvero emozionante e può tracciare il segno tangibile di un itinerario umano fatto di gratitudine verso popoli che a loro volta li hanno vissuti con sacrificio e grande determinazione.

Località nei pressi del Tratturo L’Aquila-Foggia  Comune di Guglionesi (CB) Molise Italy – Foto Maria Vasco Moliseinvita.it

Diamo valore dunque al tempo trascorso e facciamo gioire lo spirito ed il corpo con lunghi cammini a piedi immersi in questi valori. Questo è il nostro invito!

Riteniamo che la nostra civiltà debba molto a questa realtà, patrimonio ineludibile di storia e cultura quale patrimonio materiale ed immateriale non solo del Territorio come Suolo, ma dell’Umanità stessa.

Camminare nella storia, nella natura e vivere i tratturi proprio qui nel Molise: sono i nuovi viaggi virtuosi di un turismo lento, alla scoperta di un’Italia da ammirare e che fa di questa regione una meta perfetta da visitare e rivisitare ogni volta con occhi nuovi.

Proiettati in questo contesto di turismo di ispirazione e di destinazione umana, emergono figure professionali ed operatori turistici che interpretano il turismo con le sue tendenze emozionali non più solo come settore, ma come opportunità culturale e valore da trasmettere a tutti.

Un’ammirevole evoluzione per tutte quelle associazioni, guide e attività turistiche che, seguendo i principi del servizio di incoming turistico, colgono le nuove tendenze di visitatori sempre più attratti dal senso evocativo della scoperta e stimolati da una serie di percorsi emozionali.

Un grazie particolare a Stefania Rucci che si distingue come professionista del servizio di incoming nel Molise e non solo.

Titolare dell’Agenzia Acapulco Viaggi & Vacanze di Termoli (CB), in stretta collaborazione con associazioni specializzate, Stefania Rucci, grazie alla sua pluriennale esperienza in promozioni escursionistiche, ha saputo cogliere il nuovo significato del turismo di oggi generando quel “valore territoriale” che fa del viaggio un valore sempre più etico ed un’esperienza di vita!

Puoi vedere qui le proposte di itinerari ed escursioni nel Molise, in Italia e all’estero scelti da Moliseinvita.it

Il Molise:una regione dai paesaggi sconfinati, immersi in stupende vallate, tra sapori unici da gustare, borghi e chiese da visitare in solitaria o accompagnati da gruppi con guide turistiche. Le sue innumerevoli tradizioni come la transumanza, la vocazione pastorizia e tutte le attività che ne derivano, affondano radici profonde nei secoli e non basterebbero volumi interi per descriverle e rievocarle.

L’invito è quindi a restare collegati con Moliseinvita per un prossimo appuntamento… Continueremo a parlarvi dei percorsi sui tratturi e di affascinanti cammini nella storia. Restate con noi!

Località nei pressi del Tratturo L’Aquila-Foggia Comune di Guglionesi (CB) Molise Italy – foto Maria Vasco www.moliseinvita.it

Scritto da Maria Vasco 

Fonte immagini: Internet e Moliseinvita 

 VEDI ANCHE L’ARTICOLO PARCO DEI TRATTURI

Qui l’escursione “Tratti di tratturo” dal 1 al 5 giugno 2016 con Acapulco Viaggi &Vacanze e Attraverso il Molise

NOTE DA RICORDARE:

Nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise, ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.”
Per il Molise, la Legge regionale n.9 del 1997 recita:
“I Tratturi in quanto beni di notevole interesse storico, archeologico,naturalistico e paesaggistico, nonchè utili all’esercizio dell’attività armentizia, vengono conservati al demanio regionale e costituiscono un sistema organico della rete tratturale denominato Parco dei Tratturi del Molise“
Dal 1/06/2006 è attiva la candidatura di “La transumanza: i Regi Tratturi” a Patrimonio sia materiale sia immateriale dell’umanità dell’UNESCO, presentata dal Ministero per L’Ambiente con le regioni Abruzzo, Molise, Campania e Puglia.
I tratturi inoltre godono dell’attenzione dell’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite, per il riconoscimento della manifestazione della transumanza, ereditata degnamente e rimasta intatta nel tempo grazie alla vocazione agro-pastorale della famiglia molisana Colantuono di Frosolone (IS), l’unica in Italia che ancora oggi, dal 25 al 28 maggio di ogni anno, sposta  le sue mandrie dalla Puglia al Molise per poi farvi ritorno in autunno. Carmelina Colantuono, di fatto ultima cow girl italiana, protagonista ed erede eccellente della tradizione della transumanza, è stata scelta come simbolo del Molise migliore a Expo 2015.

 

 

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PROGRAMMA ESCURSIONE SUI TRATTURI, NELLA STORIA SANNITA “Tratti di Tratturo”, alla scoperta delle Vie Verdi dal 1 al 5 Giugno 2016 – Molise – ITALY

– PROGRAMMA ESCURSIONE –

SUI TRATTURI, NELLA STORIA SANNITA

“Tratti di Tratturo”, alla scoperta delle Vie Verdi

MOLISE -ITALY

dal 1 al 5 Giugno 2016

 

PROGRAMMA

1 Giugno – arrivo a Capracotta

Welcome Briefing, breve trek panoramico al tramonto

2 Giugno – 1° giorno di trek

Capracotta – Agnone

Km 18,8 – Dis: + 891 m – 1497 m

3 Giugno – 2° giorno di trek

Capracotta – San Pietro Avellana

Km 18 – Dis: + 450 m – 893 m

4 Giugno – 3° giorno di trek

Pietrabbondante – Carovilli

Km 16,5 – Dis: + 464 m – 619 m

5 Giugno – visita a Isernia e ripartenza

Trasferimento a Isernia, visita guidata all’area del paleosuolo e al centro storico, con possibilità di acquisto prodotti locali.

Ore 13.00 saluti e partenza verso le proprie destinazioni.

INFORMAZIONI GENERALI

Territorio: Molise

Durata: 5 giorni / 4 notti

Tipo di Viaggio: residenziale

Valutazione: medio

Km totali: 55

Ore di Cammino al giorno: 6/7

Quota: euro 100 che comprende Guida Gae e Organizzazione.

Altri Costi: euro 235 per pernotti, cene, due degustazioni, trasporti con bus privato o auto, ingresso e visita guidata al teatro di Pietrabbondante.

Iscrizioni: contattare tratturoc2c@gmail.com poiversare su CC la quota di euro 100 (aggiungere euro 10 se non si è soci).

Numero Minimo: 10 partecipanti

Punti Forti:

Regio Tratturo: Celano-Foggia; Alto Molise, Panorami, borghi, sito archeologico di Pietrabbondante, la storia e la cultura Sannita.

Cene con prodotti locali e ricette della tradizione.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

Pernotto: BeB e piccoli alberghi (può capitare di dormire in letto matrimoniale)

Città di Ritrovo: 1 Giugno a Capracotta (previsto incontro a Isernia e trasferimento a Capracotta)

Città di Ripartenza: 5 Giugno a Isernia (autobus vero le principali destinazioni)

Come Arrivare a Isernia: sia da Roma che da Pescara e Napoli treni e autobus

Cosa Portare:

borsa con abbigliamento per il necessario al soggiorno, zaino giornaliero da 30-40 litri, occhiali da sole, borraccia da 1 litro, bastoni telescopici, giacca in materiale traspirante ed impermeabile, pantaloni in materiale traspirante ed impermeabile, magliette tecniche e intimo, scarponi da trekking, calze da trekking, medicinali personali, necessario per la toilette, macchina fotografica.

 

in collaborazione con

Per qualsiasi informazione non esitare a contattare Stefania Rucci  0875  71 42 07




www.moliseinvita.it Comunicazione on line del turismo web computer

Comunicazione e web 3.0 – La nuova frontiera digitale che aiuta turismo e cultura a farsi valere.

Internet e Turismo sembrano andare molto d’accordo. Perché?

Perchè il turismo è un’industria ad alto contenuto di informazione ed il web è il mezzo più efficace non solo per distribuire informazioni di valore, ma anche per arrivare ad un pubblico motivato.

In una società che ormai naviga negli oceani del web e che è totalmente interconnessa, circondata da  avanzate tecnologie, dove quasi tutti hanno la possibilità di interagire fra di loro, internet la fa da padrona. Ma vince una nuova comunicazione, un nuovo approccio alla vita e alle relazioni.  Vince la capacità di trasmettere contenuti di valore per il singolo, la collettività e le nuove generazioni. Ci siamo lasciati alle spalle l’era del web 1.0 diretta esclusivamente al prodotto/servizio; oggi viviamo in pieno l’era del web 2.0 focalizzata sulla persona e le sue relazioni partecipative, ma in realtà resta in vantaggio, ora più che mai, colui che sceglie di puntare sulla trasmissione dei valori.  “Vince” chi, lontano da inutili preconcetti, intercetta genuinamente una necessaria solidarietà tra le persone e la concretizza sul mercato, rimuovendo una “nuova coscienza” sociale e individuale. Il focus della comunicazione non più dunque sul mero business, ma per alimentare l’anima e la spiritualità dell’uomo andando ben oltre il prodotto e l’utente. Una comunicazione “spirituale” che spinge le imprese a possedere missioni, visioni e valori volti a dare un contributo a migliorare il mondo. Questa l’essenza del web 3.0!

E’ evidente che, nel dire “cultura e turismo sono il cuore e l’anima dell’economia italiana”, Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, voglia intendere che fare turismo non è una chiacchierata… il turismo è una cosa seria!

Se territorio, paesaggio e beni culturali sono materie prime e quindi un patrimonio su cui puntare, istituzioni, imprese e privati non possono non tenerne conto, anzi dovrebbero farne sempre più un tesoro da proteggere gelosamente secondo sani principi di sussidiarietà e di salvaguardia, nell’ottica di una prospettiva sistemica e di solidarietà per far emergere giovani talenti e meritevoli realtà aziendali.

Noi, in qualità di divulgatori culturali, non abbiamo dubbi: crediamo che il rapporto tra turismo e comunicazione sia forte e inscindibile.

Da qualunque angolazione lo si osservi e comunque lo si consideri, non v’è dubbio che il fenomeno del turismo rappresenti uno dei fattori più rilevanti dell’attuale economia a livello globale, basato soprattutto sulla circolazione delle informazioni.

Lungo questa strada e’ necessario però costruire una consapevolezza ed una coscienza dell’uso di internet in cui ognuno sia in grado di ri-conoscere le risorse che ha intorno a sè e le valorizzi nella totale gratitudine, sentendosi finalmente parte della soluzione!

Dunque sì al turismo digitale, ma responsabile, etico e sostenibile!

Intanto per rilanciare la naturale vocazione del nostro Bel Paese ad accogliere viaggiatori da tutto il mondo serve una nuova strategia di sviluppo economico e sociale. Turismo sostenibile e comunicazione digitale rientrano in questa strategia che, come mostrano i dati del 2015, sta portando buoni risultati mantenendo il nostro Paese in attivo con un + 3,2% di arrivi di turisti stranieri… Un metodo solido che ha come fine la promozionalità dei territori, la destagionalizzazione, la valorizzazione di luoghi, memorie, tipicità locali dell’enogastronomia che di certo occupano un posto di prestigio sulla tavola del settore, conoscenze, eccellenze e artigianalità che fanno dell’Italia un circuito di bellezze straordinariamente diffuso.

Purtuttavia l’Italia, considerato il paese più desiderato al mondo, si pone solo al 5° posto nella classifica mondiale dopo la Francia, gli Stati Uniti, la Spagna e la Cina e rischia di lasciare il suo posto alla Thailandia e alla Turchia…

Se manca una condivisione totale degli obiettivi tra soggetti privati, imprese e amministrazioni non vi è concorso partecipativo e decade il piano strategico. Prima di tutto una partecipazione emotiva, squisitamente psicologica e culturale che fondi i propri obiettivi in una visione d’insieme tra pubblico e privato in sinergia con il territorio. E’ in questo laboratorio di turismo digitale e sostenibile che devono condividersi totalmente gli obiettivi.

Dunque dal fare comunicazione all’essere comunicazione: bisogna cioè lasciarsi alle spalle inutili atteggiamenti preconcetti e far sì che i soggetti privati, le imprese e le amministrazioni si prestino ad un dialogo fra di loro. Gli operatori di comunicazione, gli utenti (fruitori e produttori essi stessi di comunicazione) e le imprese di mercato prendano coscienza della “cosa digitale” associando i propri prodotti, messaggi e servizi ai temi della solidarietà, della consapevolezza e della sostenibilità.

Quindi qual è il valore della comunicazione e della divulgazione culturale, intese come ricchezza e possibilità di conoscenza? E’ quello, secondo noi, di allargare la capacità delle persone di utilizzare lo strumento web ai fini di un’acquisizione responsabile, “cosciente” e condivisa in un coinvolgimento di risorse: un’ opportunità di successo per chi vi si approccia che genera confronti, dialoghi e trasmissioni di saperi finalizzati non a personalismi e a profitti di categoria, ma ad una migliore offerta di servizi e possibilità operative nella strategia della ricerca globale di cultura e turismo.

La divulgazione culturale, attraverso la rete, deve guardare all’individuo come protagonista di un circuito internazionale, che supera le differenze, i vincoli imposti dal tempo e dallo spazio e mantenere il suo essere e quindi il suo patrimonio, fatto di tradizioni e cultura volti a definire sia le identità individuali che quelle collettive.

E se è vero che il territorio è un bene comune, la sostenibilità che di fatto passa da global al local produrrà benessere per tutti!

Abbiamo detto che parlare di turismo vuol dire parlare di patrimonio culturale e ambientale, ma è necessario aggiungere che parlarne oggi vuol dire parlare di beni comuni poichè la ricchezza se non è comune non è ricchezza: la ricchezza è legata all’uso di tutti!

Ciò che serve saper dopo tutto, e non ci stanchiamo di dirlo, è che internet e turismo sono un binomio vincente solo se adottato con un uso consapevole e responsabile.

Solo da poco si è celebrato l’Internet Day per ricordare le gesta di chi ha creduto per primo ad internet. Trent’anni anni dopo, la partita della comunicazione digitale rimane ancora aperta, ma è tempo di dare una svolta. Come tre decenni fa qualcuno investì per primo sul web, ad oggi il profilarsi della comunicazione 3.0 ossia del marketing che farà del mondo un posto migliore in cui vivere, appartiene ai soliti capaci di idee visionarie.

Questo modello di ‘trasmissione della coscienza e conoscenza’ del territorio ha favorito un turismo, non solo di massa, ma anche di nicchia, dove le peculiarità territoriali hanno trovato un canale di fruibilità che diversamente non avrebbero avuto.

Vendere con il solo obiettivo di vendere non è più lo scopo principale. L’obiettivo finale è creare valore! In questo equilibrio si individua la lungimirante sostenibilità del web 3.0 per il turismo e non solo!

In uno spazio virtuale, interattivo e tridimensionale in cui la tecnologia non solo leggerà, ma in trasparenza di dati interpreterà la semantica e connetterà i saperi tra di loro, è bene aspettarsi che il futuro prossimo della comunicazione turistica sarà proprio il web 3.0!

Tutto questo ovviamente comporta nuove modalità di pensare. Un nuovo approccio al territorio che ne comprenda bene le risorse e ne fruisca in termini turistici e culturali. Una nuova percezione dello spazio, in un ri-disegno delle esperienze sociali in cui si configurano nuove modalità di distribuzione non solo della quantità delle informazioni ma anche della qualità dei content e delle potenzialità inespresse, dalla sfera economica a quella sociale e politica.

“La comunicazione ha il potere di creare ponti, di favorire l’incontro e l’inclusione, arricchendo così la società” così Papa Francesco si esprime, con la sua disarmante semplicità, nel messaggio della 50ma Giornata Mondiale della Comunicazione 2016.

“Anche e-mail, sms, reti sociali, chat possono essere forme di comunicazione pienamente umane. Non è la tecnologia che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione /…/ L’accesso alle reti digitali comporta una responsabilità per l’altro, che non vediamo ma è reale, ha la sua dignità che va rispettata. La rete può essere ben utilizzata per far crescere una società sana e aperta alla condivisione /…/ Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità”.

Grande messaggio che Papa Francesco dà non solo ai comunicatori professionisti ma a tutta l’umanità, poiché ogni uomo è comunicatore e affinchè la Comunicazione non lo massifichi nella globalizzazione, ma lo riconosca nella sua dignità.

Web 3.0. Se non ora, quando? Quando si parla di Molise e turismo…


A cura di Maria Vasco – fondatrice Moliseinvita ©|Fonte immagini: Internet e Moliseinvita | Fonte dati: Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO – World Tourism Barometer – March 2016) * ENIT – Agenzia nazionale del Turismo * Internet

PER APPROFONDIRE: ARTICOLO 9 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA –  La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

DESTINAZIONE MOLISE è un’iniziativa a favore del Turismo sostenibile, responsabile e d’ispirazione.

Questo è un invito al confronto tra umana ispirazione e tecnologia digitale affinché possiate scoprire e approcciare un territorio come il Molise. Un contributo a rafforzare la propria missione e ad emozionarsi con natura, paesaggi, aria incontaminata ed energia di pace che questa bellissima regione italiana infonde ai suoi visitatori.

TURISMO NEL MOLISE è TURISMO CONSAPEVOLE e  di DESTINAZIONE UMANA 

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Pagliara FOSSALTO  1 MAGGIO 03

1° Maggio 2016 “Pagliara Maje Maje” – Evento a Fossalto (CB) MOLISE – ITALY

EVENTO 

“PAGLIARA MAJE MAJE”

I° MAGGIO 2016 – FOSSALTO (CB)

MOLISE – ITALIA

La Pro Loco “Eugenio Cirese”, il Comune di Fossalto, la Rete Italiana di Cultura Popolare, con il patrocinio di Italia Nostra Sezione di Campobasso, presentano : “La Pagliara Maje Maje”.

L’antichissimo rito, di origini sconosciute, si ripete ogni anno, il 1° maggio, a Fossalto, un piccolo e ridente paese del Molise, in provincia di Campobasso. 

 Il mese di Maggio viene simbolicamente rappresentato da una composizione a forma di piramide realizzata con fiori, fronde di alberi e piante varie sul cui vertice viene posizionata una croce floreale.

La “piramide” così ottenuta è fatta indossare da un uomo, il quale, accompagnato da un cantore e da un suonatore di “scupina” (attrezzo musicale molto simile alla zampogna), la conduce per le vie del paese, dove, dalle finestre e dai balconi, sulla pagliara, accolta da frasi augurali (“rascia, Maje” = abbondanza, Maggio!), si riversano numerosi secchi di acqua a scongiurare, evidentemente, tristi periodi di siccità.

 Il tutto si conclude con un pranzo consumato all’aperto, rigorosamente a base di prodotti primaverili: pane con pecorino e fave fresche e zuppa di legumi, accompagnati da un buon bicchiere di vino locale.

Qui la locandina con il programma dettagliato della giornata del 1° Maggio 2016

“Pagliara Maje Maje” – Fossalto (CB) 

Appuntamento da non perdere nel Molise delle tradizioni!

 

QUESTO ARTICOLO E’ PRESENTE NELLA SEZIONE EVENTI IN MOLISE E DINTORNI

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DESTINAZIONE MOLISE è un’iniziativa a favore del Turismo sostenibile, di qualità e d’ispirazione nei luoghi più belli e affascinanti del Molise… qui ora vi abbiamo presentato un invito a scoprire la storia del Molise ed il legame che lega la sua gente al territorio attraverso tradizioni antichissime. Un legame fatto di sentimenti spontanei e di genuina accoglienza, come genuina e invitante è senz’altro questa particolare manifestazone della Pagliara di Maggio a Fossalto, evento propiziatorio e di buon auspicio per la primavera e per tutto l’anno in questa bellissima regione italiana.

TURISMO è DESTINAZIONE UMANA !

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L'arte e la lavorazione del tombolo - mani

Il Molise e le sue mani d’oro. Le merlettaie e il tombolo: un antico mestiere mai dimenticato.

Se ci si aggira tra i vicoli dei piccoli borghi e nei centri storici molisani, soprattutto durante il periodo tra la primavera e l’estate, è possibile fare incontri “artistici” davvero delicati: donne giovani e meno giovani intente a ricamare, davanti alle proprie abitazioni, si dedicano pazientemente a lavorare il tombolo, l’antico merletto tipico del Molise. 

Ora chiacchierando ora in silenzio, si applicano con passione e pazienza su un lavoro di raffinata manualità. Nell’osservarle si percepisce la tranquillità e l’attenzione con cui mani esperte tramandano un antico mestiere mai dimenticato: l’arte del tombolo, l’arte che ha reso famoso il Molise e molti dei suoi paesi come Isernia, Carpinone, Miranda, Ferrazzano, Roccavivara, Mafalda, Tavenna, Sessano, Bojano. Qui si producono ”re tummarieglie”- i tummarielli (fuselli) – grazie alle “pezzagliere”– così si chiamano le merlettaie al tombolo.

Quest’arte tipicamente femminile consiste nel lavorare e realizzare sul tradizionale “pallone” (un cuscino a forma di rullo) merletti raffinati di raro pregio e delicata bellezza tanto da impreziosire tessuti, tovaglie, lenzuola, centritavola, ecc.

Un lavoro ad arte, quello del tombolo a cui una volta bisognava esercitarsi sin da bambine per mantenere viva la passione e acquisire le tecniche. Per le donne che non andavano in campagna il tombolo era un’attività produttiva destinata alla realizzazione di corredi, una specie di salvadanaio del tempo e della tradizione da tramandare.

Oggi, l’arte del merletto al tombolo così come  la tradizione del ricamo e la leggerezza delle sue forme tra sottili fili sono sempre più apprezzate da coloro che possono definirsi estimatori ed amanti del bello, del settore tessile di nicchia, della moda e fra chi interpreta gli antichi mestieri manuali come valori patrimoniali di un artigianato di qualità da salvaguardare.

Così come apprezzabili sono tutti quegli appassionati che sparsi sul territorio italiano si sono riuniti e organizzati per far rivivere l’antica tradizione del tombolo, diffondendola a grandi e piccoli seguaci, anche attraverso scuole e corsi di insegnamento.

Si tratta del meritevole rilancio di un’attività antica in un contesto modernissimo.

Come tutte le opere artigianali, la lavorazione del tombolo è totalmente incentrata sulla manualità, la passione, la creatività e non può che rispondere ad insegnamenti tramandati nei secoli di un’arte accurata e mai improvvisata.

Possiamo affermare infatti che possedere tali abilità nel produrre “opere al tombolo”, vere  proprie opere artistiche, contribuisce a creare l’eccellenza per il nostro Bel Paese, preservando l’importanza dell’attività artigianale come tipicità identitaria del territorio stesso. 

Basti pensare ai merletti napoletani di Pozzuoli in Campania, di Pescocostanzo e Scanno in provincia dell’Aquila e del tombolo aquilano sempre in Abruzzo, di Offida nelle Marche, di Cantù in Lombardia, del Salento nella meravigliosa Puglia, fino ad arrivare al merletto di Gorizia in Friuli Venezia Giulia, di Dentelles di Cogne in Valle d’Aosta e tanti altri ancora… Senza dimenticare l’arte del tombolo in Europa e nel mondo: in Germania era presente già dal 1400, presso Hannover e Norimberga, e persino, pensate un po’, nelle Isole Maldive, sull’isola dei pescatori dell’arcipelago di Ari Sud nell’Oceano Indiano.

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Insomma, il tombolo è un mestiere antico e prezioso, sparso per il mondo, che continua a conquistare l’attenzione anche delle nuove generazioni.

Tornando al nostro Molise, si può dire con orgoglio che il pregio del tombolo molisano sta proprio nel disegno, particolarmente elaborato per l’intreccio delle ‘corsie’.

Nel Molise è Isernia che eccelle per la produzione tanto che il tombolo tipico del Molise è il merletto di Isernia, il “pizziglio” (da cui “ripizzigliar” – i venditori di merletti -) noto in tutta Italia per il suo cosiddetto “punto in aria”, un merletto ad ago che si distingue da tutti gli altri e fa eccellere per l’appunto il nostro Molise.

Ma ciò che caratterizza i merletti di Isernia al punto da renderli famosi in tutto il mondo è il sottile filo di produzione locale di colore avorio con cui vengono lavorati e che li rende davvero unici ed eleganti.

Ancora oggi sono in molti a identificare Isernia come la città dei merletti. Dunque se decidete di fare una passeggiata nella città antica, è molto probabile che tra le stradine vecchie vi avventuriate nell’incontro di pazienti ed abili merlettaie all’opera!  

Personalmente ho provato una grande ammirazione a Ferrazzano, nel piccolo borgo antico a pochi km da Campobasso, dove ho conosciuto un gruppo di simpatiche donne che, con cadenza giornaliera, tengono un corso di tombolo per apprendere l’arte di questo mestiere antichissimo.

In un armonioso intreccio di dita e fuselli non avete idea di quanto sia gradevole ascoltare nel silenzio il suono particolare dei “tommarielli”, un tintinnio di bastoncini di legno sapientemente alternati tra di loro per realizzare questi veri e propri capolavori: i merletti del Molise. Un richiamo originale per curiosi, bambini e visitatori che amano fare turismo esperienziale e di ispirazione. La bellezza e l’incanto nel vedere queste donne mentre lavorano al tombolo e realizzano magnifici manufatti trasmettono una straordinaria umanità ed il legame che si intreccia tra di loro.

I luoghi dove si incontrano queste merlettaie, nei paesini del nostro bellissimo Molise, sono l’emblema della bellezza e del sentimento umano che unisce questi luoghi al cuore umano.

Capolavori d’arte che le nostre donne molisane sanno raccontare, attraverso il loro lavoro, la storia e la cultura di un popolo.

Una energia quasi spirituale che riescono a trasmettere naturalmente mentre sono intente a realizzare i loro capolavori.

L’arte del tombolo potremmo definirla un vero e proprio tesoro, quasi un investimento di famiglia, da tramandare alle generazioni future, con il piacere di trasmettere e valorizzare una civiltà passata, le emozioni, l’impegno e la passione per ciò che si è creato nel tempo con amore.

Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita

USI, COSTUMI E TRADIZIONI NEL MOLISE.  Un po’ di storia e curiosità…

Il merletto a tombolo iniziò il suo splendore a partire dal 1400 e la tradizione vuole che esso sia stato diffuso dal convento di S. Maria delle Monache, le quali insegnarono l’arte del tombolo alle giovani fanciulle. Le origini dunque della lavorazione del tombolo risalgono al basso Medioevo quando nel Molise sorsero numerosi conventi benedettini, centri di preghiera e di operosità. La lavorazione di pizzi e merletti era l’impegno prevalente di tante nobili fanciulle destinate al convento dalle severe leggi feudali per cui la principale occupazione quotidiana doveva essere  la lavorazione del merletto.
Fu proprio la Regina Giovanna D’Aragona a voler apprendere  personalmente la lavorazione dei merletti, di cui era una grande ammiratrice. La sovrana, durante i periodi di villeggiatura ad Isernia, si divertiva a lavorare sul tombolo con i fuselli ( ‘re tummarieglie ), istruita dalle più capaci signore di Isernia.
Esiste documentazione storica che attesta che nel 1503 le monache producevano pizzi e merletti. Da qui è nata la scuola molisana che ancora oggi perpetua la tradizione e trova clientela in tutto il mondo

FONTI IMMAGINI E NOTIZIE STORICHE: INTERNET

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Ringraziamo Vincenzo Di Lazzaro di Casacalenda per le foto che ci ha inviato.  Gennaio 2016

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