Anche quest’anno si rinnova a Campobasso l’appuntamento natalizio con la Xª edizione della Mostra dei Presepi “I Misteri del Natale”, grazie a Giovanni Teberino, erede di una famiglia che a Campobasso vuol dire soprattutto Misteri e che ormai da tempo regala in occasione del Natale le sue piccole opere d’arte, i suoi Presepi.
Mostra artistica di presepi – I Misteri del Natale “I Presepi di Giovanni Teberino”
La mostra dei presepi aprirà i battenti il 9 Dicembre 2017 e resterà aperta fino al 7 Gennaio 2018 al Museo dei Misteri in Via Trento, 3 – CAMPOBASSO – MOLISE – ITALIA
Ad accogliere questi presepi artistici un tempio della campobassaneità, il Museo dei Misteri che custodisce gli Ingegni del Di Zinno per una combinazione di fede e arte sacra che fa unico il Natale. Odori, sensazioni, colori, un’atmosfera sospesa nel tempo dove tutti erano personaggi di una scena magica. Vivere il Natale significava, per la famiglia Teberino, stringersi intorno al “Ciocco di Natale”, sentire l’odore del fritto espandersi in tutta la casa e fondersi agli altri sapori per sentirsi ancora uniti, nella semplicità e nella serenità del Santo Natale.
Una passione nata fin da piccolo, per Giovanni, grazie all’atmosfera che si iniziava a vivere in famiglia sin dall’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, e soprattutto grazie al padre Cosmo, che ogni anno “dirigeva” la creazione del Presepe aggiungendo nuovi particolari nei personaggi, negli animali, nelle casette.
Infatti i rinnovati materiali, le forme e le dimensioni ricostruiranno la tradizione del quadretto sacro più semplice e, nel contempo, più amato del mondo.
Con grande sensibilità, Teberino dedica anche alcune delle Natività a fatti d’attualità, tra cui spiccano quello raffigurante Papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta, quello del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Capanna di Francesco, quello di Natale in casa Teberino e naturalmente le ultime creazioni uniche e originali.
Quest’anno saranno 50 le opere esposte e il titolo della Mostra non è a caso “I Misteri del Natale” e con la sua Xª edizione Teberino ha voluto fondere le due tradizioni molto sentite a Campobasso, Misteri e Presepi.
Così ha collocato davanti ad ogni Mistero del Di Zinno un Presepe che ne avesse significato, forma e caratteristiche simili suscitando sempre un forte interesse e curiosità da parte del visitatore, a conferma del lavoro, della passione e dell’amore per il Natale, inoltre in occasione della Xª edizione della
Mostra, sarà esposto per la prima volta il Presepe di famiglia, in stile napoletano della fine del ‘700. Infatti per chi ne farà richiesta, alla Mostra ci sarà la possibilità di vedere foto e filmati d’epoca dei
Misteri oltre ad ammirare gli Ingegni del Di Zinno che sfilano, ogni anno, per le strade della città nel giorno del Corpus Domini. La mostra ha avuto il patrocinio da: Regione Molise, Assessorato alla Cultura della Regione Molise, Università degli Studi del Molise, Provincia di Campobasso, Comune di Campobasso, Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, Camera di Commercio di Campobasso, Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II, Associazione Misteri e Tradizioni, Associazione Italiana Amici del Presepio, Fondazione Molise Cultura.
Orari Mostra: feriali 16.00 -19.30 festivi 10.00 – 12.30 e 16.00 – 19.30 per maggiori informazioni e/o prenotazioni è possibile contattare i numeri 328 5556549 – 327 5954028
Fonte: Comunicato “I Misteri di Natale – I Presepi di Giovanni Teberino” – Ph di Roberto de Rensis Copyright
ricorda il pittore molisano Leo Paglione nel centenario della nascita
Giovedì 9 Novembre 2017 – ore 17,30
Sala Consiliare – Comune di Campobasso (CB) – Molise- ITALY
L’artista molisano Leo Paglione, nato a Capracotta (IS), il secondo comune più alto dell’Appennino (1421 m. s\l), nel 1917 e scomparso tragicamente nel maggio 2004, è stato uno di maggiori esponenti della pittura molisana.
Autore di numerose opere e affreschi in varie chiese della regione, non ha mai ceduto all’astrattismo, come molti artisti molisani, ma è sempre rimasto fedele alla forma.
Partito dall’arte sacra, si è poi dedicato alla ritrattistica e al paesaggio, donandoci veri e propri capolavori, in cui gli splendidi boschi e i monti dell’alto Molise evocano scenari incantati, quasi senza tempo e senza spazio.
Parleranno dell’artista due grandi esperti: Lorenzo Canova, docente di Storia dell’arte presso l’Università degli Studi del Molise e Franco Valente, storico e critico d’arte.
La cittadinanza è invitata a partecipare. Ingresso gratuito
Fonte: Comunicato SIPBC – Società italiana per la protezione dei beni culturali – Associazione culturale no profit, d’interesse nazionale – SIPBC ONLUS-MOLISE * Presidente Isabella Astorri
Nel bello del Molise… Attività & Territorio con un valore aggiunto! Scopri le Attività scelte da Moliseinvita e vivile nelle tue esperienze di viaggio in giro per il Molise.
Ecco il calendario degli eventi estivi che si svolgono nel Comune di Scapoli, in provincia di Isernia
Molise ITALY
– XL Mostra Mercato e Festival Internazionale della Zampogna – 29, 30 e 31 luglio 2016
– Feste patronali in onore di S. Giorgio e S. Antonio – 11 e 12 agosto 2016
– Festival dei Sapori Molisani – Sagra delle Sagre – 13 agosto 2016
Eventi promossi dal Comune di Scapoli (IS)
Piazza Martiri di Scapoli, 6 Scapoli (IS)
www.comune.scapoli.is.it – Per informazioni: tel. +39 0865.954143
LO SAPEVI?
Scapoli è terra di zampogne e zampognari con botteghe artigianali di abili costruttori di zampogne. L’antico strumento a fiato è prodotto ancora oggi a mano dagli artigiani scapolesi con le stesse tecniche dei primi tempi. Le caratteristiche botteghe specializzate nel fabbricare le zampogne si affacciano sui vicoli del paese incredibilmente da 2000 anni. Non a caso Scapoli si classifica come la capitale mondiale della zampogna!
Continua dal 1975 il successo del famoso Festival Internazionale della Zampogna a Scapoli insieme alla Mostra Mercato, l’arte, la musica e la tradizione secolare che fanno di questo bellissimo paese molisano la capitale mondiale dell’antico strumento a fiato.
Da non perdere, fino a notte inoltrata, dal 29 al 31 luglio 2016, l’appuntamento straordinario con la cultura, l’artigianato, il buon cibo locale molisano, l’intrattenimento e tanto, tanto divertimento! Un’occasione straordinaria di confronto fra culture diverse e di conoscenza diretta di una regione sempre sorprendente come il Molise.
Famoso per essere la patria delle zampogne, Scapoli è infatti uno dei pochi paesi in Italia dove, insieme alla presenza di abili e valenti suonatori, sopravvive l’antica tradizione della fabbrica delle zampogne, grazie ad un numero ristretto di artigiani che, tramandandosi le tecniche di costruzione, assicurano il necessario ricambio generazionale.
La zampogna è uno strumento di origine antichissima che nei secoli accompagnava i pastori nei loro spostamenti periodici. Al fine di mantenere viva questa tradizione sono nati a Scapoli anche un circolo culturale e un Museo della Zampogna. Nel museo, dislocato su tre piani, è possibile ammirare zampogne di varie epoche provenienti da ogni parte del mondo, oltre a strumenti a fiato di rara bellezza, una vasta documentazione iconografica e letteraria, foto d’epoca e la riproduzione di un’antica bottega artigiana.
Vi è anche una sala acustica, che consente di ascoltare il suono melodioso della zampogna, ed una sala video, che permette di assistere a proiezioni di interessanti filmati sul mondo della zampogna. A questo strumento è dedicato anche un Festival Internazionale che si tiene l’ultimo week-end di luglio di ogni anno e che dal 1975 richiama migliaia di turisti da ogni parte d’Italia e anche dall’Estero.
Scapoli fa parte del “circuito”COMUNE AMICO DEL TURISMO ITINERANTE
A proposito di antichi sapori molisani sapete qual è il piatto tipico di Scapoli? Il Raviolo scapolese: la sua preparazione si tramanda ormai da intere generazioni e continua ad essere un ottimo primo piatto da gustare se decidete di fare visita a questo delizioso paesello molisano.
A cura di Maria Vasco founder Moliseinvita – Fonte: Turismo Regione Molise – Fonte immagini: Internet
I suggestivi vicoli di Casacalenda (CB) al tramonto, tra la neve e la gente nelle vie del centro con il bufù, tradizionale strumento musicale del paese…
Ringraziamo Vincenzo Di Lazzaro di Casacalenda per le foto che ci ha inviato. Gennaio 2016
Con l’aumentare in tutto il mondo dell’attenzione verso i temi ambientali, anche lo sviluppo sostenibile del turismo incomincia a ritagliarsi spazi di notorietà sempre più consistenti.
Con il termine turismo sostenibile, l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce quel turismo che gestisce tutte le risorse, garantendo allo stesso tempo risposte ai bisogni economici come anche a quelli sociali e ambientali. Quindi, si tratta di un turismo inteso non come consumatore di ambiente e patrimonio culturale ma come fattore fondamentale per preservarne l’integrità e garantirne lo sviluppo.
Per cui è sostenibile se: fa un uso ottimale delle risorse ambientali, non altera i processi ecologici essenziali e contribuisce nel preservare il patrimonio naturale e la biodiversità; rispetta l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conserva il loro stile di vita e i valori della tradizione, contribuisce alla reciproca comprensione culturale, promuove la tolleranza;
assicura iniziative economiche sostenibili nel lungo periodo, genera benefici socio-economici per tutti gli stakeholder, realizza opportunità per migliorare il benessere della collettività e contribuisce ad alleviare la povertà.
Nell’epoca del turismo globale, ossia del turismo di tutti e in tutti i luoghi, non ci sono più luoghi da scoprire: ciò che conta è l’ESPERIENZA.
Il “turista di terza generazione” ha il desiderio di vivere una vacanza unica, fare esperienza di luoghi nuovi e differenti, di ricevere servizi personalizzati e di scoprire cose autentiche. Vuole immergersi nella cultura locale, nella natura, nella storia, nella tradizione, in situazioni uniche, difficilmente replicabili. Non gli interessa solamente visitare un luogo nuovo, ma vuole soprattutto avere la possibilità di stabilire nuove relazioni, principalmente con i residenti,capaci di trasmettere l’ ESSENZA DEL LOCAL.
Con l’autenticità e l’esperienza, si valica il confine della “semplice vacanza” e ci si affaccia alla conoscenza di un nuovo stile di vita. Dei nuovi itinerari, permetterebbero di far emergere a loro volta, nuove destinazioni turistiche che altrimenti rimarrebbero fuori dai circuiti. In questo modo, verrebbero promosse e gestite, assieme alle autorità locali a agli attori operativi sul territorio, nuove attività capaci di riposizionare il territorio nel mercato turistico, come eventi, specifici corsi nei settori tradizionali (enogastronomia, artigianato, ecc), percorsi tra innovazione e tradizione (tratturi – ad esempio “Sulle orme dei Sanniti”) natura (oasi, laghi, fiumi, biodiversità) usi, feste, costumi. Un turismo definito per tali ragioni ESPERIENZIALE, si amalgama perfettamente col concetto di SOSTENIBILITA ’su esposto e: genera un prodotto di altra qualità, espressione del territorio in cui è inserito (senza intaccare l’ambiente); contribuisce a sviluppare e a mettere a sistema l’offerta turistica locale; contribuisce a fermare l’abbandono ed il conseguente spopolamento dei piccoli centri dell’interno.
Veicolando i flussi turistici dalla zona costiera a quella interna, attraverso la sinergia tra specifiche strutture turistiche (alberghi diffusi, campeggi, agrivillaggi, agriturismi, fattorie didattiche lungo i tratturi) ed itinerari creati ad-hoc, (esposti in seguito), emerge la visione di un territorio inteso come SISTEMA VITALE, capace di esprimere delle potenzialità che possono essere trasformate in possibilità di sviluppo attraverso un percorso strategico opportunamente identificato ed implementato. Ci consentono di ragionare in termini di pianificazione turistico-territoriale mettendo in atto, quindi, quel “processo integrato che definisce le risorse, analizza lo scenario, individua i fattori critici di successo e le criticità e propone azioni di intervento per lo sviluppo sostenibile e sistemico del turismo per una specifica località”.
ESCURSIONI ITINERANTI
Cascata e Torrente Rio Vivo – Matese – Lago di Arcichiaro presso l’Oasi WWF di Guardiaregia CB
PARCO NAZIONALE, RISERVE NATURALI, OASI TIPICHE, GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA: “ LE RISORSE CHE FANNO LA DIVERSITA’” In una terra dai forti contrasti, in meno di due ore d’auto, si va dal mare ai monti, ma con il confine tra campagna e natura che non è mai in contrapposizione. Il viaggio coniuga testimonianze di civiltà dell’uomo con luoghi della natura, soprattutto insoliti.La DIVERSITA’ del Molise nell’epoca del GLOBAL, deriva proprio da questo lungo rapporto mutualistico uomo-natura caratterizzato da elementi insostituibili, irripetibili e non trasferibili. La Regione Molise ha recentemente definito la propria normativa sulle aree naturali, adeguandola alle esigenze del territorio. Le Riserve naturali statali sono 4; si aggiunge il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ricade nel territorio molisano. Presenti anche due oasi di protezione faunistica. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: (4000 ha) – Le Mainarde, sul confine della regione, sono diversità nello stesso Parco e non hanno nulla da invidiare alle Alpi; Riserve Naturali Mab dell’Unesco di Montedimezzo (300 ha) eCollemeluccio (420 ha): laboratorio a cielo aperto con 18 itinerari nella natura più autentica per educare all’utilizzo oculato del territorio; Oasi WWF di Guardiaregia e Campochiaro (2172 ha): tra i boschi e prati più importanti d’Italia, spiccano il canyon del Quirino, i 1050 metri di profondità del pozzo della Neve, e i 100 metri della cascata San Nicola; Oasi LIPU di Casacalenda (135 ha): l’insieme dei vari ambienti e il divieto di caccia, hanno creato il rifugio ideale per le oltre 110 specie di uccelli; Riserva Torrente Callora (50 ha); Riserva naturale di Pesche(540 ha).
Da menzionare il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a circa 1450 m. slm, gestito da cooperative locali e dall’Università degli Studi del Molise.
A collegare tante gemme, provvedono sia le strade moderne che i tratturi.
PARCO DEI TRATTURI
Il Parco dei Tratturi istituito dalla Regione Molise l’11/04/1997 l.r. n.9 per la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani; le “autostrade del passato” rappresentavano veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerare veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo. Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi.
I più antichi ed importanti: Il Celano-Foggia (circa 200 km); Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km); Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km); Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia(circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese. Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale di 111,6 metri con relativi limiti in pietra ai lati. Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise” ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.
Il Molise idrograficoè costituito dai bacini dei fiumi Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Volturno e da torrenti e valloni intermedi. Non tutti questi corsi d’acqua, però, scorrono interamente nel Molise, per cui la superficie molisana risulta molto più ampia di quella amministrativa.
Esistono laghi naturali di piccole dimensioni. Tra essi illaghetto di Carpinone, sull’altopiano di Frosolone, quelloCannavina, nell’alta valle del fiume Trigno, e quello comunemente chiamato dei Castrati, di originevulcanica.Degni di rilievo sono, invece, ibacini artificiali che hanno aggiunto nuove possibilità turistiche al territorio. Tra essi: Il lago del Liscione o di Guardialfiera: ottenuto per effetto dello sbarramento del corso del fiume Biferno con unadiga do 497 metri. Le sue sponde più agibili sono diventate meta turistica con itinerari escursionistici nella natura, percorsi per disabili, capanni per il birdwathing, sentieri di fitness;
Il lago di Occhito, anello di congiunzione tra l’antico contado di Molise con ilTavoliere delle Puglie, è un suggestivo richiamo turistico per gli aspetti naturalistici e la pescosità delle sue acque;
Il bacino di Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia; le rive di questo poderoso sbarramento, di grande interesse paesaggistico, si propongono come meta turistica soprattutto per i pescasportivi, per gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela.
Sono quei beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi come elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostropianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione scientifica della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico-ricreativi. Secondo uno studio realizzato dall’Università del Molise, il territorio molisano è stato suddiviso in sette grandi aree di riferimento sia in base alla caratterizzazione dei contesti territoriali in cui ricadono i singoli geositi, sia per gli aspetti concernenti la valorizzazione degli stessi: Alto Molise: ospita 17geositi censiti; oltre a diverse aree protette (su esposte) ZPS e siti SIC, da segnalare la presenza di uno dei siti archeologici più importanti nel panorama regionale: il Parco Archeologico di Pietrabbondante. Tale territorio è interessato dai seguenti tratturi: Ateleta-Biferno-S.Andrea, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera; Mainarde-M.ti di Venafro-Alto Volturno: ospita 16 geositi, aree protette, ZPS e siti SIC; tra le aree di valore storico-archeologico:il sito di Isernia La Pineta e l’Abbazia Benedettina di S.Vincenzo al Volturno; l’area è interessata dal tratturo Castel di Sangro-Lucera; Montagnola di Frosolone: ospita 7 geositi, aree naturalistiche e SIC; tra le aree di valore storico archeologico: le antiche difese sannitiche del IV secolo a.C.; l’area è interessata da un tratto del tratturo Castel di Sangro – Lucera; Matese – Conca di Boiano – Sepino: anche qui, numerose aree naturalistiche, ZPS, SIC; tra i siti di valore storico-archeologico: l’area di Altilia (Sepino) e del Santuario Italico d’Ercole Quirino (Campochiaro). Il territorio è attraversato dai seguenti tratturi e bracci: Pescasseroli-Candela e Cortile-Matese; Molise Centrale: presenta un’estensione di circa 1500 kmq ed ospita un consistente numero di geositi (16). Numerose aree SIC e ZPS. L’area è interessata dai tratturi Castel di Sangro- Lucera, Celano-Foggia e dai bracci Cortile-Matese e Cortile Centocelle; Basso Molise: l’area ospita 5 geositi, numerose aree protetteed è interessata dai tratturi Celano-Foggia, Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco;
Fascia costiera: 7 geositi censiti, numerose aree SIC e ZPS; l’area è interessata dai tratturi L’Aquila-Foggia, Ururi-Serracapriola (tratturo minore), Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco.
TRADIZIONI POPOLARI
La maggior parte dei comuni molisani, conserva ancora vive molte feste tradizionali; alcune, di origine medioevali o risalenti a culti pagani ancora più antichi, altre più recenti, sono comunque emozionanti in egual misura. Di seguito, le più significative e spettacolari di alcuni comuni della regione, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno: Le prime feste dell’anno ed il Carnevale:Colli a Volturno, Acquaviva d’Isernia. Tufara, Cercepiccola, Rocchetta al Volturno, Bagnoli del Trigno, S.Croce di Magliano; La Primavera: le Carresi di Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, San Giuliano del Sannio, Acquaviva Collecroce; Giugno:i Misteri di Campobasso; Luglio: la Festa del Grano di Jelsi; Estate:Termoli (San Basso), Capracotta (La Pezzata). Riccia (Sagra dell’Uva), Isernia (Pellegrinaggio l Santuario dei Santi Cosma e Damiano); La Faglia di Oratino
Evento nel Molise – ‘Ndocciata di Agnone, riconosciuto “Patrimonio d’Italia per la tradizione” | Agnone IS MOLISE
La ‘Ndocciata di Agnone (Natale)
Alla luce di quanto esposto, si tratta di puntare su un nuovo modello di sviluppo socio-economico-territoriale; un modello alternativo caratterizzato da un melting-pot di risorse territoriali eccezionali, uniche, irripetibili, autentiche; un modello capace di “invertire la rotta” dalla concentrazione costiera o montana delle principali attività economico-turistiche. In quest’ottica, gli obiettivi su cui dovrebbe puntare una progettazione territoriale del turismo, diventano quelli di migliorare le condizioni insediative e l’organizzazione degli spazi, di veicolare, localizzare, gestire le attività sul territorio allo scopo di ottimizzare la qualità urbana, ristabilendo il giusto equilibrio tra “interno” ed “esterno”, “urbano” e “rurale”, “globale” e “locale”.
Alessandro Ranieri dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale
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