Il volto femminile nella pittura di Giulia D’Aloia

Mostra d’arte l’8 marzo al “Consiglio Regionale del Molise”
La Presidenza del Consiglio Regionale del Molise, per celebrare l’8 marzo la Giornata Internazionale della Donna, ha organizzato a Campobasso un importante evento culturale dal titolo “Consiglio di Donna”. In questa occasione nei locali di Palazzo D’Aimmo è stata organizzata una Mostra d’arte che sarà aperta al pubblico nei giorni 9-10-11 marzo 2023 dalle ore 16.00 alle 19:00.

A questa Mostra è stata meritoriamente invitata ad esporre l’artista contemporanea Giulia D’Aloia, in arte “Juliet RosaWood”.

Il volto femminile è infatti il protagonista fondamentale nella produzione pittorica di questa artista, che dopo severe selezioni ha esposto i suoi dipinti in Italia e all’estero. Nei suoi lavori, la dimensione essenziale della figura umana si manifesta spesso in un volto di donna, a cui assegna quasi un valore “ontologico” che si sostanzia nello “sguardo”, poiché è lo sguardo che dà accesso al mondo sensibile.
Si può quindi affermare che nelle composizioni pittoriche di Giulia D’Aloia l’esperienza estetica più rilevante, così come è sempre stato nell’arte pittorica, si coagula sovente nel “volto”, soprattutto quello femminile, in quanto è lo “sguardo” ad assurgere al ruolo di elemento chiave per comprendere le complesse significazioni dell’anima. Spesso il volto che spicca nei suoi dipinti, sottende un “corpo” che non si mostra; ma è proprio il volto che dà vita alla composizione e che lo integra invece in un orizzonte di senso, in un mondo in cui lo “sguardo” ci connette all’esperienza sensibile e all’universo sociale che lo determina e che lo ha determinato.

Si può inoltre affermare che la pittura di questa artista offre sempre, a chi la osserva con attenzione, una sorta di danza degli sguardi, che si miscelano con altri “indizi” disseminati nell’opera, unitamente alla scelta di forme, di colori e a quella distribuzione delle “macchie” in cui lei eccelle. Influenzata fortemente dalla Natura, l’artista ha di fatto riproposto nei suoi dipinti questo forte legame spirituale; così che nei sui volti, l’occhio e lo spirito, il visibile e l’invisibile, si addizionano e si miscelano in gran parte delle sue interpretazioni artistiche.
La composizione che Giulia organizza intorno al volto femminile è quindi un simbolico supporto a quello sguardo e al suo rivolgersi verso un punto che non è il “punto di fuga” di un prospettiva che segue le regole di un tradizionale dipinto. L’occhio nei dipinti della nostra artista si proietta sempre verso orizzonti posti al di fuori della cornice, considerata – come è noto – il limite fisico della composizione. Il vagare dello sguardo di chi osserva un ritratto dipinto di Juliet, fa percepire che non sono soltanto gli occhi a comunicare sensazioni.

Lo “sguardo” nasce da tutto il dipinto nel suo insieme: il volto e la composizione rappresentano lo “sguardo” di tutto il dipinto.

Malinconie, sogni, gioie, ansie, desideri, memorie, turbamenti, pulsioni profonde, etc…, insomma tutti i movimenti dell’anima, sono portati in superficie dallo sguardo e dalla composizione tutta, che distribuisce nei colori e nei segni le pulsioni profonde dell’artista. I temi che Kandinskij nel suo volume Lo spirituale nell’arte reputerà fondamentali, come la “svolta spirituale”, la “necessità interiore” e il “colore”, sembrano essere tutti essere parte del processo creativo di Giulia D’Aloia, in una pittura che trasfigura i volti delle donne in una sorta di tempo sospeso, ma proiettato nel presente di ciascuno di noi.
Testo: Prof. Renato Cavallaro, Sapienza Università di Roma © | Fonte immagini Giulia D’Aloia ©
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L’Associazione Larinella è orgogliosa ed emozionata di poter offrire a quanti verranno a Larino, luogo storico, di interesse culturale e turistico del Molise in provincia di Campobasso, un doppio weekend di emozioni, divertimento, ma anche di spettacoli e cultura.
Lo abbiamo fatto, nella sala Freda del Palazzo Ducale, insieme a noi, Danilo Marchitto e Laura Ricci dell’Associazione Larinella, c’erano il sindaco Pino Puchetti e l’assessore alla cultura Iolanda Giusti. Con noi la voce del carnevale ossia l’impareggiabile Gianluca Venditti.

Negrita che farà ballare fino a notte inoltrata il popolo del carnevale. L’indomani, domenica 19 febbraio al mattino è in programma una mostra a cielo aperto dei carri allegorici con spettacoli di danza e magia. Alle 15:30 l’inizio della sfilata dei carri sarà dato da Francesco Chiofalo, personal trainer ed influencer da oltre un milione e mezzo di follower. Alle 22:00 è in programma poi il dj set di Ketty Passa. Il secondo weekend del carnevale vedrà poi giungere a Larino, il 25 febbraio 2023 il dj set di Tommy Vee e per il gran finale di domenica, l’attrice Claudia Gerini, ufficialmente madrina della manifestazione.

E proprio in tal senso, l’assessore Giusti ha ricordato come nei giorni del Carnevale sarà possibile accedere all’area archeologica e a Villa Zappone, visitare il museo diocesano, la cattedrale, San Francesco e
naturalmente il nostro Palazzo Ducale con il suo museo e le mostre permanenti presenti.




Al via l’evento fieristico del
Un evento in forte crescita, ricco di novità ed eccellenze proposte dagli espositori direttamente al pubblico.
tipici e in più il mondo wellness e biomedicale.
“Vogliamo che tutti vivano Molise in Fiera come un’esperienza da ricordare”, continua la 



Piccolo centro medievale, 
Ma le bellezze di
più di 1.300 anime, gode di panorami mozzafiato da un’altitudine di circa 400 m. sul livello del mare. Il paesaggio è tipico dei libri di fiaba e stupisce i visitatori affascinandoli con le cime del massiccio delle 




paese di un tempo. Il fenomeno dell’emigrazione ha poi lentamente ridotto tutto lo sviluppo d’allora e oggi possiamo semplicemente ammirare un centro storico dalla bellezza antica e silenziosa.









paesaggio rurale di rade contrade, qualche antica masseria e i piccoli poderi allineati della Riforma agraria; il tempo è scandito in autunno dai colori scuri della terra, poi dal verdeggiante verzicar delle colture e, in prossimità del raccolto, dalle ampie sfumature dorate del grano, che lasceranno il posto all’imbrunire delle stoppie. Punteggiato qua e là da qualche albero isolato e fazzoletti di bosco, esso è stato caratterizzato a lungo anche dalla pastorizia transumante: qui, nell’

Può sembrare un paesaggio immobile e silenzioso, sensibile solo al succedersi delle stagioni. Invece quello di
di generazioni” cara a Emilio Sereni, secondo cui il paesaggio agrario è il prodotto del lavoro incessante degli agricoltori.

Il complesso paesaggistico di 




