Artista molisana Giulia d’Aloia in arte Juliet RosaWood MOLISE

Volto femminile nella pittura di Giulia d’Aloia

Il volto femminile nella pittura di Giulia D’Aloia

Mostra d’arte l’8 marzo al “Consiglio Regionale del Molise”

La Presidenza del Consiglio Regionale del Molise, per celebrare l’8 marzo la Giornata Internazionale della Donna, ha organizzato a Campobasso un importante evento culturale dal titolo “Consiglio di Donna”. In questa occasione nei locali di Palazzo D’Aimmo è stata organizzata una Mostra d’arte che sarà aperta al pubblico nei giorni 9-10-11 marzo 2023 dalle ore 16.00 alle 19:00.

A questa Mostra è stata meritoriamente invitata ad esporre l’artista contemporanea Giulia D’Aloia, in arte “Juliet RosaWood”.

Il volto femminile è infatti il protagonista fondamentale nella produzione pittorica di questa artista, che dopo severe selezioni ha esposto i suoi dipinti in Italia e all’estero. Nei suoi lavori, la dimensione essenziale della figura umana si manifesta spesso in un volto di donna, a cui assegna quasi un valore “ontologico” che si sostanzia nello “sguardo”, poiché è lo sguardo che dà accesso al mondo sensibile.

Si può quindi affermare che nelle composizioni pittoriche di Giulia D’Aloia l’esperienza estetica più rilevante, così come è sempre stato nell’arte pittorica, si coagula sovente nel “volto”, soprattutto quello femminile, in quanto è lo “sguardo” ad assurgere al ruolo di elemento chiave per comprendere le complesse significazioni dell’anima. Spesso il volto che spicca nei suoi dipinti, sottende un “corpo” che non si mostra; ma è proprio il volto che dà vita alla composizione e che lo integra invece in un orizzonte di senso, in un mondo in cui lo “sguardo” ci connette all’esperienza sensibile e all’universo sociale che lo determina e che lo ha determinato.

Paesaggio rurale del Molise – Ph Giulia D’Aloia

Si può inoltre affermare che la pittura di questa artista offre sempre, a chi la osserva con attenzione, una sorta di danza degli sguardi, che si miscelano con altri “indizi” disseminati nell’opera, unitamente alla scelta di forme, di colori e a quella distribuzione delle “macchie” in cui lei eccelle. Influenzata fortemente dalla Natura, l’artista ha di fatto riproposto nei suoi dipinti questo forte legame spirituale; così che nei sui volti, l’occhio e lo spirito, il visibile e l’invisibile, si addizionano e si miscelano in gran parte delle sue interpretazioni artistiche.

La composizione che Giulia organizza intorno al volto femminile è quindi un simbolico supporto a quello sguardo e al suo rivolgersi verso un punto che non è il “punto di fuga” di un prospettiva che segue le regole di un tradizionale dipinto. L’occhio nei dipinti della nostra artista si proietta sempre verso orizzonti posti al di fuori della cornice, considerata – come è noto – il limite fisico della composizione. Il vagare dello sguardo di chi osserva un ritratto dipinto di Juliet, fa percepire che non sono soltanto gli occhi a comunicare sensazioni.

Lo “sguardo” nasce da tutto il dipinto nel suo insieme: il volto e la composizione rappresentano lo “sguardo” di tutto il dipinto.

Malinconie, sogni, gioie, ansie, desideri, memorie, turbamenti, pulsioni profonde, etc…, insomma tutti i movimenti dell’anima, sono portati in superficie dallo sguardo e dalla composizione tutta, che distribuisce nei colori e nei segni le pulsioni profonde dell’artista. I temi che Kandinskij nel suo volume Lo spirituale nell’arte reputerà fondamentali, come la “svolta spirituale”, la “necessità interiore” e il “colore”, sembrano essere tutti essere parte del processo creativo di Giulia D’Aloia, in una pittura che trasfigura i volti delle donne in una sorta di tempo sospeso, ma proiettato nel presente di ciascuno di noi.

Testo: Prof. Renato Cavallaro, Sapienza Università di Roma © | Fonte immagini Giulia D’Aloia © 

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Giovane artista molisana espone nella prestigiosa Fiera d’Arte Contemporanea del Principato di Monaco | Giulia D’Aloia




 

Carnevale Pozzilli IS MOLISE Ph Massimo Guglielmi ©

Fantastico il Carnevale di Pozzilli in Molise

Carnevale di Pozzilli, ogni anno un successo!

Sfilata di carri allegorici ed allegria per tutti | 19 e 21 febbraio 2023 Pozzilli IS MOLISE ITALY

Il Carnevale di Pozzilli, giunto alla sua quarta edizione, continua a regalare momenti di gioia e spensieratezza a tutti i partecipanti.

Esperienza ideale per lasciarsi andare al divertimento tra le vie del paese dove sfileranno allegramente due carri allegorici con relativi personaggi mascherati.

Portato avanti con entusiasmo dai ragazzi dell’Associazione “Gli amici del Carnevale”, il Carnevale di Pozzilli è un progetto creativo realizzato in piena autonomia, con propri fondi e attingendo all’artigianalità della scuola di cartapesta e di sartoria.

Il Carnevale di Pozzilli si rivolge a ragazzi, bambini, famiglie e visitatori incuriositi dell’evento festoso. La realizzazione di nuovi carri vuole sollecitare creatività e partecipazione nei più giovani mantenendo un costante dialogo diretto e attivo tra generazioni.

Uno dei punti focali della mission del Carnevale di Pozzilli è infatti quello di costruire un luogo di incontro tra bambini e adulti non solo “in piazza” in occasione della festa, ma anche all’interno dell’associazione.

I ragazzi vogliono essere protagonisti del territorio, intendono essere parte attiva del proprio territorio e, con ruolo professionalizzante, offrire motivi di ospitalità e di accoglienza a turisti e visitatori.

Con questo spirito di relazione l’associazione “Gli amici del Carnevale” di Pozzilli apre le porte a tutti i creativi per edificare un punto aggregativo e di condivisione. L’invito è perfetto per scoprire il centro abitato di Pozzilli e le sue principali attrazioni turistiche come monumenti, chiese, giardini, siti archeologici, palazzi e dimore del centro storico.

Pozzilli IS sorge nella valle del Volturno, tra la catena montuosa della Mainarde ed il massiccio del Matese, circondato da un paesaggio naturale e boschivo, ricco di percorsi da fare a piedi oltre che di ottime esperienze del gusto. Quale occasione migliore per visitare uno dei paesi più belli del Molise?

Paesaggi boschivi di Pozzilli IS MOLISE – Ph Maria Vasco © By Moliseinvita

Grazie al Carnevale ben vengano dunque una gita fuori porta o un weekend immersivo per scoprire cosa fare e cosa vedere di bello a Pozzilli.

L’evento è gratuito. Siete tutti benvenuti!


A cura di Maria Vasco Fondatrice Moliseinvita © |Fonte: Comune di Pozzilli | Fonte immagini: Ph Pag Fb Gli Amici del Carnevale © – Ph Massimo Guglielmi © 

 

 

 

 

Carnevale storico di Larino CB MOLISE 2023 ph Graziella Vizzarri

Larino tra i Carnevali storici d’Italia

E’ un Carnevale davvero speciale il Carnevale storico di Larino

Carnevale tra i più belli del Molise, il Carnevale storico di Larino si svolge nei weekend 18/19 e 25/26 febbraio 2023

L’Associazione Larinella è orgogliosa ed emozionata di poter offrire a quanti verranno a Larino, luogo storico, di interesse culturale e turistico del Molise in provincia di Campobasso, un doppio weekend di emozioni, divertimento, ma anche di spettacoli e cultura.
Emozioni di un carnevale storico che è proiettato al futuro senza dimenticare l’importanza di questo presente dove i protagonisti sono loro: i nostri maestri cartapestai, i nostri ragazzi e ragazze che hanno saputo da un’idea costruire giganti di cartapesta. Manufatti artigianali ed artistici che davvero non hanno più nulla da invidiare a quelli che vengono realizzati nei più “conosciuti” carnevali d’Italia.
Abbiamo dunque presentato l’intero programma di eventi. Lo abbiamo fatto, nella sala Freda del Palazzo Ducale, insieme a noi, Danilo Marchitto e Laura Ricci dell’Associazione Larinella, c’erano il sindaco Pino Puchetti e l’assessore alla cultura Iolanda Giusti. Con noi la voce del carnevale ossia l’impareggiabile Gianluca Venditti.
Dopo le parole del sindaco che ha sottolineato l’importanza della manifestazione, il riconoscimento ministeriale come carnevale storico e l’avvio dei lavori che consentirà ai nostri gruppi costruttori di avere spazi adeguati alla realizzazione delle opere, abbiamo esposto il nostro manifesto di eventi a partire da colei che sarà la madrina della manifestazione ossia l’attrice Claudia Gerini.
Si comincia Sabato 18 febbraio 2023 con la partecipazione della conduttrice Rai, attrice Adriana Volpe che di fatto darà il via all’intera manifestazione ergo alla sfilata dei giganti di cartapesta in piazza del Popolo dove poi in serata, intorno alle 22:00 è atteso il dj set di Pau dei Negrita che farà ballare fino a notte inoltrata il popolo del carnevale. L’indomani, domenica 19 febbraio al mattino è in programma una mostra a cielo aperto dei carri allegorici con spettacoli di danza e magia. Alle 15:30 l’inizio della sfilata dei carri sarà dato da Francesco Chiofalo, personal trainer ed influencer da oltre un milione e mezzo di follower. Alle 22:00 è in programma poi il dj set di Ketty Passa. Il secondo weekend del carnevale vedrà poi giungere a Larino, il 25 febbraio 2023 il dj set di Tommy Vee e per il gran finale di domenica, l’attrice Claudia Gerini, ufficialmente madrina della manifestazione.

E poi ancora musica, sfilate, magia per grandi e piccini.

Abbiamo anche raccontato un altro aspetto importante del carnevale larinese ossia la sinergia che si è creata con le scuole a partire dall’Omnicomprensivo Magliano fino alla collaborazione, ormai datata, con il Majorana di Termoli e quella con l’Università degli Studi del Molise che ci ha permesso di portare la bellezza del carnevale sui banchi per progetti culturali di ampio respiro fino alla creazione di un’apposita applicazione che consentirà di interagire con i gruppi costruttori divenendo nel tempo anche riferimento geoculturale per coloro che giungeranno a Larino e, non soltanto, per il carnevale.
E proprio in tal senso, l’assessore Giusti ha ricordato come nei giorni del Carnevale sarà possibile accedere all’area archeologica e a Villa Zappone, visitare il museo diocesano, la cattedrale, San Francesco e naturalmente il nostro Palazzo Ducale con il suo museo e le mostre permanenti presenti.
Per accedere al percorso del carnevale è previsto il pagamento di un biglietto giornaliero di 4 euro che comprenderà la sfilata dei carri, le esibizioni musicali, gli show degli artisti, il parcheggio e la navetta gratuita. Mentre sarà possibile, solo in prevendita, acquistare un biglietto cumulativo per i quattro giorni al costo di 5 euro presso il “Larinella Store” in viale Giulio Cesare, 21.

Fonte: Associazione Larinella | Fonte immagini: Ph Pag Fb Carnevale di Larino © – Ph Graziella Vizzarri © – Ph Pietro La Serra ©




 

stand Molise in Fiera - Termoli CB MOLISE Ph pag Fb Molise in Fiera

Molise in Fiera tra novità ed eccellenze

Evento fieristico nel Molise

Tutto pronto per Molise in Fiera 2023

La fiera campionaria apre i battenti dal 15 al 19 febbraio 2023 a Termoli CB MOLISE – L’evento è gratuito


Al via l’evento fieristico del Molise con l’edizione 2023 di Molise in Fiera.
Un evento in forte crescita, ricco di novità ed eccellenze proposte dagli espositori direttamente al pubblico.
“Sarà un’edizione più ricca, più varia e di livello ancora superiore rispetto alla precedente” dichiara Mariella Tufarelli, presidentessa di ConfEventi Molise e organizzatrice dell’evento.
Molte le novità in serbo per i visitatori: una nuova sezione dedicata al mondo delle cerimonie e wedding e un’area dedicata alle macchine agricole più estesa e più specializzata, dove saranno presenti le aziende protagoniste del settore.
Inoltre un’ampia e accresciuta presenza di operatori del settore commercio, artigianato e arredamento. Prodotti alimentari tipici e in più il mondo wellness e biomedicale. Molise in Fiera ha nella varietà dell’offerta la sua arma più affilata.
“Vogliamo che tutti vivano Molise in Fiera come un’esperienza da ricordare”, continua la Tufarelli, “con elementi di attrazione per adulti e bambini, privati e aziende”.
Un benvenuto dunque alle giovani coppie che progettano il loro giorno più bello, alle famiglie, ai professionisti del settore agricolo, agli appassionati di enogastronomia e a tutti coloro che cercano novità e soluzioni per la propria casa o la propria azienda. Il posto giusto anche solo per passare qualche ora in un clima informale e pieno di stimoli.
Un po’ di numeri: con oltre 60 espositori su 5000mq attuali e più di 16000 visitatori in ognuna delle edizioni precedenti, quest’anno la fiera fa un grande passo in avanti in termini di qualità dell’offerta e dei servizi. Iniziative che potenziano il valore del turismo fieristico nel Molise con l’opportunità di conoscere una terra meravigliosa e ricca di risorse.

Molise in Fiera apre al pubblico dal 15 al 19 febbraio 2023 a Termoli CB, in piazza Giovanni Paolo II (ore 10:00/13:00 – 16:00/21:00). L’evento è con ingresso gratuito. Per maggiori informazioni si può visitare il sito Moliseinfiera.it

Fonte: ConfEventi Molise e Molise in Fiera | A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©

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Colli a Volturno IS Ph Lorenzo Zip Albanese © www.moliseinvita.it1 - Copia - Copia

Colli a Volturno, perché viene chiamata “La piccola Parigi” del Molise e quali le sue unicità.

Tempo stimato di lettura: 2′-

Così bella da sembrare un quadro.

La chiamano “La piccola Parigi” del Molise ed è la spettacolare Colli a Volturno con le sue tre colline boscose sempreverdi. Un gioiello del Molise immerso in una vegetazione salubre e incontaminata.

Piccolo centro medievale, Colli a Volturno si trova nell’Alto Molise in provincia di Isernia. Furono i virtuosi monaci benedettini di S. Vincenzo al Volturno nel periodo prima del Mille a dargli vita, ma l’insediamento ha origini ancora più antiche e lo riportano al VII sec. a.C. con la presenza dei Sanniti.

Siete appassionati di storia? Bene, qui potrete trovare ben conservati un acquedotto romano ed i resti della “cinta muraria sannitica” lunga sei chilometri – meta di numerosi ricercatori e archeologi, italiani e stranieri, interessati dalle dimensioni dei massi delle mura megalitiche e dalla lunghezza straordinaria dell’opera –

E per i più curiosi andiamo ancora più indietro nel tempo: scopriamo infatti che le origini di Colli a Volturno risalgono addirittura ad epoche preistoriche.

Ma le bellezze di  Colli a Volturno non finiscono qui! Baciato e nutrito dal fiume Volturno, questo tesoro del Molise, abitato da poco più di 1.300 anime, gode di panorami mozzafiato da un’altitudine di circa 400 m. sul livello del mare. Il paesaggio è tipico dei libri di fiaba e stupisce i visitatori affascinandoli con le cime del massiccio delle Mainarde e del Matese. Meta ideale per chi ama il contatto autentico con la natura e le immersioni in paesaggi antichi e incontaminati.

Il territorio di Colli a Volturno, come dice il nome stesso, è detto anche Colli non solo per brevità, ma anche per la sua morfologia prevalentemente collinosa. E’ caratterizzata inoltre da ampie distese pianeggianti che invitano a fare escursioni non solo nel periodo estivo, ma anche per tutto il resto dell’anno. Se siete innamorati delle attività all’aria aperta e preferite un turismo slow, sostenibile e a piedi con gruppi organizzati e/o passeggiate individuali, siete nel posto giusto!

L’area è di eccezionale pregio ambientale ed accoglie fonti di sorgenti d’acqua pura: spazi ideali per gli appassionati di trekking, equitazione e turismo sportivo come la pesca. Numerose le aree picnic attrezzate che soddisfano camminatori, escursionisti di gite fuori porta e famiglie con bambini.

Ora vi sveliamo i motivi per cui Colli a Volturno si è simpaticamente meritata il titolo di “Piccola Parigi”. Sono di varia natura e si sono susseguiti dalla prima metà del secolo scorso fino alla fine degli anni ’60 circa, ma principalmente si collegano ad un preciso evento storico quando nel 1944 il Generale Charles De Gaulle entrava a Colli a Volturno per passare in rassegna i suoi soldati insieme a quelli italiani del CIL (Corpo Italiano di Liberazione). In quell’occasione venne acclamato con così tanta enfasi sia dai militari sia dai cittadini del posto che, sorpreso, esclamò: ” Mi avete accolto come in una piccola Parigi” *. Pare che da quel momento la popolazione abbia orgogliosamente nutrito l’appellativo di “Piccola Parigi”  con tre sue caratteristiche predominanti:

1) La posizione geografica, comoda e strategica tale da consentire facili spostamenti tra Campobasso, Isernia e i paesi dell’Alta Valle del Volturno. 2) Il fiorire di negozi di ogni genere, botteghe artigianali, falegnamerie e uffici di vari servizi di utilità. Un giorno al mese si teneva persino una fiera/mercato che attirava molte persone dai paesi limitrofi. Questa vitalità aveva conferito pregio e ricchezza al paese tanto da divenire una città shopping, simbolo di novità commerciali molto ambite. 3) Il primato di paese della valle per aver ricevuto energia elettrica a seguito degli interventi della centrale elettrica del Volturno. Pare che questo abbia acceso ancor più l’appellativo di “Piccola Parigi” come piccola “Ville Lumière” del Molise.

Tradizionale “Frittata collese” con 250 uova

Oggi descriviamo con tenerezza questi aspetti che hanno ben contribuito ad “illuminare” il piccolo paese di Colli a Volturno. Gli abitanti più anziani ancora oggi infatti raccontano commossi le loro esperienze di vita descrivendo quello che era il paese di un tempo. Il fenomeno dell’emigrazione ha poi lentamente ridotto tutto lo sviluppo d’allora e oggi possiamo semplicemente ammirare un centro storico dalla bellezza antica e silenziosa.

E non basta, tra le cose belle da fare e vedere a Colli a Volturno non poteva mancare una chicca gastronomica, o meglio, una specialità unica in Italia che solo nei paesi della Valle del Volturno nel Molise viene preparata. Stiamo parlando della frittata collese: una pietanza eccezionale – quasi da guiness dei primati in cucina – preparata il sabato prima di Pasqua con abili mani e l’incredibile uso di 250, diciamo 250, uova! Una ricetta esclusiva da fare invidia ai migliori chef gourmet. Più che una prelibatezza da portare in tavola, un rito tradizionale in cucina! Si tratta infatti di una tradizione in famiglia molto sentita dai collesi che unisce sentimento, arte in cucina e territorio. Un motivo in più per venire a Colli a Volturno e degustarla assolutamente!

Siamo nel Molise autentico, quel bel Molise che lascia una traccia nel cuore di chi lo visita per la prima volta con la voglia di ritornarvi ancora. 

Colli a Volturno, un paese del Molise con scorci e paesaggi che possono far commuovere ???? Per il prossimo viaggio in giro per l’Italia pensaci, vieni nel Molise che emoziona!


Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©| Fonte immagini: Ph Maria Vasco © – Lorenzo Zip Albanese © – Pietro Di Florio © – Remo Lollis © – Vincenzo D’Alessio ©

Paesi da vedere intorno a Colli a Volturno:

Fornelli, Rocchetta a Volturno con Castelnuovo a Volturno, Montaquila, Cerro al Volturno, Macchia d’Isernia, Filignano, Castel San Vincenzo, Acquaviva d’Isernia, Pozzilli, Monteroduni.


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Area picnic presso il fiume Volturno. Colli a Volturno IS MOLISE – Ph Vincenzo d’Alessio ©

* Fonte: Diario di Guerra del Generale Umberto Utili da cui si apprende che il comando CIL aveva base a Colli a Volturno IS. Nel 2019 l’equipe di esperti del M.I.G.M (Museo Internazionale delle Guerre Mondiali) con sede a Rocchetta a Volturno IS, avendo lavorato su questa ricerca, ha donato alla cittadina collese una gigantografia fotografica  raffigurante l’evento storico dell’arrivo del Generale De Gaulle e del suo incontro con il Generale italiano Utili a Colli a Volturno il 22 marzo 1944. Attualmente è esposta proprio sul luogo dove si svolse l’evento.  

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Ecco le migliori escursioni tra tour, trekking, gite, passeggiate, pellegrinaggi, itinerari e percorsi nel Molise e dintorni.

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Paesaggio di Melanico - Santa Croce di Magliano CB MOLISE - Ph Gianluigi Ciamarra - grano- albero -FOTO 04

Melanico, la contrada del grano o “granaio del Molise”. Giacimento di risorse naturali e culturali

Tempo stimato di lettura: 3 minuti circa.

Il Molise è stato a lungo una delle regioni più rurali d’Italia, con un forte peso della pastorizia e della coltivazione dei cereali.

Campi ad erba, pascoli e grano hanno contrassegnato il paesaggio, rispecchiandosi anche nei comportamenti culturali e nell’alimentazione.

Melanico è un’area pianeggiante ondulata di oltre 2.000 ettari, situata nel comune di Santa Croce di Magliano, al confine tra il Molise e la Puglia.

Il suo paesaggio è un patrimonio prezioso che non può essere insidiato

Quello di Santa Croce e dei territori contermini è un paesaggio rappresentativo della cerealicoltura mediterranea. Melanico è un

paesaggio rurale di rade contrade, qualche antica masseria e i piccoli poderi allineati della Riforma agraria; il tempo è scandito in autunno dai colori scuri della terra, poi dal verdeggiante verzicar delle colture e, in prossimità del raccolto, dalle ampie sfumature dorate del grano, che lasceranno il posto all’imbrunire delle stoppie. Punteggiato qua e là da qualche albero isolato e fazzoletti di bosco, esso è stato caratterizzato a lungo anche dalla pastorizia transumante: qui, nell’agro di Melanico, confluiscono due dei grandi tratturi che mettevano in comunicazione le montagne dell’Appennino con il Tavoliere: l’Ateleta- Biferno e il Celano-Foggia.

Badia di Santa Maria di Melanico
Particolare del campanile – Badia di Santa Maria di Melanico

L’evoluzione territoriale si lega alla presenza dell’antica Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico; la storia del territorio è stata particolarmente influenzata dalla presenza di questo edificio medievale, nato quando i monaci benedettini arrivarono nella diocesi di Larino.

Può sembrare un paesaggio immobile e silenzioso, sensibile solo al succedersi delle stagioni. Invece quello di Melanico è un paesaggio vivo e resistente, l’espressione di un territorio con una lunghissima storia, che rimanda alle origini dell’agricoltura mediterranea fondata sui cereali, l’ulivo e la vite. La coltivazione del grano, in particolare, ha segnato in modo dominante i terreni intorno alla contrada Melanico, un territorio coltivato, modellato e curato grazie a quella interminabile “prassi di generazioni” cara a Emilio Sereni, secondo cui il paesaggio agrario è il prodotto del lavoro incessante degli agricoltori.
Ciò ha generato un paesaggio resistente, che è riuscito ad attraversare i secoli e a mantenere le sue trame perfino di fronte alle trasformazioni economiche dell’età contemporanea. La secolare pratica della cerealicoltura ha conferito un’impronta al paesaggio, caratterizzato da grandi spazi nudi e arricchito, a partire dalla metà del secolo scorso, da piccoli oliveti e dalle case della Riforma, senza tuttavia perdere l’indiscutibile prevalenza granaria.
Paesaggio rurale di Melanico – Torrente Tona Vecchio – Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Melanico è oggi un significativo giacimento di risorse naturali e di beni culturali, che possono essere integrati in un unico sistema all’interno di un contesto territoriale aperto, da annoverare tra i più suggestivi e sconosciuti del Paese, quasi un unicum stori­co-geografico ancora integro, figlio di una storia legata alla produzione, trasformazione e commercializzazione del grano, tanto da far meritare al territorio di Santa Croce di Magliano l’appellativo di “granaio del Molise”, un valore aggiuntivo anche per il Distretto rurale BioMolise, recentemente costituito tra 14 comuni dell’area.
Il complesso paesaggistico di Melanico, costituito dai terreni a cereali, dalle masserie, dai poderi, dai tratturi, dalle vecchie stalle, dalle attuali attività di trasformazione e dai brani di bosco verso il Tona e il Fortore, rappresenta oggi un patrimonio da tutelare e organizzare anche in funzione della fruizione culturale e turistica del territorio. Proprio la coltivazione del frumento ha determinato nel tempo l’organizzazione del territorio e i caratteri strutturali del paesaggio, attraversando le differenti epoche storiche e superando i tre grandi periodi di svolta: l’istituzione della Dogana delle pecore di Foggia nel XV secolo, la soppressione della feudalità all’inizio dell’800; la Riforma fondiaria del 1950 con l’espropriazione del latifondo e la costituzione di nuove unità poderali.

In tutti questi passaggi la coltivazione cerealicola ha resistito e si è sviluppata.
A tutt’oggi l’indirizzo cerealicolo è quello largamente prevalente, con qualche delimitato inserimento dell’oliveto, delle colture orticole, oltre alle leguminose impiegate in rotazione.
Per questi motivi l’area di Melanico è stata giustamente considerata nel Catalogo nazionale dei paesaggi rurali storici pubblicato nel 2011 dall’editore Laterza a cura di Mauro Agnoletti, mentre attualmente è candidata per essere inserita nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici istituito presso il Ministero delle Politiche agricole e forestali; la candidatura è frutto di una ricerca storico-territoriale condotta grazie alla collaborazione tra il Comune di Santa Croce e l’Università del Molise (sede di Termoli).
Veduta del centro storico di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Dall’analisi è emerso un territorio ricco di potenzialità agroalimentari e turistiche, che non può essere saccheggiato, come già ammoniva La Fonte di ottobre 2020. Un paesaggio storico che non può essere stravolto con l’inserimento di funzioni improprie nella campagna, si tratti dei cosiddetti “parchi” eolici (che parchi non sono), degli estesi impianti fotovoltaici o di altri impianti che si mangiano non solo il passato, ma anche il futuro di un territorio.
Rossano Pazzagli (La Fonte, gennaio 2021)
Fonte immagini: Ph Pasquale Marino Archeologo © – Internet

Vista aerea di Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo©
Santa Croce di Magliano CB MOLISE – Ph Pasquale Marino Archeologo ©
Badia di Sant’Eusebio, conosciuta come Santa Maria di Melanico, prima della ristrutturazione.

“Il Molise più autentico” – Conoscere il territorio per vivere il turismo esperienziale