2019 cammina Molise 1

Docufilm “cammina, Molise!”. Terra di cammini

Docufilm per i 25 anni di “cammina, Molise!”.

 Molise Terra di Cammini, turismo slow e turismo eco-sostenibile.

E’ stato presentato in anteprima lo scorso 28 Ottobre nella Sala Consiliare del Comune di Campobasso il Docufilm “In Direzione Ostinata e Contraria”, scritto e diretto dal giornalista Davide Vitiello per celebrare i 25 anni della manifestazione Cammina Molise. Si tratta infatti di un evento di punta della programmazione culturale e turistica della Regione Molise e che in tutti questi anni ha contribuito a promuovere le sue straordinarie bellezze paesaggistiche, storiche, culturali, artistiche oltre che tradizioni e prodotti dell’enogastronomia del territorio, a livello nazionale e internazionale.

Il documentario infatti – prodotto dall’Associazione La Terra, organizzazione promotrice del Cammina Molise, in collaborazione con l’Associazione culturale La Mantigliana e con il patrocinio della Regione Molise che ha inserito la manifestazione all’interno del programma “Turismo è Cultura 2019” – ripercorre alcuni dei momenti più emozionanti dell’ultima edizione, svolta per l’occasione in sei giornate dal 3 all’8 agosto 2019. Edizione con un gran finale a Campobasso per la Giornata dedicata ai Borghi Molisani, attraversati nel tempo dalla carovana dei marciatori.

E così che le impronte lasciate in 25 anni di cammino, impegno civile e culturale a favore del territorio molisano sono valse per lanciare un messaggio forte e chiaro di cambiamento. Si tratta di una radicale alternativa al graduale e inarrestabile declino a cui è soggetto il Molise. Declino purtroppo causato da scelte politiche che hanno privilegiato logiche di stampo clientelare anziché idee e programmi di lungo periodo, ancorati alla storia e all’identità del territorio. Il Manifesto, il cui eco è arrivato ben oltre i confini locali, racchiude parole che risuonano da tempo con ferma determinazione da parte dell’animatore e della colonna portante di Cammina Molise, Giovanni Germano:

” fare di quella che a tutti gli effetti è una regione marginale, la Terra dei Cammini, la terra del turismo eco-sostenibile, esperienziale, in grado di esprimere il meglio delle potenzialità del territorio e di dar voce all’orgoglio e al senso di ospitalità della sua gente.”

Pertanto ai tanti, troppi giovani che hanno lasciato il Molise si chiede di tornare per cambiare le sorti della regione. Si chiede quindi a tutte le realtà associative di collaborare e di mettersi in rete perché l’agire in solitaria, è dimostrato dalla storia, non paga! Dunque all’intera comunità molisana, a chi è rimasto e a tutti coloro che vivono a migliaia di chilometri di distanza, si chiede di tenere accesa la fiamma dell’orgoglio, delle radici, dell’identità e del senso di appartenenza a un territorio che non può e non deve morire.

E così con il gesto autentico, semplice e al tempo stesso rivoluzionario del camminare insieme, condividendo fatiche e gioia collettiva dello scoprire, conoscere, passo dopo passo, realtà, bellezze nascoste e ataviche contraddizioni del Molise, Cammina Molise ha dato un segnale decisivo. Proprio per questo Cammina Molise rappresenta oggi un patrimonio di idee, valori, passione ed entusiasmo di cui essere orgogliosi.

Oggi più che mai… Cammina Molise che la strada è lunga!

Molise Terra di Cammini

Tutto è iniziato nel 1995 quando 30 persone (i più molisani residenti a Roma) decisero di recarsi a piedi da Roma a Duronia, percorrendo circa 200 km in 4 giorni per festeggiare il primo anno di vita de la Vianova, un mensile nato anch’esso, per volontà della nostra Associazione con lo scopo di riuscire a confrontarsi tra le forze più vive e disponibili dei nostri borghi per capire come rivitalizzare il territorio. Nei suoi 25 anni di vita questa manifestazione, nata con l’intento di promuovere la cultura e la bellezza e l’ospitalità dei paesi delle terre interne molisane, ha portato a camminare sui sentieri e sui tratturi delle nostra regione migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Un’esperienza unica nel panorama nazionale resa possibile dalla collaborazione con il migliore associazionismo di base molisano (l.’A.I.I.G sez. Molise, Italia Nostra sez. di Isernia, I Cavalieri Triventini, I Cavalieri del Tratturo, le Pro Loco dei paesi attraversati, ecc.), la disponibilità di tanti amministratori locali, l’ospitalità delle cittadinanze dei paesi attraversati ed il coraggio della pazzia di chi partecipa. L’A.C. La Terra è riuscita, dopo anni di ingiustificato disinteresse, a creare finalmente proficui spiragli di collaborazione, per far fruttare l’enorme lavoro fatto sul territorio dalla manifestazione, sia le con la Regione sia con l’Università del Molise, in particolare con il Dipartimento di Scienze Turistiche.

In tutti questi anni il “Cammina, Molise!” ha dimostrato sul campo di aver trovato la “peculiarità alternativa” da poter proporre al turista camminatore. In cosa consiste questa peculiarità? E’ la semplicità e la genuinità delle cose e degli umori che si offrono e si trasmettono al camminatore per renderlo partecipe e nel contempo protagonista di un evento che, pur essendo una semplice camminata, costituisce un arricchimento interiore che soddisfa le esigenze conoscitive ed il piacere delle emotività. C’è la necessità di trovare elementi caratterizzanti, tratti forti nella comunicazione della potenziale immagine turistica del Molise: il turismo a piedi può essere uno di questi. Il Molise può essere indicato come “la Terra dei Cammini” nella quale, viste anche le sue dimensioni e la sua varietà, è possibile raggiungere a piedi, in modo slow e ravvicinato, paesaggi, paesi, cibi, aree protette, siti archeologici, costa, montagna, tradizioni. L’esperienza di Cammina, Molise! indica la strada da seguire per studiare la fattibilità di un progetto che articoli lungo l’intero anno, quindi destagionalizzando, iniziative similari che interessino le diverse aree della regione e possano essere rivolte ad un pubblico locale, nazionale e internazionale. Giovanni Germano

Fonte immagini: “cammina, Molise!” – Ph Maria Vasco © fondatrice Moliseinvita.it

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>> “IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA”: Il Trailer del docufilm di Davide Vitiello

Mostra Mercato del tartufo bianco. San Pietro Avellana IS MOLISE Cibo buono in Italia e in Molise

Sua maestà il tartufo bianco: mostra mercato e paesaggi del gusto a San Pietro Avellana | MOLISE

Sua maestà il tartufo bianco di San Pietro Avellana.

Evento enogastronomico nel Molise

Dal 1° al 3 novembre 2019, nel cuore del suggestivo paese dell’Alto Molise in provincia di Isernia si svolge la 25° Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Pietro Avellana con stands enogastronomici e degustazioni dei prodotti tipici del Molise e del vicino Abruzzo.

Il tartufo cresce sotto terra, si nutre dell’essenza dei boschi e quando arriva in cucina il suo profumo intenso e delicato inebria i sensi. Il re della gastronomia del Molise è il tartufo bianco, celebrato dal 1° al 3 novembre 2019 con la 25° Mostra Mercato del Tartufo Bianco Pregiato di San Pietro Avellana (IS). Un appuntamento unico per gli amanti del prezioso fungo che cresce in Molise e nel territorio ricco di biodiversità della Riserva della Biosfera Mab UNESCO Alto Molise. Il territorio è perfetto per questo frutto prezioso poichè vanta il microclima ideale per lo sviluppo dei tartufi neri e bianchi, apprezzati non solo in Molise, ma in tutta Italia e all’estero.

Da San Pietro Avellana e dal Molise, infatti, arriva sulle tavole italiane circa il 35-40% del tartufo bianco. Dunque l’intero territorio di questa piccola e pregiata terra, il Molise, offre oltre un terzo della produzione di tartufo bianco dell’intero Paese italiano. 

Il Made in Molise che privilegia il Made in Italy 

La manifestazione festeggia le sue nozze d’argento con il suo pubblico di appassionati che ne hanno sposato sapori e proprietà in cucina. L’evento gastronomico che copre tutto il weekend di Ognissanti, negli ultimi anni ha aumentato il suo prestigio, ospitando i migliori cavatori e venditori del pregiato fungo, pronti a dispensare consigli ed assaggi a tutti i visitatori, curiosi e turisti dei percorsi del gusto nel Molise. Eventi che valorizzano il bene territorio e che contribuiscono a produrre economia per tutto l’indotto turistico.

Gli stand ricchi di tartufo bianco e di prodotti a base di tartufo ed altre specialità del territorio del Molise e del vicino Abruzzo apriranno le porte al pubblico alle ore 10.00 di tutte e tre le giornate nella piazza panoramica che si apre ai boschi dipinti di foliage del paese molisano.

Intorno a mezzogiorno si potrà poi pranzare degustando piatti e ricette a base del rinomato fungo. Sabato e domenica arriveranno a San Pietro Avellana anche i viaggiatori a bordo del treno storico sulla Transiberiana d’Italia, che ha una delle sue stazioni di sosta proprio nel paesino dell’Alto Molise.


San Pietro Avellana fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo che comprende 57 soci, dal Piemonte alla Sicilia, per promuovere i territori del tartufo, all’insegna del legame tra gastronomia e cultura e tracciarne un itinerario del gusto per tutto il Bel Paese.

«Dopo la partecipazione all’evento “Italia del Tartufo” di FICO Eataly World di Bologna con l’Associazione Città del Tartufo a metà ottobre – spiega Francesco Lombardi, sindaco di San Pietro Avellana – continuiamo a promuovere il simbolo più prezioso della gastronomia molisana con la Mostra Mercato del Tartufo Bianco pregiato, una manifestazione divenuta punto di riferimento nel centro Italia e che attrae sempre più turisti e amanti della natura, la nostra risorsa più importante».
La manifestazione è occasione per visitare il Museo dell’Alto Molise – Usi, costumi, mestieri e Archeologico, che svela interessanti scenari ed oggetti del mondo dei Sanniti, oltre ad un percorso nella storia e cultura locale del ‘900, con ambienti perfettamente ricostruiti; fare una passeggiata nei sentieri dai colori variopinti d’autunno della Riserva di Montedimezzo ed esplorare i piccoli borghi immersi nella natura dell’Alto Molise.

La 25° Mostra Mercato di San Pietro Avellana è organizzata dal Comune di San Pietro Avellana con la Pro loco Ad Volana.

Per informazioni: Pro loco “Ad Volana” Giuseppe Sebastiano Tel. 3920406204 E-mail: sanpietroavellana@tin.it – info@prolocosanpietroavellana.it

Fonte: comunicato Pro Loco San Pietro Avellana | Fonte immagini: Pro Loco San Pietro Avellana –  Maria Vasco ©|A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita.it

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Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi Evento presentazione libro Cristina Salvatore 2 - Copia

Aperitivo cenato con l’autrice e prodotti bio. Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi | Molise

Prodotti bio e Aperitivo cenato con l’autrice

Evento enogastronomico e culturale nel Molise 

Sabato 6 luglio si terrà un aperitivo cenato nella caratteristica location in pietra della Fattoria Sociale Il giardino dei Ciliegi a Montemitro CB.

Nell’ospitale struttura ricettiva, immersa tra le verdi colline molisane, la giovane e talentuosa scrittrice Cristina Salvatore presenterà il suo libro “Le orme sono sempre sei”.  

Cristina Salvatore è una giornalista pubblicista, grafica, scrittrice e autrice di rubriche satiriche. Con il presente romanzo si è classificata semifinalista (prima nella Regione Molise) per il concorso indetto da Rai e Rai Eri “La Giara”.

Lo staff della Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi sarà felice di accogliere tutti gli ospiti e curiosi del romanzo con un aperitivo a base di prodotti locali e biologici. Durante l’evento enogastronomico e culturale l’autrice parlerà del suo romanzo e dialogherà volentieri con gli ospiti presenti. 

Intanto un gruppo musicale emergente chiamato “Bordeline” allieterà la serata con bella musica e brani perfetti per l’occasione!

Un evento soft e culturale, condito con sapori genuini e made in Molise preparati per mano dalla Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi, in un inizio d’estate davvero invitante!

Ecco il programma della serata:

Ore 19,00 presentazione del romanzo “Le orme sono sempre sei” con l’autrice Cristina Salvatore – Ore 20,30 aperitivo cenato con i prodotti bio della Fattoria Il Giardino dei Ciliegi (costo € 10) – Ore 21,30 I^ edizione del Rock in the Farm Molise, in concerto i Bordeline

E’ gradita la prenotazione entro giovedì 4 luglio

Per info: Maurizio 347 1926278 – Fattoria Sociale Il Giardino dei Ciliegi – Montemitro CB MOLISE ITALIA

Giusto un assaggio del romanzo…

“Silvia è una giovane donna che ha bisogno di riprendere in mano la sua vita. La riscoperta di se stessa inizia con l’arrivo della piccola Sole che, dal primo istante, le riesce a trasmettere un’energia tutta nuova. Complici nei piccoli eventi quotidiani, le due diventano inseparabili, trovando, in una Roma frenetica, contemporanea e ricca d’umanità, i loro spazi e le loro gioie. Nel frattempo Silvia instaura nuove amicizie e consolida quelle di sempre, attraversando così i suoi sentimenti ed esplorando quelli degli altri, pronta con maturità, intelligenza e tanta autoironia ad affrontare le numerose esperienze, gioiose e tristi, presenti e passate, che le si presenteranno, sempre a fianco della sua più fidata e pelosa “compagna di viaggio”.

A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita | Immagini: ph Maria Vasco © – Internet

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Castelbottaccio CB MOLISE Ph Maria Vasco ©

Ecco la vera grande opera di cui avrebbe bisogno l’Italia: cura del territorio e manutenzione di quello che già c’è!

 I luoghi sono come le persone.

Bisogna volergli bene, rispettarli e curarli quando occorre.

Non servono grandi opere, ma interventi continui e diffusi che accarezzino la natura e tengano in efficienza le opere dell’uomo: che si tratti di edifici, di ponti, di strade o di altre infrastrutture, bisogna sapere che la loro durata non è eterna e che richiedono un costante monitoraggio e una necessaria manutenzione.

Le grandi opere sono, anzi, nemiche del bene.

Campagne di Castelbottaccio (Campobasso) MOLISE
Castellino del Biferno (Campobasso) MOLISE
Castellino del Biferno CB MOLISE
Dune di Petacciato Marina CB MOLISE

Concentrare l’attenzione su di esse significa indebolire l’impegno verso la salvaguardia del territorio, che è la risorsa più preziosa, specialmente in un paese come l’Italia, dove l’incontro tra natura e uomo ha prodotto nel corso dei secoli e dei millenni un paesaggio bello ma fragile, resistente ma sensibile ai cambiamenti climatici e antropici, esposto alle grandi calamità naturali – come i terremoti e le alluvioni – ma anche alle continue manomissioni a cui lo abbiamo sottoposto nel tempo, una pressione crescente che ha raggiunto il suo apice nella seconda metà del ‘900.
Calamità naturali e dissesti idrogeologici sono eventi sempre più frequenti e catastrofici. Mettono a rischio la vita delle persone e impongono costi economici e sociali pesanti per le comunità colpite e per l’intero Paese. Ad ogni stagione si verificano alluvioni, incendi, frane, crolli e altri incidenti, spesso provocando tragedie umane e danni ambientali ed economici rilevanti. Si fa strada l’impressione di un’Italia che crolla.

Lungo le coste, come nei terreni agricoli, avanza l’erosione, fino al fenomeno estremo della desertificazione dei suoli; le falde idriche si abbassano o si inquinano, le città sono sovente a rischio ambientale, così come il vasto e diffuso patrimonio culturale del Paese, di cui il paesaggio rappresenta lo specchio fedele, con danni enormi anche per l’economia turistica.

Veduta della Catena montuosa delle Mainarde dall’area dell’Abbazia benedettina di San Vincenzo. Rocchetta a Volturno (IS) MOLISE Ph Maria Vasco © Moliseinvita
Borgo antico di San Martino in Pensilis CB MOLISE – Ph Maria Vasco ©

Si tratta nel complesso di danni incalcolabili sul piano ambientale, culturale ed economico. Questi danni, che quasi ogni anno interessano varie località, non possono essere spiegati soltanto con l’eccezionalità delle piogge, peraltro normali nella stagione autunnale, o con l’argomento generale del cambiamento climatico, rispetto al quale l’uomo sarebbe impotente.

Essi sono innanzitutto la conseguenza di modificazioni apportate al territorio, che lo hanno reso più fragile e impreparato: urbanizzazione di luoghi a rischio idraulico, abbandono del territorio rurale, cementificazione delle coste, costruzione di tunnel e parcheggi sotterranei, ecc.. Anche quando le cause dei fenomeni sono naturali, i loro danni sono enormemente accresciuti dalla maggiore vulnerabilità del territorio. Per questo diventano sempre più catastrofici.

Pietrabbondante IS MOLISE – Ph Maria Vasco©

C’è una crescente disattenzione per l’interesse collettivo e la manutenzione del suolo e del paesaggio. Oggi non si aiuta più il territorio a resistere alle avversità climatiche. E questo diventa anche un preoccupante problema democratico, come testimonia la protervia di alcuni poteri centrali o locali quando, spinti da interessi particolari o “superiori”, rifiutano di dare la parola alle popolazioni interessate tramite referendum o altre forme di partecipazione su progetti di opere che stravolgono i luoghi.

Il cambiamento climatico è certamente un tema di grande rilievo a livello planetario; ma è anche evidente che oggi è il territorio a non tenere, a non sopportare più i picchi di piovosità, ad essere maggiormente esposto agli incendi, ad impedire il normale assorbimento delle acque a causa della impermeabilizzazione dei suoli, ad essere divenuto più fragile dal punto di vista idrogeologico. Vuol dire che il territorio è stato reso più vulnerabile da uno sviluppo poco attento alle questioni ambientali e da progetti dissennati. E la natura si prende talvolta le sue vendette, e continuerà a prendersele in futuro se si continua a sovraccaricare il territorio, sempre più somigliante a un povero asino che si sfianca sotto il peso di some troppo pesanti.

Vi sono evidenti responsabilità delle istituzioni e dei progettisti, ma anche dei cittadini, che hanno perso il gusto della cura di ciò che hanno intorno, abbagliati da uno stile di vita individualista e consumistico. Di conseguenza occorre rafforzare le politiche pubbliche di governo del territorio, destinarvi più risorse e chiamare anche i privati ad una maggiore cooperazione nella difesa del suolo e del paesaggio, educando alla cura e alla solidarietà, ad una visione collettiva e pubblica del patrimonio territoriale, verso una ritrovata coscienza dei luoghi.

La cura del territorio, con la manutenzione di quello che già c’è, è la vera grande opera di cui avrebbe bisogno l’Italia.

Rossano Pazzagli da “La Fonte” (gennaio ’19) * Fonte immagini: Maria Vasco founder Moliseinvita – Internet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Castel del Giudice Borgo Tufi

Tra i borghi più belli e virtuosi d’Italia ecco il “miracolo” della rinascita! Succede in Molise a Castel del Giudice

Il cambiamento è una sfida al miglioramento e può trasformare una fragilità in risorsa, una minaccia in opportunità, un fallimento in vittoria. Il cambiamento può donare maggiore consapevolezza all’Uomo e rinforzare l’identità di un paese.

Succede in un piccolo borgo dell’Alto Molise ed è quasi un “grido” al miracolo! 

Scorcio del borgo antico di Castel del Giudice IS MOLISE – Foto Maria Vasco © Moliseinvita

Ecco un esempio di come si possa trasformare ciò che sembra perduto per sempre in un progetto vincente. Gli abitanti di un piccolo paese del Molise, Castel del Giudice, in provincia di Isernia, – come tanti sparsi nell’Appennino e nelle aree interne dell’Italia, destinati a morire per spopolamento e con il rischio persino di scomparire dalle carte geografiche – insieme agli amministratori, si sono attivati in una straordinaria sinergia per dare vita ad una vera propria rinascita del luogo. E la svolta ha avuto inizio! Azioni positive si mettono in campo grazie all’impegno, la fiducia e la voglia di “farcela” pur di rinascere.

Davvero mette entusiasmo scoprire come l’unione di intenti, il buon uso di forze materiali e psicologiche e soprattutto il crederci fermamente possano mettere in marcia progetti concreti per la realizzazione di una nuova costruzione economica.

La formula vincente si è manifestata in una strategia di marketing del territorio che il sindaco ha saputo suggerire ai cittadini coinvolgendoli in un’impresa comune. Meritevoli i castellani che l’hanno saputa cogliere!

Da piccolo paese quasi sconosciuto – abbandonato al suo umile destino e poco “promettente” – ad esempio virtuoso da imitare non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale e internazionale!

A Castel del Giudice spicca così un concetto nuovo di turismo intelligente basato sulla ricostruzione in generale e sul rinnovamento. Insomma una sorta di auto-rigenerazione consapevole che non impatta sull’ambiente e che mantiene intatti usi, costumi e tradizioni del paese. In tutto questo emerge il “voler fare” ed il “saper fare” di un paese ottimista che non si arrende davanti agli ostacoli, ma che anzi si anima nella prospettiva lungimirante di sviluppare un turismo sostenibile, portatore di una ricaduta positiva su tutti i settori economici.

Tanto che i benefici non restano isolati e ristretti nel piccolo paese di Castel del Giudice, protagonista e fautore di azioni propositive per la regione, ma si espandono in tutto il Molise in molteplici dei suoi aspetti. Un toccasana anche per le giovani generazioni che qui vi possono trovare spazio e reddito, in controtendenza all’abbandono ormai storico ed inevitabile, tipico di queste zone, e per gli stessi originari che, una volta partiti all’estero per ricerca di lavoro, ora possono ritrovare motivi per ritornare! Dunque si aggiunge agli effetti ottenuti dalla strategia il tanto ambito beneficio del “turismo del ritorno”.

Una ricerca verso l’esplorazione dell’altrove senza sentirsi costretti a lasciare i propri luoghi natii: quale missione migliore per una nuova frontiera dell’imprenditoria turistica basata sul recupero e sulla riqualificazione dell’esistente? Per questi motivi si scopre che il segreto del vero successo di questi “nuovi paesi” sta nell’utilizzare ciò che già si ha, nel valorizzare risorse già “proprie” e nel sentirsi autonomamente pronti ad offrire servizi per la fruizione di un turismo innovativo. In poche parole… ospitare con etica e consapevolezza sempre più visitatori sensibili a questa filosofia del paesaggio! Turismo consapevole che appaga anima e corpo con la voglia sempre più diffusa di attraversare un territorio nella sua natura incontaminata, nei silenzi, nel senso di pace, nell’ambiente e nel buon cibo genuino. A Borgotufi di Castel del Giudice in Molise si può vivere così un turismo sano e a misura d’uomo! Per approfondire e farvi conoscere meglio Castel del Giudice vi presentiamo qui due interessanti articoli tratti da La Stampa e Touring Club. Teniamo a divulgare la capacità di crescita di questo paese virtuoso e a coinvolgervi nella sua evoluzione”miracolosa”!

Lo diceva Anatole France e noi siamo d’accordo: “Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non stiamo davvero vivendo”!

Scritto da Maria Vasco, fondatrice Moliseinvita – Fonte immagini: Maria Vasco © – internet

Castel del Giudice, la seconda vita del borgo recuperato

Il paese dell’Appennino molisano rischiava di scomparire. Ora è modello di recupero: una Rsa (Residenza Sanitaria Assistenziale), un meleto e un albergo diffuso al posto di strutture dismesse e terreni abbandonati. Al sindaco è andato il Premio Vassallo 2014.

Poco più di trecento abitanti, un tasso di natalità nullo, case abbandonate, terreni agricoli in disuso. Sembrava destinato a scomparire Castel del Giudice, in provincia di Isernia, Molise. E invece è rinato grazie al lavoro costante e coraggioso di un gruppo di amministratori capaci e alla coesione di una comunità che non si è arresa. La seconda vita di Castel del Giudice parte da tre progetti di recupero che lo hanno trasformato, da borgo quasi fantasma, a modello per tutte le piccole realtà.

Una scuola chiusa da trent’anni è diventata una residenza sanitaria assistenziale, la Rsa San Nicola. Orgoglio locale, anche perché è l’unica struttura del genere in tutta la regione, ospita per lo più anziani che arrivano da tutto il Molise e dall’Abruzzo. Altro problema – tipico delle aree interne –  altra soluzione: trentacinque ettari di terreno agricolo in disuso sono stati recuperati e trasformati in meleto biologico. L’azienda produttrice, la Melise, è una compartecipata di cui fanno parte cittadini, investitori e amministrazione. Infine le case: decine di strutture abbandonate, in gran parte stalle, riscattate e ristrutturate rispettando le antiche fattezze. Adesso Borgo Tufi, la parte più antica di Castel del Giudice, è uno splendido albergo diffuso che può accogliere fino a cento ospiti.

Legambiente ha definito il paese un modello di rinascita per tutti i borghi italiani e ha assegnato, insieme al Comune di Pollica e all’Anci, al sindaco Lino Gentile il Premio Angelo Vassallo 2014. Il primo cittadino chiarisce: «Non abbiamo la presunzione di essere dei modelli, ma siamo la dimostrazione di cosa possono fare le comunità piccole per i problemi delle aree interne». Per Alessandra Bonfanti del direttivo nazionale di Legambiente, che da anni segue i progressi del borgo molisano: «Non esistono molte realtà che riescono a recuperare luoghi e strutture abbandonate in Italia. Castel del Giudice merita di essere un esempio anche per la partnership tra pubblico e privato e per la partecipazione popolare». Il successo sta nella coesione tra cittadini, amministrazione e imprenditori che hanno investito nei progetti.

È la strada giusta: per la Rsa, ad esempio, grazie all’azionariato popolare la Regione Molise ha un risparmio notevolissimo sui costi per ogni singolo degente, soprattutto in confronto ai costi degli ospedali. La struttura ha creato lavoro: ventidue dipendenti che saranno di più, come precisa Gentile, perché un’altra struttura recuperata e adibita a residenza assististenziale è in ristrutturazione. Dettaglio da non sottovalutare in un’area che dal dopoguerra in poi ha visto flussi inarrestabili di emigrazione verso le grandi città. Adesso c’è addirittura chi arriva a Castel del Giudice per lavorare. Il meleto dà lavoro a quattro dipendenti stabili e circa venti stagionali.

Veduta panoramica dell’Appennino dell’Alto Molise da Castel del Giudice (Isernia) MOLISE

E l’albergo diffuso di Borgo Tufi potrebbe attrarre un turismo consapevole, utile all’economia locale e delle zone limitrofe. Infatti il territorio circostante, oltre alle località più note come Agnone o Roccaraso, è di una bellezza incontaminata che merita di essere scoperta. Certo, non è la ricca e esterofila Toscana, ma proprio per questo cittadini, amministratori e imprenditori hanno capito che quelle che erano ritenute debolezze sono risorse.

L’isolamento, la marginalità di moltissimi nostri territori può trasformarsi in ricchezza, e non solo economica: il recupero di abitazioni e terreni è un freno al dissesto idrogeologico a cui il nostro Paese è soggetto. Per Maria Assunta Libertucci, Presidente Regionale di Legambiente: «Comportamenti positivi attirano altri comportamenti positivi». Anche su scala nazionale. E se è vero, com’è molto probabile che sia, che lo sviluppo parte dai piccoli centri – almeno in un Paese come il nostro, con l’85% dei comuni che ha meno di diecimila abitanti, allora c’è da sperare che la fama di Castel del Giudice si diffonda.

Valentina Gentile – Fonte: www.lastampa.it  19.11.2015

La rinascita di un borgo: l’esempio di Borgotufi, in Molise

A Castel del Giudice il Comune si è alleato con i cittadini e con le imprese private. Risultato, un albergo diffuso circondato da meleti.

Scoppia la rivoluzione quando un’amministrazione comunale si allea con i cittadini e con le imprese private. E’ quello che è successo nel giro di un decennio a Castel del Giudice, in provincia di Isernia, che stava tirando le cuoia per l’abbandono di terreni e abitazioni. Poi il miracolo grazie a tre progetti sostenuti da tutte le forze in campo.

Primo, la terra: trentacinque ettari di terreno agricolo in disuso vengono recuperati e trasformati in meleto biologico. L’azienda produttrice, la Melise, è una compartecipata messa in piedi da cittadini, investitori privati e amministrazione, cui lavorano a tempo pieno quattro persone.

Secondo, la scuola. Abbandonata da trent’anni è diventata da alcuni anni una residenza sanitaria assistenziale, l’unica della regione, che ospita anziani anche da altri parti d’Italia. Il modello è sempre quello, l’azionariato diffuso.

Terzo, le case, specie quelle nel nucleo rurale di Borgotufi, appendice disastrata del paese, dove fienili e abitazioni di pietra cadevano a pezzi. “Quando siamo arrivati nell’area – racconta Enrico Ricci, uno degli imprenditori locali che hanno investito oltre due milioni di euro (il Comune ha partecipato con il 20 per cento) per rimettere in piedi quella parte del paese – c’era solo un cavallo spelacchiato che brucava in un angolo”.

L’ALBERGO DIFFUSO BORGOTUFI  Oggi le abitazioni dell’albergo diffuso Borgotufi, inaugurato nel 2016 dando lavoro a sette persone, sono eleganti casette rivestite in pietra locale e recuperate con criteri antisismici, che hanno finora ospitato circa 500 turisti, in prevalenza pugliesi e campani, amanti del rafting sul Sangro e dei circuiti naturalistici tra i Parchi nazionali della Maiella e d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Ricci è consapevole che il suo investimento fa parte di quei capitali cosiddetti pazienti, ad alto rischio di non ritorno, “ ma va bene così – dice – perché è una sfida”. Sembra banale, ma uniti si vince, specie se gli “uniti” sono coraggiosi e sognatori.

Clelia Arduini – Fonte: www.touringclub.it 20.09.17

Castel del Giudice Appartiene ai Borghi Autentici d’Italia  – Associazione dei Comuni Virtuosi – Città del Bio

Festa della mela ed il meleto delle meraviglie: un successo per Castel del Giudice oltre le più rosee previsioni! 

Il 14 ottobre 2018, nel borgo di Castel del Giudice in Alto Molise, si è inaugurato il Giardino delle Mele Antiche

 

 

 

 

 

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Scopri il mondo con gli occhi di un albero! Escursione esperienziale nella natura. Riserva Mab Montedimezzo MOLISE

Escursione ed evento nel Molise – Turismo ambientale e naturalistico –

ForestAmica  2018 * Scopri il mondo con gli occhi di un albero – Domenica 21 ottobre 2018

Territorio, natura, ambiente, fauna e biodiversità in Molise

Riserva Naturale Statale e Riserva MAB Unesco Montedimezzo – Vastogirardi ISERNIA – MOLISE

Domenica 21 Ottobre la Riserva Mab di Collemeluccio Montedimezzo apre le porte a tutti visitatori che vorranno conoscere più da vicino le bellezze esclusive di questo territorio straordinario, considerato tra i più belli e incontaminati d’Italia.

Siamo sempre in Molise, anzi… nell’AltoMolise, circondati da boschi e musei di alto valore naturalistico!

L’evento-escursione ha per tema gli alberi, le foreste, l’ambiente, gli animali selvatici (come l’orso bruno marsicano, frequentatore dei boschi dell’AltoMolise, purtroppo a rischio d’estinzione) e la biodiversità, il tutto nell’ottica della salvaguardia e della conoscenza del territorio. 

 Si tratta di “ForestAmica” – Scopri il mondo con gli occhi di un albero – una giornata di coscienza e consapevolezza del territorio, totalmente dedicata alla natura e da vivere emozionalmente in una località spettacolare del Molise come questa. Il “titolo” fa davvero riflettere: lascia intravedere nuove prospettive sugli aspetti sani del mondo. Aspetti fondamentali che ci privilegiano, ci aiutano a vivere sempre meglio e in modo sostenibile e che per questo necessitano di essere messi costantemente a valore, proprio grazie a risorse gratuite donate dall’ecosistema per la biosfera.

Insomma… un vero e proprio invito a diventare amici della foresta per conoscerla meglio ed accoglierla con amore nella nostra vita!

Domenica 21 ottobre sarà dunque un’occasione ideale per fare la prima escursione d’autunno in Molise, esplorando la Riserva naturale, attraversando aree e sentieri fiabeschi e partecipando alla presentazione che i volontari delle Associazioni Salviamo l’Orso e Intramontes, ospiti del Gruppo Carabinieri Biodiversità di Isernia – promotori e coordinatori dell’evento presso la R.N.O. (Riserva Naturale Orientata) di Montedimezzo a Vastogirardi – offriranno a tutti i partecipanti. 

Impegnati da sempre in AltoMolise, così come nei loro compiti e obiettivi quotidiani di informazione ambientale, protezione e salvaguardia del territorio, tutti insieme, “padroni di casa”, volontari ed organizzatori della giornata ForestAmica, si impegneranno a donare il loro aiuto per coinvolgere tutti i visitatori, grandi e piccini, e a divulgare buone pratiche da mettere in campo. Il fine nobile è quello di guidare verso la sostenibilità ambientale, favorire una sana convivenza tra uomo e biosfera e Vivere Meglio!

Dunque un incontro che diventa escursione esperienziale, da vivere direttamente con i piedi per terra e sul territorio, affinchè ogni visitatore possa rendersi parte attiva e testimone del buon esempio: l’esempio virtuoso di connessione con la natura, di rispetto per l’ambiente e di gratitudine per le fonti vitali del nostro pianeta.

La partecipazione alla giornata ForestAmica è aperta a tutti ed è completamente gratuita!

Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita – Fonte immagini: internet 


QUI LA LOCANDINA ED IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA FORESTAMICA 21 OTTOBRE 2018

Area attrezzata picnic – Riserva Naturale Statale e Riserva MAB Unesco Montedimezzo Collemeluccio – Vastogirardi ISERNIA MOLISE

Scopri il mondo con gli occhi di un albero in una delle 130 Riserve gestite dai Carabinieri Forestali.

Riserva Naturale Statale e Riserva MAB Unesco Montedimezzo – Vastogirardi ISERNIA – MOLISE

  • Ore 9:30 Accoglienza dei visitatori presso il Centro Visite di Montedimezzo e presentazione della Riserva Naturale Orientata e Riserva Mab Unesco
  • Ore 10:00 Se non ci fosse l’autunno, bisognerebbe inventarlo:

Le strategia della foresta per affrontare l’inverno (a cura dell’Associazione Intramontes)

L’importanza dell’autunno per l’orso bruno marsicano e per la fauna selvatica (a cura dell’Associazione Salviamo l’Orso)

  • Ore 13:00 Pausa pranzo (a cura dei visitatori)
  • Ore 14:00 Visita al museo naturalistico, i recinti e le voliere
  • Ore 16:30 Saluti e messaggio finale

Si consiglia abbigliamento sportivo e calzature comode – Contatti come da locandina: Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

LEGGI E CONOSCI DI PIU’ SULLA RISERVA NATURALE ORIENTATA COLLEMELUCCIO (ISERNIA) – RISERVA DELLA BIOSFERA

Fa parte della rete mondiale delle Riserve Mab (Man and Byosphere) con cui a partire dagli anni 70, l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, le Scienze e la Cultura) individua siti di particolare pregio ambientale e culturale salvaguardandoli come patrimonio storico e irripetibile dell’intera umanità. Pertanto questi luoghi – occasione privilegiata di svago, riposo e studio – sono preziosa testimonianza di coltivazione sapiente ed equilibrata di boschi e pascoli, esempio di assidua ed attenta protezione del suolo, della fauna e della vegetazione endemica.

Questa foresta fa parte della rete internazionale delle Riserve della Biosfera che ha per scopo la conservazione della natura e la ricerca scientifica al servizio dell’uomo. UNESCO – Uomo e Biosfera –

Il loro rispetto è norma generale ed indice di civiltà dei visitatori. La loro tutela è compito specifico e tradizionale del CORPO FORESTALE DELLO STATO (Ministero per le Politiche Agricole – Gestione ex Azienda di Stato per le foreste demaniali – Ufficio Amministrazione Isernia).

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Escursionisti trekking sport

La Scandinavia corre in Molise con l’orienteering e fa tappa a Montorio nei Frentani. Opportunità incredibili per il turismo!

Eventi nel Molise, turismo sportivo e territorio

 La corsa “scandinava” Five+Five Days 2018 anche in Molise. La gara sportiva coinvolge Montorio nei Frentani CB con 500 atleti di 14 nazioni. Entusiasmo da correre in 10 tappe tra Abruzzo e Molise

Venerdì 12 ottobre 2018 * Prima partenza ore 11,00 –  Premiazione ore 13,00  – Montorio nei Frentani (CB) MOLISE * ITALIA

Veduta di Montorio nei Frentani CB MOLISE * ITALIA – Foto Maria Vasco © Moliseinvita

Cosa centra la Scandinavia ed il Nord Europa con il Molise e precisamente con il piccolo borgo di Montorio nei Frentani? Centra eccome! Grazie ad una disciplina del tutto speciale: l’orienteering. Un’attività sportivo-territoriale che arriva dalla Scandinavia per approdare direttamente in Abruzzo e in Molise.

Five+Five Days 2018 è l’evento che ha dato infatti il via ad una gara itinerante di orienteering per l’Italia scegliendo l’Abruzzo ed il Molise come regioni da attraversare. Si è svolta in 10 tappe dal 1° Ottobre a partire da Vasto, in provincia di Chieti, come capofila dell’Abruzzo per terminare il 12 Ottobre a Montorio nei Frentani nel Molise. Una soddisfazione per il piccolo centro frentano in provincia di Campobasso, resosi disponibile come tappa unica nel Molise e offrendosi per la destinazione finale di un evento così importante.

La manifestazione organizzata da Park World Tour Italia coinvolge 500 concorrenti in rappresentanza di 14 nazioni.

Non si tratta della solita gara sportiva, ma di una sfida dinamica tra territorio e partecipanti: atleti per lo più nordeuropei ed americani che approdano in Italia fino ad arrivare in Abruzzo e nel piccolo Molise per entusiasmare e far conoscere questa attività esplorativa a tutti, grandi e piccini!

Ma che cos’è l’orienteering?

L’orienteering – orientamento – è una disciplina sportiva paragonabile ad una corsa non proprio tradizionale grazie a caratteristiche e modalità particolari. Consiste infatti nell’effettuare un percorso predefinito grazie alle cosiddette “lanterne”, paletti posti al suolo che segnalano il luogo da visitare, con l’aiuto di una semplice bussola e cartina dettagliata. Vince chi riesce a esplorare con maggiore sicurezza e in minor tempo possibile il territorio sconosciuto! Una sana e simpatica competizione che unisce appassionati di natura, amanti dello sport all’aria aperta, curiosi del territorio e camminatori di ogni età!

L’Orienteering é per questo chiamato lo Sport dei Boschi, perché il suo campo di gara ideale è proprio il bosco, ma si può svolgere in vari luoghi come centri storici, parchi pubblici, campagne e ambienti naturali in genere.

Campagne di Montorio nei Frentani CB MOLISE ITALIA – Foto Maria Vasco © Moliseinvita

Nato nei primi anni del ‘900 nei licei sportivi dei paesi scandinavi, e precisamente a Stoccolma, si sta affermando di recente in Italia fino a sbarcare nei piccoli centri storici del nostro Appennino. Privilegio e onore per Montorio nei Frentani che farà da location determinante per la conclusione della gara.

Si scopre intanto che il fascino dell’Orienteering conquista soprattutto sindaci di piccoli borghi e amministratori nazionali i quali si sono mostrati sensibili alla mission di questa particolare attività sportiva riconoscendola come innovativa per far conoscere il proprio territorio.

L’appuntamento Five+Five Days 2018  è stato presentato a Roma nei giorni scorsi al Senato, a Palazzo Madama, alla presenza del senatore Gianluca Castaldi originario proprio di Montorio nei Frentani. Tra le varie personalità presenti alla conferenza stampa vi è stato anche il Sindaco di Montorio Nino Ponte.

Dai centri storici dei piccoli borghi alle colline e alle montagne, l’orienteering arriva infatti come un importante strumento creativo che rilancia il turismo soprattutto nelle aree interne e lontane dalla domanda dei flussi di massa. L’Orientismo, questo il termine coniato per l’Orienteering, è l’espressione di uno sport che valorizza il territorio contribuendo allo sviluppo di un turismo sano e sostenibile.  

Chiesa Santa Maria Assunta, ricostruita nel ‘700 nel punto più alto del centro storico di Montorio nei Frentani – Foto Maria Vasco ©

Un’opportunità che va oltre i confini definiti sulla carta e internazionalizza il compito di dare slancio e sviluppo all’Economia del Paesaggio con tutte le ricadute positive che ne derivano.

I settori coinvolti sono molteplici: salute, sport, ambiente, scuola, natura, turismo, gastronomia e tanti altri… E’ l’Economia della Bellezza che sposa il paesaggio!

Un esempio virtuoso in cui coniugare culture apparentemente diverse tra loro attraverso il territorio e unirle ad un unico obiettivo: quello di prendere coscienza del “proprio” territorio per far rinascere le aree interne meno conosciute.

Ricordiamo anche l’importanza che caratterizza un tale evento che, oltre a vedere la partecipazione di abitanti della Scandinavia (per i quali l’autunno rappresenta un periodo di vacanze ideale), predispone alla destagionalizzazione del turismo nel Molise e in Abruzzo. Un volano che favorisce la promozione e la valorizzazione del territorio.

Vincenzo Di Cecco, vice presidente regionale Coni e pioniere dell’orientismo in Abruzzo dice: “Parlare solo di sport per l’orienteering è riduttivo, grazie agli orientisti si può far conoscere l’importanza di questa attività coinvolgendo gli studenti, con una mappa e una bussola si può giocare nel nostro territorio”.

Dunque lo sport “scandinavo” come valido strumento di Sostenibilità, Formazione, Educazione alla Bellezza e, non per ultimo, vettore per il Turismo e l’Economia.

“Fate in modo che questo evento – ha dichiarato il senatore Castaldi aprendo la conferenza – diventi un evento annuale. A parte lo sport, c’è un fattore turistico molto importante per la nostra economia… Noi che siamo una zona turistica con un entroterra incredibile e il Molise altrettanto, dobbiamo aggredire il mercato estero della Scandinavia e del Nord Europa”

Per concludere con le parole per nulla banali del Sindaco di Montorio nei Frentani Nino Ponte: “L’Orienteering è un’opportunità per portare grandi eventi in piccole comunità”. Ecco come una piccola comunità può rendersi protagonista a livello internazionale ed orientarsi verso prospettive lungimiranti per il turismo. Una grande opportunità per il Molise e per Montorio nei Frentani che ha ha saputo cogliere l’importanza dell’evento. Ed ora non resta che godersi questa novità e trasformarla in sorgente di ispirazione e produttività turistica!

Il nostro Molise è pronto ad abbracciare l’orienteering e i suoi orientisti dal 12 ottobre 2018 in poi verso un nuovo turismo.

Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©  – Fonte immagini: Maria Vasco © e internet

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Escursione e visita guidata a Montorio nei Frentani tra natura, arte e sapori. Domenica 6 Maggio | MOLISE