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La bellezza di Ripalimosani non è facile da descrivere: le parole non bastano!
Basta vedere questo piccolo borgo aggrappato sulla roccia per capire come il tempo non abbia avuto il potere di scalfirlo. Piuttosto sembra averlo fortificato!

Un tempo che pare essersi fermato: questa la prima sensazione che si prova entrando nel centro storico di Ripalimosani, un luogo antico e silenzioso tanto da conferirgli un fascino tutto suo. Quel fascino che solo i borghi in pietra riescono a trasmettere. Più lo si attraversa e più lo si vive con quel sapore di antico che pare chiedere solo di ri-nascere. Si passa da uno sguardo contemplativo ad un istinto di salvaguardia. E’ la vera bellezza del Molise! Bellezza semplice ed irresistibile di un piccolo lembo di terra che con i suoi mille tesori può da sè produrre Economia!


Per chi viene per la prima volta a visitare questo piccolo borgo molisano, arroccato su una collina a pochi chilometri da Campobasso, osservandolo da lontano, viene da chiedersi se qualcuno possa effettivamente vivere in questo luogo. Ma poi una volta arrivati in paese ci si rende conto che non solo ci abitano circa 3000 abitanti, ma che ha anche un’anima profonda fatta di storia e tradizioni. A cominciare dai suoi monumenti: all’entrata del paese si trova uno dei piu’ antichi conventi del Molise, dove dimorò anche San Pietro Celestino, il pontefice molisano che divenne papa con il nome di Celestino V. Il convento risale al X secolo e conserva importanti opere con preziosi reliquiari all’interno, due quadri di fine ‘500 ed il coro. Al pian terreno è possibile ammirare anche il chiostro francescano cinquecentesco con un pozzo al centro del giardino.



Nella piazza principale, invece, si trova la chiesa parrocchiale di S.M.V. Assunta, del 1400 circa, con annesso uno dei campanili più alti del Molise, di circa 40 metri. Qui è custodita una storica copia della vera Sindone di Cristo.
Alla destra della chiesa c’è il Palazzo Marchesale, dell’anno 1000, detto anche il castello, dimora dei signorotti locali. Sul lato destro della piazza si trova una statua chiamata Croce Viaria, tutta in travertino, di circa 3 metri, risalente al 1562. Sparse per il paese ci sono anche altre chiese con quella di S. Antonio di Padova, S. Antonio Extra Moena, Santa Lucia.
Da non perdere assolutamente è la chiesa di Santa Maria della Neve, che si trova appena fuori dal paese, in località Quercigliole. Immersa nei colori e negli odori tipici della campagna molisana viene a lei dedicata una giornata di agosto, il 12 per la precisione (festa della Madonna della Neve), in cui tutti gli abitanti della zona si riuniscono sia per partecipare alla processione che per assistere ad una corsa di cavalli a cui partecipano le varie contrade locali. Si corre verso la cappella e il vincitore potrà poi entrare nella chiesa col proprio cavallo e farlo inginocchiare dinanzi alla statua della Santa Madre.


Si tratta del Palio delle Quercigliole, un evento tradizionale e toccante nel Molise che da oltre 200 anni arriva dritto al cuore dei Ripesi e di molti visitatori che giungono apposta dai territori circostanti per ammirarlo!
In inverno, invece, c’è un’esplosione di suoni e colori, attraente per i più piccoli ma anche per gli adulti, a cui partecipare, sia durante le festività natalizie, con i mercatini di Natale, sia durante il carnevale per assistere alla famosa “A Meskuerate”, la Mascherata (così la chiamano i Ripesi). Tradizioni a cui gli abitanti di Ripalimosani tengono molto, che si rinnovano ogni anno e che coinvolgono gran parte dei residenti interessando turisti provenienti dai paesi vicini e dalle regioni confinanti.

Non dimentichiamo inoltre che Ripalimosani è attraversato da uno dei percorsi della transumanza più importanti del Molise e mantiene la via naturale del Tratturo Castel di Sangro-Lucera, la via antica del pascolo che dall’Abruzzo arrivava al Tavoliere delle Puglie.




Ma Ripalimosani è molto più di questo: il solo passeggiare per le caratteristiche vie del borgo rappresenta un’esperienza a sè. Calpestare la dura pietra, scendere o salire gli infiniti e impervi scalini in mezzo ai suoi numerosi vicoli e vicoletti è un viaggio nel viaggio!
Imbattersi poi nei pittoreschi angoli tra vecchi portoni, finestre e balconcini consumati dal tempo lascia riflettere su quanta vita abbia potuto esserci in questo antico borgo.
Vissuto nella quotidianità da famiglie contadine, oggi, questo borgo molisano, nel cuore della comunità montana Molise Centrale, ha una gran voglia di rinascere e pare chiedere di tornare a respirare: un ritorno alla vita, alla sana vita di un tempo!
Si tratta di uno di quei borghi, così come tanti sparsi in Italia e nell’Appennino centrale, in cui l’effetto dello scorrere dei secoli si vive come un’esperienza silenziosa: è il turismo dei borghi abbandonati, il turismo del silenzio e della consapevolezza, insomma è un pò come entrare a far parte di un vecchio film in bianco e nero, dimenticato e non più interessante, ma che ancora attende di essere ammirato. Ripalimosani con il suo vecchio borgo è tutto questo: storia, cultura, paesaggio, natura, famiglia, cucina, benessere allo stato primordiale… è il luogo che, malgrado il passato remoto, respira un presente vivace con un forte desiderio di vita. E’ un luogo pulsante di vita e ricco d’anima!
E intanto non si può fare a meno di ammirare il panorama che si affaccia sulla vallata del Biferno, uno dei cinque fiumi che bagnano il Molise. Si apre all’occhio un paesaggio sconfinato che trasmette quella sensazione di gioia e di libertà assoluta. Lo sguardo viene rapito da una natura che, sebbene modellata dalla mano dell’uomo, appare pur sempre autentica e selvaggia.


E che dire della gastronomia? Il valore della cucina di questo delizioso paesello si fa apprezzare in tutto il mondo. La cucina di Ripalimosani infatti rappresenta degnamente i sapori tipici dell’enogastronomia del Molise. Un fiore all’occhiello per il Made in Italy. Dai piatti tipici della regione come la pasta fatta in casa, le tacozze e fagioli, il vitello farcito, le ostie ripiene, i maccheroni con la
mollica, la cosiddetta Harissa, a base di peperoncini piccanti, 
fino agli ottimi prodotti tipici che caratterizzano il made in Molise come l’olio di oliva, il miele, i vini, i salumi ed i formaggi lavorati con metodi ancora tradizionali (e cioè con il latte appena munto degli animali che pascolano nelle verdi terre locali delle colline circostanti).
Tutto questo è un ottimo motivo per venire a visitare Ripalimosani! Eccolo il Molise autentico e silenzioso in tutti i suoi aspetti più originali. Ripalimosani è dunque una meta ideale per chi ama lo scorrere di una vita lenta, senza stress ed eco-sostenibile. La “calma” dei borghi antichi, la bellezza di paesaggi naturali, la genuinità di tempi e spazi scanditi nel ritmo della lentezza, i buoni sapori della cucina a metro zero riconoscono in noi una forma di vita “a misura d’uomo” e che forse abbiamo un pò tutti dimenticato. Prevale quel senso di benessere che affiora lontano da rumori e dal caos cittadino e che solo il “turismo della consapevolezza” può farci ri-scoprire!

E non è finita… lo sapevate che Ripalimosani è anche il paese dei funai?
Il paese di Ripalimosani vanta infatti una tradizione artigianale che l’ha reso famoso in tutto il mondo per l’antico mestiere della lavorazione della canapa. Grazie a questa antichissima attività infatti ottenne il culmine della prosperità economica (‘800 e inizio ‘900) tanto che la produzione di corde made in Ripalimosani veniva richiesta anche da fuori regione, esportata nei porti di mare della Campania ed in giro per l’Atlantico. La produzione di cordame a Ripalimosani divenne una vera e propria industria. Per questo da allora è ancora definito il “paese dei funai”. Ripa è conosciuto nel Molise e in Italia anche come il paese del mandolino.
Benvenuti a Ripalimosani. Il borgo antico con un’anima dove il tempo pare si sia fermato. MOLISE * ITALIA
Scritto da Mariella Vasco fondatrice Moliseinvita e Emanuela Caruso – RIPRODUZIONE RISERVATA©
Fonte immagini: Moliseinvita * foto di Mariella Vasco© founder Moliseinvita.it – Internet
Ripalimosani ha aderito al progetto DestinAzione Molise – AmiAmo il Molise – Un’iniziativa di comunicazione e valorizzazione del territorio promossa da www.moliseinvita.it
Ripalimosani fa parte anche dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia e dell’Associazione Borghi della Salute






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L’appuntamento che dà inizio alla bella esperienza di trekking è alle ore 10,00 presso Largo concezione Carpinone (IS), in prossimità della farmacia. Nel feudo di Carpinone, piccolo borgo molisano situato in collina, si cammina alla scoperta degli antichi sentieri che collegano la “Piana” di Carpinone alla “Montagnola Molisana”, scorgendo canyon, vecchi stazzi e imponenti “caselli”.
Costo per persona: €25 Trekking con Guida GAE (Guida ambientale escursionistica) + assicurazione RCT + Caseificazione + Pranzo conviviale

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Eppure noi trascorriamo sempre meno tempo all’aperto: il nostro allontanamento dalla natura ha ormai assunto proporzioni che fino a 30-40 anni fa erano inimmaginabili: gli anni in cui le periferie di Termoli o Campobasso e i casolari di campagna, nei paesi di origine, erano ancora la dimora di contadini e allevatori pronti ad ospitarci nei fine settimana, e noi bambini a scoprire la morbidezza della lana degli agnelli o l’odore acre del letame di mucche generose di quel latte dal sapore intenso, che magicamente si trasformava, grazie al sapere antico delle mani delle nonne, in ricotta. E sono sicuro che qualcuno fra voi lettori l’avrà anche provata su una fetta di pane casereccio con un filo d’olio d’oliva e una spolverata di zucchero: un dessert dal sapore indimenticabile.
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A noi molisani basta raggiungere Montedimezzo e farci un “bagno nella foresta” per comprendere come l’assenza di fattori di distrazione quali il suono delle sirene o dei cellulari che squillano, dei clacson delle auto e delle tv ad alto volume, sostituiti da suoni gentili, morbidi, rilassanti che permettono al nostro sistema attentivo esecutivo di essere più funzionale, possa renderci più creativi e competenti nel gestire situazioni difficili.
Senza sottovalutare la complessità del disagio psichico che va certamente gestito con metodologie efficaci di trattamento, trovo interessante i risultai di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori giapponesi che ha rilevato che l’immersione nella natura è particolarmente utile per coloro che soffrono di stress (Morita et al., 2006). La ricerca, condotta su un campione di 498 soggetti, ha mostrato che coloro che avevano praticato il “bagno nella foresta” (Shinrin-yoku) avevano ridotto i livelli di ansia e di depressione rispetto i soggetti del gruppo di controllo che non avevano compiuto l’attività, e sperimentavano un maggiore senso di vitalità.


Abbiamo anche qui in Molise alcune realtà assistenziali che, approfittando delle caratteristiche naturali del nostro territorio e delle culture locali, si ispirano anche ai trattamenti così detti “non farmacologici” delle demenze che, seppure non sono sufficienti né risolutivi, si dimostrano di grande beneficio per i pazienti.












Nazareno Rocchetti opera e vive a Cingoli (MC), da alcuni anni si dedica all’arte, dapprima con opere di scultura poi dopo l’incontro con Josè Guevara inizia anche la sua attività di “artista del fuoco” producendo numerose opere pittoriche. “ … Nazareno è un uomo di terra con lo sguardo verso l’alto, e verso l’altro”, scrive nell’introduzione della sua biografia Neri Marcorè.
” La Poesia Visiva è una variegata esperienza di contaminazione fra linguaggi; la parola si fa segno visivo e l’immagine assume una dimensione mentale.”
e di infondergli una sensazione di benessere, dal campo dell’arte alla letteratura, dalla musica fino alla fisica. Oggi anche la psicologia ha molto da raccontare sui percorsi che l’essere umano ha seguito dagli albori dell’umanità fino ad oggi, sui sentieri della cura dell’anima, della spiritualità e dell’individuazione.>>









in maniera indefessa una regione che a causa di una politica sempre distante ha nel tempo creato un solco tra associazioni, operatori del settore e gente che ancora spera in un rilancio di questa terra preziosa.

Michele, Salvatore Tartaglione che hanno fornito competenza e passione nella preparazione della pesca sul Volturno, il Ristorante “Alla Letizia“ che ha magistralmente preparato piatti tradizionali e che ha ospitato in piena “molisaneità” gli ospiti, a Massimo da Avezzano che ha realizzato le canne di bambu’ per la pesca tradizionale, ad ogni singolo partecipe quale Gennaro Petrecca che non fa mancare mai il suo supporto ed ad un eccellente Maurizio Santilli che, trovatosi per degustare i favolosi piatti della Letizia, ha reso più gioviali le giornate molisane delle troupes impegnate nel documentario.






Dal piccolo centro abitato di San Pietro Avellana, uno dei sette comuni della Riserva MAB Collemeluccio – Montedimezzo Alto Molise, ci sposteremo verso la fresca faggeta di Bosco Sant’Amico, attraverso la vecchia viabilità (sentieri) che collega il centro abitato all’antico eremo. 

Il Trekking si concluderà intorno le ore 16:00 e prevede una sosta lungo il percorso per consumare la propria colazione al sacco. Portare con sè snack e almeno 1,5 lt d’acqua.















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