Lago di Guardialfiera (Campobasso) MOLISE foto Mariella Vasco © DSC_0006

“Il Molise più autentico” – Conoscere il territorio per vivere il turismo esperienziale

“IL MOLISE PIU’ AUTENTICO”

Il turismo esperienziale 

Con l’aumentare in tutto il mondo dell’attenzione verso i temi ambientali, anche lo sviluppo sostenibile del turismo incomincia a ritagliarsi spazi di notorietà sempre più consistenti.

Paesaggio rurale del Molise – Foto Maria Vasco © Moliseinvita.it

Con il termine turismo sostenibile, l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce quel turismo che gestisce tutte le risorse, garantendo allo stesso tempo risposte ai bisogni economici come anche a quelli sociali e ambientali. Quindi, si tratta di un turismo inteso non come consumatore di ambiente e patrimonio culturale ma come fattore fondamentale per preservarne l’integrità e garantirne lo sviluppo.

Per cui è sostenibile se:
fa un uso ottimale delle risorse ambientali, non altera i processi ecologici essenziali e contribuisce nel preservare il patrimonio naturale e la biodiversità;
rispetta l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conserva il loro stile di vita e i valori della tradizione, contribuisce alla reciproca comprensione culturale, promuove la tolleranza;

Passeggiata dei trabocchi a Termoli (CAMPOBASSO) MOLISE * Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

assicura iniziative economiche sostenibili nel lungo periodo, genera benefici socio-economici per tutti gli stakeholder, realizza opportunità per migliorare il benessere della collettività e contribuisce ad alleviare la povertà.
Nell’epoca del turismo globale, ossia del turismo di tutti e in tutti i luoghi, non ci sono più luoghi da scoprire: ciò che conta è l’ESPERIENZA.

Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it
Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

Il “turista di terza generazione” ha il desiderio di vivere una vacanza unica, fare esperienza di luoghi nuovi e differenti, di ricevere servizi personalizzati e di scoprire cose autentiche. Vuole immergersi nella cultura locale, nella natura, nella storia, nella tradizione, in situazioni uniche, difficilmente replicabili. Non gli interessa solamente visitare un luogo nuovo, ma vuole soprattutto avere la possibilità di stabilire nuove relazioni, principalmente con i residenti,capaci di trasmettere l’ ESSENZA DEL LOCAL.
Con l’autenticità e l’esperienza, si valica il confine della “semplice vacanza” e ci si affaccia alla conoscenza di un nuovo stile di vita. Dei nuovi itinerari, permetterebbero di far emergere a loro volta, nuove destinazioni turistiche che altrimenti rimarrebbero fuori dai circuiti. In questo modo, verrebbero promosse e gestite, assieme alle autorità locali a agli attori operativi sul territorio, nuove attività capaci di riposizionare il territorio nel mercato turistico, come eventi, specifici corsi nei settori tradizionali (enogastronomia,
artigianato, ecc), percorsi tra innovazione e tradizione (tratturi – ad esempio “Sulle orme dei Sanniti”) natura (oasi, laghi, fiumi, biodiversità) usi, feste, costumi.
Un turismo definito per tali ragioni ESPERIENZIALE, si amalgama perfettamente col concetto di SOSTENIBILITA ’su esposto e:
 genera un prodotto di altra qualità, espressione del territorio in cui è inserito (senza intaccare l’ambiente);
contribuisce a sviluppare e a mettere a sistema l’offerta turistica locale;
 contribuisce a fermare l’abbandono ed il conseguente spopolamento dei piccoli centri dell’interno.
Veicolando i flussi turistici dalla zona costiera a quella interna, attraverso la sinergia tra specifiche strutture turistiche (alberghi diffusi, campeggi, agrivillaggi, agriturismi, fattorie didattiche lungo i tratturi) ed itinerari creati ad-hoc, (esposti in seguito), emerge la visione di un territorio inteso come SISTEMA VITALE, capace di esprimere delle potenzialità che possono essere trasformate in possibilità di sviluppo attraverso un percorso strategico opportunamente identificato ed implementato. Ci consentono di ragionare in termini di pianificazione turistico-territoriale mettendo in atto, quindi, quel “processo integrato che definisce le risorse, analizza lo scenario, individua i fattori critici di successo e le criticità e propone azioni di intervento per lo sviluppo sostenibile e sistemico del turismo per una specifica località”.

ESCURSIONI ITINERANTI

Cascata e Torrente Rio Vivo – Matese – Lago di Arcichiaro presso l’Oasi WWF di Guardiaregia CB

PARCO NAZIONALE, RISERVE NATURALI, OASI TIPICHE, GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA:
“ LE RISORSE CHE FANNO LA DIVERSITA’”
In una terra dai forti contrasti, in meno di due ore d’auto, si va dal mare ai monti, ma con il confine tra campagna e natura che non è mai in contrapposizione. Il viaggio coniuga testimonianze di civiltà dell’uomo con luoghi della natura, soprattutto insoliti. La DIVERSITA’ del Molise nell’epoca del GLOBAL, deriva proprio da questo lungo rapporto mutualistico uomo-natura caratterizzato da elementi insostituibili, irripetibili e non trasferibili.
La Regione Molise ha recentemente definito la propria normativa sulle aree naturali, adeguandola alle esigenze del territorio. Le Riserve naturali statali sono 4; si aggiunge il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ricade nel territorio molisano. Presenti anche due oasi di protezione faunistica.
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: (4000 ha) – Le Mainarde, sul confine della regione, sono diversità nello stesso Parco e non hanno nulla da invidiare alle Alpi;
Riserve Naturali Mab dell’Unesco di Montedimezzo (300 ha) e Collemeluccio (420 ha): laboratorio a cielo aperto con 18 itinerari nella natura più autentica per educare all’utilizzo oculato del territorio;
Oasi WWF di Guardiaregia e Campochiaro (2172 ha): tra i boschi e prati più importanti d’Italia, spiccano il canyon del Quirino, i 1050 metri di profondità del pozzo della Neve, e i 100 metri della cascata San Nicola;
Oasi LIPU di Casacalenda (135 ha): l’insieme dei vari ambienti e il divieto di caccia, hanno creato il rifugio ideale per le oltre 110 specie di uccelli;
Riserva Torrente Callora (50 ha);
Riserva naturale di Pesche (540 ha).

Giardino della Flora Appenninica – Capracotta (Isernia) MOLISE * Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

Da menzionare il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a circa 1450 m. slm, gestito da cooperative locali e dall’Università degli Studi del Molise.
A collegare tante gemme, provvedono sia le strade moderne che i tratturi.

PARCO DEI TRATTURI

Il Parco dei Tratturi istituito dalla Regione Molise l’11/04/1997 l.r. n.9 per la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani; le “autostrade del passato” rappresentavano veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerare veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo. Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi.


I più antichi ed importanti:
Il Celano-Foggia (circa 200 km);
Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km);
Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km);
Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia (circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese.
Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale di 111,6 metri con relativi limiti in pietra ai lati.
Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise” ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.

 LE VALLI, I FIUMI ED I LAGHI

Fiume Biferno – Foto Maria Vasco©

Il Molise idrografico è costituito dai bacini dei fiumi Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Volturno e da torrenti e valloni intermedi. Non tutti questi corsi d’acqua, però, scorrono interamente nel Molise, per cui la superficie molisana risulta molto più ampia di quella amministrativa.
Esistono laghi naturali di piccole dimensioni. Tra essi il laghetto di Carpinone, sull’altopiano di Frosolone, quello Cannavina, nell’alta valle del fiume Trigno, e quello comunemente chiamato dei Castrati, di origine vulcanica. Degni di rilievo sono, invece, i bacini artificiali che hanno aggiunto nuove possibilità turistiche al territorio. Tra essi:
Il lago del Liscione o di Guardialfiera: ottenuto per effetto dello sbarramento del corso del fiume Biferno con una diga do 497 metri. Le sue sponde più agibili sono diventate meta turistica con itinerari escursionistici nella natura, percorsi per disabili, capanni per il birdwathing, sentieri di fitness;

Il lago di Occhito, anello di congiunzione tra l’antico contado di Molise con ilTavoliere delle Puglie, è un suggestivo richiamo turistico per gli aspetti naturalistici e la pescosità delle sue acque;

Lago di Guardialfiera (CAMPOBASSO) MOLISE – Foto Maria Vasco © Moliseinvita.it

Il bacino di Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia; le rive di questo poderoso sbarramento, di grande interesse paesaggistico, si propongono come meta turistica soprattutto per i pescasportivi, per gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela.

 I GEOSITI

Area archeologica di Altilia – Sepino CB MOLISE Ph Maria Vasco© Moliseinvita.it
Abbazia di San Vincenzo a Volturno (ISERNIA) MOLISE
Bagnoli del Trigno (ISERNIA) MOLISE

Sono quei beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi come elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione scientifica della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico-ricreativi. Secondo uno studio realizzato dall’Università del Molise, il territorio molisano è stato suddiviso in sette grandi aree di riferimento sia in base alla caratterizzazione dei contesti territoriali in cui ricadono i singoli geositi, sia per gli aspetti concernenti la valorizzazione degli stessi:
Alto Molise: ospita 17 geositi censiti; oltre a diverse aree protette (su esposte) ZPS e siti SIC, da segnalare la presenza di uno dei siti archeologici più importanti nel panorama regionale: il Parco Archeologico di Pietrabbondante. Tale territorio è interessato dai seguenti tratturi: Ateleta-Biferno-S.Andrea, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera;
Mainarde-M.ti di Venafro-Alto Volturno: ospita 16 geositi, aree protette, ZPS e siti SIC; tra le aree di valore storico-archeologico:il sito di Isernia La Pineta e l’Abbazia Benedettina di S.Vincenzo al Volturno; l’area è interessata dal tratturo Castel di Sangro-Lucera;
Montagnola di Frosolone: ospita 7 geositi, aree naturalistiche e SIC; tra le aree di valore storico archeologico: le antiche difese sannitiche del IV secolo a.C.; l’area è interessata da un tratto del tratturo Castel di Sangro – Lucera;
Matese – Conca di Boiano – Sepino: anche qui, numerose aree naturalistiche, ZPS, SIC; tra i siti di valore storico-archeologico: l’area di Altilia (Sepino) e del Santuario Italico d’Ercole Quirino (Campochiaro). Il territorio è attraversato dai seguenti tratturi e bracci: Pescasseroli-Candela e Cortile-Matese;
Molise Centrale: presenta un’estensione di circa 1500 kmq ed ospita un consistente numero di geositi (16). Numerose aree SIC e ZPS. L’area è interessata dai tratturi Castel di Sangro- Lucera, Celano-Foggia e dai bracci Cortile-Matese e Cortile Centocelle;
Basso Molise: l’area ospita 5 geositi, numerose aree protette ed è interessata dai tratturi Celano-Foggia, Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco;

Borgo antico di Termoli (CAMPOBASSO) MOLISE *Foto Maria Vasco© Moliseinvita.it

Fascia costiera: 7 geositi censiti, numerose aree SIC e ZPS; l’area è interessata dai tratturi L’Aquila-Foggia, Ururi-Serracapriola (tratturo minore), Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco.

 TRADIZIONI POPOLARI

La maggior parte dei comuni molisani, conserva ancora vive molte feste tradizionali; alcune, di origine medioevali o risalenti a culti pagani ancora più antichi, altre più recenti, sono comunque emozionanti in egual misura. Di seguito, le più significative e spettacolari di alcuni comuni della regione, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno:
Le prime feste dell’anno ed il Carnevale: Colli a Volturno, Acquaviva d’Isernia. Tufara, Cercepiccola, Rocchetta al Volturno, Bagnoli del Trigno, S.Croce di Magliano;
La Primavera: le Carresi di Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, San Giuliano del Sannio, Acquaviva Collecroce;
Giugno:i Misteri di Campobasso;
Luglio: la Festa del Grano di Jelsi;
Estate: Termoli (San Basso), Capracotta (La Pezzata). Riccia (Sagra dell’Uva), Isernia (Pellegrinaggio l Santuario dei Santi Cosma e Damiano);
La Faglia di Oratino

Evento nel Molise – ‘Ndocciata di Agnone, riconosciuto “Patrimonio d’Italia per la tradizione” | Agnone IS MOLISE

La ‘Ndocciata di Agnone (Natale)
Alla luce di quanto esposto, si tratta di puntare su un nuovo modello di sviluppo socio-economico-territoriale; un modello alternativo caratterizzato da un melting-pot di risorse territoriali eccezionali, uniche, irripetibili, autentiche; un modello capace di “invertire la rotta” dalla concentrazione costiera o montana delle principali attività economico-turistiche. In quest’ottica, gli obiettivi su cui dovrebbe puntare una progettazione territoriale del turismo, diventano quelli di migliorare le condizioni insediative e l’organizzazione degli spazi, di veicolare, localizzare, gestire le attività sul territorio allo scopo di ottimizzare la qualità urbana, ristabilendo il giusto equilibrio tra “interno” ed “esterno”, “urbano” e “rurale”, “globale” e “locale”.


Alessandro Ranieri dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale

Fonte immagini: Ph  Maria Vasco fondatrice Moliseinvita © – Internet  

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Spiritualità

Abbazia di San Vincenzo al Volturno – Isernia

 

Luogo: Isernia

Indirizzo: Rocchetta al Volturno

Telefono: 0865/955246

Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica

Tematica: Abbazie e Certose

Sito web: Abbazia di San Vincenzo al Volturno …

Visitata: 5835 volte

 

 

Descrizione dell’abbazia

 

L’Abbazia è parte di un complesso conventuale attestato nel Chronicon Vulturnense, un codice che contiene notizie raccontate probabilmente da un monaco che visse a San Vincenzo. In questo testo si parla della fondazione abbaziale sulle rovine di in edificio preesistente di epoca antica per volere del duca di Benevento. Questa prima fase risale alla fine del VII secolo e all’inizio del secolo successivo. Il complesso ebbe una crescita di prestigio e ricchezza nel VIII secolo, tanto che Carlo Magno concesse a San Vincenzo, insieme ad altri benefici, l’immunità giudiziaria e fiscale. Nel IX secolo il monastero fu depredato dagli Arabi e abbandonato. Nel secolo successivo il complesso si avviò a una ripresa fino ad una nuova aggressione, che fece propendere per il trasferimento delle sede nel luogo dove si trova a tutt’oggi il monastero. Il complesso fu gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e ripristinato nel dopoguerra. L’Abbazia originale conserva la parte della cripta, decorata da affreschi, mentre del monastero rimane la pavimentazione in cotto dell’ampio refettorio, la cripta dell’Abate Epifanio e la Sala dei Profeti affrescata.

 

Convento di San Giovanni Battista ai Gelsi – Campobasso

 

Luogo: Campobasso

Indirizzo: Via San Giovanni Evangelista, 436

Telefono: 000-000000

Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica

Tematica: Conventi e Monasteri

Sito web: Non consultabile!

Visitata: 4601 volte

 

 

Descrizione dell’abbazia

 

Il Convento venne edificato all’inizio del Quattrocento, nel luogo in cui si trovava un eremo più antico. L’edificio venne più volte rastaurato e modificato nei secoli, mentre la Chiesa conserva le sue caratteristiche dello stile cinquecentesco. Si segnala la presenza di una ricca Biblioteca, contenente più di diecimila testi risalenti al Quattrocento. Adiacente al Convento, retto dai Frati Francescani Minori, si trova il Cimitero della città.

 

 

Convento di Sant’Onofrio – Campobasso

 

Luogo: Casacalenda

Indirizzo: Contrada Montelecanne

Telefono: 0874/841405

Giorni per visitarlo: Domenica

Tematica: Conventi e Monasteri

Sito web: Non consultabile!

Visitata: 4383 volte

 

 

Descrizione dell’abbazia

 

Il Convento ha origini antiche, la sua fondazione risale al ‘500, ma solo i lavori degli ultimi anni hanno saputo dare nuovo impulso ai frati, che lo hanno trasformato in un frequentato centro spirituale francescano. La Chiesa, divisa in due navate, è quasi del tutto priva di decorazioni, tranne per un polittico raffigurante l’Annunciazione, con una ricca cornice in legno di raffinata fattura. L’altare maggiore di marmi policromi è collocato sotto un vasto arco, dietro il quale si trova il coro con sedili di noce intagliati con molta perfezione. Nella parete sorretta dall’arco è dipinto l’emblema dell’ordine francescano. Nel monastero sono visitabili il refettorio e alcune delle celle dei frati. Esterno al convento è il Chiostro, molto spazioso e contornato da un porticato, le cui pareti interne presentano ancora, nelle lunette corrispondenti agli archi, le vestigia di antiche pitture murali.

 

 

Monastero di San Vincenzo a Volturno – Isernia

 

Luogo: Isernia

Indirizzo: Via Provinciale, 10

Telefono: 000-000000

Giorni per visitarlo: Visitabile a richiesta

Tematica: Conventi e Monasteri

Sito web: Non consultabile!

Visitata: 3585 volte

 

 

Descrizione dell’abbazia

 

La storia del monastero di San Vincenzo al Volturno è racchiusa nel codice miniato Chronicon Vulturnese, con notizie raccontate da un monaco che probabilmente visse a San Vincenzo. L’autore, con la sua testimonianza, voleva celebrare il fortunato passato del monastero per distogliere l’attenzione dal declino che stava passando al momento in cui venne scritto il Chronicon Vulturnese e parla della fondazione dell’abbazia secondo la volontà del duca di Benevento, avvenuta sulle rovine di un edificio già esistente in epoca antica. Il VIII secolo segnò per il complesso un periodo di splendore economico e di prestigio che portò Carlo Magno a concedere a San Vincenzo l’esenzione fiscale e giudiziaria e molti altri benifici. In seguito alle aggressioni e depredazioni da parte degli Arabi, il monastero fu più volte abbandonato e infine fu trasferito nella sede attuale. Il monastero fu costretto a subire un altro duro colpo durante la Seconda Guerra Mondiale, ma nonostante tutto, è rimasta conservata la cripta, decorata con affreschi, dell’abbazia originaria e la pavimentazione in cotto del refrettorio, la cripta dell’abate Epifanio e la Sala dei Profeti del monastero.

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Tra le gole più profonde d’Europa, la spettacolare cascata di San Nicola a Guardiaregia | MOLISE

Madre Natura nel Molise ha giocato molto bene con le rocce calcaree di questo fortunato canyon

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Ha creato uno dei più bei sentieri naturali dell’Appennino in Italia: la cascata di San Nicola dove le acque, con tre balzi, fanno un salto totale di circa 100 metri.

Millenni di costante e impetuoso scorrere di acque (… quanto ha da insegnare la natura!) per offrire a occhi e cuore un paesaggio idilliaco: un incredibile complesso di piscine naturali, dirupi e speroni di rocce, sorgenti e corsi d’acqua, grotte e sentieri immersi in una vegetazione fittissima, il tutto illuminato da magici riflessi di luce.

Siamo nel territorio di Guardiaregia e Campochiaro, in provincia di Campobasso, a pochi km da Sepino, presso l’Oasi del WWF, la Riserva Naturale Regionale classificata seconda in Italia per estensione.

L’Oasi è una delle più grandi e selvagge in gestione al WWF d’Italia e si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) oltre che in una Zona di Protezione Speciale (ZPS).
Nei dintorni invitiamo a scoprire tre diversi ambienti naturali.
Il Monte Mutria che con oltre 1800 mt di altezza segna il confine tra il Molise e la Campania: da quassù possiamo ammirare, nelle giornate limpide, perfino il golfo di Napoli (come ci racconta il simpatico Pietro della fattoria lì vicino). L’altra area è quella carsica della montagna di Campochiaro con le gole e gli abissi tra i più profondi d’Europa. Obbligatoria una sosta alle Gole del Torrente del Quirino (gli abissi Pozzo della Neve e Cul di Bove), spettacolari fenomeni lungo la salita del sentiero, due delle grotte carsiche che rientrano tra le più profonde d’Europa con i loro circa 1000 metri negativi.

Un’esperienza fiabesca da includere assolutamente nella lista dei luoghi più belli e incontaminati del Molise da vedere assolutamente. Viverla nella stagione autunnale, garantiamo… è ancora più affascinante! Intanto se volete scriveteci e raccontateci come è andata!

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Ecco la nostra passeggiata tra il delizioso paesello di Guardiaregia e l‘Oasi WWWF

Protagonisti inconsapevoli: Pietro che ci ha accolto squisitamente insieme alla sua famiglia nella sua bella fattoria proprio nelle vicinanze. E due abitanti del paese, incontrati nella piazzetta dove regna la statua di Padre Pio… ci hanno consigliato un ottimo ristorantino dove gustare i piatti della cucina tipica molisana.

 

Testo e foto di Maria Vasco, fondatrice Moliseinvita ©


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In giro per Guardiaregia: alla scoperta di una natura incontaminata e dei sapori di una volta.





 

Il Sogno - Monumento Incrocio Parallelo e Meridiano a Termoli CB MOLISE Ph Mariella Vasco © 122601

Non dite l’ora “esatta” se non siete a Termoli. Per l’Italia e l’Europa centrale! Monumento “Il Sogno” | MOLISE

Si chiama ‘Il Sogno’ ed è il Monumento costruito a Termoli (2013), in provincia di Campobasso, in onore dell’ora esatta, valida non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa centrale.

                                                                        
Sarà per la fortuna di natura geografica, sarà perché già nella lontana Conferenza di Londra del 1884 si decise di uniformare a livello internazionale la misura della longitudine, sta di fatto che il punto “magico” in cui si incrocia il 42° parallelo Nord ed il 15° meridiano Est nel nostro pianeta si trova proprio nella cittadina molisana adriatica, su un piccolo cumulo di sabbia all’altezza della spiaggia di Rio Vivo, nei pressi del porto turistico e del caratteristico “paese vecchio”. A rappresentarlo un’imponente scultura in pietra lunare locale alta 7 metri e larga 4, per determinare il  fuso orario ed il mezzogiorno esatto per tutta l’Europa centrale.

Ben viene l’Associazione dei Geometri e Topografi italiani – l’A.G.I.T. – che, nel 2013 e a proprie spese, ha deciso di donare alla città di Termoli un monumento celebrativo così importante.

Attualmente il sito è inserito nella rete nazionale IGM (Istituto Geografico Militare) e in quella catastale quale punto trigonometrico fondamentale, a riprova del valore scientifico dell’iniziativa.
E non andiamo fuori tema, o meglio, fuori meridiano, se citiamo in questo contesto la nostra amata Sicilia con il suo famoso vulcano Etna, posizionato appunto sul medesimo meridiano e che viene denominato “di Termoli” proprio per la comunanza di coordinate.
Ma se è vero che la misura del tempo è un fatto astronomico e non topografico – personalmente la metterei più su un piano meramente filosofico e “illuminante” – il tempo andrebbe misurato in base a quanto e come lo si riempie di Vita, Emozioni, Gratitudine, Amore ed Esperienze, ma questo è un altro discorso… – il fascino dell’incontro di queste coordinate  (Greenwich di Termoli) è dato proprio dall’incrocio tra il tempo e lo spazio e può costituire senz’altro un motivo di interesse culturale e turistico per la città.
Il Monumento rappresenta non solo l’indicazione di un parallelo, bensì la materializzazione di un incrocio tra parallelo e meridiano che stabilisce l’orario vigente in Italia. Un “sogno” che segna un tempo preciso.
Luogo ed argomenti che, pur se apparentemente astratti, possono fungere da buoni attrattori turistici consentendo un elemento di marketing del territorio, spesso vilipeso nelle sue attrazioni culturali e turistiche. La difesa di tali luoghi e la loro valorizzazione rappresentano uno snodo di conoscenza, cultura e motore di sviluppo del nostro territorio.
L’unione tra cultura, storia ed economia possono sviluppare nuove frontiere per rilanciare anche turisticamente un territorio da proteggere e valorizzare.

E dunque quando avrete tempo ed energia, passeggiando per il porto di Termoli, venite a visitare questo luogo tra cielo, mare e terra. La curiosità, si sa, premia sempre i viaggiatori!

Lo dice Michael Althsuler ed ha ragione: “La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che il pilota sei tu”.


Testo e foto: Maria Vasco © fondatrice di Moliseinvita.it

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