Carnevale storico di Larino CB MOLISE 2023 ph Graziella Vizzarri

Larino tra i Carnevali storici d’Italia

E’ un Carnevale davvero speciale il Carnevale storico di Larino

Carnevale tra i più belli del Molise, il Carnevale storico di Larino si svolge nei weekend 18/19 e 25/26 febbraio 2023

L’Associazione Larinella è orgogliosa ed emozionata di poter offrire a quanti verranno a Larino, luogo storico, di interesse culturale e turistico del Molise in provincia di Campobasso, un doppio weekend di emozioni, divertimento, ma anche di spettacoli e cultura.
Emozioni di un carnevale storico che è proiettato al futuro senza dimenticare l’importanza di questo presente dove i protagonisti sono loro: i nostri maestri cartapestai, i nostri ragazzi e ragazze che hanno saputo da un’idea costruire giganti di cartapesta. Manufatti artigianali ed artistici che davvero non hanno più nulla da invidiare a quelli che vengono realizzati nei più “conosciuti” carnevali d’Italia.
Abbiamo dunque presentato l’intero programma di eventi. Lo abbiamo fatto, nella sala Freda del Palazzo Ducale, insieme a noi, Danilo Marchitto e Laura Ricci dell’Associazione Larinella, c’erano il sindaco Pino Puchetti e l’assessore alla cultura Iolanda Giusti. Con noi la voce del carnevale ossia l’impareggiabile Gianluca Venditti.
Dopo le parole del sindaco che ha sottolineato l’importanza della manifestazione, il riconoscimento ministeriale come carnevale storico e l’avvio dei lavori che consentirà ai nostri gruppi costruttori di avere spazi adeguati alla realizzazione delle opere, abbiamo esposto il nostro manifesto di eventi a partire da colei che sarà la madrina della manifestazione ossia l’attrice Claudia Gerini.
Si comincia Sabato 18 febbraio 2023 con la partecipazione della conduttrice Rai, attrice Adriana Volpe che di fatto darà il via all’intera manifestazione ergo alla sfilata dei giganti di cartapesta in piazza del Popolo dove poi in serata, intorno alle 22:00 è atteso il dj set di Pau dei Negrita che farà ballare fino a notte inoltrata il popolo del carnevale. L’indomani, domenica 19 febbraio al mattino è in programma una mostra a cielo aperto dei carri allegorici con spettacoli di danza e magia. Alle 15:30 l’inizio della sfilata dei carri sarà dato da Francesco Chiofalo, personal trainer ed influencer da oltre un milione e mezzo di follower. Alle 22:00 è in programma poi il dj set di Ketty Passa. Il secondo weekend del carnevale vedrà poi giungere a Larino, il 25 febbraio 2023 il dj set di Tommy Vee e per il gran finale di domenica, l’attrice Claudia Gerini, ufficialmente madrina della manifestazione.

E poi ancora musica, sfilate, magia per grandi e piccini.

Abbiamo anche raccontato un altro aspetto importante del carnevale larinese ossia la sinergia che si è creata con le scuole a partire dall’Omnicomprensivo Magliano fino alla collaborazione, ormai datata, con il Majorana di Termoli e quella con l’Università degli Studi del Molise che ci ha permesso di portare la bellezza del carnevale sui banchi per progetti culturali di ampio respiro fino alla creazione di un’apposita applicazione che consentirà di interagire con i gruppi costruttori divenendo nel tempo anche riferimento geoculturale per coloro che giungeranno a Larino e, non soltanto, per il carnevale.
E proprio in tal senso, l’assessore Giusti ha ricordato come nei giorni del Carnevale sarà possibile accedere all’area archeologica e a Villa Zappone, visitare il museo diocesano, la cattedrale, San Francesco e naturalmente il nostro Palazzo Ducale con il suo museo e le mostre permanenti presenti.
Per accedere al percorso del carnevale è previsto il pagamento di un biglietto giornaliero di 4 euro che comprenderà la sfilata dei carri, le esibizioni musicali, gli show degli artisti, il parcheggio e la navetta gratuita. Mentre sarà possibile, solo in prevendita, acquistare un biglietto cumulativo per i quattro giorni al costo di 5 euro presso il “Larinella Store” in viale Giulio Cesare, 21.

Fonte: Associazione Larinella | Fonte immagini: Ph Pag Fb Carnevale di Larino © – Ph Graziella Vizzarri © – Ph Pietro La Serra ©




 

stand Molise in Fiera - Termoli CB MOLISE Ph pag Fb Molise in Fiera

Molise in Fiera tra novità ed eccellenze

Evento fieristico nel Molise

Tutto pronto per Molise in Fiera 2023

La fiera campionaria apre i battenti dal 15 al 19 febbraio 2023 a Termoli CB MOLISE – L’evento è gratuito


Al via l’evento fieristico del Molise con l’edizione 2023 di Molise in Fiera.
Un evento in forte crescita, ricco di novità ed eccellenze proposte dagli espositori direttamente al pubblico.
“Sarà un’edizione più ricca, più varia e di livello ancora superiore rispetto alla precedente” dichiara Mariella Tufarelli, presidentessa di ConfEventi Molise e organizzatrice dell’evento.
Molte le novità in serbo per i visitatori: una nuova sezione dedicata al mondo delle cerimonie e wedding e un’area dedicata alle macchine agricole più estesa e più specializzata, dove saranno presenti le aziende protagoniste del settore.
Inoltre un’ampia e accresciuta presenza di operatori del settore commercio, artigianato e arredamento. Prodotti alimentari tipici e in più il mondo wellness e biomedicale. Molise in Fiera ha nella varietà dell’offerta la sua arma più affilata.
“Vogliamo che tutti vivano Molise in Fiera come un’esperienza da ricordare”, continua la Tufarelli, “con elementi di attrazione per adulti e bambini, privati e aziende”.
Un benvenuto dunque alle giovani coppie che progettano il loro giorno più bello, alle famiglie, ai professionisti del settore agricolo, agli appassionati di enogastronomia e a tutti coloro che cercano novità e soluzioni per la propria casa o la propria azienda. Il posto giusto anche solo per passare qualche ora in un clima informale e pieno di stimoli.
Un po’ di numeri: con oltre 60 espositori su 5000mq attuali e più di 16000 visitatori in ognuna delle edizioni precedenti, quest’anno la fiera fa un grande passo in avanti in termini di qualità dell’offerta e dei servizi. Iniziative che potenziano il valore del turismo fieristico nel Molise con l’opportunità di conoscere una terra meravigliosa e ricca di risorse.

Molise in Fiera apre al pubblico dal 15 al 19 febbraio 2023 a Termoli CB, in piazza Giovanni Paolo II (ore 10:00/13:00 – 16:00/21:00). L’evento è con ingresso gratuito. Per maggiori informazioni si può visitare il sito Moliseinfiera.it

Fonte: ConfEventi Molise e Molise in Fiera | A cura di Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©

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Domenico Iannacone - Torella del Sannio CB MOLISE - ph da pag Fb di Domenico Iannacone

Il valore della piazza per “ritrovarsi”. Incontro con Domenico Iannacone nel paese di Torella del Sannio | Molise

Ritrovarsi in piazza

Ritrovarsi a Torella per un incontro cuore a cuore tra Domenico Iannacone, giornalista e autore di origini molisane, ed il (suo) pubblico. Un’opportunità per riscoprire il valore della piazza come centro del paese, ma anche come luogo umano e paesaggio dei sentimenti.

Giovedì 11 agosto 2022 alle ore 21.30 – Piazza Regina Margherita, Torella del Sannio CB MOLISE – ITALY

Ingresso libero


Ritrovarsi a Torella di Domenico Iannacone

“L’unico posto vivo dove si compie la condivisione delle idee rimane la piazza. Non c’è televisione o social o altra diavoleria in grado di poter battere la forza di questo luogo. Tutto qui diventa tangibile, fisico, pronto a manifestarsi nella sua bellezza.

Bisognerà ricominciare a incontrare le persone dal basso, guardandosi negli occhi. Non ci sono spazi migliori di questi per condividere ideali e parlare col cuore.

Quando si torna dove si è nati, si chiude sempre un cerchio dell’esistenza. Un cerchio perenne che si rinnova quando partiamo o quando facciamo ritorno. Quei luoghi sono parte della nostra anima, pezzi che non si distaccano mai da noi.

[…] Torno nel luogo che mi ha sempre protetto, anche quando, ahimè, sono mancato per tanto.

[…] Ho deciso di riabbracciarlo non solo idealmente sotto forma di pensiero, ma fisicamente, in piazza, tra quelli che mi hanno sempre voluto bene. Perché in fondo la storia di ognuno ha sempre un inizio, un punto di riferimento preciso su cui poggiarsi. Anche la mia parte da qui, da Torella del Sannio, piccolo paese del Molise.

Qui ho immaginato e sognato quello che sono ora. Per questo il mio cerchio non poteva che chiudersi qui.

Giovedì 11 agosto 2022 alle ore 21.30 in Piazza Regina Margherita, nel centro storico di Torella del Sannio, in un incontro pubblico in cui si intrecciano passato, presente e futuro ritroverò la mia gente, i tanti amici che abitano nei paesi vicini e anche quelli che verranno da lontano a trovarmi.

Ci vediamo in piazza a Torella del Sannio.

Vi aspetto in tanti, nella piazza del mio paese, per raccontare quello che ho visto, denunciato e combattuto. Sarà un modo per riannodare il filo di questi anni e ritrovarsi.”


Con la collaborazione dell’Associazione ALLEROT, della Pro Loco “Tre Torri” Torella del Sannio e del Comune di Torella Del Sannio.
Fonte Immagini: Ph Franco Di Iorio © – Ph Pietro Iocca © –  Ph Vittorio Ciamarra © –  Ph Pag Fb Domenico Iannacone © –  Ph Maria Vasco by Moliseinvita ©

 

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500 Mostra fotografica Raccontiamoci di Nicola Cappella - Castello Svevo Termoli CB MOLISE WA0004

“Io, Nicola Cappella, dedico la mia prima mostra fotografica a mia madre e mi racconto” | Termoli

Tempo di lettura 5′ – di Maria Vasco –

Immagini disegnate dalla luce: albe, tramonti, paesaggi notturni e fuochi d’artificio rappresentati come stati d’animo, attimi di vita raccolti e raccontati da Nicola Cappella, fotografo amatoriale che ha visto crescere sin da bambino la sua passione per la fotografia.

Una scoperta che lo ha letteralmente illuminato quando, ancora adolescente, si stupiva davanti alle immagini in bianco e nero che “apparivano” come per magia sopra un foglio di carta bianca nella penombra di una camera oscura. Un’illuminazione che non lo ha più abbandonato e che d’allora lo ha accompagnato nei suoi viaggi in giro per l’Italia e durante numerosi concerti di caratura nazionale e internazionale a cui ha partecipato. Macchina fotografica al collo e tanta curiosità sono le sue fedeli compagne di viaggio mentre una profonda sensibilità la sua guida interiore. Lo sguardo è eloquente, intenso e trapela tanta voglia di raccontarsi. Il messaggio è forte e chiaro, Nicola Cappella lascia intendere quanto sia meraviglioso per lui questo pianeta e come attraverso la fotografia anche le persone possono riconoscersi in una serena condivisione.

Originario di Termoli, solare cittadina molisana sull’Adriatico, Nicola della sua città conosce bene vicoli e periferie, consuetudini e tendenze. E si parte con la sua prima mostra intitolata “Raccontiamoci” dal 9 al 10 aprile 2022 proprio da qui, da Termoli, in una location storica per eccellenza, il Castello Svevo nel caratteristico borgo marinaro. Me ne parla più da vicino, sotto un cielo terso e davanti ad una tazza di caffè sul lungo mare Nord.

Nelle sue fotografie Nicola descrive se stesso e si percepisce subito il suo desiderio incontenibile di “raccontare”, ma il cuore dell’incontro sta nell’espressione in cui si riconosce immediatamente: “ogni fotografia ha la sua storia”.


Nicola, innanzitutto raccontaci di te. Ho tante passioni, sono appassionato di musica, sono un tifoso di calcio, mi piace relazionarmi con le persone, ma soprattutto mi definisco un sentimentale nel senso che mi piace riflettere, provare emozioni. Per me l’emozione è tutto, bella o brutta che sia l’emozione ci fa vivere. L’ho provata nella musica, sotto i palchi dei concerti dove anche cantare con un estraneo mi ha dato emozioni. C’è tanto romanticismo in questi semplici gesti perché ogni forma d’arte ti fa volare e ti fa viaggiare. Amo il viaggio anche per questo, stare davanti al finestrino di un aereo o di un treno dove i pensieri vanno, viaggiano anche loro. La fotografia è una forma d’arte, secondo me l’emozione per antonomasia è proprio quella dello scatto. Ecco vorrei definirmi così e voglio sottolineare il fatto che non c’è nessuna forma di presunzione in questa mostra o di auto-glorificazione per aver vinto un concorso fotografico. La mostra per me è un modo per incontrarsi e condividere emozioni perché credo che molte persone che scattano anche in modo amatoriale abbiano la propria esperienza da raccontare.

Hai partecipato a concorsi fotografici ? Due concorsi entrambi a Termoli e li ho vinti tra cui “La Termoli che mi piace”. Vabbè sarà stato un caso…

Che cos’è per te la fotografia? Pur non avendo una formazione classica, apprendo che fotografare è una parola che deriva dal greco e vuol dire “scrivere con la luce”. Per me la fotografia è una scrittura, un racconto appunto. Su questa premessa posso affermare che la fotografia è un racconto di me, magari non sarà perfetta perché non esiste una fotografia perfetta. Riconosco che le fotografie possono avere dei limiti come per esempio un contrasto, una luce sbagliata, un difetto anche di post produzione (che io faccio volentieri anche se in maniera oculata per dare un effetto un po’ pittorico alla fotografia), però appunto sono come me. Nel raccontare la fotografia io racconto me stesso perché anch’io sono pieno di difetti, ma tutto questo deve trasparire. Resto sempre una persona piena di sensibilità, piena di amore e con i suoi limiti come tutti. La mia è una fotografia che rappresenta tutto questo: deve essere imperfetta perché sono imperfetto io, ma nello stesso tempo deve manifestare amore e calore. Questa è la fotografia per me ed ha come scopo il racconto di se stessi.

Un modo per mettere in mostra l’imperfezione? Sì appunto, per questo metto in mostra le mie foto: io sono questo e c’è correlazione con esse, non mi vergogno di mostrare i miei difetti, gli stessi con cui mi relaziono al mondo tutti i giorni. Metto in mostra i miei limiti così come metto in mostra le mie foto, però sono qui, e spero siano piene di amore.

Come nasce la mostra “Raccontiamoci” di Nicola Cappella? Nasce dall’idea di condivisione e di parlare di fotografia con la gente. A me piace parlare di fotografia. Non si tratta solo di una classica esposizione fotografica, ma del desiderio di incontrarsi e di raccontarsi tra persone attraverso la fotografia. Mi rendo conto che non tutti la pensano allo stesso modo e che ognuno ha la propria unicità ed è proprio per questo che mi presento senza etichette. Voglio che le mie fotografie arrivino al pubblico, nient’altro. Non mi interessa tramite chi, voglio che arrivino a tutti, amatori, professionisti, amici e turisti e che ci si possa davvero incontrare per fare due chiacchiere, una cosa bellissima soprattutto in questo particolare momento di incertezze.

Oltre che nella mostra al Castello Svevo di Termoli dove possiamo ammirare le tue foto? Le mie fotografie sono tutte pubblicate sul mio profilo Instagram, aperto e visibile a tutti.

Come coltivi la tua passione per la fotografia? Faccio molti scatti come albe, tramonti e notturne che sono le mie preferite e che mi appassionano tantissimo, ma continuo a studiare, seguo corsi specializzati, compro anche molti libri, studio da autodidatta e sto creando per me una bella e corposa biblioteca fotografica.

Se c’è chi ti ispira, ce ne vuoi parlare? Sì sono diverse le fonti ispiratrici. Comincio col dire che ho conosciuto un professionista fotografo di La Spezia sulla cui pagina social avevo fatto l’iscrizione. Quando nel 2018 ha organizzato un workshop fotografico in Molise a Campobasso ho subito sentito di parteciparvi per conoscerlo.

In cosa ti ha ispirato? Si chiama Matteo Bertetto, pensa… un professionista della fotografia che, prima di fare questa scelta, lavorava nell’ambito della grande distribuzione. Poi la sua passione era diventata così importante che alla fine è riuscito a farne un lavoro e adesso fa il fotografo a tempo pieno! Sì mi ha ispirato, ovviamente è dotato di attrezzature sofisticate e costose, inoltre esce quando vuole… io invece devo ritagliare i tempi con il mio lavoro.

Da quali altri fotografi ti senti ispirato? Premesso che il digitale ha battuto di molto i costi, non posso nascondere che sono affascinato dai fotografi del passato. Ritengo tuttora che i più grandi paesaggisti della storia della fotografia siano i fotografi del passato che trattavano solo l’analogico. Noi oggi abbiamo photoshop, loro lavoravano in camera oscura, dunque la post-produzione c’è sempre stata, ma con modalità e strumenti diversi come pennelli, matite e colori. Quasi ancora uno strascico della pittura. E sono venuti fuori dei gran bei lavori. Mi riferisco in particolare al grande fotografo americano Ansel Adams del secolo scorso che ha scritto anche dei manuali sulla tecnica della fotografia. Ancora oggi le sue foto sono di un’attualità “tecnica” incredibile ed è difficile immaginare che siano state fatte con mezzi rudimentali.

E gli si illuminano gli occhi quando comincia a parlare di Sebastiao Salgado

Hai detto “ogni fotografia ha la sua storia”. Cosa intendi? Certo, come dicevo prima per me la foto è una scrittura, un racconto appunto e qui ora faccio una citazione che può essere utile poiché ci ricollega ad un altro grande fotografo che ammiro tantissimo, non è un paesaggista, ma un reporter fotografico ancora in vita, il brasiliano Sebastiao Salgado. Un artista immenso, impazzirei se lo vedessi e farei di tutto per poterlo incontrare. Lui dice che quando facciamo una foto, se la foto non racconta nulla non avremo fatto una foto al soggetto, avremo fatto una rappresentazione del soggetto, così fatta la foto è solo una nuda rappresentazione e non un racconto.

Tu condividi questa idea? Per me è bibbia, infatti molte sono le foto da me realizzate, ma che non ho mai pubblicato poiché a mio parere non dicono nulla. Anche con una grande passione sempre accesa, se nella fotografia non c’è ispirazione non la porti a casa, tanto è vero che molte volte esco, ma non ne scatto nemmeno una.

La fotografia che tu ritieni non possa dire nulla potrebbe invece ispirare e comunicare qualcosa all’osservatore. Che ne pensi? Dico sempre questo: interpretatela come volete, fatela vostra. Per ogni fotografia che andrò ad esporre sarò disposto a mettermi a nudo, a raccontare come è nata, a descrivere tutte le emozioni da cui è scaturita e che mi ha suscitato, però poi ognuno è giusto che ne prenda il bello e che possa interpretarla secondo il proprio punto di osservazione.

Che cos’è la competizione secondo te? Competizione per me è sempre stata una parola bruttina, il concetto di gara e di competizione può non rendere limpido il rapporto tra le persone. D’accordo quando si tratta di una gara sportiva, ma durante tutte le iniziative della vita non riesco a concepirla. Il talento va riconosciuto in ognuno di noi. Infatti il termine che utilizzo sempre è “condivisione” ovvero ognuno può mettere a disposizione quello che sa fare e a modo proprio può apprende anche qualcos’altro. La diversità è sempre un riconoscimento.

Sulla tua pagina social ti presenti con delle “dirette”. Cosa ti spinge a farlo? La prima volta mi sono detto: voglio fare questa diretta per raccontare un po’ di episodi… e volevo parlare della genesi delle cose, di come erano nate, e quindi, resomi conto che era andata benissimo, mi sono convinto che fare una mostra anche per me stesso mi avrebbe permesso di parlare con la gente più da vicino ora che il covid si è un po’ più allentato. A me piace parlare con le persone, fare due chiacchiere informali, spiegare come sono nate le mie foto, cosa ci metto di mio, perché per me la foto – e insisto nel dirlo – è un racconto e come io racconto me stesso con la foto.

Ti definiresti un fotografo? In questo senso mi sento un po’ “borderline”, non mi ritengo un fotografo professionista, ma nemmeno l’ultimo arrivato. Io mi definisco uno studioso, non un professionista e non un amatoriale, direi semplicemente un appassionato in primis.

Ti ritieni una persona sensibile? Eh sì, sì! Penso che per chi ami certe forme d’arte lo si è o lo si diventa.

Potresti descrivere un difetto della città di Termoli ed un suo pregio? E’ molto bello per me il concetto di condivisione, ho sempre cercato di coinvolgere persone nel mio settore per fare delle uscite fotografiche, albe e tramonti insieme. Anche quando sembrano non esserci buoni rapporti, mi piace pensare ad un punto di incontro grazie proprio alla fotografia come collante. Purtroppo riscontro che a Termoli manca proprio la voglia di condividere (sic!). Il pregio di Termoli? Io scatto da tanti anni a Termoli e dico che c’è sempre qualcosa di bello da fotografare e non ce ne rendiamo conto. Anche racchiusi in quel piccolo borgo vecchio che si gira in due minuti c’è sempre qualcosina da scattare. Mi sono ritrovato a fotografare tante albe e tramonti in giro per l’Italia, ma posso dire che il tipo di luce che riflette su Termoli – proprio a livello di composizione per il modo in cui arriva ad illuminare quel castello piuttosto che un vicoletto – è davvero singolare. Quando si coglie quella “giusta” luce vengono fuori dei capolavori. Sono momenti che durano anche solo un attimo perché come sai bene la luce cambia ogni istante, per quello la missione del fotografo è anche quella di immortalare. Quindi da un punto di vista fotografico, il pregio di Termoli è la sua luce, quel tipo di luce che credo abbia solo Termoli.

Progetti per il futuro? Tengo a dire una cosa a proposito di questo… purtroppo in questa mostra non c’è stato spazio per organizzarlo, ma in futuro vorrei farlo: io in realtà fotografo molto ai concerti poiché sono appassionato di musica. Ho assistito a grandi e numerosi concerti in vita mia fotografando artisti sul palco e imparando a seguire i ritmi della musica in sincronia con le luci, oltretutto cercando sempre di stare nelle prime file. Per questo ho raccolto un bel po’ di materiale fotografico su un tema che vorrò sicuramente esporre in futuro.

Cos’altro vuoi aggiungere al pubblico che ora ti sta leggendo e che verrà a trovarti personalmente alla mostra? Mi piace utilizzare sempre questo termine: “racconto”. Per me la fotografia è racconto, ma perché utilizzo il termine racconto? Perché non esiste verbo come “raccontare” più caloroso e rassicurante. Sin da piccoli, quando sentiamo il termine “raccontare” pensiamo al nonno e alla nonna che ci raccontavano la fiaba, di noi bambini che stavamo seduti ad ascoltare magari un programma in Tv e si cominciava così a navigare anche un po’ con la mente e la fantasia.  E’ un termine, tengo a dirlo, accogliente e rassicurante tanto che ho voluto riportarlo nel titolo della mostra: “Raccontiamoci”. Ricordo che quando a gennaio 2021 feci  la foto del lungomare Nord di Termoli, che vinse poi il primo premio del Concorso “La Termoli che mi piace”, eravamo in piena zona rossa per il covid e purtroppo avevo mia mamma che stava poco bene…  poi da lì a un mese ci ha lasciato. Io mi ero ritagliato quel pochino di tempo per scattare, ho fatto quella foto colpito dall’energia di quel tramonto e pensavo: da qui vedo il nord, da qui vedo tanti ricordi, vedo Pescara che è più vicina, per me la città per antonomasia, anche per andare a Roma passiamo di là. In questo tramonto voglio vederci un po’ di speranza, voglio vederci qualcosa di bello, queste luci, questo gioco di sfumature con veduta su un mondo che non possiamo raggiungere… Adesso da qui io intravedo quello che per me è stato importante, quelle terre e quegli orizzonti a me cari e inaccessibili. La foto deve raccontare qualcosa di bello che può essere il sentimento ed io vi ho messo anche molto del mio dramma personale, quello dell’anno scorso in cui è scomparsa mia mamma. In un certo senso quando vado a scattare mi ricordo di lei e delle volte che si complimentava di quell’alba o di quel tramonto, è come se in quelle vastità del cielo che ogni volta mi sorprende perdo il mio pensiero. Io ci vedo questo e racconto questo. In un certo senso questa mostra è dedicata a lei.


Mostra fotografica “RACCONTIAMOCI” di Nicola Cappella, fotografo amatoriale paesaggista, vincitore del premio del concorso fotografico “LA TERMOLI CHE MI PIACE”.

9 e 10 aprile 2022 – Dalle ore 9:00 alle ore 22:00 – Castello Svevo – Termoli CB MOLISE TALIA | Ingresso gratuito

Infinito Amore, Infinita Gratitudine e Infinita Intelligenza


Colli a Volturno IS Ph Lorenzo Zip Albanese © www.moliseinvita.it1 - Copia - Copia

Colli a Volturno, perché viene chiamata “La piccola Parigi” del Molise e quali le sue unicità.

Tempo stimato di lettura: 2′-

Così bella da sembrare un quadro.

La chiamano “La piccola Parigi” del Molise ed è la spettacolare Colli a Volturno con le sue tre colline boscose sempreverdi. Un gioiello del Molise immerso in una vegetazione salubre e incontaminata.

Piccolo centro medievale, Colli a Volturno si trova nell’Alto Molise in provincia di Isernia. Furono i virtuosi monaci benedettini di S. Vincenzo al Volturno nel periodo prima del Mille a dargli vita, ma l’insediamento ha origini ancora più antiche e lo riportano al VII sec. a.C. con la presenza dei Sanniti.

Siete appassionati di storia? Bene, qui potrete trovare ben conservati un acquedotto romano ed i resti della “cinta muraria sannitica” lunga sei chilometri – meta di numerosi ricercatori e archeologi, italiani e stranieri, interessati dalle dimensioni dei massi delle mura megalitiche e dalla lunghezza straordinaria dell’opera –

E per i più curiosi andiamo ancora più indietro nel tempo: scopriamo infatti che le origini di Colli a Volturno risalgono addirittura ad epoche preistoriche.

Ma le bellezze di  Colli a Volturno non finiscono qui! Baciato e nutrito dal fiume Volturno, questo tesoro del Molise, abitato da poco più di 1.300 anime, gode di panorami mozzafiato da un’altitudine di circa 400 m. sul livello del mare. Il paesaggio è tipico dei libri di fiaba e stupisce i visitatori affascinandoli con le cime del massiccio delle Mainarde e del Matese. Meta ideale per chi ama il contatto autentico con la natura e le immersioni in paesaggi antichi e incontaminati.

Il territorio di Colli a Volturno, come dice il nome stesso, è detto anche Colli non solo per brevità, ma anche per la sua morfologia prevalentemente collinosa. E’ caratterizzata inoltre da ampie distese pianeggianti che invitano a fare escursioni non solo nel periodo estivo, ma anche per tutto il resto dell’anno. Se siete innamorati delle attività all’aria aperta e preferite un turismo slow, sostenibile e a piedi con gruppi organizzati e/o passeggiate individuali, siete nel posto giusto!

L’area è di eccezionale pregio ambientale ed accoglie fonti di sorgenti d’acqua pura: spazi ideali per gli appassionati di trekking, equitazione e turismo sportivo come la pesca. Numerose le aree picnic attrezzate che soddisfano camminatori, escursionisti di gite fuori porta e famiglie con bambini.

Ora vi sveliamo i motivi per cui Colli a Volturno si è simpaticamente meritata il titolo di “Piccola Parigi”. Sono di varia natura e si sono susseguiti dalla prima metà del secolo scorso fino alla fine degli anni ’60 circa, ma principalmente si collegano ad un preciso evento storico quando nel 1944 il Generale Charles De Gaulle entrava a Colli a Volturno per passare in rassegna i suoi soldati insieme a quelli italiani del CIL (Corpo Italiano di Liberazione). In quell’occasione venne acclamato con così tanta enfasi sia dai militari sia dai cittadini del posto che, sorpreso, esclamò: ” Mi avete accolto come in una piccola Parigi” *. Pare che da quel momento la popolazione abbia orgogliosamente nutrito l’appellativo di “Piccola Parigi”  con tre sue caratteristiche predominanti:

1) La posizione geografica, comoda e strategica tale da consentire facili spostamenti tra Campobasso, Isernia e i paesi dell’Alta Valle del Volturno. 2) Il fiorire di negozi di ogni genere, botteghe artigianali, falegnamerie e uffici di vari servizi di utilità. Un giorno al mese si teneva persino una fiera/mercato che attirava molte persone dai paesi limitrofi. Questa vitalità aveva conferito pregio e ricchezza al paese tanto da divenire una città shopping, simbolo di novità commerciali molto ambite. 3) Il primato di paese della valle per aver ricevuto energia elettrica a seguito degli interventi della centrale elettrica del Volturno. Pare che questo abbia acceso ancor più l’appellativo di “Piccola Parigi” come piccola “Ville Lumière” del Molise.

Tradizionale “Frittata collese” con 250 uova

Oggi descriviamo con tenerezza questi aspetti che hanno ben contribuito ad “illuminare” il piccolo paese di Colli a Volturno. Gli abitanti più anziani ancora oggi infatti raccontano commossi le loro esperienze di vita descrivendo quello che era il paese di un tempo. Il fenomeno dell’emigrazione ha poi lentamente ridotto tutto lo sviluppo d’allora e oggi possiamo semplicemente ammirare un centro storico dalla bellezza antica e silenziosa.

E non basta, tra le cose belle da fare e vedere a Colli a Volturno non poteva mancare una chicca gastronomica, o meglio, una specialità unica in Italia che solo nei paesi della Valle del Volturno nel Molise viene preparata. Stiamo parlando della frittata collese: una pietanza eccezionale – quasi da guiness dei primati in cucina – preparata il sabato prima di Pasqua con abili mani e l’incredibile uso di 250, diciamo 250, uova! Una ricetta esclusiva da fare invidia ai migliori chef gourmet. Più che una prelibatezza da portare in tavola, un rito tradizionale in cucina! Si tratta infatti di una tradizione in famiglia molto sentita dai collesi che unisce sentimento, arte in cucina e territorio. Un motivo in più per venire a Colli a Volturno e degustarla assolutamente!

Siamo nel Molise autentico, quel bel Molise che lascia una traccia nel cuore di chi lo visita per la prima volta con la voglia di ritornarvi ancora. 

Colli a Volturno, un paese del Molise con scorci e paesaggi che possono far commuovere ???? Per il prossimo viaggio in giro per l’Italia pensaci, vieni nel Molise che emoziona!


Scritto da Maria Vasco fondatrice Moliseinvita ©| Fonte immagini: Ph Maria Vasco © – Lorenzo Zip Albanese © – Pietro Di Florio © – Remo Lollis © – Vincenzo D’Alessio ©

Paesi da vedere intorno a Colli a Volturno:

Fornelli, Rocchetta a Volturno con Castelnuovo a Volturno, Montaquila, Cerro al Volturno, Macchia d’Isernia, Filignano, Castel San Vincenzo, Acquaviva d’Isernia, Pozzilli, Monteroduni.


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Area picnic presso il fiume Volturno. Colli a Volturno IS MOLISE – Ph Vincenzo d’Alessio ©

* Fonte: Diario di Guerra del Generale Umberto Utili da cui si apprende che il comando CIL aveva base a Colli a Volturno IS. Nel 2019 l’equipe di esperti del M.I.G.M (Museo Internazionale delle Guerre Mondiali) con sede a Rocchetta a Volturno IS, avendo lavorato su questa ricerca, ha donato alla cittadina collese una gigantografia fotografica  raffigurante l’evento storico dell’arrivo del Generale De Gaulle e del suo incontro con il Generale italiano Utili a Colli a Volturno il 22 marzo 1944. Attualmente è esposta proprio sul luogo dove si svolse l’evento.  

Infinito Amore e Gratitudine

 

Cordata di Fede. Associazione Rinascita - Comunità Socio-Spirituale Baranello CB MOLISE Ph Maria Vasco ©

Evento spirituale e incontro di preghiera “Cordata di Fede in Maria SS” | Comunità Rinascita – Baranello MOLISE

Evento spirituale e incontro di preghiera nella Divina Volontà.

“Cordata di Fede in Maria Santissima”

Evento di Preghiera tutte le domeniche alle ore 21,15

Associazione Rinascita | Baranello CB MOLISE

Scopo: In questo momento di forte sconforto inflitto dalla oramai presenza dominante dell’entità nemica dove ogni cuore, ogni mente di ogni creatura si ritrova in circostanze di crisi spirituale e sociale, l’Associazione Rinascita illuminata dalla perseverante presenza della Mamma Celeste intende con questo Evento opporsi in maniera massiva agli attacchi provenienti dall’opposta fazione, invitando tutti ed in particolare le famiglie che desiderano vivere nella luce del Cristo Risorto ad unirsi con noi tutti in una cordata di preghiera nel giorno Santo della Domenica.

Finalità: Diffondere in tutte le anime lo Spirito Santo dandoci la forza di vivere questo momento burrascoso ritenendo che nella preghiera e nell’ascolto ognuno possa ritrovare la propria forza nella Fede in Cristo Risorto. All’evento potranno partecipare le sole coppie, ovvero, un uomo e una donna, siano essi sposati, conviventi, fratello e sorella, amico ed amica, questo perché il male all’origine si è insediato nella coppia composta da Adamo ed Eva ed è nella coppia di noi figli di costoro che lo stesso va scacciato.

Svolgimento dell’Evento: Ogni domenica a partire dal 09.01.2022 alle 21.15 ogni coppia in diretta Google Meet con tutti coloro che daranno la loro adesione all’Evento a turno leggeranno cinque brani presi da qualsiasi testo di natura religiosa appartenente alla dottrina cattolica cristiana. Nessun testo verrà suggerito o imposto dall’associazione pertanto ogni coppia partecipante e attrice dell’evento dovrà affidarsi all’ispirazione dello Spirito Santo sia sulla scelta del libro che delle stesse letture. Le letture scelte verranno lette dall’uomo e andranno a sostituirsi nella recita del Rosario che sarà a sola cura della donna, ai cinque misteri. Il momento di preghiera ed ascolto sarà ogni volta inaugurato da una preghiera iniziale di fusione a cura della donna e finirà con una preghiera di benedizione nella Divina Volontà a cura dell’uomo. Sarà premura della Comunità Rinascita far pervenire i testi della lettura delle preghiere di iniziazione e conclusione dell’evento.

Vi precisiamo che alcun intervento e altrettanto commento saranno consentiti nell’ambito della diretta se non il solo ascolto delle voci attrici, voci che ad ogni incontro cambieranno secondo l’ordine cronologico dell’adesione.

Si invita tutti a promulgare e diffondere la nascita di questo evento spirituale affinché lo stesso possa giungere ed essere condiviso da un più gran numero di persone.

Si precisa che alla diretta Google Meet possono partecipare tutti, mentre alla lettura ed alla recita del Rosario, la partecipazione è riservata alle sole coppie.

Per informazioni e adesioni rivolgersi ai seguenti canali di contatto:

Wanda: mobile 340 157 9420 oppure fax: 0874 1919406 – mail: info@rinascita.cloud

Grazie a tutti in Gesù e Maria


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