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VENERDI’ 20 NOVEMBRE – ORE 17.30
CIRCOLO SANNITICO – PIAZZA PEPE – CAMPOBASSO
“LA DONNA ALL’ALBA DEL CRISTIANESIMO”
LA DOTTORESSA DI ROCCO CI PARLERA’ DI UN ARGOMENTO MOLTO SUGGESTIVO.
VI ASPETTIAMO.
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LA DOTTORESSA DI ROCCO CI PARLERA’ DI UN ARGOMENTO MOLTO SUGGESTIVO.
VI ASPETTIAMO.
Ha creato uno dei più bei sentieri naturali dell’Appennino in Italia: la cascata di San Nicola dove le acque, con tre balzi, fanno un salto totale di circa 100 metri.
Millenni di costante e impetuoso scorrere di acque (… quanto ha da insegnare la natura!) per offrire a occhi e cuore un paesaggio idilliaco: un incredibile complesso di piscine naturali, dirupi e speroni di rocce, sorgenti e corsi d’acqua, grotte e sentieri immersi in una vegetazione fittissima, il tutto illuminato da magici riflessi di luce.
Siamo nel territorio di Guardiaregia e Campochiaro, in provincia di Campobasso, a pochi km da Sepino, presso l’Oasi del WWF, la Riserva Naturale Regionale classificata seconda in Italia per estensione.
L’Oasi è una delle più grandi e selvagge in gestione al WWF d’Italia e si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) oltre che in una Zona di Protezione Speciale (ZPS).
Nei dintorni invitiamo a scoprire tre diversi ambienti naturali.
Il Monte Mutria che con oltre 1800 mt di altezza segna il confine tra il Molise e la Campania: da quassù possiamo ammirare, nelle giornate limpide, perfino il golfo di Napoli (come ci racconta il simpatico Pietro della fattoria lì vicino). L’altra area è quella carsica della montagna di Campochiaro con le gole e gli abissi tra i più profondi d’Europa. Obbligatoria una sosta alle Gole del Torrente del Quirino (gli abissi Pozzo della Neve e Cul di Bove), spettacolari fenomeni lungo la salita del sentiero, due delle grotte carsiche che rientrano tra le più profonde d’Europa con i loro circa 1000 metri negativi.
Un’esperienza fiabesca da includere assolutamente nella lista dei luoghi più belli e incontaminati del Molise da vedere assolutamente. Viverla nella stagione autunnale, garantiamo… è ancora più affascinante! Intanto se volete scriveteci e raccontateci come è andata!
Protagonisti inconsapevoli: Pietro che ci ha accolto squisitamente insieme alla sua famiglia nella sua bella fattoria proprio nelle vicinanze. E due abitanti del paese, incontrati nella piazzetta dove regna la statua di Padre Pio… ci hanno consigliato un ottimo ristorantino dove gustare i piatti della cucina tipica molisana.



Testo e foto di Maria Vasco, fondatrice Moliseinvita ©
In giro per Guardiaregia: alla scoperta di una natura incontaminata e dei sapori di una volta.

Miti e leggende antiche che circolano discretamente nei racconti e nelle esperienze di chi non ha mai smesso di crederci… Tra questi suscitano senz’altro simpatia e stupore i racconti dei campobassani sulla leggenda “du Mazz’ Mauriell”.

Si tratta di uno strano essere, alto non più di due palmi con un viso lentigginoso e un pò beffardo, un paio di occhietti brillanti e un naso rivolto all’insù.
Sembrava che portasse in testa un berrettino scarlatto e che abitasse nei pressi del Castello Monforte a Campobasso, in una casa tutta chiusa senza finestre e con un solo grosso portone dipinto di rosso.
Per continuare con la leggenda, si mormorava molto su di lui… per esempio che andasse in giro a molestare le persone e ad atterrirle. Attenzione però a svelare la sua presenza: quel folletto si sarebbe sentito tradito e, indispettito, avrebbe fatto una pazzia!

La gente del Molise di allora diceva che viveva da solo. L’unica compagnia… un gatto nero, anch’esso un po’ fuori del comune, proprio come Mazz’ Mauriell e non miagolava mai. Il matto folletto possedeva un anello magico e, se trattato bene, diventava benefattore aiutando chi era stato buono con lui (…matto sì, ma in fondo anche buono e simpatico!).
“Non privare nessun essere umano dei suoi beni relativi e confusi, casa- patria- tradizioni- cultura, che riscaldano e nutrono l’anima e senza i quali la vita umana non è possibile”, lo diceva Simone Weil, uno dei più grandi filosofi del Novecento… Noi facciamo nostro questo pensiero e ribadiamo che le leggende sono un patrimonio culturale. Esse rappresentano un elemento importante dell‘identità di una comunità, un fattore comunicante che unisce un popolo nel suo senso di appartenenza non solo geografica, ma anche spirituale.
Cuore pulsante di una comunità, esse possono manifestare sentimenti contrastanti e sublimi nello stesso tempo, ma di certo trasmettono valori, patrimonio immateriale, tradizioni, educazione culturale dalle vecchie alle nuove generazioni e servono a sviluppare l’umanità stessa dei paesi e dei luoghi dove nascono.
“… non è certo la gloria a fornirci la misura della nostra vita, ma piuttosto la scelta di seguire la nostra leggenda personale, di credere nelle nostre utopie e di lottare per esse.” scrive così Paulo Coelho ed ha perfettamente ragione!

scritto da Pasqualino Barbieri
dr in Scienze Turistiche e divulgatore culturale
Fonte immagini: Internet
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Sarà per la fortuna di natura geografica, sarà perché già nella lontana Conferenza di Londra del 1884 si decise di uniformare a livello internazionale la misura della longitudine, sta di fatto che il punto “magico” in cui si incrocia il 42° parallelo Nord ed il 15° meridiano Est nel nostro pianeta si trova proprio nella cittadina molisana adriatica, su un piccolo cumulo di sabbia all’altezza della spiaggia di Rio Vivo, nei pressi del porto turistico e del caratteristico “paese vecchio”. A rappresentarlo un’imponente scultura in pietra lunare locale alta 7 metri e larga 4, per determinare il fuso orario ed il mezzogiorno esatto per tutta l’Europa centrale.
Ben viene l’Associazione dei Geometri e Topografi italiani – l’A.G.I.T. – che, nel 2013 e a proprie spese, ha deciso di donare alla città di Termoli un monumento celebrativo così importante.
Attualmente il sito è inserito nella rete nazionale IGM (Istituto Geografico Militare) e in quella catastale quale punto trigonometrico fondamentale, a riprova del valore scientifico dell’iniziativa.
E non andiamo fuori tema, o meglio, fuori meridiano, se citiamo in questo contesto la nostra amata Sicilia con il suo famoso vulcano Etna, posizionato appunto sul medesimo meridiano e che viene denominato “di Termoli” proprio per la comunanza di coordinate.
Ma se è vero che la misura del tempo è un fatto astronomico e non topografico – personalmente la
metterei più su un piano meramente filosofico e “illuminante” – il tempo andrebbe misurato in base a quanto e come lo si riempie di Vita, Emozioni, Gratitudine, Amore ed Esperienze, ma questo è un altro discorso… – il fascino dell’incontro di queste coordinate (Greenwich di Termoli) è dato proprio dall’incrocio tra il tempo e lo spazio e può costituire senz’altro un motivo di interesse culturale e turistico per la città.
Il Monumento rappresenta non solo l’indicazione di un parallelo, bensì la materializzazione di un incrocio tra parallelo e meridiano che stabilisce l’orario vigente in Italia. Un “sogno” che segna un tempo preciso.
Luogo ed argomenti che, pur se apparentemente astratti, possono fungere da buoni attrattori turistici consentendo un elemento di marketing del territorio, spesso vilipeso nelle sue attrazioni culturali e turistiche. La difesa di tali luoghi e la loro valorizzazione rappresentano uno snodo di conoscenza, cultura e motore di sviluppo del nostro territorio.
L’unione tra cultura, storia ed economia possono sviluppare nuove frontiere per rilanciare anche turisticamente un territorio da proteggere e valorizzare.
E dunque quando avrete tempo ed energia, passeggiando per il porto di Termoli, venite a visitare questo luogo tra cielo, mare e terra. La curiosità, si sa, premia sempre i viaggiatori!

Lo dice Michael Althsuler ed ha ragione: “La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che il pilota sei tu”.

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