Al visitatore è offerta così la possibilità di scoprire ancora più approfonditamente ilpatrimonio Molise in tutti i suoi aspetti e di confrontarsi con gli esperti più acuti e critici negli ambiti turistici (quanto è attuale e corretto parlare di turismo non più al singolare, ma, vista la molteplicità dei settori a cui si riferisce, di turismo al plurale!).
Una piattaforma di discussione per potenziare il “valore Molise”. Un dialogo aperto volto ad approfondire e a discutere i temi più rilevanti nell’ambito turismo e territorio per il Molise, con il Molise… e non solo! Prima, durante e dopo la vostra visita in Molise dunque non esitate ad approfondire questo specialeviaggio in Molise. Grazie alla nuova sezione dedicata agli approfondimenti, visitare la sezione “Approfondimenti sul Molise” diventa così un’esperienza interattiva e coinvolgente.
Un ”sistema aperto” inserito in una promettente comunicazione del patrimonio Molise a livello nazionale ed internazionale che assicura ai visitatori la migliore qualità possibile grazie ad esperti esterni “mirati” e di altissima competenza specifica. Tutta la nostra gratitudine per la loro splendida collaborazione con cui hanno contribuito ad arricchire di contenuti, articoli, ricerche, studi e analisi la nostra sezione dedicata al Molise.
Ci auguriamo che il sitoMoliseinvita vi accompagni a scoprire da casa, vivere sul posto e condividere con gli amici, una volta tornati, le bellezze di un Molise tutto da ammirare! Continuate comodamente la navigazionee scoprite gli approfondimenti. Organizzate la vostra visita, scegliete i vostri percorsi e le attività da svolgere e sperimentate tutta la vostra voglia di ricerca!
Vivere un’esperienza unica alla scoperta di un Molise da mettere a valore giorno per giorno con coscienza e conoscenza: questo il nostro invito per voi tutti!
E se operate nel settore del turismo dei turismie desiderate partecipare propositivamente al progetto, o semplicemente volete far conoscere la vostra opinione in merito alle tematiche trattate, vi daremo il benvenuto con la pubblicazione del vostro articolo. Scriveteci: info@moliseinvita.it
Con l’aumentare in tutto il mondo dell’attenzione verso i temi ambientali, anche lo sviluppo sostenibile del turismo incomincia a ritagliarsi spazi di notorietà sempre più consistenti.
Con il termine turismo sostenibile, l’Organizzazione Mondiale del Turismo definisce quel turismo che gestisce tutte le risorse, garantendo allo stesso tempo risposte ai bisogni economici come anche a quelli sociali e ambientali. Quindi, si tratta di un turismo inteso non come consumatore di ambiente e patrimonio culturale ma come fattore fondamentale per preservarne l’integrità e garantirne lo sviluppo.
Per cui è sostenibile se: fa un uso ottimale delle risorse ambientali, non altera i processi ecologici essenziali e contribuisce nel preservare il patrimonio naturale e la biodiversità; rispetta l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conserva il loro stile di vita e i valori della tradizione, contribuisce alla reciproca comprensione culturale, promuove la tolleranza;
assicura iniziative economiche sostenibili nel lungo periodo, genera benefici socio-economici per tutti gli stakeholder, realizza opportunità per migliorare il benessere della collettività e contribuisce ad alleviare la povertà.
Nell’epoca del turismo globale, ossia del turismo di tutti e in tutti i luoghi, non ci sono più luoghi da scoprire: ciò che conta è l’ESPERIENZA.
Il “turista di terza generazione” ha il desiderio di vivere una vacanza unica, fare esperienza di luoghi nuovi e differenti, di ricevere servizi personalizzati e di scoprire cose autentiche. Vuole immergersi nella cultura locale, nella natura, nella storia, nella tradizione, in situazioni uniche, difficilmente replicabili. Non gli interessa solamente visitare un luogo nuovo, ma vuole soprattutto avere la possibilità di stabilire nuove relazioni, principalmente con i residenti,capaci di trasmettere l’ ESSENZA DEL LOCAL.
Con l’autenticità e l’esperienza, si valica il confine della “semplice vacanza” e ci si affaccia alla conoscenza di un nuovo stile di vita. Dei nuovi itinerari, permetterebbero di far emergere a loro volta, nuove destinazioni turistiche che altrimenti rimarrebbero fuori dai circuiti. In questo modo, verrebbero promosse e gestite, assieme alle autorità locali a agli attori operativi sul territorio, nuove attività capaci di riposizionare il territorio nel mercato turistico, come eventi, specifici corsi nei settori tradizionali (enogastronomia, artigianato, ecc), percorsi tra innovazione e tradizione (tratturi – ad esempio “Sulle orme dei Sanniti”) natura (oasi, laghi, fiumi, biodiversità) usi, feste, costumi. Un turismo definito per tali ragioni ESPERIENZIALE, si amalgama perfettamente col concetto di SOSTENIBILITA ’su esposto e: genera un prodotto di altra qualità, espressione del territorio in cui è inserito (senza intaccare l’ambiente); contribuisce a sviluppare e a mettere a sistema l’offerta turistica locale; contribuisce a fermare l’abbandono ed il conseguente spopolamento dei piccoli centri dell’interno.
Veicolando i flussi turistici dalla zona costiera a quella interna, attraverso la sinergia tra specifiche strutture turistiche (alberghi diffusi, campeggi, agrivillaggi, agriturismi, fattorie didattiche lungo i tratturi) ed itinerari creati ad-hoc, (esposti in seguito), emerge la visione di un territorio inteso come SISTEMA VITALE, capace di esprimere delle potenzialità che possono essere trasformate in possibilità di sviluppo attraverso un percorso strategico opportunamente identificato ed implementato. Ci consentono di ragionare in termini di pianificazione turistico-territoriale mettendo in atto, quindi, quel “processo integrato che definisce le risorse, analizza lo scenario, individua i fattori critici di successo e le criticità e propone azioni di intervento per lo sviluppo sostenibile e sistemico del turismo per una specifica località”.
ESCURSIONI ITINERANTI
Cascata e Torrente Rio Vivo – Matese – Lago di Arcichiaro presso l’Oasi WWF di Guardiaregia CB
PARCO NAZIONALE, RISERVE NATURALI, OASI TIPICHE, GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA: “ LE RISORSE CHE FANNO LA DIVERSITA’” In una terra dai forti contrasti, in meno di due ore d’auto, si va dal mare ai monti, ma con il confine tra campagna e natura che non è mai in contrapposizione. Il viaggio coniuga testimonianze di civiltà dell’uomo con luoghi della natura, soprattutto insoliti.La DIVERSITA’ del Molise nell’epoca del GLOBAL, deriva proprio da questo lungo rapporto mutualistico uomo-natura caratterizzato da elementi insostituibili, irripetibili e non trasferibili. La Regione Molise ha recentemente definito la propria normativa sulle aree naturali, adeguandola alle esigenze del territorio. Le Riserve naturali statali sono 4; si aggiunge il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ricade nel territorio molisano. Presenti anche due oasi di protezione faunistica. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: (4000 ha) – Le Mainarde, sul confine della regione, sono diversità nello stesso Parco e non hanno nulla da invidiare alle Alpi; Riserve Naturali Mab dell’Unesco di Montedimezzo (300 ha) eCollemeluccio (420 ha): laboratorio a cielo aperto con 18 itinerari nella natura più autentica per educare all’utilizzo oculato del territorio; Oasi WWF di Guardiaregia e Campochiaro (2172 ha): tra i boschi e prati più importanti d’Italia, spiccano il canyon del Quirino, i 1050 metri di profondità del pozzo della Neve, e i 100 metri della cascata San Nicola; Oasi LIPU di Casacalenda (135 ha): l’insieme dei vari ambienti e il divieto di caccia, hanno creato il rifugio ideale per le oltre 110 specie di uccelli; Riserva Torrente Callora (50 ha); Riserva naturale di Pesche(540 ha).
Da menzionare il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a circa 1450 m. slm, gestito da cooperative locali e dall’Università degli Studi del Molise.
A collegare tante gemme, provvedono sia le strade moderne che i tratturi.
PARCO DEI TRATTURI
Il Parco dei Tratturi istituito dalla Regione Molise l’11/04/1997 l.r. n.9 per la salvaguardia di un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani; le “autostrade del passato” rappresentavano veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. Manifestazione naturale dell’orografia del territorio, queste strade particolari, disposte come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci) sulle quali sono sorti più di 60 centri abitati, sono da considerare veri e propri musei all’aperto, in cui si trovano testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell’uomo. Dal punto di vista naturalistico e geografico, i tratturi si sviluppano per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi.
I più antichi ed importanti: Il Celano-Foggia (circa 200 km); Il Castel di Sangro-Lucera (circa 127 km); Il Pescasseroli-Candela (circa 211 km); Il “Tratturo del Re” che collegava L’Aquila a Foggia(circa 243 km) è quello che meglio rappresenta la società della Transumanza (ossia la pastorizia trasmigrante) nel periodo aragonese. Solo in Molise è possibile ancora andare a cavallo per decine di chilometri attraverso questi “Giganti Verdi” ed ammirarli nella loro ampiezza originale di 111,6 metri con relativi limiti in pietra ai lati. Da ricordare infine, che nel 1976, con Decreto del Ministero per i Beni Culturali, i Tratturi sono stati dichiarati di “…particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale della Regione Molise” ponendo di fatto i Tratturi sotto la stessa giurisdizione delle opere d’arte.
Il Molise idrograficoè costituito dai bacini dei fiumi Sangro, Trigno, Biferno, Fortore, Volturno e da torrenti e valloni intermedi. Non tutti questi corsi d’acqua, però, scorrono interamente nel Molise, per cui la superficie molisana risulta molto più ampia di quella amministrativa.
Esistono laghi naturali di piccole dimensioni. Tra essi illaghetto di Carpinone, sull’altopiano di Frosolone, quelloCannavina, nell’alta valle del fiume Trigno, e quello comunemente chiamato dei Castrati, di originevulcanica.Degni di rilievo sono, invece, ibacini artificiali che hanno aggiunto nuove possibilità turistiche al territorio. Tra essi: Il lago del Liscione o di Guardialfiera: ottenuto per effetto dello sbarramento del corso del fiume Biferno con unadiga do 497 metri. Le sue sponde più agibili sono diventate meta turistica con itinerari escursionistici nella natura, percorsi per disabili, capanni per il birdwathing, sentieri di fitness;
Il lago di Occhito, anello di congiunzione tra l’antico contado di Molise con ilTavoliere delle Puglie, è un suggestivo richiamo turistico per gli aspetti naturalistici e la pescosità delle sue acque;
Il bacino di Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia; le rive di questo poderoso sbarramento, di grande interesse paesaggistico, si propongono come meta turistica soprattutto per i pescasportivi, per gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela.
Sono quei beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi come elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostropianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione scientifica della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico-ricreativi. Secondo uno studio realizzato dall’Università del Molise, il territorio molisano è stato suddiviso in sette grandi aree di riferimento sia in base alla caratterizzazione dei contesti territoriali in cui ricadono i singoli geositi, sia per gli aspetti concernenti la valorizzazione degli stessi: Alto Molise: ospita 17geositi censiti; oltre a diverse aree protette (su esposte) ZPS e siti SIC, da segnalare la presenza di uno dei siti archeologici più importanti nel panorama regionale: il Parco Archeologico di Pietrabbondante. Tale territorio è interessato dai seguenti tratturi: Ateleta-Biferno-S.Andrea, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera; Mainarde-M.ti di Venafro-Alto Volturno: ospita 16 geositi, aree protette, ZPS e siti SIC; tra le aree di valore storico-archeologico:il sito di Isernia La Pineta e l’Abbazia Benedettina di S.Vincenzo al Volturno; l’area è interessata dal tratturo Castel di Sangro-Lucera; Montagnola di Frosolone: ospita 7 geositi, aree naturalistiche e SIC; tra le aree di valore storico archeologico: le antiche difese sannitiche del IV secolo a.C.; l’area è interessata da un tratto del tratturo Castel di Sangro – Lucera; Matese – Conca di Boiano – Sepino: anche qui, numerose aree naturalistiche, ZPS, SIC; tra i siti di valore storico-archeologico: l’area di Altilia (Sepino) e del Santuario Italico d’Ercole Quirino (Campochiaro). Il territorio è attraversato dai seguenti tratturi e bracci: Pescasseroli-Candela e Cortile-Matese; Molise Centrale: presenta un’estensione di circa 1500 kmq ed ospita un consistente numero di geositi (16). Numerose aree SIC e ZPS. L’area è interessata dai tratturi Castel di Sangro- Lucera, Celano-Foggia e dai bracci Cortile-Matese e Cortile Centocelle; Basso Molise: l’area ospita 5 geositi, numerose aree protetteed è interessata dai tratturi Celano-Foggia, Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco;
Fascia costiera: 7 geositi censiti, numerose aree SIC e ZPS; l’area è interessata dai tratturi L’Aquila-Foggia, Ururi-Serracapriola (tratturo minore), Ateleta-Biferno-S.Andrea e Centurelle-Montesecco.
TRADIZIONI POPOLARI
La maggior parte dei comuni molisani, conserva ancora vive molte feste tradizionali; alcune, di origine medioevali o risalenti a culti pagani ancora più antichi, altre più recenti, sono comunque emozionanti in egual misura. Di seguito, le più significative e spettacolari di alcuni comuni della regione, seguendo un percorso cronologico, che comprende l’intero arco dell’anno: Le prime feste dell’anno ed il Carnevale:Colli a Volturno, Acquaviva d’Isernia. Tufara, Cercepiccola, Rocchetta al Volturno, Bagnoli del Trigno, S.Croce di Magliano; La Primavera: le Carresi di Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, San Giuliano del Sannio, Acquaviva Collecroce; Giugno:i Misteri di Campobasso; Luglio: la Festa del Grano di Jelsi; Estate:Termoli (San Basso), Capracotta (La Pezzata). Riccia (Sagra dell’Uva), Isernia (Pellegrinaggio l Santuario dei Santi Cosma e Damiano); La Faglia di Oratino
Evento nel Molise – ‘Ndocciata di Agnone, riconosciuto “Patrimonio d’Italia per la tradizione” | Agnone IS MOLISE
La ‘Ndocciata di Agnone (Natale)
Alla luce di quanto esposto, si tratta di puntare su un nuovo modello di sviluppo socio-economico-territoriale; un modello alternativo caratterizzato da un melting-pot di risorse territoriali eccezionali, uniche, irripetibili, autentiche; un modello capace di “invertire la rotta” dalla concentrazione costiera o montana delle principali attività economico-turistiche. In quest’ottica, gli obiettivi su cui dovrebbe puntare una progettazione territoriale del turismo, diventano quelli di migliorare le condizioni insediative e l’organizzazione degli spazi, di veicolare, localizzare, gestire le attività sul territorio allo scopo di ottimizzare la qualità urbana, ristabilendo il giusto equilibrio tra “interno” ed “esterno”, “urbano” e “rurale”, “globale” e “locale”.
Alessandro Ranieri dott. in Scienze Turistiche e studioso di Pianificazione territoriale urbanistica e paesaggistico-ambientale
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“Il Molise, la regione dove si cammina”, potrebbe essere il motto evocativo, in senso reale e metaforico, di un tratto distintivo dell’offerta e della promozione turistica regionale in ambito nazionale e internazionale. Se uno degli obiettivi dell’Università del Molise, che ha nella sede di Termoli uno dei poli più significativi per gli studi turistici in Italia, è quello di studiare e progettare il turismo in un contesto regionale, non può passare inosservata una esperienza consolidata come quella di “Cammina Molise”, l’iniziativa promossa dall’Associazione culturale “la Terra” di Duronia, tenacemente guidata da Giovanni Germano, che nei due decenni di attività ha consentito a migliaia di persone di conoscere e apprezzare questa terra visitandola a piedi, con una modalità originale, capace di coniugare, attraverso una sorta di pellegrinaggio laico e conviviale, la conoscenza del paesaggio, l’ospitalità della popolazione, la pervasività del patrimonio culturale, con la genuinità e l’eccellenza dei prodotti agricoli, artigianali e dell’alimentazione.
In un contesto come quello molisano, fortemente territorializzato, il turismo culturale, l’agriturismo,
l’ecoturismo e il turismo enogastronomico, cioè l’insieme dei turismi riferiti alla sfera ambientale e culturale, divengono, oltre che obiettivo economico, anche occasione per rafforzare il capitale umano e sociale, il sistema delle relazioni a livello regionale e l’identità stessa dei luoghi e delle comunità locali. Per questo la crescita di un turismo integrato e sostenibile deve essere alimentata da un adeguato sistema di governo e di organizzazione del territorio, affinché questo sia conosciuto e tutelato, fruito e apprezzato prima di tutto dai suoi abitanti. Dal lato delle istituzioni e del mondo imprenditoriale occorre promuovere una più marcata integrazione dell’offerta turistica complessiva, di cui ad esempio l’enogastronomia costituisce un segmento significativo, ma che non può essere intesa come separata dai centri storici, dalle aree protette, dalle testimonianze archeologiche e culturali in senso lato, dalle feste e dalle tradizioni popolari.
Il profilo storico di questo insieme di risorse, accumulato essenzialmente nel tempo lungo della civiltà agricola e pastorale, risulta essenziale per coglierne appieno le potenzialità turistiche e le possibilità della sua patrimonializzazione anche in chiave economica oltre che culturale. In tempi di globalizzazione e di crisi questa forza del locale (ben distinto dal localismo) può essere l’anello per collegare efficacemente economia e turismo, lavoro e formazione, città e campagna, vecchie e nuove generazioni. Il territorio percorso e vissuto, cioè “camminato”, rivisitato e reinterpretato può diventare luogo di difesa dalla crisi, valorizzando i caratteri identitari dei patrimoni locali.
Tra ambiente e cultura, il turismo a piedi sembra essere uno strumento ideale per l’integrazione dell’offerta territoriale e anche per sperimentare il passaggio dal turismo di massa al turismo dell’esperienza, che rappresenta l’attuale fase della storia del turismo, nella quale più che luoghi da visitare i turisti cercano luoghi da vivere. E camminare significa vivere un luogo, piuttosto che trapassarlo come una freccia, sperimentarne l’accoglienza, la spontaneità, cogliere il tutto in paesaggio circoscritto come quello dell’orizzonte del camminatore.
Il Molise è una regione piccola con molta varietà (di paesaggi, di ambienti, di risorse, di insediamento, di culture) che la rende interessante dal punto di vista della progettazione turistica. Nel tempo ci sono stati molti progetti, ma poche pratiche. L’esperienza ventennale di “Cammina Molise” è una pratica, non più soltanto un progetto. Se si potessero progettare e replicare iniziative come questa, ci sarebbero sicuramente nuove opportunità per il sistema turistico molisano, per la conoscenza e la fruizione del variegato patrimonio storico-culturale.
Il territorio molisano, non toccato dai grandi flussi turistici di massa e dalle infrastrutture che altrove hanno stravolto l’ambiente e ferito il paesaggio, ha conservato indenne ciò che oggi è indispensabile per attivare in concreto “un turismo sostenibile di qualità”. Però occorrono consapevolezza, riconoscimento delle risorse locali e politiche di sistema. Attualmente, nonostante i meritevoli sforzi promozionali già compiuti, appaiono ancora deboli i processi di qualificazione e di integrazione dell’offerta turistica. La frammentazione delle esperienze e la sporadicità dell’azione non consentono ancora di parlare di un vero e proprio sistema turistico regionale. In questo senso occorre richiamare, accanto al ruolo indispensabile dell’iniziativa locale e delle forze endogene, l’importanza delle politiche regionali e locali, e il ruolo della formazione sullo sfondo di un sostegno ancora necessario da parte delle politiche nazionali ed europee. Il turismo del camminare e la connessa rete di itinerari, a partire da quella storica dei tratturi, potrebbe essere il perno qualificante attraverso cui conferire concretezza e distintività al sistema turistico territoriale.
C’è la necessità di trovare elementi caratterizzanti, tratti forti nella comunicazione della potenziale immagine turistica del Molise: il turismo a piedi può essere uno di questi. Il Molise può essere indicato come “la regione dove si cammina” nella quale, viste anche le sue dimensioni e la sua varietà, è possibile raggiungere a piedi, in modo slow e ravvicinato, paesaggi, paesi, cibi, aree protette, siti archeologici, costa, montagna, tradizioni. L’esperienza di “Cammina Molise” indica che questa possibilità esiste e che è fattibile un progetto che articoli lungo l’intero anno, quindi destagionalizzando, iniziative similari che interessino le diverse aree della regione e possano essere rivolte ad un pubblico internazionale, nazionale e locale.
Come Università del Molise, specialmente con la nostra sede di Termoli, siamo interessati e pronti qualora ci fosse la volontà di lavorare e lanciare un progetto del genere. Forti dell’esperienza dei corsi di laurea sul turismo e sui beni culturali, del Centro studi sui sistemi turistici e degli altri laboratori di ricerca, diamo la nostra disponibilità, come Unimol, per la progettazione, la gestione e la comunicazione di un progetto integrato sul turismo a piedi in Molise, naturalmente d’intesa con i livelli istituzionali di riferimento (a partire da quello regionale) e in rapporto con chi fino ad oggi ha portato avanti con successo l’esperienza pilota di Cammina Molise e le altre iniziative a carattere territoriale o ecomusealeche hanno avviato in concreto questa opportunità.
Ovviamente ciò richiederebbe non solo progettazione e marketing, ma anche un rafforzamento dell’offerta e dei servizi sul territorio: dagli itinerari all’ospitalità, dagli animatori alle guide e a tutti gli operatori coinvolti. E qui diventa fondamentale il tema delle risorse umane, rappresentate in prospettiva dai nostri studenti e dai nostri laureati anche in chiave occupazionale. Oltre alle nuove tecnologie, il ruolo della formazione e della ricerca risulta quindi di fondamentale importanza per costruire un tessuto sempre più ampio di analisi, competenze, capacità innovative e mentalità imprenditoriali, senza alterare il quadro paesaggistico e infrastrutturale: impariamo a fare con quel che c’è, migliorandolo, perfezionandolo e mettendolo a sistema senza stravolgerlo. E’ questo ciò che sembra interessare di più al turista di oggi.
Uno sguardo sulla cucina molisana tra tradizione e innovazione…
Cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. (Heinz Beck).
Dedicato alla salute dei molisani e a tutti gli abitanti del pianeta!
A volte si sente dire se esiste una cucina molisana. Ed è una domanda che si sente ripetere con la stessa frequenza con la quale fino a non molto tempo fa si sentiva dire: dov’è il Molise?
Se a rendere incerta l’identità e addirittura l’esistenza del Molise hanno concorso il lungo isolamento e la data relativamente recente della sua autonomia regionale, a lasciare nel vago la fisionomia gastronomica molisana ha contribuito certamente la quasi totale mancanza di ricerche e di produzione letteraria nonostante la grande fioritura di studi sulle cucine regionali avutasi in questi anni.
L’interrogativo sulla esistenza di una cucina molisana, a ben guardare, nasce dal carattere ancora vago e indistinto dell”immagine Molise, più che da una documentata valutazione delle caratteristiche salienti dell’enogastronomia regionale.
L’isolamento , l’arretratezza economica e sociale, la fragilità e la intermittenza del dibattito culturale , la non sempre adeguata iniziativa promozionale, hanno lasciato nell’ombra, per lungo tempo, momenti rilevanti della storia regionale che avrebbero potuto suscitare, invece, attenzione e rispetto intorno al nome Molise.
La fase sannitica, così alta nella storia delle popolazioni italiche, la civiltà pastorale che si è sviluppata per secoli lungo il verde itinerario dei tratturi, la svolta riformatrice dei secoli diciottesimo e diciannovesimo , la grande ininterrotta emigrazione iniziata alla fine del secolo scorso, l’impero in provincia, la modernizzazione del secondo dopoguerra , l’attuale condizione di regione interna al bivio tra conservazione archeologica e sviluppo , la vertiginosa parabola di un ritrovamento avviato per caso alle porte di Isernia e che riconduce alla vita e alla natura di settecentomila anni fa avrebbero potuto, e lo possono ancora, essere i tratti di un profilo storico capace di allineare dignitosamente il Molise alle altre aree del Paese, capace di dare un volto , una precisa identità ad una regione considerata ‘minore’ e non significante solo perchè poco studiata e poco conosciuta.
Nella concreta condizione dei molisani , chiamati da oltre un secolo a diffuse esperienze di abbandono della loro terra e di dispersione nei quattro angoli del mondo, la mancanza di un retroterra culturale consapevole e riconoscibile si è tradotta spesso in laceranti sensazioni di abbandono e di privazione di identità.
Per questo la cucina molisana e i suoi piatti tipici sono solo una delle forme, corpose e materiali, che la storia di una regione ha assunto nel tempo; se questa storia è poco nota anche il profilo gastronomico di quel popolo risulta incerto, ma se le linee di quella storia si vogliono svelare e scoprire allora anche lo studio della cucina molisana può dare un contributo alla valorizzazione di questo straordinario patrimonio culturale che rappresenta un elemento di identità e storia di un popolo.
Avvaloriamo, dunque, l’idea che una migliore conoscenza e sistemazione delle espressioni che la cucina regionale ha assunto nel corso del tempo, tali da recuperare il portato di una tradizione antica e solida vissuta, però, con il gusto e la sensibilità di oggi, può aiutare i molisani, forse per strade minori ma non per questo meno fruttuose, a vivere una loro più chiara identità e ad affrontare con maggiore sicurezza il difficile confronto con altre aree culturali e altri centri di interesse.
Infatti vogliamo mettere la nostra attenzione proprio sulle ricette molisane così da far conoscere e gustare la produzione e la ricchezza del popolo molisano, la sua cultura e la sua identità patrimoniale e spirituale.
Gli orari degli spettacoli:
1° Gennaio alle ore 18,00 ed ore 22,00
2 Gennaio alle ore 18,00 ed ore 22,00
3 Gennaio alle ore 18,00 ed ore 22,00
4 Gennaio alle ore 22,00
6 Gennaio alle ore 18,00 ed ore 22,00